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venerdì 7 agosto 2020

Preparandoci per la Venuta di Cristo

Questa è la stagione in cui quelli di fede cristiana cominciano a prepararsi per il Natale. Molto
spesso, per noi in questa società indaffarata, orientata al consumismo, questo significa fare delle
liste di doni e programmare il periodo dei viaggi per vedere i parenti. Spesso abbiamo bisogno che
qualcuno ci ricordi che c’è qualcosa di molto più significativo nel Natale. Se celebrate questa
festività il reading 587-6 di Cayce può essere un tale promemoria.
Questo reading eloquente fu dato per una casalinga protestante di 45 anni. Aveva ricevuto un
reading sulla vita un anno prima, e in questo reading supplementare chiese ulteriori fatti su una vita
trascorsa in Palestina duemila anni fa. I dettagli di Cayce su questo periodo - specialmente le
preparazioni per la nascita di Gesù - danno un messaggio di ispirazione sul Natale e sulla venuta di
Cristo direttamente negli affari umani.
Se esiste un tema centrale in questo reading è la preparazione. La nascita di Gesù non fu unicamente
un evento felice per l’umanità o semplicemente un atto grazioso da parte del Creatore. Secondo
Cayce la nascita di Gesù fu possibile, perché l’amore di Dio poté manifestarsi attraverso un gruppo
di persone che si erano preparate coscientemente e accuratamente per questa precisa possibilità.
Queste persone erano gli esseni, un gruppo misterioso noto agli studiosi della Bibbia e agli storici.
Gli esseni compresero che questo era un periodo di grande possibilità, e selezionarono una manciata
di ragazze come candidate. Una avrebbe potuto diventare la madre attraverso la quale Cristo
sarebbe venuto. Secondo la visione chiaroveggente di Cayce questa stessa anima che ora era la
Signora 587 era stata una delle candidate scelte e subì molti anni di consacrazione scrupolosa -
fisicamente, mentalmente e spiritualmente. E sebbene fosse Maria ad essere scelta, l’anima che era
ora la Signora 587 era rimasta vicina alle persone e agli eventi della vita di Gesù.
Il reading 587-6 ha molte immagini intriganti di questi eventi familiari - per esempio i tre Saggi e i
pastori nei campi. Ma di altrettanta importanza per la nostra comprensione di Natale è la
promemoria di Cayce di ciò che il Cristo è venuto a portarci. Il paragrafo 6 descrive ciò che Gesù-
che-diventò-il-Cristo insegnò all’umanità: la verità sta scritta nel cuore di ognuno di noi. Non è in
un libro o un edificio. Il vero spirito di Natale si trova dentro la nostra coscienza. Quello è un
insegnamento che possiamo veramente applicare nel periodo festivo frenetico, impegnativo, quando
ci sono tante pressioni dall’esterno.
Nel paragrafo 16 il tema del cambiamento viene enfatizzato. Con la Sua venuta nel mondo qualcosa
fu alterato profondamente. Cayce lo descrive poeticamente - il corso delle stelle nel loro movimento
intorno alla terra fu cambiato. Di cosa si tratta? Sicuramente non sono semplicemente delle
condizioni astronomiche.
Il movimento è nell’anima umana. Qualcosa fu risvegliato nell’anima-mente di ogni individuo, che
fossero allora incarnati fisicamente o no. Una speranza stimolante fu librata nella psiche umana. Fu
stimolato un nuovo senso di vera possibilità. E esattamente di questo tratta il Natale!
Come preparare quest’anno per vivere il suo significato più profondamente? Questo reading dà
degli spunti.
Considerate l’idea di dedicazione e consacrazione. Probabilmente non è realistico chiedere a noi
stessi lo stile impegnativo di vita della purificazione degli esseni. Ma possiamo chiedere a noi
stessi: In quale modo a scala ridotta sono pronto a impegnarmi nuovamente? Forse un’emozione
positiva che esprimerete più spesso - gioia, speranza o apprezzamento. Forse una disciplina
spirituale che cercherete con un po’ più di impegno di praticare giornalmente, come la meditazione
o lo studio dei sogni. O forse sarà un impegno cercare regolarmente il contatto con gli altri in un
modo creativo. Infatti il significato di Natale e della vita di Cristo è profondamente radicato in tale
sfera sociale. E’ nei rapporti che ci colleghiamo con il Cristo che vive in tutti noi. Il paragrafo 16 ci
ricorda il principio biblico che “Come fai al più umile dei miei fratelli lo fai a me.” Un buon modo
per praticare quel tipo di ri-consacrazione in questo periodo di Natale è di vivere le parole di sfida
di questo reading: di esprimere “parole gentili che vengono dette a coloro che hanno dubbi e paure.”
