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martedì 23 aprile 2019

La Definizione di Edgar Cayce della Grandezza

Il mondo moderno ci spinge a credere che la grandezza stia nella notorietà. Se qualcosa è ben nota,
ben pubblicizzata o parte della conversazione di tutti i giorni, allora deve essere qualcosa di
speciale. Nulla potrebbe essere più distante dalla definizione di Edgar Cayce della grandezza e della
vita ben vissuta. Nella sua filosofia il servizio fatto con umiltà caratterizza il vivere che ne vale la
pena. Come affermato nel paragrafo 6: “Non per essere visti dagli uomini ma perché l’amore possa
essere manifestato ...”
Questo tema è presente in tutto il reading mentale e spirituale per la Signorina 518, una
venticinquenne che stava cercando un senso più profondo della vita. Solo 18 mesi prima Cayce le
aveva dato un reading sulla vita. Era pieno di scenari di vite passate e di consigli che la confusero.
Aveva scritto in seguito: “Penso che il mio reading sulla vita sia meraviglioso, ma non lo
comprendo.” Sia Edgar sia Hugh Lynn Cayce offrirono delle idee interpretative. Il suo secondo
reading doveva porre ulteriori domande perché non le era ancora chiaro come proseguire lo
sviluppo della sua anima.
Il discorso di apertura di questo reading è uno delle più belle dichiarazioni di Cayce sui principi
universali che governano la crescita dell’anima. Mette un’enfasi particolare sul servizio gioioso
svolto con umiltà paziente. Per alcuni studiosi del materiale Cayce il paragrafo 3 è la sua
descrizione più succinta e incisiva dello scopo universale per la vita umana. E’ un viaggio per
diventare più coscienti e per purificarsi in modo che possiamo diventare dei compagni per il nostro
Creatore.
La Sig.na 518 deve essere stata ispirata da queste parole. Senza dubbio si chiese anche come queste
nobili idee si fossero adattate ai problemi più terreni che stava affrontando. Nel suo primo reading
ella disse di essere perplessa sulla scelta di una vocazione. E infatti questo reading prosegue
rivolgendosi alla sua necessità individuale di comprensione, mentre allo stesso tempo ritorna
ripetutamente ai principi universali da cui possiamo beneficiare tutti.
Piuttosto che focalizzarsi su un’occupazione Cayce si focalizza su un modo di vivere che potrebbe
condurre allo sviluppo dell’anima e alla felicità, non importa quale tipo di carriera ella seguisse.
Invece di dare consigli su un particolare tipo di lavoro che promuoverebbe la crescita dell’anima
troviamo il senso di Cayce di una via ottimale nella vita - qualcosa che ci può ricordare un’altra
tradizione di saggezza, il Tao. Nella versione di Cayce di una tale “via” la chiave è il servizio
gioioso che metta da parte i desideri egocentrici.
Che cosa può bloccare il servizio umile e la crescita dell’anima che porterebbe? Nel linguaggio
teologico tradizionale è il peccato - difficilmente una parola che molti di noi vorrebbero usare
seriamente, per tutto il bagaglio che porta con sé. Ma la filosofia di Cayce e il suo consiglio
psicologico alla Sig.na 518 affrontano la possibilità direttamente. Egoismo, rancori e ira sono
schemi dell’anima che mantengono una separazione fra Dio e l’identità spirituale della Sig.na 518
(cioè, l’ “individualità” o l’ “IO SONO” come viene chiamato nel paragrafo 6). Nel paragrafo 7 si
mette in guardia da un altro tipo di ostacolo - schema di peccato o separazione: ostinazione che si
focalizza sulla soddisfazione privata. Dobbiamo tutti guardarci da quello, tanto oggi quanto 60 anni
fa. Manchiamo il bersaglio quando “intenzionalmente voltiamo le spalle” alle opportunità spirituali,
particolarmente nei rapporti sociali. Con quel chiaro avvertimento questo reading ritorna ai temi
pieni di speranza. Infatti i paragrafi 8, 9 e 16 sono il cuore spirituale di questo reading. Una grande
gioia è disponibile per tutti coloro che fanno uno sforzo per elevare la coscienza di qualcun altro.
