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mercoledì 23 ottobre 2019

Il Fattore Psicologico nella Guarigione

IL FATTORE PSICOLOGICO NELLA GUARIGIONE
(Mark Thurston)
In uno dei readings più insoliti mai dati da Edgar Cayce non viene raccomandato nemmeno una sola
medicina o un preparato a base di erbe. Non vengono prescritti aggiustamenti della colonna
vertebrale o altri lavori sul corpo. Eppure è ritenuto uno dei readings più profondi e significanti
sulla salute in tutta la raccolta.
Il sig. 1304 era un ingegnere meccanico, il quale tre anni prima di questo reading era stato coinvolto
in un grave incidente automobilistico. Come conseguenza gli rimanevano dei problemi fisici che né
la Clinica di Mayo né l’Ospedale John Hopkins sapeva risolvere. L’uomo aveva continuato col suo
lavoro, per lo più grazie alla buona volontà del suo datore di lavoro il quale, per compassione, era
disposto a sorvolare sulle capacità ridotte del sig. 1304.
La richiesta d’aiuto da Cayce era motivata da un altro incidente ancora. Il sig. 1304 era caduto da
una rampa di scale mentre stava visitando un luogo di lavoro e aveva riportato una lesione all’ernia.
Il consiglio di Cayce per la guarigione è psicologico, sociale e spirituale. La prima frase del
paragrafo 12 sembra indicare che Cayce non abbia nulla da raccomandare come rimedi o procedure
fisiche che non sia già stato suggerito dai dottori tradizionali. Ma anche l’applicazione diligente di
quei metodi non sarebbe sufficiente. Altri pezzi del puzzle della guarigione necessitano di
attenzione. L’elemento sociale enfatizza il modo in cui le persone intorno al sig. 1304 (cioè i suoi
parenti e amici) avrebbero una parte cruciale nel processo di guarigione. Il resto dell'equazione della
guarigione dipende dai suoi stessi atteggiamenti e ideali spirituali.
Diversi accenni in questo reading suggeriscono che nei due incidenti debilitanti del sig. 1304 sono
coinvolte delle influenze karmiche. I problemi vengono descritti come un’ “esperienza necessaria
per quelli intorno al corpo nonché per il corpo stesso” (paragrafo 6). Ma questo reading non diventa
una descrizione chiaroveggente di errori fatti nelle vite passate. Viene accennato solo un punto sui
fatti antecedenti a questi incidenti: ha qualcosa a che fare con il come questa anima ha lavorato con
(o mancato a lavorare con ) i suoi ideali nel piano materiale.
Invece di fermarsi sui dettagli dal lontano passato il reading comincia con il consiglio di vivere nel
momento attuale. Cayce suona quasi come un maestro Zen nei primi due paragrafi, con l’enfasi
sull’imparare ad essere pienamente attenti al momento presente. Niente sguardi all’indietro. Niente
domande piene di rimpianto sul che cosa potrebbe essere stato. Semplicemente affrontate quello che
avete a portata di mano. “Poiché ciò che è, è.”
Il paragrafo 3 introduce un tema che si trova intrecciato in tutto il reading.: le responsabilità dei
custodi che circondano il sig. 1304. Le informazioni sull’ambiente famigliare suggeriscono che è
stato in primo luogo la moglie a richiedere e ricevere il reading. Apparentemente i risentimenti e i
rancori erano diventati un fattore importante. A causa dell’infermità dopo gli incidenti ella aveva
dovuta darsi da fare a trovare un lavoro per mantenere floride le finanze famigliari.
Il consiglio di Cayce a lei in questa situazione è una prospettiva penetrante sulla psicologia del
serbare rancori. Tale animosità continua è una specie di guerra mentale. La scintilla divina in noi
stessi combatte contro il Dio in quell’altra persona (vedi paragrafo 11).
Qual è l’antidoto? Come si può superare un rancore, specialmente quando quel risentimento
continua ad alimentare il problema stesso? In questo caso Cayce indica che la guarigione di suo
marito dipende in parte dal cambiamento di atteggiamento delle persone che gli sono più vicine.
L’antidoto è duplice. Il primo è riconoscere che qualcosa di significativo sta succedendo nel
problema manifesto.
A volte è molto più facile abbandonare un risentimento quando possiamo vedere che c’è una
ragione dietro il problema. Nel caso del sig. 1304 la sua famiglia aveva bisogno di vedere che gli
incidenti erano una questione del “confronto dell’anima con il suo stesso sé nel presente.”
La seconda parte dell’antidoto ad un rancore è mettere da parte l’ostinazione. Sembra che tutti
intorno al sig. 1304 (e probabilmente l’uomo stesso) avessero il bisogno di rinunciare al proprio
ordine del giorno o ai propri orari. Il paragrafo 12 offre un punto di partenza: un’affermazione per
chi è coinvolto in questa situazione. La cosa più importante in questa preghiera è affermare che
venga fatta la volontà di Dio e vedere la sfida in termini di sviluppo psichico possibile per il sig.
1304. Ma non è sufficiente dire solo la preghiera. Il nuovo atteggiamento descritto in
quell’affermazione deve quindi fare radici e fiorire come azioni. “Agite in quel modo!”
