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sabato 23 novembre 2019

A Che Cosa Serve la Bibbia?

Poco dopo aver cominciato a lavorare con il materiale di Cayce fui sfidato dalla
pratica di Edgar Cayce di leggere tutta la Bibbia una volta all’anno. Mia madre mi
aveva dato una Bibbia per diverse volte e suggerì di cominciare all’inizio e di
leggerla tutta. Dopo qualche pagina sembrò un compito impossibile e rinunciai. Ma
questa volta sapevo di più su ciò che stavo cercando. Cayce disse che la Bibbia è
una storia dell’umanità dall’inizio fino alla fine. Mi resi conto che i 25 anni di
frequentazione della chiesa mi avevano dato solo un’infarinatura della Sacra
Scrittura. Volevo conoscere tutta la storia.
Per prima cosa lessi il Libro di Giobbe che mi presentò una persona che
insisteva su un rapporto personale con Dio e la cui fede trascendeva la sua
comprensione limitata di rettitudine e sofferenza. Quindi lessi tutta la Bibbia
dall’inizio alla fine, cercando argomenti come quello che Dio si aspetta da noi, la
legge di causa ed effetto, lo scopo di Israele, le profezie sul Messia e il tempo
promesso di pace. Decisi di non rimanere bloccato dalle cose che non capivo.
Avevo semplicemente fiducia nel fatto che ci fossero delle cose di valore e
continuai a leggere.
La seconda volta che lessi tutta la Bibbia sottolineai dei passaggi che avevano
un significato particolare per me. Più tardi mia moglie ed io la leggemmo insieme e
poi un capitolo o due quasi ogni giorno con i nostri figli. Adesso la Bibbia è come un
vecchio amico. Ma è rilevante per il mondo d’oggi?
Ci sono oggigiorno tanti libri spirituali che alcuni cercatori hanno poco tempo
per le antiche Scritture. Altri sembrano venerare la Bibbia e giustificano la loro
credenza con il Verbo scritto. Entrambi gli estremi possono aver contribuito alla
mancanza di apprezzamento della Sacra Bibbia in quella che alcuni chiamano l’era
post-cristiana.

La Bibbia è una collezione di opere scritte da molti
autori che ci è stata tramandata nell’arco di migliaia di
anni. Cayce indirettamente attribuì molto della sua
paternità a Gesù e disse che è una testimonianza di
persone vere e dei loro rapporti con Dio.
“. . . il diluvio non è stato un mito (come molti vorrebbero farti credere) bensì un
periodo in cui l’uomo si era così sminuito con le preoccupazioni del mondo, con
l’illusorietà della propria conoscenza e del proprio potere, che diventò necessario
che ci fosse un ritorno alla sua dipendenza interamente - fisicamente e
mentalmente - dalle Forze Creatrici.” 3653-1
Dato che tento di condividere la forza delle letture di Cayce con qualche amico
di chiesa, cerco di vedere il loro amore delle Scritture come una risorsa. Gesù disse
agli ebrei: “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna;
ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.” (Giovanni 5,39) Gesù
usò il loro amore delle Scritture per introdurre Se Stesso. Cayce ci sfida a trovare le
promesse di Dio, ideali più puri, una salute migliore, un rapporto con il Cristo e la
vita eterna attraverso lo studio e l’applicazione del consiglio nelle Scritture, come
nella lettura seguente:
“Poiché dal primissimo del Vecchio Testamento all’ultimissimo dell’Apocalisse
Egli non è semplicemente l’argomento del libro, Egli è l’autore nella maggior parte,
avendo dato all’uomo la mente e lo scopo perché sia stato dato alla stampa. Poiché
è in Lui che vivi e ti muovi e hai la tua esistenza . . .
“Se Lo conosci sai che in Lui hai la vita eterna. Poiché Egli è il principio e la
fine di tutte le cose.” 5322-1
A volte siamo tentati di ignorare la Bibbia come reazione ad amici che la
interpretano ed applicano in modo legalistico. Sarebbe meglio persuaderli di
cercare un percorso più vicino al Maestro per mezzo della comprensione delle
Scritture. La Sua luce e la Sua guarigione possono mettere rituali e dogmi in una
prospettiva che causi meno dispute.