Nel paragrafo 9 viene descritto uno scopo di vita a due fasi. La prima componente è basata sulla
conoscenza: “Perché tu possa conoscere il Signore e la Sua bontà.” E quindi una componente di
servizio può entrare in gioco quando “diventiamo un messaggero al tuo servizio e nella tua attività
davanti al tuo prossimo.” Notate che servizio (non importa quanto paziente o umile) non sta da solo,
fuori contesto. Scaturisce dalla comprensione e dalla conoscenza. Per esempio, vedete se riuscite a
ricordare un periodo nella vostra vita in cui avete forse creato, senza volerlo, più danno che bene
per i vostri sforzi nel servire. Se quella prima componente mancava - conoscenza o comprensione -,
allora le azioni intese come servizio possono non aver prodotto i risultati utili sperati.
La risposta di Cayce alla prima domanda della Sig.na 518 (cioè paragrafo 16) è un riassunto
eloquente del tipo di servizio umile al quale ella è chiamata - al quale noi tutti siamo chiamati. E
man mano che le nostre anime maturano quel modo di essere non richiede più uno sforzo. Diventa il
modo naturale. “Ci calza come un guanto.”
E se le cose non vanno bene, malgrado il servizio nato da ideali elevati e buone intenzioni, vi è un
principio finale che dobbiamo tenere a mente. Cayce lo tiene in serbo per la conclusione del
paragrafo 16. Per rendere manifesto qualsiasi cosa raggiungiamo un punto nel processo in cui è
fuori dal nostro controllo cosciente. Per riconoscere la verità in questo principio pensate agli
avvenimenti e ai cambiamenti importanti nella vostra vita, specialmente quelli in cui dovevate
lavorare sodo per far venire fuori qualcosa di nuovo. Non c’era una fase in quel processo in cui
dovevate “lasciare i risultati ... presso il Signore”? E’ quella capacità di arrendersi e di fidarsi che ci
dà la garanzia che il nostro umile servizio darà davvero dei frutti.
Il Reading
Questo reading psichico, 518-2, fu dato da Edgar Cayce il 3 agosto 1935 per una donna di 25 anni.
Gertrude Cayce fu la conduttrice.
Gertrude Cayce: (Entità. Reading mentale e spirituale, dando lo scopo originale di ingresso in
questo regno solare di esperienza tracciate lo sviluppo mentale e spirituale dall’inizio attraverso i
vari stadi di esperienza e date la guida di cui l’entità ha bisogno per risvegliare le capacità psichiche
della sua anima e per usarle per lo sviluppo spirituale più alto in questa vita. Risponderete alle
domande che ella ha sottoposto quando le porrò.)
1. Edgar Cayce: Sì, abbiamo l’entità e quelle esperienze nelle forze mentali e psichiche della stessa,
come possono essere applicate nell’esperienza al presente; che possono fare il necessario per lo
sviluppo dell’entità e per portare quelle influenze che sono necessarie alla comprensione.
2. Tracciando le esperienze dell’entità e dando scopi, mete, desideri, che questi vengano stabiliti
come legge; o come il modo ideale di approccio a tutte quelle condizioni:
3. Dapprima, l’ingresso di ogni anima è perché essa, l’anima, possa diventare sempre più
consapevole o cosciente del divino dentro di sé, affinché il corpo dell’anima possa essere purificato
perché sia un compagno adatto per la gloria delle Forze Creatrici nella sua attività.
4. L’attività per questa entità è quindi la stessa; perché possa avere l’opportunità. Poiché è stato dato
che il Signore non ha voluto che alcuna anima perisse. Bensì con ogni tentazione Egli ha preparato
una via; in modo che, se lui o lei come persona in errore si rivolgerà a Lui per quell’aiuto, lo
troverà.
5. Poi di nuovo, nelle apparenze, non cercare il fenomeno dell’esperienza senza lo scopo, il
proposito. Usala come criterio, come cosa fare e cosa non fare. Non che essa, la semplice
esperienza, abbia stabilito qualcosa di permanente! Poiché il cambiamento continuo viene messo in
evidenza davanti a noi; fino a quando l’anima sarà stata ripulita attraverso ciò che l’anima nel suo
corpo, nel suo tempio, ha sperimentato per mezzo del modo in cui ha agito, ha parlato, ha pensato,
ha desiderato nei suoi rapporti con il suo prossimo!