Quella semplice disciplina è un modo potente per ri-consacrarci in questo periodo natalizio, per
partecipare ad una preparazione in corso per la piena manifestazione della coscienza Cristica
universale - una preparazione che è senza tempo.
Il Reading
Questo reading psichico, 587-6, fu dato per una donna di 45 anni da Edgar Cayce il 18 ottobre
1935. Hugh Lynn Cayce fu il conduttore.
1. Hugh Lynn Cayce: Avrete davanti a voi l’entità-anima di [587], nata l’11 dicembre 1890 a
Chicago, Illinois, presente in questa stanza. Darete una storia completa dell’apparizione dell’entità
sul piano terreno come Edithia nel periodo dell’ingresso del Maestro sul piano terreno. Si desidera
una particolare enfasi sugli stimoli e le influenze di questa esperienza sulla vita presente.
Risponderete alle domande che vi possono essere poste.
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo l’entità anima qui, e il periodo di manifestazioni sulla terra durante il
periodo dell’ingresso del Maestro.
3. Nel dare l’interpretazione di quello che troviamo come testimonianza nell’esperienza di questa
entità-anima, facciamo bene, per il momento, a dare qualche idea delle condizioni che vigevano in
quella particolare parte delle sfere terrestri e dell’attività di quel periodo; anche come sottofondo,
per così dire, per questa entità, questa esperienza dell’anima come Edithia, in quella fase particolare
del suo sviluppo.
4. Troviamo quindi che l’entità fu della casa di quelli che erano stati una parte della stirpe, dove
erano stati messi da parte gli uomini della casa per un preciso servizio nelle attività della gente di
quei giorni. Non solamente nel pensiero di quello definito nel presente il popolo di Israele, ma
piuttosto ciò che veniva compreso da quella gente di quei giorni - il significato più ampio della
parola Israele - quelli chiamati da Dio per un servigio al loro prossimo.
5. Quindi quel gruppo, quelli della setta particolare di cui faceva parte la casa di Edithia, - attraverso
lo studio, attraverso l’esperienza, attraverso nostalgia e desideri - era stato fra quelli che erano stati
preparati. Ed erano arrivati quei periodi in cui dovevano esserci i cambiamenti nell’ordine delle
cose. L’uomo come uomo era stato considerato l’unico criterio corretto di comprensione o
applicazione, e la donna (o le donne) come individuo doveva solo ubbidire al padrone di casa. C’era
stata quindi la comprensione di ciò che era stato promesso dall’inizio dell’interpretazione dell’uomo
dei suoi rapporti nei confronti della Forza Creatrice o Dio, un’interpretazione corretta di “e il seme
della donna schiaccerà la sua testa.”
6. Ci fu allora la scelta di quelli delle varie attività di quella Fratellanza, per coloro che avrebbero
potuto essere scelti dal Signore come canale attraverso il quale avrebbe potuto venire il Figlio
amato, il quale avrebbe reso i sentieri diritti, che avrebbe allora portato l’uomo dall’oscurità alla
luce; con la comprensione che ci doveva essere - e che ci sarebbe stata, attraverso l’espressione
stessa di quell’Essere sulla terra - la comprensione che la legge stava scritta nel cuore degli uomini,
piuttosto che su tavole di pietra; che il tempio, che il sancta sanctorum doveva essere nell’intimo.
Anche quello che era stato dato come modello a coloro che avevano determinato il richiamo della
voce di uno nel deserto per la gente che era sparpagliata come un gregge senza pastore. E guardate,
il giorno, l’ora, il tempo era venuto quando quel pastore doveva condurre il Suo gregge, i Suoi
fratelli nuovamente nella luce del cospetto di un Padre Misericordioso.
7. Questa entità quindi, Edithia, fu fra le figlie che furono scelte come quelle che dovevano
dedicare, consacrare il loro corpo, la loro mente, il loro servizio per diventare un canale. E con altri
fu scelta nel primo periodo della sua attività terrena.
8. Perciò in quell’ambiente, in quell’atmosfera di attesa, in quell’atmosfera di promessa era diretto
il pensiero dell’entità, l’attività dell’entità eseguita durante quelle esperienze.
9. E quando fu scelta quella a cui era venuto il dono dall’Alto, l’entità conobbe allora Maria,
Martha, quelli della casa di Cleopas, quelli della casa di Anna, di Giuseppe, e quelli della fratellanza
di quell’ordine chiamato gli esseni in quel particolare paese.
