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venerdì 7 agosto 2020

Che cosa dobbiamo fare con Gesù ?

Io sono il buon pastore: il buon pastore offre la vita per le pecore ... Io sono il buon pastore, conosco
le mie pecore, e le mie pecore conoscono me. Come il Padre conosce me, così conosco il Padre: e
offro la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest’ovile: anche queste io devo
condurre, e ascolteranno la mia voce, e diventeranno un solo gregge, e un solo pastore. (Giovanni
10:11, 14-16)
Per un periodo di tre anni Gesù il Nazareno ammassò un gruppo di seguaci che avrebbero infine
iniziato una delle più grandi trasformazioni religiose che il mondo avrebbe mai conosciuta. Queste
persone, da tutti i sentieri e stazioni della vita, Lo seguirono per le Sue promesse, il fascini della Sua
presenza, e l’impatto del Suo ministero. Forse, più che qualsiasi altra cosa, erano i miracoli di
guarigione di Gesù che all’inizio attirarono così tanto a Lui. La sua fama si diffuse in tutta la Terra
Santa e, quasi con altrettanta rapidità, nacquero i dissensi sul chi era questo Uomo? Il consenso
unanime su quell’unica domanda ha eluso gran parte dell’umanità negli ultimi 2000 anni.
In tutta la storia le prospettive che la gente ha avuto sulla vita e gli insegnamenti di Gesù sono state
varie, spesso anche in contrasto fra di loro. Alcuni individui coinvolti nelle cosiddette “filosofie
della New Age” o negli studi religiosi comparativi hanno spesso deciso che Gesù fosse “solo un
insegnante”. Altri hanno deciso di ignorarLo del tutto. E’ stato solo un profeta? I membri delle
religioni non cristiane possono aver ignorato la Sua vita e il Suo ministero. Altri possono aver detto:
“Be’, i cristiani sono stati crudeli con me, e perciò Gesù non mi interessa.” E’ stato un Uomo che ha
commesso bestemmia pensando a Se Stesso come Dio? Persino fra coloro che si chiamano cristiani
non esiste un accordo perfetto sulla Sua divinità. Come risultato delle dispute sul significato della
Sua vita e del Suo ministero ci sono dozzine di fazioni confessionali, accuse di eresia, scismi di fede
e innumerevoli guerre. E’ stato l’unico Figlio di Dio? E’ stato un Dio che divenne umano, o è
sempre stato un Dio? Queste e molte altre domande abbondano.
Cercare di comprendere la natura di Gesù e il significato della Sua vita è qualcosa che la maggior
parte di noi ha fatto. Da bambino, crescendo nella chiesa cattolica, ebbi la massima difficoltà a
capire uno degli insegnamenti religiosi che era la credenza che solo coloro che erano battezzati
avevano la possibilità di salvarsi. Non potevo fare a meno di preoccuparmi di coloro che non
avevano mai sentito di Gesù o quelli che erano stati morti molto prima che Egli fosse nato o quelli
che sembravano molto spirituali, ma erano di un'altra fede. Se eravamo tutti figli di Dio, perché Dio
non voleva darci tutti la stessa possibilità di andare in paradiso? Benché ci fossero sicuramente dei
tentativi di rispondere a questa mia domanda, le risposte non soddisfacevano il mio bisogno di
logica. Semplicemente non ci sembrava essere alcun senso nel fatto che Dio avesse stabilito le cose
in quel modo.
Nello stesso periodo all’incirca scoprii che anche quelli che sapevano di Gesù non erano
necessariamente d’accordo l’uno con l’altro. Infatti, crescere nello Utah in una casa cattolica voleva
dire fare alcuni brevi incontri con il pregiudizio che mi confusero le idee del tutto e che addirittura
mi ferirono. L’estate scorsa, più di trent’anni più tardi, incontrò nuovamente il “pregiudizio
religioso”, quando due individui di una grande compagnia di audiovisivi si rifiutarono con me su un
progetto che stavo facendo per l’A.R.E., a causa del mio legame con il materiale di Edgar Cayce e
perché loro erano dei “cristiani rinati”. Era ancora doloroso e alquanto ironico pensare che certe
persone non volevano aver a che fare con me, perché loro amavano Gesù.
Continuano fino ad oggi storie sull’evitare gli altri e su animosità incredibili a cui cristiani e non
cristiani allo stesso modo si sono sottoposti reciprocamente per questa questione di Gesù. Di fronte
a tale disaccordo e confusione qualsiasi tentativo per una riconciliazione fra le fazioni deve essere
impossibile. Oppure no? C’è forse un altro modo di considerare la vita di Gesù in una maniera che
unifichi piuttosto che dividere l’umanità? La prospettiva trovata nel materiale di Edgar Cayce
suggerisce che esiste, ed è una prospettiva che offre alcune intuizioni stimolanti e profonde.
