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sabato 15 dicembre 2018
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Edgar Cayce - La Crescita Spirituale, la Preghiera e la Meditazione

L'interiorità dell'anima, affidarsi a Dio attraverso la meditazione

Edgar Cayce - La Crescita Spirituale, la Preghiera e la Meditazione
Uno dei temi fondamentali che compaiono nelle letture riguarda il nostro rapporto con la Forza Creatrice. In considerazione di ciò, durante un periodo di undici anni, dal 1931 al 1942, Edgar Cayce realizzò una serie di centotrenta letture per un gruppo di persone interessate alle leggi spirituali (il “gruppo di studio n°1”). Bisogna sapere che all’inizio certi membri del gruppo desideravano sviluppare i propri poteri psichici. Cayce disse loro che dovevano piuttosto occuparsi del progresso della loro anima. Spiegò loro che, a seconda delle loro necessità personali e del motivo della loro presente incarnazione, le loro facoltà extrasensoriali sarebbero scaturite dalla loro perseveranza nell’analizzare e nel mettere in pratica i principi universali. 

Le informazioni compilate dal gruppo di studio n°1, a cominciare da questa serie di letture, diede origine al libro “Alla ricerca di Dio”. Esso espone concetti spirituali applicabili nella vita quotidiana. Ci desta alla verità, ci fa comprendere la nostra autentica natura divina e ci conduce verso la Luce. Ci rivela lo scopo dell’esistenza e ci aiuta a compiere la nostra missione sulla Terra. Ci porta la pace, la speranza e la sublime felicità di sentirci in armonia con il Creatore nonché con i nostri simili. Mostrando che facciamo parte di Dio e che siamo uno in Lui, esso ci sprona a contribuire all’edificazione di un mondo migliore e a diventare nobili strumenti della volontà del Signore, espressioni pure dell’amore universale. I precetti che offre sono stati accolti da persone di ogni tendenza religiosa. Essi continuano ad ispirare e a trasformare innumerevoli persone, permettendo loro di elevare il proprio livello di coscienza attraverso la preghiera, la meditazione, la cooperazione, la fede, la pazienza e l’altruismo. Oggigiorno esistono nel mondo molti “gruppi di studio” - nome generico dei gruppi di discussione che si riuniscono periodicamente presso dei privati per approfondire i temi affrontati nelle letture di Edgar Cayce. 

Secondo Cayce, siamo degli esseri spirituali attualmente incarnati sulla Terra. In effetti, l’uomo non è un corpo fisico dotato di un’anima, bensì un’anima che si trova nella materia per trarre vantaggio dalle sue esperienze e per ritornare alla Fonte suprema. Anche nella Bibbia vediamo che l’essere spirituale (Genesi 1) fu creato prima dell’essere fisico (Genesi 2). Dato che comprendere e manifestare il nostro vero rapporto con Dio e la Creazione costituisce la finalità della nostra presenza sulla Terra, dovremmo meditare regolarmente. Notiamo che Cayce menzionava e raccomandava la meditazione già nel 1921, quando nel mondo occidentale spesso si ignorava ancora di cosa si trattasse. Fu negli anni ‘70 che si cominciò a parlarne, benché per molti essa continuasse ad essere una nozione sorprendente o curiosa, propria alle religioni orientali. Da allora, ricerche cliniche hanno dimostrato la sua influenza salutare. Numerosi medici la riconoscono ormai come un mezzo efficace per ridurre l’ipertensione, per diminuire lo stress e per raggiungere la serenità. 

Meditare consiste nel calmare il nostro corpo e la nostra mente, e nel cessare di concentrare la nostra attenzione sul mondo esteriore, al fine di unirci a Dio nel silenzio del nostro santuario interiore. La meditazione opera favorevolmente sul piano fisico, rilassando il corpo ; sul piano mentale, calmando il cuore ed il pensiero ; sul piano spirituale, rinnovando l'energia vitale e stimolando i nostri attributi divini. Questo ci permette di condurre un’esistenza più utile, di migliorare i nostri rapporti con le persone che ci circondano e di far fronte con coraggio alle nostre difficoltà. Dedicando ogni giorno un momento a liberare la mente dalle molteplici preoccupazioni che l’assalgono, ricuperiamo la piena coscienza della nostra essenza divina. Possiamo dire che pregare è rivolgerci a Dio e parlarGli, mentre invece meditare significa ascoltare Dio lasciandoci istruire e guidare dalla parte del nostro essere che si trova in costante comunione con l’Infinito. 

Applicando alcune regole molto semplici, la meditazione è alla portata di tutti, e persino i novizi percepiscono gli effetti benefici incommensurabili. 

