Si Sposteranno i Poli Quest’Anno
?
Di William Hutton
Molte persone a conoscenza dei
readings di Cayce sostengono che quest’anno (2000) non ci sarà
alcuno spostamento dei poli perché, così dicono, nessuno
degli altri cambiamenti terrestri predetti si è avverato. Prima
di fornire le informazioni che contraddicono questa posizione rivediamo
quei readings che dicono - o implicano - che uno spostamento dei poli
avverrà quest’anno.
“(D) Quale grande cambiamento o l’inizio di quale cambiamento,
se ce ne sarà, dovrà aver luogo sulla terra nell’anno
2000 al 2001 d.C. ?
“(R) Quando ci sarà
uno spostamento dei poli. O inizierà un nuovo ciclo.” (826-8)
“Perché queste[testimonianze]
dovevano essere tenute come era stato dato dai sacerdoti ad Atlantide
o Poseidia ... quando queste testimonianze della razza, degli sviluppi,
delle leggi pertinenti all’Uno vennero poste nelle loro camere e
dovevano essere aperte solo quando ci sarebbe stato il ritorno di quelli
nella materialità, o nell’esperienza della Terra, quando
il cambiamento sarebbe stato imminente sulla terra; il quale cambio, noi
vediamo, comincerà nel ’58 e terminerà con i cambiamenti
operati negli sconvolgimenti e con lo spostamento dei poli, dato che allora
avrà inizio il regno nel ’98 (come il tempo viene conteggiato
al presente) di quelle influenze che sono state ... mantenute da coloro
che hanno soggiornato in questo paese dei popoli semitici.” (378-16)
“Quanto ancora ai cambiamenti
fisici... ci saranno gli sconvolgimenti nell’Artico e nell’Antartico
che produrranno l’eruzione di vulcani nelle zone torride, e allora
ci sarà lo spostamento dei poli - così che dove ci sono
state quelle semi tropicali queste diventeranno più tropicali,
e vi cresceranno muschio e felci. E questi cominceranno in quei periodi
nel ’58 fino al ’98...” 3976-15
Questi readings predicono una
sequenza di avvenimenti di cambiamenti terrestri iniziando dal 1958 al
1998 che culmineranno in sconvolgimenti nelle zone polari, eruzioni vulcaniche
in aumento nelle zone torride e quindi uno spostamento dei poli nel 2000.
Ecco un breve elenco di eventi geologici che corrispondono alle predizioni
sul periodo 1958-1998:
Maggio 1960: un terremoto gigantesco di magnitudo
9,5 colpì il sud del Cile. Questo fu il terremoto più forte
in tutto il mondo nell’ultimo secolo. Sconvolgimenti catastrofici
avvennero sulla superficie terrestre e sul fondo marino, e diversi tsunami
uccisero la gente fino alle Hawaii.
Marzo 1964: Il terremoto del venerdì
santo e lo tsunami del 27 marzo devastarono Anchorage e la regione circostante.
Con magnitudo 9,2 questa scossa gigantesca fu la più grande nel
Nord America nell’ultimo secolo, e la crosta terrestre sotto il
Sund del Principe Guglielmo e delle vicinanze fu sconvolta, contorta e
spezzata.
1970-1971: questi anni raggruppano eruzioni
insolitamente frequenti dei vulcani Krafla e Hekla in Islanda (65°N)
e di Beerenberg sull’isola di Jan Mayen (71°N) nella regione
artica. Esse possono essere considerate eruzioni precursori per gli “sconvolgimenti
nell’Artico”.
Giugno 1994: la grande scossa (magnitudo
8,2) in Bolivia del 9 giugno avvenne all’enorme profondità
di quasi 400 miglia. Fu percepita in gran parte dell’emisfero occidentale
ed addirittura fece suonare la Terra come una campana, provocando tipi
di vibrazioni mai sentiti prima. Il reading 3976-15 predette che “il
Sud America sarà scosso dalla parte superiore fino alla fine...”
Tale sballottamento si avverrò durante il terremoto boliviano,
il quale presagisce il futuro del Sud America via via che i cambiamenti
terrestri che accompagnano lo spostamento dei poli si intensificano.