Una volta un avvocato mi disse di aver letto la Bibbia al college come
letteratura, ma che oggigiorno sappiamo tanto di più di allora che oggi non riusciva
a vederla usata come guida.
Forse aveva dimenticato quale influenza potente la legge di Mosè aveva avuto
sulla legge inglese comune su cui si basa molto del nostro sistema legale. Questo
fatto viene fatto notare alla Sig.ra [3350] nella sua lettura che le raccomandò di
studiare la Bibbia: “Per prima cosa analizza e studia i
personaggi indicati - Mosè come legislatore, Giosuè come
capo. Questi sono i principi di base di ogni legge materiale. E
questi applicati nella mente e nel corpo di Gesù divennero la
via. Fa’ allo stesso modo.” 3350-1
La fede della gente dell’Europa orientale non scomparve
come i loro governi ateistici se l’erano aspettato. Gli educatori
russi stanno ora facendo uno sforzo per insegnare la morale
cristiana nelle scuole pubbliche in Russia. Secondo la lettura
900-232 potrebbe non essere un’idea tanto cattiva: “. . .
qualsiasi problema possa capitare nella vita dell’entità, nel
sociale, nel matrimonio, in casa, negli affari o che altro, la dipendenza del Libro - le
lezioni, le verità, le esposizioni delle manifestazioni dello Spirito Santo nelle forze
terrestri - è per sempre la Guida per tutti.” Non che la Bibbia debba essere imposta
a qualcuno, ma molte persone sono affamate di ciò che diamo per scontato.
Le letture non dicono semplicemente alle persone di studiare la Bibbia perché
siano religiose. Parlano del fatto di sviluppare un rapporto con Dio che avrà come
risultato una trasformazione personale:
“Studia la scrittura. Analizzala. Comincia con certe parti come: Esodo 19,5. Poi
studia a fondo tutto l’Esodo 20, poi il Deuteronomio 30. Quindi fa’ del 23esimo
Salmo lo schema della tua vita e poi i primi dieci versi del primo capitolo di
Giovanni. E quindi il 14esimo, 15esimo, 16esimo, 17esimo di Giovanni. E poi il
13esimo dei I Corinzi. Questi non dovrebbero
semplicemente essere imparati, ma usati come
modelli; non come un’esibizione, bensì come
qualcosa da usare nell’esperienza con altri per
diventare un po’ più pazienti, un po’ più sinceri con se
stessi, un po’ più gentili con chi è meno fortunato, un
po’ più di amore fraterno verso quelli che sono di
nobili principi e ideali, che pensano ed agiscono come
se fossero i modelli del mondo.” 2969-2
“Leggi il Libro se vuoi essere colta. Se vuoi essere raffinata, vivilo! Se vuoi
essere bella, praticalo nella tua vita quotidiana!” 3647-1
Molti degli scrittori dei libri della Bibbia, anche se umani, ebbero un incontro
con Dio attraverso un sogno, una visione, una voce interiore o qualche forma di
profezia. Attraverso lo studio delle loro opere, Cayce disse, possiamo avere i nostri
propri incontri con Dio.
C’è stata la tendenza nella mentalità moderna di mettere in dubbio l’autenticità
della Bibbia. Sia che questa posizione venga da un punto di vista umanistico che
nega la continuità della vita, da una prospettiva esoterica che pensa che le sue
credenze siano state tagliate dalle Scritture, da un punto di vista sociale che
vorrebbe esagerare le differenze della Bibbia rispetto alle altre grandi scritture del
mondo o da una mentalità teologica erudita che teme di apparire poco sofisticata,
essa non s’accorda con le letture di Cayce.
Senza cadere nella trappola del “non errare” - libertà dall’errore o infallibilità –
le letture riconoscono nelle Scritture la saggezza distillata di migliaia di anni di
esperienza e il modello per la crescita dell’anima che venne dimostrato dal Cristo.