Per la maggior parte di noi, indifferentemente dalla nostra formazione religiosa - se ci chiamiamo
cristiani, ebrei, musulmani, buddisti o indù, o anche agnostici - il Gesù con cui siamo stati cresciuti
non è necessariamente il Gesù nei readings di Edgar Cayce. Però, se lo esaminiamo da vicino,
sembra il Gesù che incontriamo nella Bibbia. Guardiamo più da vicino la prospettiva dei readings.
Chi è stato questo Gesù di Nazareth? E che cosa dobbiamo fare con questo Uomo?
Gesù come Fratello Maggiore
Queste cose ve le ho dette, affinché in me possiate avere pace. Nel mondo avrete delle tribolazioni:
ma state allegri; io ho superato il mondo. (Giovanni 16:33)
Essenzialmente i readings presentano Gesù come il nostro “Fratello maggiore”, come un’anima che
venne per mostrare ad ognuno di noi la via del ritorno alla nostra Fonte spirituale, manifestando in
modo perfetto le leggi del Creatore. Parte della Sua missione fu dimostrare pienamente la
consapevolezza vivente dello Spirito sulla terra - qualcosa che ognuno di noi dovrà fare col tempo.
Alla fine saremo tutti sfidati a manifestare lo stesso modello nella nostra vita attraverso servizio e
amore incondizionato. Infatti, la vita di Gesù fatto di servizio per gli altri ci dà un esempio per tutta
l’umanità. Come dichiara un reading:
Poiché il Maestro, Gesù, proprio il Cristo, è il modello per ogni uomo sulla terra, che egli sia
pagano o ebreo, parto o greco. Poiché tutti hanno il modello, che facciano appello a quel nome o
no... 3528-1
Questo modello di perfezione viene chiamato la Coscienza Cristica, “descritta come la
consapevolezza in ogni anima, impressa come schema sulla mente e in attesa di essere risvegliata
dalla volontà, dall’unità dell’anima con Dio.” (5749-14) Indifferentemente dalle credenze religiose
o personali degli individui questo modello di Cristo esiste come potenziale in ogni fibra del loro
essere. E’ quella parte di noi tutti che è in perfetto accordo con il Creatore e che sta semplicemente
in attesa per trovare espressione nella nostra vita.
Un uomo di trentotto anni, che principalmente desiderava delle informazioni supplementari su come
poter manifestare meglio lo scopo della sua vita, chiese un chiarimento sulle parole “Gesù” e
“Cristo”:
D- Qual è il significato e l’importanza delle parole Gesù e Cristo . . .?
R- Proprio come indicato. Gesù è l’uomo - l’attività, la mente, i rapporti che aveva con gli altri. Sì,
Egli pensava agli amici, Egli era amorevole, Egli era gentile, Egli era dolce. Egli diventò fragile,
Egli diventò debole - eppure ottenne quella forza che Egli ha promesso, nel diventare il Cristo,
soddisfacendo e superando il mondo ! Tu sei reso forte - nel corpo, nella mente, nell’anima e nello
scopo - da quel potere nel Cristo. Quindi, il potere è il Cristo. Il è modello in Gesù. 2533-7
Questo potere trasformativo della Coscienza Cristica viene risvegliata quando gli individui agiscono
in accordo con il modello stabilito dall’esempio della vita di Gesù. Infatti, questo risveglio è lo
scopo essenziale per cui ogni anima entra nella vita:
D- Qual è lo scopo principale di questa incarnazione ?
R- Per glorificare la Coscienza Cristica sulla terra - nella vita di coloro con cui vieni a contatto , e
per viverla tu stesso. 2441-4
In altre parole, uno degli scopi per ognuno di noi è vivere un “ministero di guarigione”. Ciò che
Gesù ha fatto, lo siamo chiamati tutti a fare, e dal racconto biblico è chiaro che Egli guarì chiunque
Gli si presentò.
