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domenica 17 novembre 2019

Personaggi Biblici

Melchisedec, un principe di pace, uno che cerca sempre di poter benedire quelli nei loro giudizi che
hanno cercato di diventare dei canali per un’influenza utile senza cercare in alcun modo del
guadagno materiale o mentale, o la gloria mentale o materiale. 2072-4
La vita dell’uomo Abramo non era bella, ma la fede che motivava la stessa è bella. 4035-1
Benché percorresse molte vie contrarie agli editti e alle leggi di Dio, il tentativo di Abramo gli fu
contato come rettitudine. 3129-1
D- Per favore spiegate che cosa si intende con “Non guardate indietro; ricordatevi della moglie di
Lot”?
R- Guardare sempre avanti, perché quando si guarda verso la luce le ombre svaniscono e non
diventano ostacoli allo sviluppo individuale ... Proprio come la moglie di Lot guardò sulle cose
lasciate desiderando ardentemente quegli elementi soddisfacenti che assicuravano la vita carnale
piuttosto che la vita spirituale. 262-28
Dopo aver finito tutto il suo stesso egoismo Mosè era arrivato a rendersi conto che non doveva
esserci l’esperienza nel sé di gioire di ciò che era stato costruito, a causa di quella debolezza che è
l’egoismo. 262-100
(Giosuè) era spesso un uomo molto, molto solitario – come uomo. 3188-1
Il paziente Giosuè era quello che seguì da vicino la strada che darebbe all’individuo (che vorrebbe
studiare) la vita e l’interpretazione del Figlio dell’uomo. Questi (Giosuè e Gesù), nell’attività sulla
terra, erano molto simili, non come combattenti, come nelle imprese di guerra, ma nello spirito e
nello scopo, negli ideali, essi erano tutt’uno. 3409-1
Davide il re adorava Dio in tale maniera che fu dato: “un uomo secondo il mio stesso cuore.” Non
che non mancasse, ma non colpevole della stessa offesa due volte, e diede sempre credito a Dio—
non al sé; la gloria a Dio, la debolezza riconosciuta nel sé, ma la gloria a Lui. 2796-1
Il sigillo dovrebbe essere portato intorno al corpo la più gran parte del tempo; il sigillo del re
(Davide). Sullo stesso la coppa con la corona del re. In forma di cammeo o di altre pietre. Qualsiasi
pietra in cui esso possa essere; non come un amuleto, ma piuttosto come ciò che viene con l’attività
o con la discendenza diretta, e le influenze che si creano; perché l’anima – o entità – fu davvero la
figlia del re. 601-1
Il sigillo che l’entità portava allora, come dono dal re, dovrebbe essere sempre intorno al corpo.
Daremmo questo con qualche dettaglio:
Una croce: ogni punta ha la stessa lunghezza, capisci. Tagliata come una scatola di ombre cinesi
nella sua fattura. Sulla croce la coccarda del re. Al centro della coccarda un numero in rilievo; o un
piano, e su questo piano questo numero; disegna un sette. Disegnalo! Sul davanti innalza il contorno
superiore del sette, chiaro? Davanti a questa linea disegna un segno inclinato a destra; forte, e
facendolo pendere quasi giù diritto. Sul lato posteriore del sette una linea inclinata verso il sette,
vedi, a poca distanza dallo stesso. Questo rappresenta naturalmente i caratteri ebraici dell’intento o
dell’importanza cabalistica; con il significato El Yah (?) – (Dio Conservi!) ... Un giorno verrà
scoperto a Gerusalemme. 601-5
L’entità (sorella di Salomone) fu fra quelli che venivano favoriti, non solo dal popolo ma da coloro
che vennero per un consiglio—come il popolo di molte nazioni – per ricevere ... consiglio dal –
sacerdote o l’insegnante in Salomone, e da quelli più grandi nei Salmi di Davide. 601-2
Prima di quello troviamo che l’entità fu nelle attività nel tempio di Salomone a Gerusalemme,
quando Davide scelse coloro che dovevano essere preparati per il servizio di musica nel Tempio che
doveva ancora essere costruito.
Davide scelse dei giovani uomini, ed essi ricevettero l’addestramento fisico nonché mentale e
spirituale attraverso le attività nelle preparazioni nella scuola come era stato intrapreso o iniziato da
Elia nel Carmel.
Così l’entità col nome Apsha fu fra quelli che erano nel servizio del Tempio quando le attività
furono iniziate in quei periodi del regno di Salomone.