Un altro tema merita la nostra attenzione. Una quadro completo della psicologia di Cayce sulla
guarigione include l’elemento della Grazia. Indipendentemente da quale errore possa essere stato
fatto nella storia della propria anima e indipendentemente dal risultato karmico che si presenta ora
come sfida difficile, c’è sempre un modo pieno di grazia attraverso e fuori da quel dilemma. E
perché il sig. 1304 superasse i postumi dei suoi due incidenti quella Grazia sempre presente
dovrebbe giocare un ruolo. Ma se la Grazia guaritrice del nostro Creatore ci viene sempre offerta - e
se quel dono è la chiave della nostra ripresa e della salute - come riusciamo a mancarla? Il paragrafo
7 suggerisce che succede “giocando o lavorando sull’essere Dio Stesso”. Il significato più profondo
di questa frase curiosa viene spiegato più in là nel reading. Il paragrafo 10 ci ricorda che tutto il
potere che sembra essere nelle nostre mani è in realtà il potere di Dio, e ci viene solamente dato in
prestito temporaneamente. Giochiamo di essere Dio quando orgogliosamente crediamo altrimenti.
E’ una faccenda rischiosa camminare sul filo del rasoio del potere personale. E’ richiesto un
equilibrio delicato. Da una parte la persona che ha bisogno di guarigione deve assumersi la
responsabilità di usare il potere personale per agire nei modi che promuovono la salute.
Ma è altrettanto importante ricordare che non possiamo salvare (o guarire) noi stessi. Il potere viene
dal nostro Creatore Divino, e costruire un rapporto con Dio è alla fine il nocciolo della psicologia di
guarigione di Cayce.
Il Reading
Questo reading psichico 1304-1 venne dato da Edgar Cayce il 12 dicembre 1936 per un ingegnere
meccanico; richiesta fatta dalla moglie.
1EC: Sì. Ora, come troviamo, le condizioni esistenti nel presente e quelle che avrebbero potuto
esserci non dovrebbero essere considerate in quella maniera in cui chiunque provvederebbe per il
bene.
2 Poiché ciò che è, è. E affrontare le condizioni come esistono nel presente diventa quindi la
condizione da considerare.
3 Poiché ci possono essere stati degli errori, ci possono essere stati malintesi delle prime cause; ma
chi vorrebbe provvedere per le necessità di un’anima nella sua esperienza in qualsiasi ambiente non
deve (se per se stessi o per il migliore ambiente per l’esperienza di un’entità nel presente) serbare
animosità, né rancore; ma sappi che ciò che è stato è il confronto dell’anima con il suo stesso sé nel
presente.
4 Quindi come individui, soddisfare i bisogni e aiutare in tal modo da essere in armonia con l’ideale
di chi vorrebbe provvedere a ciò che essi, come anime individuali, vorrebbero venerare o
considerare come attributi di quel Dio o quell’influenza nella loro esperienza che esse vorrebbero o
potrebbero venerare.
5 Dare una storia delle condizioni come esistono sarebbe dare quelle esperienze attraverso le quali
quelle influenze del corpo sotto stress e sforzo sono passate, affrontando nei vari aspetti delle
proprie esperienze e applicazioni ciò che (il corpo) ha fatto con i suoi ideali sul piano materiale.
6 Perciò quelle cose che sono venute come incidenti, quelle cose che sono venute, le quali hanno
portato la mancanza di coordinazione delle forze mentali con gli attributi fisici del corpo, non sono
che una parte di quell’esperienza necessaria per le persone intorno al corpo, nonché per il corpo
stesso.
7 Poiché con dovuta considerazione c’è il fatto davanti ad ogni anima che con ogni tentazione, con
ogni errore, c’è una scappatoia in Lui; ma nessun uomo, nessun uomo individuale, può mai giocare
o lavorare sull’essere Dio Stesso.
8 Queste sono quindi, come troviamo, le condizioni nel presente; che la tranquillità necessaria che è
stata ordinata, la considerazione necessaria di tutte le fasi dell’esperienza dell’entità sono una parte
di ciò che deve essere portato avanti.
9 Si potrebbero dare dei provvedimenti per vari approcci. Ma dapprima, prima che questi possano
essere valutati, per essere di un’influenza utile, ci deve essere un cambio di atteggiamento nelle
menti e nelle esperienze di coloro che danno assistenza al corpo.
10 Una persona può non pregare con delle lunghe preghiere di gratitudine per questo o quello, come
nell’esperienza di altri, e pur tuttavia serbare un rancore o un sentimento di animosità, o un
sentimento di considerazione non appropriata per altri individui che per lo meno tentano - a modo
loro - di essere utili, sia in un modo debole o in qualsiasi modo. Poiché tutto il potere che è nelle
mani dell’uomo è stato dato in prestito, e non è di conoscenza dell’uomo, ma di Dio.
11 Così, quando gli individui serbano rancore, essi combattono il Dio in loro contro il Dio
nell’individuo, o anima, a cui o contro cui serbano tale rancore.
12 Poi mantieni quelle somministrazioni che sono state date per il corpo. E cambia solo
l’atteggiamento del sé, di coloro che sono intorno allo stesso in “Che la Tua volontà, Oh Dio, fatta
in e attraverso ogni atto, ogni pensiero, possa portare quella dimensione di fede, di aiuto, di
sostentamento per questo corpo nelle sue condizioni attuali, svegliando nelle forze fisiche il
necessario per lo sviluppo dell’anima di questa entità nel presente.”
13 E possa chi è vicino all’entità e che vorrebbe fare il suo bene mantenere quello stesso
atteggiamento. Non puramente come forma ma nella realtà, agite in quel modo!
14 Poiché preghiera e amore e cura possono aiutare la più gran parte nelle condizioni esistenti.
15 Non pensare al sé o all’interesse del sé, come soddisfarlo, ma piuttosto quel sé può essere in ogni
misura fedele alla fiducia, alla circostanza che ha determinato le condizioni nel presente.
16 E quando queste cose saranno state compiute, allora quello che è il meglio, che è corretto per
coloro che sono intorno al corpo, per il corpo stesso, viene e verrà compiuto nello stesso.
17 Abbiamo terminato per il momento.
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