Hugh Lynn Cayce era solito riferirsi allo stesso argomento quando diceva: “Guariamo o feriamo
ogni singolo individuo con cui veniamo a contatto attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le
nostre azioni.” L’impatto che abbiamo gli uni con gli altri è incalcolabile. Eppure, se lo
desideriamo, i nostri passi possono essere guidati lungo il sentiero della nostra vita, perché Gesù è
un Maestro vivente, un Fratello maggiore che ci assisterà nella nostra vita quotidiana e ci indicherà
la direzione che dobbiamo prendere. Essenzialmente possiamo aspettarci che quella direzione sia il
servizio agli altri - ciò che Cayce a volte chiamava “preferire” qualcun altro o mettere le loro
necessità al primo posto:
...“Amatevi l’un l’altro”, in tale modo che tu preferisca persino quelli che parlano male di te sopra
di te, persino colui che vorrebbe farti del male, persino colui che parla in modo sgarbato, ingiusto;
tu preferisci loro e il loro approccio a quel trono al di sopra del tu sé. Questo è il modo. Questa è la
via, la Sua via. Poiché Egli è la via, la verità e la luce. In Lui non vi è oscurità. . . E troverai, come
arrivano i giorni, come passano le settimane, che ti sarà mostrato giorno per giorno il passo
successivo. 683-2
Gesù come Maestro Vivente
Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me, e io in te, siano anch’essi in noi una cosa
sola: perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a
loro; perché siano una cosa sola, proprio come noi . . . (Giovanni 17:21-22)
Proprio come un fratello più grande può a volte fornire introspezione e consigli per alcune delle
difficoltà della vita - perché egli o ella le ha passate prima - Gesù come Fratello maggiore può
assisterci nell’affrontare le sfide della vita. Ciò che può sorprendere gli individui è che questo fatto
non ha nulla a che fare con la religione, ha a che fare con spiritualità e con la scoperta del nostro
vero rapporto con Dio - un rapporto che condividiamo con Gesù.
Quando chiese come affrontare le difficoltà personali un individuo ebbe come risposta:
Riguardo al come affrontare ogni problema: Portalo a Gesù! Egli è la tua risposta. Egli è Vita, Luce
e Immortalità. Egli è Verità, ed è tuo Fratello maggiore. . . “Che cosa vorrebbe Gesù che io facessi”
per ogni domanda nei tuoi rapporti con il tuo prossimo, nella tua casa, nei tuoi problemi giorno per
giorno. Questa piuttosto dovrebbe essere la domanda, più che “Che cosa dovrei fare?” 1326-1
Alcuni anni fa un’esperienza personale mi convinse che l’interesse del nostro Fratello maggiore
nella direzione della nostra vita non è semplicemente un credo intellettuale o una questione di fede;
è, invece, una verità letterale. Una notte, dopo un incontro molto inspirante del gruppo di studio,
tornai a casa e mi preparai per addormentarmi. Una parte della discussione di gruppo di quella sera
era stata l’idea che fosse possibile ricevere una guida utile e significativa dai nostri sogni. Con ciò
in mente misi un taccuino e una penna sul mio comodino e scrissi la domanda: “Che tipo di guida
posso ricevere per la mia crescita spirituale personale?” Una parte del sogno che ebbi quella notte è
come segue:
“. . . ero in Egitto. William (un individuo che conobbi attraverso l’A.R.E.) disse che un uomo con
degli occhi bellissimi, circondato dalla luce, mi stava aspettando in una parte di un’altra piramide.
Sapevo che l’uomo era Gesù e che ero in ritardo, perché Egli mi aveva aspettato per molto, molto
tempo. Strada facendo passai vicino ai miei genitori che, penso, mi dissero di sbrigarmi.
“Arrivai all’altra piramide e Gesù era veramente circondato dalla luce. Aveva un aspetto così
amorevole e comprensivo, e allo stesso tempo sembrava così ‘a casa’ in mezzo a tutta la gente che
Gli sedeva intorno. Mi fece sedere vicino a Lui, e tutti cominciarono a farmi delle domande su dei
passi di danza che Gesù, apparentemente, mi aveva insegnato, e mi chiesero di voler insegnare a
loro ciò che avevo imparato. Ricordai vagamente il fatto che Gesù mi aveva insegnato alcuni passi
di danza, ma non mi ricordavo come erano, eppure mi ritrovai a dire a tutti che avrei senz’altro
insegnato loro ciò che avevo imparato. Gesù mi guardò amorevolmente di tanto in tanto, e una volta
dovetti fermarmi quando mi resi conto che stavo pensando una cosa poco gentile di un’altra
persona...Gesù mi guardò e mi ricordò ciò che avevo pensato e mi disse che, più che ogni altra cosa,
avevo bisogno di cominciare a lavorare sui miei pensieri...” Diario dei Sogni, 18 maggio, 1982
Mi svegliai la mattina dopo, convinto di aver ricevuto una risposta specifica alla mia domanda, ed
era una risposta che era venuta da Gesù Stesso. In aggiunta, il sogno mi dava anche una possibile
introspezione sull’aver lavorato nel passato con le parole di Gesù e con le leggi universali.
