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sabato 21 settembre 2019

Introduzione alle Letture di E.C. su Salute e Guarigione

Qualunque sia la malattia o il disturbo di cui ci occupiamo, è importante considerare alcuni
principi fondamentali su salute e guarigione. Queste sono le premesse su cui si basano tutte le
informazioni sulla salute che Edgar Cayce ci passa. Per coloro che vorrebbero affrontare uno studio
più approfondito di questi principi fondamentali, la cartella d’archivio raccomandata è
intitolata “Principi di guarigione”. Qui, in modo essenziale, sono esposte le idee trovate nella
cartella. Queste potrebbero dimostrarsi molto utili per studiare più in profondità il malessere
specifico che abbiamo bisogno di curare. La prima idea fondamentale sulla guarigione vuole che
noi manteniamo un equilibrio creativo tra due principi:
1. La guarigione viene dall'infinito – cioè, dalla sintonia e armonia con la nostra fonte spirituale.
L'infinito è altrettanto accessibile e a disposizione nel mondo fisico, visibile, come lo è nell'ambito
dell’invisibile.
2. Allo stesso tempo, ognuno di noi deve prendersi la responsabilità per il proprio processo di
guarigione. Nessuno può permettersi di restare semplicemente ad aspettare in modo passivo che
essa arrivi.
Questo secondo principio – l'esigenza di prendersi le proprie responsabilità – può assumere varie
forme. Per esempio, la guarigione richiede sintonia, e nessuno conosce meglio di noi stessi cosa ci
ha condotto fuori sintonia in passato. Spesso, se guardiamo attentamente le nostre vite, possiamo
notare (senza aver bisogno di un dotato chiaroveggente medico come Edgar Cayce) qual é la causa
della nostra malattia.
Per fare un altro esempio del prendersi la propria responsabilità, sappiamo che il corpo umano
possiede un meraviglioso slancio innato a guarirsi, ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Un osso
rotto cercherà naturalmente di aggiustarsi; tuttavia, la frattura ha bisogno di essere sistemata nel
modo dovuto per far si che la guarigione sia completa ed effettiva.
Un altro importante principio fa riferimento alla medicina dell'energia, un nuovo campo del quale
Edgar Cayce fu un pioniere. Le sue letture parlano insistentemente del ruolo giocato dalle
vibrazioni o forze vibratorie – fino al livello dei singoli atomi. Secondo Cayce, c’è un tipo di
consapevolezza che é presente in ogni atomo. Sebbene la maggior parte dei passaggi sulla fisica
della guarigione sembrino piuttosto esoterici, potrebbe essere per noi più semplice seguire
l’analogia con l'accordatura di uno strumento musicale. Un violino o un pianoforte non accordato fa
una musica aspra e discordante – che è simbolo di malattia e disagio. Proprio come un abile
musicista può riaccordare lo strumento, noi sperimentiamo la guarigione quando le nostre
vibrazioni – fino al livello atomico – sono armonizzate correttamente. In essenza, la guarigione è
un cambiamento di vibrazione che avviene dall'interno. L'equilibrio tra il corpo, la mente, e lo
spirito è un'altra chiave per entrare nella filosofia della guarigione di Edgar Cayce. Per far si che la
essa sia completa e duratura, dobbiamo riconoscere e soddisfare i bisogni di
ognuno di questi tre livelli. Nessuna malattia o disturbo può essere curato
efficacemente ad uno soltanto di essi.
Inoltre, Edgar Cayce afferma che il corpo umano resterà naturalmente in salute –
e addirittura ringiovanirà – se una sorta di equilibrio interiore può essere
mantenuto. Il “disagio” comincia quando una parte del corpo assorbe energia da
un’altra parte. Una porzione di un organismo si può sovraccaricare di forza
vitale creativa, mentre un altra porzione rimane denutrita. Il risultato è il graduale disgregarsi del
corpo e l'inizio della malattia. L'opposto di questo processo di disgregazione è il ringiovanimento.
Le letture affermano che noi stiamo continuamente ricostruendo i nostri corpi. Ogni sette anni
tutte le cellule vengono rimpiazzate. Se noi lo permettiamo, i nostri corpi trasformeranno ogni
problema e rianimeranno qualsiasi condizione. Ma le nostre abitudini acquisite di solito bloccano
questo potenziale di guarigione – le abitudini nell’agire e, in modo ancora più marcato, quelle
mentali.
Che ruolo hanno i farmaci e la medicina nel processo di guarigione? La filosofia di Edgar Cayce
scorge chiaramente un posto per loro, ma ci invita a stare molto attenti a non fraintendere il modo in
cui funzionano e a non aspettarsi da loro più di quanto sia ragionevole. Ogni metodo di cura cerca
di creare un’esperienza di unità, nella speranza di stimolare di conseguenza un analoga risposta
nel corpo. Per certe persone in certe situazioni, un farmaco può essere il modo migliore di ottenere
tale risultato – proprio come, in altri casi, la chirurgia potrebbe essere il modo migliore per
stimolare la guarigione. Le medicine possono essere un applicazione pratica dell’unica forza vitale.
Occasionalmente devono essere molto potenti nelle loro reazioni per permettere al paziente di
superare una fase di acuto malessere. Ma Edgar Cayce ripetutamente incoraggiò a considerare le
formule erboristiche che lui raccomandava come tonici e stimolanti, piuttosto che le medicine.
Il lato pericoloso delle medicine é il loro potenziale di far diminuire il lavoro di guarigione proprio
del corpo. A questo Edgar Cayce alludeva quando metteva in guardia contro i “palliativi” che
ingannano l’anima con mezze verità e sollievo momentaneo. É anche ciò che voleva dire quando
avvertiva che non ci dovremmo affidare a nessuna circostanza al di fuori di noi stessi che possa