10. Ci furono quei periodi nei quali l’entità come persona scelta o chiamata fra loro per dedicare le
loro attività visse non solo quei periodi in cui la legge richiedeva che i bambini, i figli dovevano
essere distrutti, ma che persino di quelli che erano consacrati si potesse abusare maggiormente per
mezzo di quelle attività del potere romano, o l’autorità che era stata data in mezzo a quella
fratellanza come quello da cui l’uomo doveva essere purificato.
11. In quell’ambiente quindi, con quelle condizioni che si vennero a creare intorno all’entità,
arrivarono i primi anni, le prime esperienze di questa entità.
12. Durante quegli anni di preparazione del Maestro nei vari campi di attività ci furono di nuovo
anni di nostalgia, periodi di oppressione, periodi di paura e dubbio, periodi di tentativi di essere
congedati da quelli che erano sempre di più in autorità.
13. Perciò quando venne proclamato dal figlio di Elisabetta che egli, attraverso le preghiere, le
attività di quelle anime consacrate, era diventato uno capace nella carne di rinunciare al sacerdozio
e di diventare un emarginato, perché fosse reso noto ciò che era stato promesso dagli antichi, che
egli doveva essere la voce di uno che grida nel deserto: “Prepara la via, poiché il giorno del Signore
è vicino,” l’entità fu fra quelli che aiutarono in quelle preparazioni. E fu una seguace dello stesso,
grazie a quei periodi di preparazione e ai periodi deprimenti quando c’erano state le persecuzioni di
coloro che sparpagliavano quelli scelti per quei compiti.
14. Quindi, applicando questi agli impulsi che appaiono nell’esperienza attuale, c’è forse da
meravigliarsi che i dubbi e le paure causate da chi è in autorità non dovrebbero fare quelle attività
ricorrenti nell’anima stessa dell’entità; a meno che non nasca qualcuno che sfiderebbe l’usanza, uno
che sfiderebbe l’autorità, uno che sfiderebbe in un modo persino ciò che è diventato l’esperienza
naturale di quelli che mantengono delle esperienze armoniose? Poiché sorgerà il giorno, proprio
come sorse allora per l’entità, in cui colui che si separa diventerà piuttosto quello che si dichiarerà a
tutti.
15. E l’entità si è trovata spesso, nel sé, a contemplare il viso del Maestro, quel giorno in cui
Giovanni dichiarò: “Guardate l’agnello di Dio che toglie il rimprovero del suo popolo!”
16. Questo porta all’entità quel risveglio nel presente; e sempre di più l’entità dovrebbe rimanere
fedele a quelle esperienze che sorgono da coloro che camminarono e parlarono con Lui come uomo,
come coloro che vorrebbero diventare una cosa sola con quell’attività che cambiò - per così dire - il
corso delle stelle nel loro moto intorno alla terra, e che diventa nel cuore e nell’anima degli uomini
quella speranza che accelera come l’acqua della vita, che guarisce come il tocco della Sua mano sul
ciglio, che risveglia come fa la parola gentile detta a coloro che hanno dubbio e timore. Poiché
questo è il Suo insegnamento: “Come fate al più umile dei miei fratelli lo fate a me.”
17. Da quelle esperienze nei periodi di attesa l’entità, come molti, dubitava; ma nella Sua presenzaquando
Egli aumentò, e quando molti dei discepoli di Giovanni diventarono dubbiosi quando
Erode, mettendo avanti la mano, lo assassinò per soddisfare un desiderio egoistico, perché
(Giovanni) aveva parlato contro ciò che rispose all’esagerazione di una voglia carnale - vennero i
giorni in cui Edithia fu con quelle grandi folle che gridarono: “Osanna! Vieni nel nome del
Signore!”
18. E benché diventassero dei giorni dolorosi quando Egli - pure - fu tolto ai Suoi cari, Edithia
rimase con le donne sante che in quel periodo agirono per la famiglia come dolenti per Maria, la
quale era stata la compagna di Edithia nel dedicare il sé, le capacità del sé, il corpo del sé per quei
servigi.
19. Quelle esperienze diventano quindi nel presente come delle luci, come aureole intorno alle
azioni fatte nel corpo per dimostrare il Suo amore per i Suoi fratelli, finché sarà compiuto ed Egli
ritornerà.
20. Pronti per domande.
21. D- Quando e dove in Palestina nacque Gesù?
R- A Betlemme di Giudea, in quella grotta non marcata nel presente, ma chiamata una stalla;
piuttosto nella caverna in cui ci si riparò l’entità guardò senza dubbio il bambin Gesù.