La Bibbia viene vista come un diapason per lo spirito. Le Scritture non diventano
qualcosa da essere venerato, bensì uno strumento che indica il santo dei santi in
ogni persona.
Spesso mi sento triste quando qualche cristiano ben intenzionato insiste sul
fatto che la Bibbia sia infallibile. Alcuni di loro credono sinceramente che questo
livello di certezza sia necessario perché la gente sia sicura di fare la cosa giusta.
Ma la pretesa di infallibilità rende più facile per altri sentirsi giustificati nel rifiutare la
Bibbia per quello che vedono come incongruenze. E’ come dire che nessuno
avrebbe potuto venire a Cristo attraverso le prediche di Dwight Moody a meno che
il sig. Moody non fosse stato perfetto.
La lettura 262-60 ci sfida ad analizzare i nostri motivi quando facciamo delle
rivendicazioni sul significato delle Scritture:
“[Ci sono] molti che danno a ciò che è stato scritto il significato che si adatta ai
loro scopi, come voi stessi fate spesso. Ma se coglierete lo spirito di ciò che vi è
stato scritto potete trovare che vi condurrà alle porte del cielo . . . Leggetelo per
essere saggi. Studiatelo per comprendere. Vivetelo per sapere che il Cristo
cammina, attraverso esso, con te.”
Un’altra domanda è: quale traduzione è la migliore o quella corretta? La lettura
2072-14 disse:
“La versione più vicina alla verità per l’entità è che tu applichi ciò che leggi di
qualsiasi versione nella tua vita . . . l’insegnamento è dentro il sé . . . Incontra là il
tuo Salvatore . . . ma ricorda che l’intero vangelo di Gesù Cristo è: ‘Ama il Signore
tuo Dio con tutta la mente, con tutto il cuore e con tutto il corpo; e il tuo vicino come
te stesso.’ Fa’ questo e avrai la vita eterna. Il resto del libro sta cercando di
descrivere proprio quello. E’ lo stesso in qualsiasi lingua, in qualsiasi versione.”
Mentre le Pergamene del Mar Morto e altre prove
archeologiche confermano gran parte della storia e
dell’integrità della Bibbia, alcuni studenti delle informazioni di
Cayce sostengono che la Bibbia sia stata redatta per
escludere concetti come la reincarnazione. Non sappiamo se
sono state fatte delle selezioni nella scelta di quali libri usare.
Però siamo liberi di leggere i molti altri scritti che non sono
stati inclusi nei libri canonici della Bibbia, come quelli nei libri
apocrifi che sono stati inclusi nella maggior parte delle Bibbie
circa fino all’inizio del XX secolo. Forse qualcuno fra coloro
che scelsero quali libri includere aveva il proprio ordine del
giorno, ma ciò non dovrebbe essere una scusa per non usare quello che abbiamo.
Come dice la lettura 281-20: “Perché ci possono essere molte interpretazioni
sbagliate, traduzioni misere, ma criticare ciò che hai e non usarlo vuol dire usare
come pretesto che non l’hai come è stato dato.” La lettura 1966-1 dice: ”Ma studia
per conoscere il tuo rapporto con il tuo Creatore. Non si può usare nessun manuale
migliore della Scrittura stessa.”
La lettura sulla vita 2777-3 dice: “Prendi questo verbo, la Sacra Bibbia; è il
tentativo dell’uomo - attraverso la direzione dello spirito di verità, della coscienza
universale - di indicare il rapporto dell’uomo nei confronti di quella Forza Creatrice,
Dio, e l’approccio di Dio alla coscienza dell’uomo del suo rapporto con Dio.
“Quindi prendi queste parti in particolare - non che ci sia una parte più grande
dell’altra, ma queste sono le conclusioni del legislatore - come indicate nel 30esimo
capitolo del Deuteronomio, come indicato nella versione di Re Giacomo [King
James] (come viene chiamata). Queste sono le conclusioni della faccenda con
quell’entità individuale, Mosè, dopo che per centoventi anni ha cercato il suo
rapporto con Dio. Poi prendi il 14esimo, 15esimo, 16esimo e 17esimo di Giovanni;
qui troviamo le conclusioni di CoLui che è la via, la verità, la luce.”