6. Non nell’egoismo, non nel rancore, non nell’ira; in nessuna di quelle cose che producono la
separazione dell’IO SONO dalle Forze Creatrici, o Energia, o Dio. Bensì la semplicità, la dolcezza,
la sopportazione, la pazienza! Questi siano gli attributi e quelle cose di cui l’anima prende
cognizione nei suoi percorsi e nelle sue attività davanti agli uomini. Non per essere visti dagli
uomini, bensì perché l’amore possa essere resa manifesta come il Padre ha mostrato attraverso il
Figlio e giorno per giorno sulla terra. Così Egli custodisce la bontà, così Egli mantiene le condizioni
in tal modo che l’anima individuale possa - se soltanto vuole affrontarlo e guardare dentro di sé -
trovare davvero la Sua Presenza sempre duratura.
7. L’anima, l’individuo che di proposito, intenzionalmente, volta le spalle a queste cose, scegliendo
di soddisfare il desiderio del proprio sé, ha quindi voltato le spalle al Dio vivente.
8. Non che non ci debbano essere gioia, piacere e quelle cose che non rendono timorosi
nell’esperienza di ogni anima. Ma la gioia nel servizio, la gioia nel lavoro per il prossimo, la gioia
nel dare del sé, perché loro attraverso i (tuoi) deboli sforzi possano avere davanti agli occhi il fatto,
possano diventare consapevoli nella loro coscienza che tu sei stata con Lui, che tu hai accolto nel tu
stesso seno la legge del Signore; e che cammini con Lui tutti i giorni.
9. Quale, tu dici allora, è stato lo scopo per cui sei entrata (sulla terra) in questa particolare
esperienza? Perché tu possa conoscere il Signore e la Sua bontà maggiormente nel tuo sé interiore,
affinché, attraverso questa conoscenza, tu possa diventare un messaggero nel tuo servizio e nella tua
attività davanti al tuo prossimo; come qualcuno che indica la via, come qualcuno che porta
attraverso i deboli sforzi e tentativi, attraverso i passi a volte esitanti , eppure cercando, tentando di
fare - ciò che la coscienza nel Signore ti ha spinto e ti spinge a fare.
10. Per quanto riguarda la tua musica, in questo le tue mani possono portare la coscienza delle
armonie che vengono create dalle vibrazioni nelle attività di ogni anima; affinché anche ogni altra
anima possa avere la speranza; che possa, anch’essa, essere semplicemente gentile, semplicemente
dolce, semplicemente paziente, semplicemente umile.
11. Non che la via del Signore sia come il suono della tromba, né come il tintinnio dei cembali
perché la Sua potenza venga proclamata; bensì nella piccola voce silenziosa, nelle ore di oscurità
ciò che illumina il cuore alla gioia, ciò che porta sollievo a chi soffre, ciò che produce pazienza con
il ribelle, ciò che permette a coloro che sono affamati - nel corpo, nella mente - di essere nutriti con
il pane della vita; affinché possano bere in profondità dell’acqua della vita, attraverso i tuoi sforzi.
12. Questi sono gli scopi, questi sono le esperienze che portano nel cuore e nell’anima la risposta di
quel grido “Perché - perché sono venuta in questa esperienza?”
13. Sii paziente; siete tranquilla e vedi la gloria del Signore in quello che puoi fare nei tuoi sforzi
giorno per giorno.
14. Fa’ quello che sai fare, oggi! Quindi lascia i risultati, lascia i ricompensi, lascia gli effetti nelle
mani del tuo Dio. Poiché Egli conosce il tuo cuore, ed Egli ha chiamato se vuoi ascoltare.
15. Pronti per le domande.
16 (D) Come posso mettermi in sintonia per poter essere tutt’uno con le Forze Creatrici con Cristo,
affinché possa trovare questo vero rapporto?
(R) Come appena indicato. Fa’ che la tua pazienza, la tua tolleranza, la tua attività sia di tale natura
positiva che ti calzi - come un guanto - per essere paziente con il tuo prossimo, per assistere chi è
malato, coloro che sono afflitti, per sedere con coloro che sono rinchiusi, per leggere con quelli che
stanno perdendo la percezione, per ragionare con quelli che sono diffidenti per gli scompigli;
mostrando amore fraterno, pazienza, perseveranza nel Signore e l’amore che supera tutte le cose.