Quelli erano i periodi in cui ci fu abbondanza di ciò che oggi si chiamerebbe notorietà, o durante
quei periodi in cui la Regina di Saba visitò Salomone, l’entità fu scelta per fare musica per
Salomone con la quale fare l’amore con la regina. 5056-1
(Sansone ebbe) forza e potere insoliti, la capacità di tener testa a forze e influenze esterne che erano
al di là della comprensione e dell’intendimento delle persone intorno a lui. Eppure la sua capacità di
dire no al sesso opposto era nullo – la sua capacità di non essere influenzata dal sesso opposto era
nullo – a causa del desiderio di gratificazioni di quelle attività che erano di natura ghiandolare nel
corpo. 281-49
L’entità apparve nella Terra Santa durante...quel periodo di ciò di cui si parla spesso come del voto
avventato di Jefta. L’entità era un’amica stretta della figlia di Jefta offerta come sacrificio umano.
3653-1
Perché l’entità fu fra quelle del gruppo chiamate le donne sante o quelle che vedevano, che
conoscevano molti dei legami con i discepoli, gli apostoli e l’influenza utile, diretta del Maestro
Stesso.
Perché l’entità era allora la madre della moglie di Pietro, una volta guarita dal Maestro Stesso.
Quei periodi portarono all’entità i legami più stretti attraverso gli ultimi periodi dell’attività. Perché,
venendo guarita, per così dire, fisicamente, dal Maestro Stesso la dimora dell’entità sulla terra era
lunga e varia e farebbe un libro a sé.
L’abilità dell’entità al presente di scrivere dovrebbe essere manifestata, particolarmente nelle storie
che riguardano la vita del Maestro che potrebbero essere lette dai bambini. Perché l’entità sarebbe
capace di fare questo; dato che portò, attraverso quelle esperienze, il canale attraverso il quale la
prima chiesa attirava gli altri; dato che molti vissero e attinsero a quelle verità illustrate dall’entità.
Durante quell’esperienza l’entità aveva due attività; coltivare le piante particolarmente adatte per la
guarigione del corpo, e i fiori; e anche l’assistenza ai malati. Non come infermiera, piuttosto come
consolatrice. Perché in certi periodi l’entità agì nella veste di chi piange la morte a pagamento,
come fu l’usanza di quel periodo.
Il nome allora fu Esdrela. 1541-11
[Retroscena: Profilo generale della loro esperienza come Deborah e Barak in Palestina, il periodo
dei Giudici.]
Sì, abbiamo la documentazione come indicata attraverso questi canali, nonché ciò che fa parte della
documentazione dei Giudici di Israele.
Come indicatovi, ognuno di loro ebbe la propria attività ben precisa; Deborah come la più anziana
nell’esperienza, e come profetessa - si elevò così al potere e all’autorità come giudice in Israele; da
chi la gente dei vari gruppi, di quella parte particolare di Israele, andò per risolvere i propri
problemi riguardo ai loro rapporti reciproci.
Nei periodi in cui i popoli dei paesi confinanti fecero la guerra ad Israele o a quella parte del paese
la gente si appellò allora all’entità Deborah - nella veste di portavoce, per il benessere spirituale e
mentale dei popoli, per scegliere un capo o per agire lei stessa nella veste di capo in difesa delle
terre.
Allora l’entità Deborah designò o chiamò Barak come capo nelle forze armate contro il potere di
Sisera. Queste sono le parti salienti come presentate nella Sacra Scrittura.
Per quanto riguarda le attività - queste, come può essere interpretato dalla stessa, vennero svolte in
un legame stretto, nel rispetto dell’uno verso l’altra per quanto riguarda le loro capacità di date
attività che rispettavano la difesa dei principi, nonché le terre dei popoli.
Deborah, come dato, era molto più vecchia d’età nell’esperienza, e profetessa - ed era madre e
moglie di uno degli anziani in quella particolare parte di Israele.
Quelle attività insieme erano quindi in relazione con il benessere mentale, spirituale e materiale dei
popoli nel loro insieme.
Per quanto riguarda le attività di Barak in quei periodi - c’era qualcosa come dodici anni di
differenza d’età. Anche Barak era un uomo di famiglia, della stessa tribù - anche se non dello stesso
casato di Deborah. Le loro attività quindi portarono soltanto il rispetto dell’uno verso l’altra nei loro
rapporti, nelle loro vicende e relazioni con altri.
Mettendoli a confronto o nell’applicazione delle lezioni che si possono trarre da queste esperienze
sul piano materiale - queste consentono al presente più che un’attrazione reciproca puramente
materiale. Perché il mentale e lo spirituale non diventano solamente una parte del cuore o
dell’anima di ognuno, ma del loro rapporto come dipendenza reciproca da prendere in
considerazione ...
