LA MEDICINA DELL’ENERGIA E LA GUARIGIONE CON LE VIBRAZIONI Robert J. Grant

     L’interesse nella natura spirituale della guarigione è diffuso fra un numero crescente di medici e professionisti della salute. Come risultato una “nuova” forma di scienza medica è in procinto di essere esplorata.

     Conosciuti medici e professionisti della salute hanno discusso sulle svolte recenti della medicina complementare nella corrente principale in una recente conferenza dell’A.R.E. che esplorava la natura della guarigione vibrazionale. La maggior parte degli approcci ortodossi alla guarigione non ha tuttora posto per le vibrazioni o la medicina dell’energia. Ma alcuni ricercatori e medici stanno cominciando a sviluppare un nuovo punto di vista. Molti iniziano a comprendere che il corpo è molto di più che soltanto una macchina che può avere bisogno di riparazioni. Seguono i momenti salienti delle presentazioni della conferenza da parte di due individui all’avanguardia di questo ritorno ai principi di cui Edgar Cayce parlò più di cinquant’anni fa.

     Larry Dossey su Il Potere delle Preghiere nella Guarigione: Larry Dossey aprì la conferenza dicendo che l’argomento della preghiera ha causato una grandissima “indigestione intellettuale” fra i professionisti e i medici tradizionali.
     “Fui però rincuorato nel vedere la foto di un chirurgo che stava pregando sulla copertina di un recente Periodico dell’Associazione Medica Americana,” disse Dossey. “Questo per me simboleggiava che, sebbene la preghiera sia drammaticamente entrata in clandestinità nella medicina moderna, non è mai sparita. Per la verità, un indagine recente indica che fra il 15 e il 43% dei dottori si impegna in una forma di preghiera per i propri pazienti in qualsiasi giorno in molti ospedali americani.”
     Dossey rese l’idea che non erano stati i pazienti ad avere difficoltà nel comprendere la preghiera e la guarigione, ma che era stata l’esitazione dei medici ad accettare la preghiera come parte pratica del loro lavoro di guarigione. Eppure, Dossey è stato testimone di un cambiamento drammatico nel modo con cui le scuole mediche abbiano avvicinato le arti di guarigione nel corso dell’ultima decade.
     “Non l’avrei creduto”, disse Dossey, “se qualcuno mi avesse detto dieci anni fa che si sarebbe avverato un grande spostamento e una transizione - una spiritualità risvegliata, se volete - nella medicina americana. Ma c’è un movimento in marcia: undici fra le nostre prime, più qualificate scuole mediche negli Stati Uniti hanno inglobato dei corsi attuali per esplorare il ruolo della spiritualità nella pratica clinica. Questa è una pietra miliare, un evento storico nell’educazione medica americana.”
     Dossey aggiunse che tra un terzo e metà di tutte le scuole mediche ha sviluppato dei corsi negli ultimi tre anni dedicati alle terapie alternative. In una prospettiva ampia egli vede tali sviluppi come la fusione necessaria fra spiritualità e scienza nelle arti della guarigione. Riconosco che la medicina moderna sia stata decisamente carente nell’approfondire gli aspetti spirituali della guarigione. Come il mondo si muove rapidamente verso il ventunesimo secolo, Dossey vede molte autorità che escono dallo studio per affrontare la necessità di spiritualità pratica nella medicina moderna.
     “Quando parliamo di preghiera”, disse Dossey, penso che sia la cosa migliore riconoscere che questa non è un’idea semplice. Un libro scritto cinque anni fa elencò circa 45 diversi modi di preghiera. C’è un modo di preghiera in particolare che non causa tanta controversia nella medicina moderna. Questo primo tipo di preghiera si chiama preghiera di petizione. Quando pregate per voi stessi e questo fa qualcosa di buono non vengono sollevate molte obiezioni nei circoli medici. Se fa qualcosa di buono, allora ci sono dei modi per spiegarlo in termini scientifici: la forza della suggestione; il pensare positivo; speranza. La spiegazione della buona vecchia risposta placebo. Questa forma di preghiera di petizione non causa sconvolgimenti o indigestione nei circoli medici perché è spiegabile con i loro termini.”