La conoscenza intima di Cayce della Bibbia gli permise di applicare le Scritture
in modo adeguato a quasi tutte le situazioni. In un gruppo di studio che ho
frequentato qualcuno suggerì che le letture concordarono così tanto con la Bibbia
solo per la formazione cristiana dello stesso Cayce. Le letture furono colorite da
quel ricco patrimonio e ciò mi sembra una circostanza favorevole. Ma Cayce non
esitò mai ad offrire profonde intuizioni che diedero qualche fatto storico sconosciuto
o qualche interpretazione insolita della Bibbia.
Le letture citarono o parafrasarono la Bibbia per migliaia di volte. Inoltre
raccomandarono spesso la Bibbia in generale e passaggi presi da quasi 50 libri
della Bibbia vennero citati o raccomandati per lo studio.
La Guida della Bibbia di Edgar Cayce, compilata da Dick Daily, elenca tutti
quei versi citati nelle letture per tre volte o più e alcuni di quelli citati solo una volta
o due. Il verso della Bibbia citato con più frequenza è nella Seconda Lettera a
Timoteo 2,15 che appare per 651 volte. Per circa la metà di citazioni questo
passaggio viene seguito dalla Lettera di Giacomo, 1,27. La lettura 3384-3 contiene
questo esempio tipico:
“Come indicato, analizza il sé, conosci i tuoi rapporti con il tuo Creatore, poi
studia per mostrarti approvato da Dio, un lavoratore senza vergogna, che
correttamente distingue le parole di verità; senza condannare nessuno,
conservando il sé puro dal mondo.”
Mentre non ho alcun dubbio sulla rilevanza o sul valore della Bibbia per noi
oggi, i teologi hanno escogitato molti approcci per interpretarla. A volte qualche
studioso ha usato delle speculazioni allegoriche fino al punto che altri hanno reagito
con dei metodi letterali o umanistici. Alcuni vedono nella Bibbia un misto di profezia,
storia e saggezza convenzionale. Altri vedono un mandato letterale per ricreare la
comunità di fede del primo secolo. Alcuni dicono che la Bibbia sia l’unica fonte di
guida spirituale, mentre altri mettono la tradizione su una base equa con il Verbo
scritto. Alcuni giustificano o incoraggiano l’interpretazione individuale, mentre altri
insistono che solo certi capi ecclesiastici siano qualificati ad interpretare la Bibbia.
Le letture offrirono un approccio equilibrato che evitò che la gente si spaccasse
in due su tali problemi. In risposta ad una domanda sul significato simbolico del
Libro dell’Apocalisse, Cayce disse: “. . . vi è quella che si può chiamare
l’interpretazione letterale e quella spirituale e quella metafisica di quasi tutte le parti
della Scrittura . . . Ma perché tutte queste siano vere, siano pratiche, siano
applicabili nelle esperienze degli individui, esse devono essere coordinate; oppure
essere un tutt’uno, proprio come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.” (281-31)
Ho spesso trovato un significato più profondo in qualche particolare passaggio
della Scrittura con l’aiuto delle letture. Oppure trovo qualcosa come la lettura
seguente, mentre sto cercando qualcos’altro:
“. . . vi deve essere nell’informazione che può essere ottenuta ciò che
corrisponda o che svegli una corda all’interno di ogni individuo e che suoni vero per
il piano stesso dell’individuo, per il suo desiderio spirituale; poiché lo spirito è vivo,
la carne è debole. Il desiderio carnale deve prima o poi, come nella natura, bruciare
fino ad esaurirsi; così, come è stato dato, ‘tutte le cose vengono messe alla prova
per mezzo del fuoco.’ Questo, per alcuni, darà un nuovo significato a molte parole
di una volta.” 254-55
Questa lettura mi ha aiutato a sviluppare pazienza, specialmente con me
stesso. In Matteo e Marco, il Maestro dice: “Lo spirito è pronto ma la carne è
debole.” (Matteo 26,41; Marco 14,38) Alla luce delle letture vedo che questo
significa che, se stiamo svegli e ci concentriamo sulle cose dello spirito, i vecchi
schemi egoistici bruceranno fino ad esaurirsi nel tempo. Paolo parla di questa lotta
interiore nei capitoli 7 e 8 dei Romani quando dice, “Limitarsi a ciò che non è
spirituale porta alla morte; vita e pace possono venire solo con la preoccupazione
dello spirituale.” (Romani 8,6 JB)
A volte facevano delle domande a Cayce su un passaggio nella Bibbia. La
lettura del Gruppo di Studio 262-111 è un esempio di uno che conferisce
dimensione ad una delle Beatitudini:
D: “Per favore spiegate ‘Beati sono i poveri nello spirito, poiché
vedranno Dio.’ Chi sono i poveri nello spirito ?