1993-1996: un’attività sismica
estremamente forte si verificò nell’Honshu del nord ed a
Hokkaido, Giappone, durante questo intervallo di tempo. Cinque scosse
di magnitudo 7,2 a 7,5 ed una scossa di 8,1 furono accompagnate da più
scosse di magnitudo 6 o scosse più forti di qualsiasi periodo dal
1926. Inoltre si trovò che la superficie terrestre su una zona
ampia sul lato Pacifico dell’Honshu settentrionale si era inabissata
per un periodo di 30 anni dal 1966 al 1995.
Luglio 1996: i vulcani Kilauea e Loihi delle
Hawaii sono i due vulcani della zona torrida più attivi del mondo.
Il Kilauea ha avuto continue eruzioni dal gennaio 1983. Il Loihi sommerso
- al largo di Kilauea - ha avuto eruzioni quasi continue dal 1982. L’attività
sismica ed eruttiva raggiunse il massimo nel luglio del 1996. Questi vulcani
riflettono l’aumento predetto di eruzioni in tutto il mondo nei
vulcani delle aree torride, sia sulla terra che sotto il mare.
Marzo 1998: Il grande terremoto del mare
Balleny al largo dell’Antartico fu il più grande mai rilevato
all’interno di una placca crostale oceanica. Con magnitudo 8,2 fu
anche la scossa più forte in tutto il mondo negli ultimo cinque
anni. Localizzata vicino al polo sud magnetico la scossa può essere
considerata un precursore di futuri “sconvolgimenti nell’Artico
e nell’Antartico” immediatamente prima dello spostamento dei
poli.
Ottobre 1998 - Ottobre 1999: una sequenza
insolita di 17 terremoti leggeri (magnitudo 4,5 - 4,9) e di 23 scosse
moderate (5 - 5,5) si verificò nell’alto Artico, il cui centro
si trova approssimativamente a 85,7 N e 81,4 E. Questa sequenza può
essere un precursore di un innalzamento crostale sotto l’Oceano
Artico vicino al punto più alto del mondo.
Sconvolgimenti dal 1998
Diversi sconvolgimenti che si
sono verificati dalla fine dell’intervallo di 40 anni dal 1958 al
1998 sembrano coincidere con gli sconvolgimenti menzionati nella lettura
378-16:
La Turchia nordoccidentale fu
scossa da un terremoto di magnitudo 7,4 il 17 agosto 1999. La magnitudo
del tremolio fu pari alla scossa più forte dell’ultimo secolo
in quel paese. Le separazioni orizzontali lungo vari segmenti della falda
Anatolica settentrionale si avvicinarono a 16 piedi, e si notarono sollevamenti
verticali fino a 7 piedi. Forse 20 000 persone furono uccise, e ad Istanbul
si verificarono dei danni considerevoli causati dal terremoto. Poi il
12 novembre 1999 si verificò un terremoto di magnitudo 7,1 a 70
miglia ad est della precedente scossa di agosto, sulla stessa falda, producendo
ulteriori cambiamenti crostali.
Il 21 settembre 1999 Taiwan
fu colpito dal terremoto più forte dell’ultimo secolo vicino
a Chi-Chi. Spaccature estese della superficie si verificarono ad oltre
53 miglia dalla falda di Chelungpu. La dislocazione orizzontale massima
di 32 piedi è fra le dislocazioni di falda maggiori mai misurati
nei terremoti moderni. Il fiume Tachia fu tagliato da un sollevamento
verticale di 25 piedi che creò una nuova cascata.
Meccanismo possibile dello spostamento dei poli
Di solito si crede che lo spostamento
dei poli sia dovuto ad una nuova distribuzione della massa nel mantello
e nella crosta terrestri. Il nostro pianeta è più stabile
quando le sue parti più massicce sono più lontano dal suo
asse di rotazione; vale a dire sull’equatore. Se dovesse verificarsi
una ridistribuzione da qualche parte su una Terra altrimenti uniforme
il pianeta tornerebbe ad orientarsi così che la concentrazione
di massa si muoverebbe verso l’equatore. Nell’ultimo secolo
il polo nord si è mosso di circa 33 piedi verso il Canada orientale.
Questo è dovuto ad un Vero Vagabondaggio Polare (VVP) o spostamento
di tutto il mantello e della crosta terrestre in relazione al nucleo della
Terra.
Pensate al fatto che l’asse
di rotazione della Terra è fissa rispetto alle stelle e che la
crosta e il mantello si muovono lentamente come la buccia e la polpa di
una pesca sopra il suo nocciolo. Se osservassimo il punto (polo) in cui
l’asse di rotazione incontra la superficie della Terra il polo sembrerebbe
spostarsi se la crosta ed il mantello si muovessero orizzontalmente al
di sotto di esso. Questo è lo spostamento dei poli del tipo VVP.