     Nasce la controversia, dice Dossey, e si comincia ad andare in tilt quando i medici sentono parlare di preghiera di intercessione - il tipo di preghiera in cui la gente può aiutare gli altri anche se sono ad una grande distanza. La scienza si sente molto a disagio con questo tipo di preghiera per un motivo molto semplice: una preghiera di quel genere non può funzionare perché la scienza crede che la mente sia confinata proprio qui nel corpo. I corpi sono localizzati, ed è impossibile per una persona avere un tipo di pensiero o emozione o comprensione che cambia tutto all’esterno del corpo. In un guscio di noci, non lo si può permettere secondo le regole moderne della scienza. Sanno che la mente è nel cervello. Il cervello non va in giro a causare degli effetti distanti. Così la conclusione è che la preghiera di intercessione non può funzionare per principio. Dr. Carl Sagan afferma con decisione che le funzioni del cervello - ciò che chiamiamo mente - sono la conseguenza di anatomia e fisiologia; niente di più.”
     Scuotendo la testa e sorridendo, Dossey lasciò che questa idea fosse assorbita dal pubblico per un momento. Alcuni dei partecipanti della conferenza risero di tutto cuore. L’assemblea - e il Dr. Dossey- compresero ciò che la scienza non aveva compreso: il potere della mente quasi certamente non è ristretto ad un luogo, né ai confini del cervello. La scienza deve ancora spiegare come Edgar Cayce poteva - mentre era in trance- diagnosticare accuratamente le malattie nella persone che risedevano migliaia di miglia lontani dalla sua casa.
     Benché citasse le insufficienze della scienza con un po’ di umorismo, Dossey aggiunse velocemente le conseguenze serie di questa mentalità. “Questo punto di vista materialistico e inesatto [che la mente è un prodotto del cervello] ha avuto un effetto terribile su questa nozione che si poteva fare qualsiasi cosa per aiutare qualcuno a distanza attraverso delle cose come la preghiera di intercessione. E’ semplicemente scorretto e intendo fare qualcosa contro questa informazione sbagliata.”
     Il suo addestramento medico tradizionale e il suo interesse per la spiritualità hanno portato Dossey ad essere une dei principali proponenti della ricerca nuova e innovatrice. Egli sfida i confini correnti della ricerca scientifica e si è imbarcato a fare luce sul campo notevole e controverso della “ricerca sulle preghiere”.
     Dossey disse che il suo interesse iniziale per ricercare l’efficacia della preghiera e della guarigione nacque durante il suo primo anno di pratica medica. Membro interno all’Ospedale del Parkland Memorial Dossey raccontò la storia di un paziente che stava morendo per un cancro metastatico bilaterale ai polmoni.
     “Non c’era bisogno di un esperto per vedere che questo uomo aveva due piedi nella fossa,” disse Dossey. “In quei giorni c’era molto poco da fare per il cancro polmonare metastatico. L’uomo voleva soltanto andare a casa per morire. Ebbi cura di fare il possibile per permettergli di morire a casa.      Nel frattempo egli scelse saggiamente di rifiutare tutti i trattamenti che gli offrii.
     “Fu a questo punto che la sua chiesa mandò una delegazione all’ospedale perché pregasse per lui. Non intendo la preghiera tranquilla, silenziosa. La gente cantò degli spirituals, disse delle preghiere forti di guarigione ad alta voce. Riuscii a fatica ad arrivare al suo letto per fare le mie visite, per tutta quella gente che pregava. Onorai la sua richiesta di andare a casa, e non c’erano dubbi nella mia mente che questo ragazzo avesse soltanto pochi giorni di vita.”
     Un anno dopo, Dossey ricevette una telefonata da uno del personale dell’ospedale. “Dovresti venire a vedere il tuo vecchio paziente, Dossey,” disse l’amico. “Ho visto il tuo nome sulla sua vecchia cartella e l’hanno appena ricoverato per un caso terribile di influenza. Pensavo che potesse interessarti.”
     Il giovane medico fu sbalordito quando guardò nella stanza e vide il signore che - un anno prima - aveva avuto soltanto pochi giorni di vita a causa di un cancro polmonare metastatico.