1) • Nel primo punto richiede che si adotti una posizione confortevole ; molti scelgono di sedersi su una sedia, con la schiena diritta, i piedi piatti sul pavimento, gli occhi chiusi, le mani sulle ginocchia o su a ogni lato. Cominciare a rilassarsi effettuando delle respirazioni lente e profonde - inspirare a fondo e trattenere un po’ d’aria nei polmoni prima di espirare dolcemente. Allo stesso tempo, cercare con la mente le tensioni esistenti nel corpo, ed eliminarle l’una dopo l’altra impiegando l’immaginazione o massaggiando le zone corrispondenti con le punta delle dita. 

2) • Il secondo punto consiste nel concentrarsi su un pensiero pacifico ed ispirante, chiamato “affermazione” : per esempio, “la pace mi avvolge e regna in me” ; “io sono in uno stato di rilassamento totale” ; un verso della Bibbia ; un’aforisma spirituale come “Dio è amore”. Conviene impedire che la mente vaghi o si smarrisca in altre considerazioni, come i lavori da svolgere o gli ultimi avvenimenti. Dopo aver riflettuto sul messaggio dell’affermazione, pesando con cura ogni parola, è importante immedesimarsi nel suo significato. In effetti, le impressioni provate nell’essere interiore sono molto più incisive delle parole stesse. Così non basta ripetere “Dio è amore”, perché è il sentimento che accompagna questa asserzione a conferirle la sua forza e la sua ampiezza. 

3) • Il terzo punto rappresenta la meditazione vera e propria. Essa richiede di stare in silenzio, immergendosi nei sentimenti suscitati dall’affermazione. Appena la mente vaga, concentrarsi nuovamente dapprima sul senso delle parole dell’affermazione, poi sui sentimenti che queste suscitano. Non bisogna scoraggiarsi : focalizzare l’attenzione su una sola asserzione richiede tempo e allenamento. All’inizio, osservare il silenzio per cinque minuti circa, ma arrivare fino a quindici o venti minuti dopo un certo esercizio. 

4) • Il quarto punto consiste nell’inviare dei pensieri buoni o delle preghiere ad altre persone prima di terminare la seduta di meditazione. Per esempio, nel caso in cui l’amore è stato scelto come tema centrale, rivolgere questo sentimento verso i propri cari o a chiunque ne abbia bisogno. 

Praticandola ogni giorno, la meditazione diventa ogni volta più facile, e la quiete che emana da questi momenti di concentrazione silenziosa e di raccoglimento si riflette su tutti gli aspetti della vita. 

A differenza di coloro che sostengono che la mente deve restare inattiva perché si lascia distrarre facilmente ed altera il processo di meditazione, Cayce dichiara nelle letture che il potere creativo del pensiero può essere utilizzato in maniera adeguata per raggiungere un alto grado di armonizzazione con la Fonte universale. 

Meditare regolarmente ci mette sulla via della guarigione fisica, mentale e spirituale. Grazie alle affermazioni costruttive che impieghiamo e all’ideale che manteniamo durante la meditazione, le nostre tendenze negative scompaiono, sostituite da atteggiamenti più positivi. 

In generale, perdiamo delle ore in occupazioni futili, quando un breve momento riservato alla preghiera e alla meditazione ci procurerebbe più pace, gioia e pienezza di ogni altra attività. Cerchiamo dapprima il regno di Dio, che è dentro di noi. Il verbo e le promesse divini sono eterni : invochiamo il Signore, sapendo che siamo il tempio del Dio vivente, che l’Altissimo risiede nel nostro santuario interiore. Nel silenzio della meditazione, una volta che il corpo è rilassato, il pensiero sereno e la preoccupazione dimenticata, ci apriamo alla nostra natura spirituale e ci uniamo alla Forza Creatrice. 

Le letture di Edgar Cayce sottolineano che tutti dovrebbero meditare, poiché la comunione con Dio è primordiale. In effetti, l’anima, il nostro essere superiore, non si compiace che nel Divino ed aspira a fondersi nel seno del Creatore. La meditazione assidua ci aiuta ad esprimere la nostra relazione intima con il Signore, ad applicare i principi universali nella vita quotidiana, a distinguere l’onnipresenza di Dio e a prepararci perché la transizione che chiamiamo morte costituisca un passo supplementare verso una comprensione sempre più perfetta del Padre. 


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Opere Consigliate 


“A Search for God” 

 “Meditation and the Mind of Man” - Herbert Puryear e Mark Thurston  

 “Soul-Purpose, Discovering and Fulfilling Your Destiny” - Mark Thurston



>>>Approfondisci nelle Sezioni: - Enciclopedia della Salute Olistica -  / - I Piani di Cura -  / - Il Corpo Umano -  / - La Dieta -   
                                   

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