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martedì 4 agosto 2020

Compagnia e Solitudine

Ricorda, la capacità di raggiungere una buona compagnia è essere capaci di essere interessati in
tutte le fasi delle esperienze di coloro con cui vieni a contatto e di farle conoscere al sé. 1206-13
Poche anime individuali provano veramente piacere nella compagnia di se stessi. Non
semplicemente perché amano se stessi di meno o perché si disprezzano di più. Ma i loro pensieri e
le loro cose, e le emozioni del corpo sono raramente in armonia l’uno con l’altro - - o la loro
individualità e la personalità non riflettono la stessa ombra nello specchio della vita. 3351-1
La solitudine è distruttiva, ma in Lui puoi trovare compagnia. 845-4
La creazione è il desiderio di Dio di compagnia e espressione. 5749-14
D- Dovrei continuare la vita da sola?
R- Se questo ti sembra une bene - o non ti sembra? O è il sé che stai cercando! Fa’ qualcosa per
qualcun altro! Rendi la loro vita felice, rendi la loro vita degna di essere vissuta e poi ci possono
essere quelle esperienze che verranno! Ma sorgi a quella consapevolezza che se vuoi avere la vita,
se vuoi avere degli amici, se vuoi avere amore, quelle cose le devi esternare. Poiché soltanto ciò che
dai via lo possiedi. 1786-2
Poiché le influenze dai soggiorni sono naturalmente manifestati di più nelle emozioni, o la
consapevolezza attraverso vista, suono, gusto, olfatto e cose simili.
Questi danno quindi, come troviamo, tale variazione che, combinata con le altre, rendono l’entità
molto spesso SOLA dentro di sé; e più è sola, più gente c’è intorno all’entità. Eppure vi è lo stimolo
di cercare compagnia e associazioni nelle folle e nei luoghi e nelle influenze di cose e in condizioni
in cui le emozioni sono state l’attività che ha dato fama o vibrazione, o anche un nome, al posto o
alla condizione. 1747-3
Per quanto riguarda le apparizioni sul piano terreno, queste - - come indicato - - sono state poche e
lontane, in rapporti con molti che l’entità contatta. Per cui l’incapacità dei grandi numeri di
apprezzare questa entità. Perciò a volte dà una grande solitudine nell’esperienza materiale
dell’entità. Ma sappi che le leggi spirituali si applicano anche al sé, e la tua preghiera sia sempre:
Signore, fa’ che io colmi quel posto nella vita degli altri, visto che Tu hai dato e dai l’opportunità in
tali quantità e maniere che altri possano venire a sapere che la vita è di Te, in Te. 1823-1
Nel dare le interpretazioni delle esperienze [di vite passate] dell’entità - queste sono così varie che
potrebbero dapprima essere definite, anche dall’entità, fantastiche. Ma ricorda - nell’analizzare il sé
e i problemi del sé - la lezione che deve essere imparata qui ed ora. E sappi che non sei MAI sola se
rimani fedele a quello scopo di poter essere tutt’uno con Lui. Poiché la Sua promessa è stata: “Io
non ti lascerò - sarò con te per sempre.” E di nuovo puoi, quando cerchi - - spesso - spesso - udire
quella voce dentro di te: “Non temere, sono io.” 2397-1
D- Perché ricevo così poco amore, considerazione e apprezzamento da coloro a cui riversò più
servizio e devozione?
R- Studia ciò che ti è stato dato in relazione a questo, e vedrai che è la pazienza che devi imparare,
che devi aggiungere a quelle virtù che ti hanno reso sempre la portatrice di fardelli per molti i quei
periodi in cui stava arrivando il risveglio.
Non ti perdere di coraggio a causa della tua solitudine, poiché chi può essere solo con il Suo amore,
le Sue promesse che dimorano in te!
Queste cose possono produrre una fioritura e diventare attività nella tua esperienza, e VOLONTA’
se vuoi dare sempre maggiore espressione a quelle promesse che sono proprio per te.