L’idea che lo Spirito sia profondamente impegnato nelle attività del mondo materiale non è poi
tanto straordinaria, considerando la verità sulla natura dell’umanità. Dalla prospettiva dei readings
non siamo semplicemente dei corpi fisici con delle anime, ma invece siamo degli esseri spirituali
che si manifestano sulla terra. La dinamica di questo legame profondo e letterale con Dio può essere
trovata in tutta la sacra scrittura - cominciano con la Genesi, quando leggiamo che Dio fece gli
umani nell’immagine del Creatore. Ma il nostro rapporto con Dio come nostro Genitore non è stato
forse descritto più chiaramente che nella parabola del Figliol Prodigo (Luca 15:11-24).
Questa parabola, raccontata da Gesù, descrive chiaramente il viaggio dell’anima: all’inizio siamo
stati con Dio; attraverso la forza del nostro libero arbitrio eravamo in grado di fare delle scelte che
non erano necessariamente in perfetto accordo con il Creatore. A un certo punto “sorgeremo” e
decideremo di ritornare alla volontà perfetta di Dio per noi - ed Egli ci incontrerà, mentre siamo
ancora molto distanti. Infatti, i readings constatano: “L’anima deve quindi ritornare - ritornerà - al
suo Creatore.” (272-9)
Uomo o Dio ? Come Noi o del Tutto Unico?
. . . Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo? (Matteo 27:22)
E’ semplicemente un fatto storico che la vita di questo Uomo abbia influenzato profondamente il
corso degli eventi umani. Questo è innegabile. Oltre a questo però c’è poca concordanza. Molto
semplicemente, la domanda ancora aperta è se Gesù era il Figlio di Dio o meno. Per secoli i cristiani
hanno risposto di sì emotivamente, i non cristiani, altrettanto emotivamente, hanno risposto di no.
Ma anche fra i cristiani, ulteriori domande hanno spesso solo complicato il problema del come
diverso Gesù è dal resto di noi: Se Egli è diventato umano, questo non fa supporre che Egli era
come noi? Ma se Egli era come noi, come poteva essere Dio? Generalmente la risposta sta da
qualche parte nel mezzo: Egli era come noi, eppure non come noi.
I readings di Edgar Cayce offrono un’altra alternativa. Infatti, da questo punto di vista i non cristiani
hanno ragione nella loro posizione che Gesù non era l’unico Figlio di Dio, ma la ragione potrebbe
essere molto diversa da qualsiasi cosa che possano immaginare. I readings non solo affermano che
Gesù era il Figlio di Dio, ma constatano anche la stessa cosa di ognuno di noi: noi siamo tutti figli
di Dio e fondamentalmente, un figlio non è diverso da qualsiasi altro. In altre parole: Gesù era come
ognuno di noi e, in definitiva, ognuno di noi è destinato ad essere come Lui.
Sebbene tale idea possa dapprima ripugnare a molte persone, si trova la prova per questa premessa
sia nella Bibbia che nel materiale di Edgar Cayce. Parlando dell’umanità, Gesù Stesso dichiara:
“Essi non sono del mondo, proprio come io non sono del mondo.” (Giovanni 17:16)
Sorprendentemente forse, un uomo d’affari ebreo arrivò a questa stessa conclusione settant’anni fa
nelle domande che pose in un reading di Cayce basato su un reading precedente:
D- “Gesù fu fatto perfetto, Dio entrò nel Suo. Noi siamo uomini non ancora perfetti, Dio non ancora
uguale a Dio. Egli rappresenta il nostro cosiddetto futuro, il sentiero al trono.”
R- Corretto. Egli è il sentiero al trono, in quanto noi, uomo, dobbiamo diventare come quell’Uno
che dirige la via.
D- “. . Come noi, Gesù era sia Dio sia Uomo, finché Egli diventò solo Dio.”
R- Corretto. 900-100
Prima di offenderci per questa incredibile possibilità, gridando accuse di eresia o credendo che
l’idea sia l’opera del diavolo, dobbiamo guardare da vicino la vita di Gesù. Non troveremo soltanto
che Egli fu accusato di bestemmia per questa stessa pretesa, ma troveremo che Egli affermò questa
verità per ognuno di noi:
Io e il Padre siamo una cosa sola. Poi presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro,
Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?