essere assimilata dal corpo dall'esterno. Questo per dire che si possono prendere le medicine che il
medico di fiducia ci prescrive. Ma teniamo bene a mente che ciò che queste sostanze chimiche
possono fare é di offrire temporaneamente – ed in qualche modo artificialmente al nostro corpo un
esperienza di maggiore unità. La guarigione che fa veramente presa e dura nel tempo deve arrivare
dal cambiamento della propria consapevolezza e vibrazione interiore. Ciò avviene più
efficacemente per mezzo di un consistente e persistente sforzo umano (cioè impegnando i propri
desideri, scopi e volontà) – cose che le pillole ci consentono troppo facilmente di eludere.
La filosofia della guarigione di Edgar Cayce comprende altre intuizioni che possono aiutarci ad
evitare incomprensioni. Per esempio, un principio afferma che le migliori procedure di cura qualche
volta provocano un temporaneo peggioramento delle condizioni. Se non riconoscessimo questa
possibilità, potremmo lasciar perdere appena prima che i benefici comincino a presentarsi. Un
principio strettamente correlato afferma che quando un corpo ristabilisce la sua sintonia, tende ad
essere più sensibile. Ancora, se noi fraintendiamo questa accresciuta sensibilità,
potremmo non accorgerci dei benefici che lentamente vengono procurati.
La mente è un punto focale di altri processi di guarigione. La mente inconscia
gioca un ruolo in molte malattie e disturbi. Un esempio è il fattore karmico nei
problemi di salute. Ricordi di incarnazioni precedenti, conservati nella mente
dell'anima, possono scatenare problemi corporei. Di certo, non dovremmo spingerci
fino a supporre che qualsiasi problema di salute ha radici nelle vite precedenti;
nondimeno, la prospettiva della reincarnazione può aiutarci a comprendere ciò con cui
possibilmente stiamo interagendo mentre cerchiamo la guarigione.
Il familiare assioma di Edgar Cayce: “E’ la mente che costruisce”, ci porta a chiederci con
precisione quali atteggiamenti ed emozioni meglio favoriscono la guarigione. Le letture ne mettono
in evidenza alcuni:
• L’accettazione di se stessi. Nel momento in cui ci sbarazziamo dell’autocondanna, facciamo
spazio alle forze della guarigione perché entrino.
• Ottimismo e speranza. Siamo incoraggiati ad aspettarci la guarigione.
• Pazienza. É molto più veloce distruggere la salute che ricostruirla. Dobbiamo avere la volontà di
investire pazientemente il tempo richiesto.
Insieme a questi atteggiamenti ed emozioni specifiche, siamo invitati ad usare il potenziale creativo
della visualizzazione per stimolare la nostra stessa guarigione. La capacità di produrre immagini
della mente può venir indirizzata in modo tale che noi possiamo “vedere” la trasformazione della
guarigione in svolgimento. Questo non si può raggiungere in una sola sessione di visualizzazione.
Come tutti gli approcci salutisti di Edgar Cayce, richiede perseveranza e funziona meglio insieme
ad altri metodi di cura.
Forse il principio più importante della relazione della mente con la guarigione riguarda la finalità.
Una persona può temporaneamente sperimentare una guarigione esteriore – cioè soltanto nel corpo
fisico – tuttavia essere ancora spiritualmente malata. Cos’è che cura l’anima? Un impegno per una
vita finalizzata. Non uno scopo qualunque, ma piuttosto qualcosa che rifletta l’interesse per il
prossimo. Occasionalmente una lettura di Edgar Cayce avrebbe fatto questa domanda alla persona
che stava male: Che faresti della tua vita se tu fossi guarito? L’opinione della fonte medianica di
Edgar Cayce era semplice: Perché correggere la condizione fisica a meno che non abbia luogo
anche una correzione interiore? Le persone che cercano la guarigione sia interiore che esteriore
sono i migliori candidati per ritrovare la loro salute e vitalità. Nella filosofia di Edgar Cayce, la
guarigione dovrebbe renderci idonei ad essere più utili per il prossimo.
Con in mente questo ideale di servizio, potremmo anche chiederci come fare ad essere canali di
guarigione per il prossimo. Che principi governano i nostri sforzi di portare guarigione a coloro
per i quali proviamo interesse? Un principio si basa sulle connessioni spirituali che esistono tra
tutte le persone. Afferma che nel momento in cui portiamo l’esperienza di unità nella propria
consapevolezza, questo può aiutare profondamente qualcun altro a sperimentare l’unità, la sintonia
e la guarigione. Il modo di esprimersi di Edgar Cayce era: ¨...innalzare la Coscienza di Cristo in te
stesso ad un tale livello che essa possa fluire al di fuori verso chi tu la indirizzeresti”. (2817)
Perché ciò sia più efficace, chi riceve deve desiderare tale aiuto ed aver richiesto preghiere per la
guarigione. Certamente, possiamo sempre pregare per qualcuno, anche se quell’individuo non l’ha
chiesto. Ma é importante che noi non presumiamo di sapere cos’è che ci vuole nella vita di ogni
persona. Per qualcuno che non ha chiesto specificamente la nostra preghiera, noi possiamo offrire
semplicemente preghiere di protezione e benedizione, invece di cercare di orientare energie di
guarigione verso quella persona o per una condizione specifica.
In sintesi, le letture di Edgar Cayce ci rammentano che il nostro stato naturale é l'integrità e la
salute. Una saggezza innata dentro noi stessi sa ciò che serve per la guarigione. Ci dovremmo
aspettare di star bene, e voler fare la nostra parte per renderlo possibile.

(Mark Thurston Ph. D., dal Circulating File sulla Depressione, Vol. 1)

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