Poiché Lui, come ha promesso, può portare alla tua memoria TUTTE le cose - dalle fondamenta
della terra. Sappi che il Signore è vicino; e che coloro che sono vigili, che tengono fede CON te
sono proprio come quelli di una volta - quando ci sono le centinaia, anzi, le migliaia che non hanno
mai piegato le ginocchia a Baal, ma come te - hanno bisogno solo di quella luce, di quella certezza
che LUI E’ la luce di guida! 1472-1
L’entità trova anche che ci sono dei periodi in cui le piace essere sola. E fortunata davvero è l’entità
che ha applicato o può così applicare il sé da trovare il sé una buona compagnia. In quei periodi
l’entità può scivolare in ciò che a volte viene chiamato “sogni ad occhi aperti”, e allora le capita di
formulare degli ideali nella mente del sé, ed è persino capace di visualizzare o pronunciare questi in
un modo alquanto poetico. Allora quando c’è un ritorno da questi, questi sono piuttosto dei
passatempi, ma dovrebbero essere mantenuti nell’esperienza. E aggiungi a questo molto di ciò che
può essere guadagnato, in quei periodi, da uno studio del Verbo della Vita, il Libro, la Bibbia;
meditando su quei comandi, quelle promesse, quegli avvertimenti. Sono le parole della vita; e vita
significa qui quella continuazione di una coscienza e lo studio dei rapporti del sé nei confronti delle
Forze Creatrici o Dio. 1664-2
L’entità non trova la vita facile. L’entità trova che molti, in apparenza non capiscono o
comprendono gli scopi, le intenzioni, i desideri dell’entità.
Spesso l’entità si trova molto da sola, e a volte persino fra amici stretti è sola.
Queste sono inclinazioni e tendenze che possono essere tratte dagli impulsi composti latenti e
manifesti, non solo dai soggiorni materiali, bensì dagli impulsi manifestati attraverso i soggiorni
astrologici. Così questi diventano aspetti, prendendo a volte la forma di caratteristiche.
L’entità è un Uraniana nonché un’Atlanteana. Così possiamo trovare dei periodi in cui l’entità viene
elevata quasi a stati di estasi, e poi si trova abbassata nel pantano stesso della disperazione quando
nulla sembra piacevole e quando non c’è nulla che l’entità desidera fare - né desidera stare con chi
la circonda.
Perciò l’entità si riveste di immaginazioni, e queste possono essere la scappatoia - se soltanto
l’entità volesse guardare nel profondo di se stessa per trovare i suoi ideali; e sapere che nella mente,
nel corpo, nelle forze spirituali ci deve essere unità, con l’ideale in Lui che può per sempre essere il
compagno.
Poiché ci sono quelle inclinazioni, quelle tendenze verso una prospettiva sulla spiritualità e le cose
spirituali che sono profondamente radicate nell’entità. Eppure tanto è apparso solo uno smalto, o un
pretesto per una cattiva condizione, in molti che l’entità ha frequentato o che l’entità ha conosciuto,
fino a portare disturbi e angoscia ...
Quindi la tua fede, la tua speranza, la tua comprensione siano in Lui; che non fallisce e le cui
promesse sono sicure. Poiché Lui ha dato: “Se mi amate manterrete i miei comandamenti . Se
manterrete i miei comandamenti io e il Padre verremo e dimoreremo con voi.”
Con quella certezza nel profondo del sé sappi che non puoi essere, non sei mai sola. Poiché Lui
cammina e Lui parla con coloro che Lo amano e che Lo invitano nella propria confidenza, nei loro
scopi, nelle loro speranze e nei loro desideri. E Lui dà la vita più abbondante. 2530-1
D- Perché predomina la costante consapevolezza di solitudine e incompletezza?