Queste sono le cose che si devono fare. E trova la pazienza con il sé. E’ stato detto: “Non abbiamo
suonato il flauto per tutto il giorno e nessuno ha risposto?” Cerchi, come è stato dato da questa
illustrazione, per gratificare il sé? o cerchi per essere un canale di benedizione per il tuo prossimo?
Essi possono non aver risposto come tu hai visto. Essi possono persino aver dimostrato disprezzo,
sarcasmo per la tua pazienza e il tuo disturbo. Ma da qualche parte il sole continua a splendere; da
qualche parte il giorno è terminato; per coloro che si sono affaticati, per coloro che si sono arresi. Il
Signore ha orrore di chi rinunzia facilmente. E quelle tentazioni che arrivano in quei casi sono le
visioni del tuo stesso sé. Hai ferito te stessa e hai nuovamente crocifisso il tuo Signore quando
diventi impaziente o parli duramente perché qualcuno si è burlato o perché qualcuno è stato
sarcastico o perché qualcuno ha riso dei tuoi sforzi!
Lascia i risultati, lascia il dare della corona, lascia la gloria con il Signore! Egli ricompenserà! Tu
dici nel tuo cuore che credi. Allora meramente, semplicemente agisci in quel modo! Nel parlare, nel
pensiero, nelle azioni.
17. (D) Quali sono alcune delle mie difficoltà che devo affrontare nel presente, e come dovrei
superarle?
(R) Queste cose le troverai giorno per giorno. Queste sono state indicate, e il modo per affrontarle.
Benedici il Signore!
18. (D) Sto scegliendo ciò che è la cosa migliore per lo sviluppo della mia anima?
(R) A quello si deve sempre rispondere dal di dentro. Come leggi? Leggi ciò che ti è appena stato
dato, sul come devi comportarti nei confronti del tuo prossimo. Questo ti dimostrerà i tuoi difetti;
questi ti dimostrerà la tua condiscendenza. E fa’ che la tua preghiera sia: “Pietà Signore! Abbi pietà,
Tu, della mia debolezza, e dammi forza in Te!”
19. (D) Che cosa devo fare e come perché questa esperienza sia per lo sviluppo della mia anima?
(R) E’ appena stato dato. Porta nelle tue attività i frutti dello spirito che produce la forza creativa
costruttiva nell’esperienza del corpo.
20. (D) Che cosa dovrei fare per vivere una bella vita su questo piano terreno?
(R) La stessa identica cosa già data.
21. (D) Quali sono quelle capacità o talenti che sono innati, e possono essere risvegliati?
(R) Per mezzo dell’applicazione di ciò che sai fare; e quelli che ti sono stati notificati verranno
sperimentati quando li applichi. Cerca, e troverai; bussa e ti verrà aperto. Quello lo devi fare.
22. (D) Che tipo di musica dovrei studiare per derivarne il massimo beneficio?
(R) Di più quella del tipo che per il tuo sé interiore crea delle vibrazioni armoniose nelle esperienze
del sé e di quelli che ti stanno intorno. Quella che appartiene alla poesia, alle cantilene, alle scene
pastorali che producono quelle forze armoniose, che portano la calma, la speranza e che scacciano
la paura.
23. (D) Quali studi dovrei intraprendere questo autunno per diventare più efficiente nel lavoro della
mia vita?
(R) Fa’ quelle cose che ti vengono mostrate di fare, che danno la preparazione nelle faccende
materiali per l’applicazione del sé nel suo rapporto al lavoro che ha scelto.
24. (D) Potete dirmi se Zephus, la cui compagna sono stata nel periodo egiziano e con cui ho
guadagnato così tanto, è ora sul piano terreno?
(R) Non abbiamo Zephus.
25. (D) L’ho incontrato? o lo riconoscerò quando lo vedrò?
(R) Non abbiamo Zephus.
26. (D) E’ il destino delle anime che erano unite al principio di essere riunite? o possono scegliere
in altro modo?
(R) Scegliere in altro modo.
27. (D) Sono state unite per un certo scopo?; E’ così che vengono attirate l’una verso l’altra?
(R) Unite; per uno scopo.
28. Abbiamo terminato per il momento.
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