L’altro tipo di spostamento dei poli, non preso in considerazione
qui, comporta il movimento dell’asse di rotazione terrestre stessa.
V. Courtillot e J. Besse, scienziati
dell’Istitute de Physique du Globe a Parigi, nel 1987 offrirono
una spiegazione provocatoria del VVP. Proposero che l’emissione
di correnti termali caldi di materiale nello strato di confine fra il
nucleo e il mantello della Terra porta ad aumenti nella convezione del
mantello, ad anomalie nella massa vicino alla superficie della Terra ed
infine al vero vagabondaggio polare. Assumeremo qui che le “correnti
termali calde” degli scienziati siano equivalenti agli “sconvolgimenti
nell’interiore della terra” menzionati nel seguente reading:
“(D) Di che tipo ed estensione
sarà lo sconvolgimento nel ’36 ?
“(R) Le guerre, gli sconvolgimenti
nell’interiore della terra e lo spostamento della stessa per mezzo
della differenziazione nell’asse rispetto alle posizioni dal centro
della Stella Polare.” (5748-6)
Visto che non ci sembra essere
alcuna prova chiara che l’asse rotazionale della terra fosse differenziata
rispetto alle posizioni misurate nel 1936 relative alla Stella Polare
assumeremo che “lo spostamento dello stesso” si riferisca
allo spostamento dell’asse del nucleo interiore della Terra.
Dal 1996 i sismologi sanno che
il nucleo interiore della Terra di ferro solido sta ruotando liberamente
all’interno di un nucleo esterno di ferro fuso, praticamente facendo
del nucleo interiore un pianeta all’interno di un pianeta. Inoltre
l’asse del nucleo rotante è inclinato di alcuni gradi rispetto
all’asse di rotazione nord-sud della Terra. Perciò se “lo
spostamento dello stesso” si riferisce ad uno spostamento nell’asse
rotazionale del nucleo interiore nel 1936 ci aspetteremmo che tale spostamento
produca sconvolgimenti nell’ “atmosfera” fusa del nucleo,
generando nuovi - o accelerando numerosi esistenti - pennacchi di materiale
di mantello nascente. Inoltre tali pennacchi nascenti potrebbero ridistribuire
abbastanza massa per causare lo spostamento dei poli quest’anno
(2000), circa 64 anni dopo gli sconvolgimenti interiori della Terra e
lo spostamento nell’asse del nucleo nel 1936. Alla luce del reading
5748-6 come sopra, della nuova ricerca sul nucleo della Terra e il lavoro
di Courtillot e Besse potremmo aspettarci che il tipo di spostamento dei
poli predetto per quest’anno comporti il movimento di tutto il mantello
della Terra rispetto al nucleo; cioè VVP.
I geofisici pensano che VVP
sia azionato in definitiva da cicli di calore che scorrono dal nucleo
della Terra verso il mantello e quindi in superficie attraverso dei pennacchi
nascenti di materiale incandescente del mantello. Uno strato chiamato
strato D” marca il confine fra il nucleo e il mantello. Le capacità
di condurre il calore di questo strato sono recentemente state esaminate
da O.Anderson all’UCLA. La sua analisi dei recenti dati teorici
e di laboratorio per il D” lo portò a concludere il seguente:
“...Assumo che il numero
di pennacchi associati ai punti caldi [come le Hawaii, lo Yellowstone
e i punti caldi dell’Islanda] sia sostanzialmente più basso
del numero totale di pennacchi attivi. Alcuni modelli numerici implicano
che i pennacchi immaturi possano essere abbondanti dal 50 al 75% quanto
i pennacchi dei punti caldi... Inoltre il calore convettivo può
essere trasmesso in cicli alla superficie della Terra, ad intervalli producendo
immense eruzioni molto al di sopra del livello di oggi ...Questa produzione
episodica di calore convettivo significa che oggi ci deve essere più
forza [termica] nei pennacchi [già nel mantello] di quanta non
fosse stata misurata dai punti caldi [esistenti].”
Se il calore convettivo viene
trasmesso in cicli alla superficie della Terra, “producendo ad intervalli
delle eruzioni immense”, possiamo avere la base fisica per il reading
3653-1. Dice che la prossima distruzione della maggior parte di vita sulla
Terra sarà “non per mezzo dell’acqua ... ma piuttosto
per mezzo degli elementi, il fuoco.”