R- Anche se lo scopo è nella direzione giusta, la solitudine viene avvertita a causa della sensazione
di insicurezza. Che in te e attraverso te sia quella luce che Lo ha circondava, persino nel giardino
quando chiese a quelli di stare vigili con Lui mentre Lui pregava. Circonda te stessa di quella
coscienza che arriva semplicemente chiamando il nome - Gesù, il Cristo, lo stesso ieri, oggi e per
sempre! Questo porterà la convinzione nel sé come ha fatto a Lui quando resistette alle tentazioni
del corpo, le tentazioni della mente, la tentazione dello scopo sulla terra - e gli angeli Lo
assistettero. Poiché per ogni entità, ogni anima c’è sempre l’angelo ministrante davanti al trono di
grazia, il trono di Dio. L’angelo ministrante è il proposito, lo spirito con cui fai ogni cosa nel
rapporto con gli altri. 3357-2
Inizia all’inizio. Impara a conoscere i tuoi rapporti con Dio. Spesso mettiti davanti allo specchio e
guardati e vedi se vedi un’immagine del Dio che veneri. Se non la vedi cambiala. Cambia la tua
disposizione, sorridi di più. Non odiare nessuno. Non invidiare nessuno. E troverai la vita diversa...
Così troveremo che l’interesse dell’entità è sempre nel campo industriale. Poiché là l’entità fu
guardata con rispetto dal suo prossimo - e gli piaceva! Ma invece di usarlo per essere di maggiore
servizio ti è piaciuto troppo e gli altri ti hanno dimenticato.
Perciò troviamo la sensazione innata che l’entità ama la gente, ama essere con la gente, ma lui sente
che la gente si ritira quando lui arriva. Questo comporta quelle sensazioni di solitudine, persino
nella folla. Produce sempre la sensazione che qualcuno sta trattenendo qualcosa da lui che l’entità
vorrebbe tanto sapere, eppure l’entità detesta o non vuole essere completamente onesta con altre
persone.
Questo rende la vita dell’entità spesso non troppo piacevole, poiché è così non solo nelle
associazioni più intime dell’entità ma anche nelle cose secolari nonché nei rapporti d’affare. 3544-1
L’esperienza sulla terra al presente è stata finora per molti versi deludente. Le capacità dell’entità di
essere creativa nella mente; cioè la capacità di scrivere, la capacità di creare parole che sarebbero
quadri delle emozioni del corpo, queste cose sono state negate al corpo, ma nell’ambiente stesso
dell’entità, anzi, nella sua stessa casa, ci sono quei dispiaceri che, usati come base, possono
produrre ciò che può essere estremamente utile, non solo per creare una comprensione migliore e
uno scopo nell’esperienza di vita dell’entità, ma la rimunerazione per la stessa (di cui all’entità
importa poco come di se stessa) può essere una parte dell’esperienza ...
Nel senso astrologico troviamo Saturno, Marte, Giove, Venere, tutti sono porzioni della coscienza
innata di questa entità.
Così l’entità ha una natura appassionata, ama l’affetto, e questo in particolare è stato negato, e
l’entità è spesso sola nel profondo del sé.
Sappi che questa terra non è tua, e lo scopo sulla terra è preparare il corpo dell’anima per la
compagnia con il suo Creatore, Dio.
Quindi cerca, non dare la colpa alle energie creative, non piangere per quello che non può essere
cambiato, ma trova dentro il sé quel desiderio di ciò che puoi fare o dire nei confronti di individui,
degli altri.
Esibisci l’amore che conosci, che puoi apprezzare, che il Padre mostra ai figli degli uomini nel dono
di Suo figlio, tuo fratello, affinché tu possa avere la vita eterna.
Quindi per quanto riguarda il dispiacere che deve essere una porzione della tua esperienza attuale,
accettalo, non rifiutarlo, né tenta di metterlo da parte. Sii dolce, sii gentile, sii paziente, sii
tollerante, e darà gioia maggiore, armonia più grande nella tua esperienza, e puoi essere sicurissima
che il prossimo figlio che verrà da te con quell’ideale non solo sarà bello nel corpo e nella mente ma
potrà essere una vera benedizione per molti, specialmente nello studio di ciò che nelle attività nei
rapporti con gli individui causa cose come il tuo dispiacere attuale.
Quindi o nello studio della vita spirituale o in ciò che può essere presentato nella struttura
anatomica di corpo, mente e anima quell’anima che sarà il tuo prossimo compagno nel parto può
dare al mondo delle forze utili, perché sempre meno di questo possa essere la sorte dell’uomo, se
solo i genitori vogliono ascoltare.