     “Scesi al reparto di radiologia”, disse Dossey, “e presi i suoi raggi X attuali del torace e li misi di fianco alla sua vecchia cartella fatta un anno prima. Una nota interessante era stata fatta dal radiologo. Disse: ‘negli ultimi dodici mesi vi è stata una risposta fortissima alla terapia,’ I nuovi raggi X del torace erano completamente liberi da ogni forma di cancro! Sapevo che questa persona non aveva avuto assolutamente nessuna terapia, tranne la preghiera.
     “Sapevo che era stato guarito dal suo cancro per mezzo della preghiera. Questo fatto mi lanciò in una di quelle cose esistenziali. Andai da uno dei miei professori, per avere dei chiarimenti.”
     L’unico “chiarimento” che Dossey ricevette furono delle generalizzazioni vaghe da parte di altri medici che lo rendevano ancora più curioso. I ragioni per il ricupero dell’uomo erano: questo è un percorso naturale della malattia. Questa è una delle cose inspiegabili. Si consigliò a Dossey di non “agitarsi per questa cosa”.
     Per fortuna la mente curiosa del Dr. Dossey lo ha portato a nuove vedute della ricerca medica, ed è attualmente impegnato nello studio sistematico della preghiera nella guarigione. Dà delle conferenze in lungo e in largo per istituzioni mediche tradizionali e per organizzazioni come la A.R.E.
     “Non sto cercando di screditare i miei colleghi,” spiegò Dossey, “ma l'ignoranza di una guarigione innovatrice è stata la prassi della scienza fino a poco tempo fa. Per un breve periodo ho fatto come la maggior parte dei miei colleghi quando si confrontavano e inciampavano in delle cose che non possono essere spiegate e che coinvolgono la preghiera: l’ho soltanto represso totalmente.”
     Arrivò la svolta quando un collega inviò a Dossey la copia di uno studio condotto da un cardiologo all’Università della California, alla Scuola Medica di San Francisco. Era uno studio controverso a doppio cieco sugli effetti della preghiera su 393 pazienti che avevano avuto dei veri attacchi di cuore o gravi dolori al petto. Siccome tutti i pazienti coronari vengono trattati allo stesso modo quando vengono ricoverati in ospedale, l’uso della preghiera sarebbe l’unica variabile. La metà dei 393 nomi fu data a diversi gruppi di preghiera in tutti gli Stati Uniti. I nomi dei pazienti furono dati ai gruppi senza nessuna istruzione particolare, eccetto che si doveva “pregare per loro”.      I risultati della ricerca sulla preghiera furono sbalorditivi.
     “Quando lo studio fu terminato,” disse Dossey, “sembrava che al gruppo di persone ‘per cui pregare’ fosse stato concesso qualche specie di vantaggio .” C’erano meno casi di morte nel gruppo per cui si aveva pregato. Nel gruppo che non aveva ricevuto preghiere dodici persone vennero messe nei ventilatori meccanici, così che potessero continuare a respirare. Nel gruppo che aveva ricevuto preghiere nessuno aveva avuto bisogno di un ventilatore. Similmente, il gruppo per il quale avevano pregato richiedeva molto meno medicazione e antibiotici dell’altro gruppo. C’era anche un miglioramento statistico enorme fra i pazienti del gruppo ‘che aveva ricevuto preghiere’.
     “Voglio promettervi una cosa”, concluse Dossey, “se ciò che si stava valutando qui non fosse stata la preghiera ma una nuova medicina da usare nel contesto dell’infarto acuto del miocardio, sarebbe stato annunciato come una svolta medica moderna.
    Per ora le nostre compagnie farmaceutiche non sono riuscite a capire come bloccare la preghiera, così penso che questo tipo di studio non ha ricevuto il tipo di consenso che meritava.”
     Dossey riferì che quegli studi a doppio cieco vengono attuati con pazienti con AIDS, con sclerosi multipla, gruppi con Alzheimer e persone con l’artrite reumatica. In tutti gli studi quei pazienti che ricevono preghiere hanno un quoziente di sopravvivenza decisamente più alto e un’incidenza statisticamente più alta di guarigione completa.