Gli risposero, dicendo, Non ti lapidiamo per un’opera buona; ma per la bestemmia e perché tu, che
sei uomo, ti fai Dio. Rispose loro Gesù, Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete
dei? (Giovanni 10:30-34)
La legge a cui Gesù si riferisce è l’Antico Testamento, in particolare il Salmo Ottantadue che
asserisce che non solo siamo figli di Dio, ma siamo inoltre anche “dei” (in fase di sviluppo, si
intende).
Anche se i cristiani fondamentalisti si sono offesi per la dichiarazione che ognuno sia una parte di
Dio, negli anni recenti sempre più persone che lavorano con le tradizioni spirituali esoteriche hanno
cominciato a crederlo. Sfortunatamente, anche coloro che accettano questa premessa hanno spesso
dimenticato l’atteggiamento appropriato che dovrebbe accompagnarla. In realtà, questa pretesa non
è tanto vera come constatazione verbale riferita a se stessi; invece è solo vera in quanto diventiamo
divini l’uno nei confronti dell’altro:
Poiché in verità in Lui, il Padre-Dio, ti muovi e hai la tua esistenza. Agisci di conseguenza! Non
agire come se pensassi di essere un Dio! Puoi diventare tale, ma quando lo diventi non pensi a te
stesso. Poiché qual è il modello? Egli non pensò che fosse un furto renderSi uguale a Dio, ma Egli
agì di conseguenza sulla terra. Egli si tolse ogni condizione o rango perché tu, attraverso la Sua
grazia, attraverso la Sua compassione, attraverso il Suo sacrificio, potessi avere un avvocato con
quella Prima Causa, Dio; quel primo principio, spirito. 4083-1
Dobbiamo Cominciare ad Agire come Gesù
Poiché io vi ho dato un esempio, affinché voi facciate come io ho fatto a voi. (Giovanni 135)
Per anni ho combattuto con ciò che significa realmente vivere in accordo con ciò che Gesù vorrebbe
che io facessi. Spesso ho evocato immagini di passi che dovevo fare (anche se non con troppo
successo) per “fare quello che avrei dovuto fare”. Troppo spesso queste cose finivano per essere
orientate su una meta - come scrivere un articolo sui principi spirituali. Oppure sembravano molto
al di là della mia portata, desiderio o capacità presenti - come vivere un’esistenza alla Madre
Teresa. E’ solo relativamente di recente che ho cominciato a rendermi conto che la vita è un
progresso, non è una destinazione. Per me questo significa che oggi, in qualunque circostanza mi
trovi, ho la possibilità di “sorgere e ritornare al Padre” per mezzo del modo in cui interagisco con
gli altri. Anche se questo pensiero deve ancora penetrare nella profondità della mia consapevolezza
(cioè, “reagisco” ancora troppo spesso in modo non appropriato), è un frammento di sapienza che
continua a combaciare con il compito importante di “lavorare sui miei pensieri” - cioè, lavorare su
chi sono, piuttosto che concentrarmi tanto su ciò che sto facendo.
Il Gesù che ci unisce è un Fratello maggiore profondamente impegnato ad assistere il ritorno di ogni
singola anima alla consapevolezza della loro unità con Dio, fino a quando “ci sarà un gregge e un
pastore” (Giovanni 10:16). Questo Gesù non è interessato alla conversione religiosa, al settarismo o
alle grandi realizzazioni personali; invece, Egli è semplicemente interessato nel come ci trattiamo
l’un l’altro. Questo stesso suggerimento fu dato a Thomas Sugrue, l’autore di Vi è un Fiume. E, più
che ogni altra cosa, credo che sia questa guida che abbiamo l’opportunità di imparare da Gesù, il
nostro Modello, il nostro Fratello maggiore.
Che cosa [quindi] farai con questo Uomo, tuo Fratello maggiore, il tuo Cristo che - perché il tuo
destino possa essere sicuro in Lui - ti ha mostrato la via più eccellente. Non in potenti atti di valore,
non nell’esaltazione della tua conoscenza o del tuo potere; bensì nella dolcezza delle cose dello
spirito: amore, gentilezza, sopportazione, pazienza; queste cose tuo Fratello te le ha mostrate,
perché tu, applicandole nelle tue associazioni con il tuo prossimo giorno per giorno, qui un po’, là
un po’, possa diventare una cosa sola con Lui, come Egli ha destinato che tu dovresti essere! Ti vuoi
separare? Poiché non c’è nulla ... che ti possa separare dall’amore del tuo Dio, del tuo Fratello,
tranne il tuo stesso sé! 849-11
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