Non dare la colpa al sé; non dare la colpa al tuo compagno, non dare la colpa a Dio. Poiché è il sé e
il tuo compagno che vi affrontate voi stessi in queste condizioni, perché anche questa anima possa
un giorno camminare più vicina a Dio. Poiché Lui, tuo Padre Dio, non ha voluto che qualsiasi
anima perisse , ma con ogni tentazione ha preparato una via per il perdono, e così anche questa
anima in tuo figlio che ha causato così tanto e ancora causa così tanto dispiacere, ma, attraverso il
tuo cammino più vicino a Dio, può conoscere la gioia della Paternità di Dio, la fratellanza
dell’uomo, l’amore redentore di Gesù Cristo.
Questi dovrebbero essere gli atteggiamenti, e non permettere a nessuna influenza di toglierti quella
speranza, quella vita che è tua. 5284-1
L’entità soffrì allora nel corpo per apparente trascuratezza, come si direbbe nel presente, da parte di
quelli della sua stessa casa e del suo ambiente - per essere lasciata da sola. Perciò troviamo nel
presente sempre il desiderio di periodi di solitudine o di potersi ritirare - per così dire; ma nelle ore
di oscurità, in quei periodi di occasioni speciali, in quei periodi in cui ci sono avvenimenti come
celebrazioni o attività c’è il desiderio delle folle - o di certe associazioni. E l’entità cerca di
scegliere tali compagni; poiché dalla nascita si vede da quelle influenze meditative che per certi
periodi o in certe occasioni l’entità NON desidera lo stesso ambiente di individui o associazioni.
757-8
D- Da dove questo corpo deve prendere questa solitudine quando si concentra?
R- Qualsiasi posto che il corpo possa scegliere quando è solo, e nello stesso posto ogni giorno.
D- Si suggerisce un’ora particolare per questa concentrazione?
R- No, qualsiasi ora, ma usando la stessa ora ogni giorno, cominciano con la supplica al Donatore di
tutti i beni buoni e perfetti.
D- Come può questo corpo imparare a concentrarsi come suggerito?
R- Questo è il dono speciale di questa entità. Attraverso le suppliche metti da parte le
preoccupazioni, i pensieri del mondo esterno e studia quelle condizioni in cui la mente entra
nell’occasione di tali concentrazioni, a volte e certe volte, che vengono attraverso le forze mentali
del corpo. 137-3
Al presente arriva quella sensazione innata del desiderio di udire chiamare la voce più elevata, e
anche da quell’esperienza in quei periodi quando l’entità, nel silenzio e nella solitudine, cercò di
avere quelle comunicazioni più intime con quei poteri che governano sicuramente tutto l’universo, e
nuovamente l’entità - entrando nel silenzio - può ritornare nel Tempio dove c’è la pace, quella pace
che è data A coloro che hanno CONOSCIUTO la via, la verità, la luce; poiché non esiste
nessun’altra via se non la via della croce, come fu sperimentato allora dall’entità. Così in questa
esperienza, dato che la croce è stata pesante, così possono le gioie e la pace che viene con la
comprensione portare quel piacere nel dare agli altri, affinché anche loro possano conoscere la gioia
del servizio nel SUO nome; in quella continuità di vita, in quella continuità di speranza che porta
quella pace l’entità può arrivare AD una comprensione e dare il massimo nel presente; poiché le
capacità sono molte, dare agli altri è quindi la via ATTRAVERSO la quale può arrivare ciò che fu
dato nei tempi antichi: "Se sei fedele con pochi ti farò governare molti.” 2123-2
Poiché, come l’entità trova, ci sono dei periodi in cui deve essere sola per conto suo. Ci sono così
poche persone che possono guadagnare dall’essere sole con il sé! Non che l’entità sia di natura
egoistica, ma c’è il bisogno di mettersi in sintonia e di armonizzare il sé con quelle influenze che
possono aiutare a mantenere la sua compostezza, la sua serenità, la sua placidità; ma spesso nel
profondo del sé sorge quel desiderio di dare espressione all’emozione in così tanti e vari modi.
2390-1
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