Ecco un quadro speculativo di
ciò che potrebbe succedere fra adesso e il 2001 se si presume che
uno spostamento dei poli di tipo VVP abbia effettivamente luogo. E’
un quadro basato su una combinazione dei readings di Cayce e le intuizioni
scientifiche date sopra.
Almeno dal 1936 dei pennacchi
nascenti diretti verso i poli di denso materiale di mantello hanno cominciato
a produrre anomalie nella massa distante dall’asse nelle regioni
artiche ed antartiche. Le teste dei pennacchi che comprimono la base della
crosta nelle regioni polari stanno cominciando a causarvi degli sconvolgimenti,
rendendo nota la presenza dei pennacchi. La maggior parte di queste masse
nascenti di materiale di mantello si sta avvicinando di più all’asse
di rotazione della Terra di quanto non fosse nei loro punti di origine.
Questo farà presto sì che la terra ruoti di poco più
velocemente, proprio come i pattinatori artistici sviluppano movimenti
rotatori portando le braccia all’interno e poi in alto sopra la
testa. Un aumento della frequenza di rotazione della Terra di un solo
secondo al giorno può aumentare la convessità equatoriale
della terra di circa 20 pollici.
La convessità equatoriale del nostro pianeta è dovuta alla
forza centrifuga del suo corpo in rotazione, una forza che è al
suo massimo all’equatore. La forza è così grande che
la forma della Terra è come una sfera leggermente schiacciata e
il suo diametro all’equatore è di circa 27 miglia superiore
al diametro che esiste ai poli. L’oceano liquido risponde immediatamente
ai cambiamenti nelle forze centrifughe planetarie. Se la frequenza della
rotazione terrestre aumenta di qualche secondo al giorno anche i liquidi
magmatici incandescenti nei vulcani della zona equatoriale risponderanno,
in modo solo leggermente meno veloce delle acque dell’oceano, alla
forza centrifuga accresciuta in quel luogo. Questo causerà delle
eruzioni vulcaniche nelle “aree torride” confinanti con l’equatore.
Una situazione di questo genere dovrebbe verificarsi all’incirca
adesso. Se lo farà durerà solo poco tempo.
E’ così perché
le masse di mantello che stanno salendo nelle regioni polari non influenzeranno
solo la frequenza di rotazione della Terra. Quelle masse ridistribuite
influenzeranno l’oscillazione in atto dell’asse di rotazione
e il VVP in atto, le quali per tutto l’ultimo secolo videro il Polo
Nord essere trascinato verso sud lungo la longitudine di 79,2° ovest.
Gli sconvolgimenti del materiale di mantello nelle regioni artiche ed
Antartiche cambieranno il carattere dell’oscillazione e faranno
sì che l’attuale, lento VVP sviluppi una nuova direzione
di moto ed aumenti di velocità. Allora saremo in grado di dire
che un importante spostamento dei poli è davvero in atto.
E’ impossibile conoscere
la distanza coperta dallo spostamento dei poli, la sua direzione e la
locazione dei luoghi di riposo finali dei poli. Ho sostenuto in altro
luogo che lo spostamento sarebbe probabilmente inferiore a 10°. I
cambiamenti terrestri che lo accompagnerebbero però sarebbero catastrofici.
I primi giorni dello spostamento dei poli, nonché i cambiamenti
terrestri a seguire sembrano essere descritti in altre parte del reading
3976-15:
“Per
quanto riguarda i cambiamenti materiali che dovranno essere un presagio,
un segno per quelli che questo [ritorno di Giovanni l’amato] dovrà
verificarsi in breve tempo - come è stato dato nei tempi antichi,
il sole sarà oscurato e la terra verrà disintegrata in vari
luoghi - e poi verrà proclamato - attraverso l’intercettazione
spirituale nei cuori e nelle menti e nelle anime di quelli che hanno cercato
la Sua via - che la Sua stella è apparsa ...
“La terra verrà
disintegrata nella parte occidentale dell’America. La parte maggiore
del Giappone deve andare in mare. La parte superiore dell’Europa
sarà cambiata in un batter d’occhio. Della terra comparirà
lontano dalla costa orientale dell’America.”
Tali cambiamenti terrestri storicamente
senza precedenti potrebbero verificarsi nell’arco di diverse centinaia
di anni.
(Venture
Inward, marzo/aprile 2000)
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