     “La ricerca sulle preghiere ha creato tutti i tipi di controversie,” ammesse Dossey. “Certi gruppi fondamentalisti in questo paese stanno dicendo che tali studi sono blasfemi. Alcuni gruppi sono offesi perché l’orientamento religioso della persona che prega e di chi riceve la preghiera non ha assolutamente nessuna influenza. E’ stato provato che chiunque preghi per un altro può aiutare - senza riguardo all’orientamento spirituale.”
     La reazione violenta dai gruppi religiosi organizzati colse Dossey di sorpresa. Si era aspettato che tutti fossero stati felicissimi a sapere che questi studi apriranno le porte per corsi nella guarigione spirituale da essere svolti nelle scuole mediche della corrente principale.
     “Ero abbastanza ingenuo da credere veramente che tutte le religioni si fossero alzate dicendo che meraviglia! Tali dati probanti nella scienza condurranno ad altri studi ancora, e a loro volta le scoperte saranno inglobate nella medicina moderna. In altre parole, appellarsi al Divino per l’intercessione per conto di un paziente farà parte integrante del rapporto medico-paziente, e una pratica quotidiana nello scenario ospedaliero. Nessuno dei gruppi religiosi ha festeggiato. Infatti certi gruppi religiosi butterebbero via tutte queste prove che favoriscono un effetto positivo della preghiera di intercessione piuttosto che concedere un centimetro di tolleranza religiosa su questa questione.”
     Per quanto la reazione violenta sia stata scoraggiante, Dossey dice che come risultato sta nascendo un’era totalmente nuova della medicina moderna. Rifiuta di concordare con i critici che dicono che fare dei test sugli effetti della preghiera sui pazienti sia “fare dei test a Dio”. Infatti egli vede tale ricerca come un’arte sacra che reintegra di nuovo la spiritualità nella medicina.
     “Il grande paleontologo e scolaro gesuita Pierre Teilhard de Chardin disse che la ricerca è la forma più elevata dell’adorazione,” disse Dossey. “E senza riguardo alla controversia e alla reazione violenta, dietro la ricerca c’è un punto e un ideale centrali.
     “Vi è una qualità correlata con l’effetto della preghiera ed è qualcosa che suona molto démodé. E’ l’amore. E se l’individuo che fa la preghiera non ha compassione e comprensione e amore e un profondo senso di un vero atteggiamento altruista per la persona che riceve la preghiera, questi esperimenti non funzionano molto bene. L’amore è la chiave al successo in questi esperimenti.”
     Un’amica e collega di Dossey che si dedica allo studio e all’intensificazione del processo di guarigione definì la sua ricerca sulla preghiera in questo modo:
     “Quando faccio uno studio sulla preghiera immagino nell’esperimento di apparecchiare la più stupenda tavola nella mia stanza che si possa immaginare, e preparo il pasto più esotico e invitante e lo metto in tavola quando ogni cosa è assolutamente perfetta. Poi vado alla porta d’ingresso della casa e la spalanco e guardo se qualcuno arriva. Se l’Onnipotente viene a pranzo e si manifesta al tavolo (l’esperimento), allora l’ho reso sufficientemente invitante. Se lo studio non funziona, allora la prossima volta devo farlo più invitante.”
     E’ l’opinione di Larry Dossey che c’è un bisogno urgente che scienza e spiritualità si combinino alla svelta. L’integrazione di nuovi corsi nelle scuole di medicina sulla spiritualità e la guarigione spirituale è un passo nella giusta direzione.
     “Mi ritrovo con questo profondo senso di urgenza per ciò che succede nella nostra cultura , mentre proviamo di mettere scienza e spiritualità insieme. Mi trovo in accordo con Whitehead che disse una volta: ‘Non è un’esagerazione quando dico che il futuro corso della storia dipende dalla decisione di questa generazione sui rapporti fra scienza e religione.’ E sono d’accordo con l’ex ministro della cultura francese, il grande romanziere francese André Malraux, che disse: ‘Il ventunesimo secolo sarà spirituale o non sarà affatto.’ ”
     Le parole di Dossey fanno eco agli avvertimenti delle letture di Cayce che le preghiere di alcuni hanno salvato una città; le preghiere di dieci possono salvare una nazione.
                                                                                             (The New Millennium, aprile/maggio 1997)

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