Badate che non ci sia il tentativo dalla parte di uno dei due di imporsi all’altro, ma piuttosto con uno
scopo comune essi possono, insieme, rendere manifesta nella loro stessa esperienza quella
consapevolezza che fu manifestata da quegli incitamenti durante tutta quell’esperienza. 1710-11
Prima di quello l’entità fu nella Terra Santa quando ci fu l’ingresso dei figli della promessa; fra i
canaaniti che fecero proposte di considerazione da parte di quella gente che in quell’esperienza era
sotto la direzione di Giosuè.
L’entità venne a conoscenza di quella gente, anzi, fu persino sposata con un canaanita la cui sorella
conosceva bene gli spiriti che misero paura all’entità; allora di nome Lea.
Così questo ha portato, insieme alla conoscenza che ha accompagnato quelli fuori delle sua stessa
gente - la consapevolezza di una certa paura delle cose che hanno a che fare con persone connesse
con diversi tipi di gruppi e principi. 5030-1
Prima di quello troviamo che l’entità fu nella Terra Santa e quando ci furono i raduni a Bethsaida.
Allora l’entità conobbe il Maestro. Perché fu uno dei figli dell’entità che venne benedetto per primo
dal Maestro, quando diventò necessario rimproverare i discepoli per aver tentato di rimproverare la
gente. Così come è indicato nel simbolo, la Croce, nonché nella Sacra Scrittura. Perché, come il
Maestro diede Egli Stesso: “Cercate le Sacre Scritture, perché in essi pensate di trovare la vita
eterna e sono esse che parlano di me.” 5373-1
Perché prima di quello l’entità fu nella terra della Palestina come compagna di Miriam, la quale
aiutò a indirizzare degli insegnamenti spirituali, sì, nel principio della legge che la madre e i fratelli
di Miriam diedero a quella gente.
I giorni sul Sinai portarono infelicità, portarono forza, portarono potere. E l’entità ha sempre paura
di tuoni e fulmini, eppure hanno un loro fascino. Il Signore è nella tempesta, perché Egli è anche il
Signore della tempesta.
Il nome allora fu Shushan. L’entità fu fra le figlie di Aronne e quindi una del casato e della
comprensione del sacerdozio. 3659-1
Prima di quello troviamo che l’entità fu nel paese egizio quando ci furono le attività nelle
preparazioni per l’uscita dall’Egitto verso il paese favorito, la gente attraverso la quale fu scelto la
speranza del mondo.
L’entità fu allora l’amica stretta di Giosuè. Sì, una di coloro a cui Giosuè era fidanzato, come si
direbbe nel presente, e delle figlie di Levi, non la stessa di Mosè e Aronne, ma piuttosto di Korah.
Là troviamo l’entità bella, graziosa, amata da Giosuè, eppure debole nel corpo, a causa delle
condizioni sotto le quali l’entità aveva lavorato in una parte della sua esperienza, e perciò era debole
di polmoni e morì durante il periodo del viaggio verso la Terra Santa. Ma essere stata amata da
Giosuè era sufficiente per aver costruito, nella personalità, quell’individualità dell’entità, ciò che
tuttora rende l’entità amata da tutti quelli che conoscono meglio l’entità, amata da tutti i suoi
compagni, i suoi conoscenti, proprio come in quelle esperienze con il grande capo che doveva
portare i figli della promessa verso la Terra Santa. Il nome allora fu Abigail. 5241-1
Perché l’entità fu il profeta che mise in guardia Geroboamo. Leggetelo! Vedrete perché egli non
deve ascoltare affatto coloro che possono dargli dei consigli per quanto riguarda il modo in cui deve
usare le capacità che sono state e sono una parte dell’esperienza dell’entità; ma confidare in CoLui
che è la via . . .
. . . l’entità fu il profeta di Giuda che fu inviato da Geroboamo per avvertirlo, e che causò
l’avvizzimento della mano e anche la guarigione della stessa; eppure si voltò da parte quando fu
confrontato con ciò in cui la mente disse “una via più eccellente”.
Non ci sono scorciatoie. Ciò che Dio ha comandato è vero. Perché la legge del Signore è perfetta e
converte l’anima . . . Perché nell’esperienza prima di questa l’entità tentò di comprare la stessa
[abilità psichica] da Pietro. Perciò quella tendenza, quella realizzazione che l’abuso della stessa può
portare forze distruttive nell’esperienza.
In quell’esperienza l’entità che era stata avvertita, quando chiese “prego di poter essere perdonato
per il pensiero che tale possa essere acquistata”, fu perdonata. 4087-1 M.6
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