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venerdì 22 novembre 2019

Il Tabernacolo e la nuova Gerusalemme

Qual è in verità il tuo tabernacolo? E’ il tuo corpo, la tua mente, la tua anima. 877-22
D- E’ questo tempio (Apocalisse, capitolo undici) il corpo fisico?
R- Piuttosto quello mentale nel quale c’è lo schema del tabernacolo; o il monte sacro – o ciò che è
stabilito da una prestazione unificata del corpo-mente, del corpo-fisico (come lo era il tabernacolo
in quanto schema), non collegati, ma una copertura, un posto, una comprensione per un’attività
unificata con le Forze Creatrici, o il potere di Dio. Il velo all’esterno, il sacro all’interno, e il sancta
sanctorum – sapendo che ci deve essere la profonda pulizia, ci deve essere la purificazione, ci deve
essere la consacrazione. Tutti questi sono degli schemi, sono delle condizioni, sono esperienze per
ogni singola anima. 281-32
Nelle espressioni mostrate nel tabernacolo, negli ordini dati per la sua costruzione – la grandezza, la
forma, le misure, i numeri sopra il sancta sanctorum, l’indicazione dei colori per le tappezzerie, il
modo in cui ogni asse doveva essere messa, il modo in cui ogni pelle doveva essere usata o tinta –
questo non era solo per la protezione fisica, ma per le espressioni che sarebbero avvenute
nell’esperienza degli individui che vi prendevano il servizio di adorazione come una cosa dentro di
loro. Perciò diventò materiale, emblematico. 338-4
D- Chi erano le persone che apparvero a me (in questo sogno)?
R- Incontrando nel sé interiore l’uno e trino del corpo, la mente e l’anima; hai incontrato questi tre
nel cortile interiore, come è rappresentato nei numeri e nelle cifre; perché il corpo è per sempre
quell’uno e trino – corpo, mente, anima. Anima, del Creatore. La mente, il Cristo. Il corpo – o
l’entità individuale. 338-3
L’entità fu allora fra le figlie di Levi, e fra quelle scelte per fare l’abito del sacerdote. E all’entità,
per le sue capacità, fu ordinata la preparazione della messa a punto del pettorale e la disposizione
delle pietre in esso, e la preparazione dell’Urim e del Thummim per le interpretazioni dei
movimenti che sopraggiunsero al sommo sacerdote nel sancta sanctorum da dare al suo popolo
dentro o dalla porta del tabernacolo . . .
Nel presente, da quel soggiorno sulla terra, quelle cose che fanno parte dei misteri del tempio, dei
misteri dei numeri, delle cifre, e le cose che hanno il loro significato nascosto diventano parte
dell’entità. 987-2
Quelli quindi che sono venuti nella nuova vita, la nuova comprensione, la nuova rigenerazione, là
c’è quindi la nuova Gerusalemme. Perché, come è stato dato, il posto non è soltanto un posto ma
una condizione, un’esperienza dell’anima ... quelli che hanno messo da parte i desideri terreni e
sono diventati i nuovi scopo nella loro esperienza, diventano la nuova Gerusalemme. 281-37
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