22. D- Quando nacque ?
R Il giorno 19 di ciò che ora verrebbe chiamato marzo.
23. D- E l’anno?
R- Dipende da quale calendario o da quale periodo lo calcolereste. Dal calendario giuliano, l’anno
4. Dal calendario ebreo o di Mosè, l’anno 1899.
24. D- Quale fu la mia associazione con i Saggi che vennero a cercare il bambino, e quale influenza
questo ha su di me ora?
R- Come indicato. L’entità fu fra quelle scelte dapprima per essere presentate al Signore come
possibili scelte o canali attraverso i quali le grandi benedizioni dovevano venire. Così, quando
arrivò la nascita, le associazioni naturali furono tali che l’entità fu attirata a e intorno alle attività dei
genitori. E quando i Saggi dell’est, o dall’India, dall’Egitto, dal Gobi, arrivarono a Gerusalemme,
dove si erano riuniti coloro che erano stati di quel gruppo consacrato, l’entità andò con i Saggi.
Perché risvegliò nell’entità allora [la consapevolezza] che c’era stato il compimento, la
soddisfazione di ciò che era stato impresso sull’entità negli anni della sua preparazione. Perciò nel
presente queste diventano, per così dire, le parole che determinano i cambiamenti nel pensiero e
nell’attività dell’entità verso quelle esperienze con quel Figlio.
25. D- Quali furono le mie esperienze con i pastori che vennero a cercare il Maestro, e descrivete la
mia comprensione della loro esperienza in quel periodo.
R- Come indicato dalle testimonianze, e come visto qui, i pastori vennero dal fatto stesso che tutta
la natura, tutte le milizie celesti proclamarono quel periodo glorioso per l’uomo. E quando l’entità
venne con i Saggi per rendere onore, per dare della loro sostanza, l’entità - rendendosi conto nel sé
che il sé, nel corpo, nella mente, era stato dedicato a quel servigio all’uomo, perché il sé potesse
essere un canale di benedizione - trovò un risveglio nell’elogio di ciò che era stato dato da quei
pastori che avevano sperimentato quel grido delle milizie celesti: “Guardate, un figlio è stato dato, e
il suo nome è meraviglioso, consigliere!” Questo svegliò nell’entità ciò che può essere trovato nel
presente, come tutta la natura - il viso nell’acqua, la rugiada sull’erba, il colore e la bellezza della
rosa, il canto delle stelle, il lamento del vento, tutti proclamano - ora- le parole potenti di un Dio
misericordioso, amorevole.
26. D- Date i nomi dei Saggi.
R- Questo è stato dato.
27. D- Quale relazione ha l’esperienza avuta da Edgar Cayce di vedere un mentore nel periodo del
mio ultimo reading con il mio sviluppo. Date il nome, se possibile. [vedi 587-5, par. r.1]
R- Qui abbiamo un’esperienza estremamente sacra. Tieni intatte, figlia mia, quelle cose che fra
breve devono accaderti, se solo tu volessi ascoltare le voci in te. Questo nuovamente è davvero lui
che proclamò che il giorno del Signore è vicino - Giovanni. Viene indicato dal tipo stesso del suo
costume; come di uno vestito, e il suo vestito sarà bianco come la neve, e quelli i cui peccati sono
stati come cremisi saranno lavati e come lana. I suoi piedi non sono d’argilla; i suoi piedi non sono
come l’ottone, ma come l’oro - ciò indica i messaggi affettuosi che possono essere portati a te e ai
tuoi, perché tu possa veramente, ora, adempiere a ciò a cui allora hai dedicato la tua vita; affinché
attraverso i tuoi sforzi nella carne tu possa proclamare l’anno meraviglioso del Signore per gli
uomini!
28. D- Quale rapporto di Giovanni con la Fratellanza Bianca?
R- Allora: il capo; ora fra i primi della Fratellanza.
29. D- Qual è il significato del fenomeno della sfera rotante che mi è capitato questa mattina?
R- Che la consapevolezza interiore è venuta per la vicinanza di ciò che è stato proclamato
dall’inizio: “Sappi che il Signore tuo Dio è Uno!” E, chi è sua madre, suo fratello, sua sorella?
Coloro che fanno la volontà del Padre. Qual è la volontà? La legge, l’amore, come espressi in quelle
parole che il maestro diede: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutta
l’anima; tuo fratello come te stesso.”
30. Abbiamo terminato per il momento.
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