R: “Coloro che non hanno permesso e non permettono di essere diretti
da altre influenze se non quella della Forza Divina stessa. Coloro che non
conoscono gli spiriti familiari se non il Divino. Coloro che sono docili, ma orgogliosi
nella loro docilità e nella loro umiltà. Questi sono coloro che sono poveri nello
spirito.”
La lettura 853-9 dà un significato interessante a Marco 8,36 quando dice,
“Poiché come Lui diede di nuovo, che giova ad un uomo guadagnare il mondo
intero, se poi perde di vista il fatto di essere un’anima?” Questo mi fa tornare in
mente i periodi in cui a volte me ne andavo lontano da casa come adolescente, e
mia madre era solita dire: “Non dimenticare chi sei.” Le letture ci ricordano spesso
che siamo figli e figlie dell’Altissimo e che dovremmo agire di conseguenza.
La lezione nel vangelo in cui il Maestro dice: “Se non diventerete come i
bambini, non entrerete in alcun modo nei regni dei cieli,” (Matteo 18,3) viene
spiegata nella lettura 3395-3 che aggiunge: “Se non diventerete altrettanto aperti di
mente, se non riuscirete a diventare pazzi e a combattere e poi a perdonare e
dimenticare. Perché la natura dell’uomo è combattere, mentre la natura di Dio è
perdonare.”
Un altro ostacolo per alcune persone è il cattivo comportamento di alcuni
personaggi biblici. Un membro del gruppo di studio ‘Alla Ricerca di Dio’ mi disse
una volta che non poteva accettare la Bibbia perché Abramo aveva mentito al
Faraone e perché altri personaggi biblici facevano cose che erano immorali. Più
tardi trovai delle letture che risposero direttamente a quella domanda:
“Perché, come indicato nella legge del Libro, la vita dell’uomo Abramo non fu
bella, ma quella fede che la motivava è bella, e la memoria della fede e i figli della
fede li troviamo belli.” 4035-1
“Usando l’esperienza di Davide il re come esempio, che cosa fu nella sua
esperienza che fece sì che venne chiamato un uomo secondo il cuore di Dio? Che
non vacillò, che non fece questo o quello o che fu colpevole di ogni esperienza
immorale nella categoria del rapporto umano ? Fu piuttosto perché era dispiaciuto
e non colpevole due volte della stessa offesa! Faresti bene ad impostare lo studio
di te stesso secondo una tale vita!” 5753-2
Le letture riconobbero le debolezze perfino in quelli che scrissero il Nuovo
Testamento.
D: “Per favore spiegate I Corinzi 15,51. Ci si riferisce qui al corpo? ‘Ecco, io vi
annunzio un mistero: non tutti dormiremo, ma tutti saremo trasformati.‘”
R: “Si riferisce al corpo; anche se l’individuo che parla qui (Paolo) si aspettava
che questo accadesse durante la sua vita, chiaro? Perché qual è l’ostacolo per noi
oggi? Se facciamo una buona azione vogliamo che Dio ci ripaghi domani! Valeva
anche per Paolo! Non si è lamentato continuamente che il segno, quella cicatrice in
lui, non veniva rimosso? Non ha portato quelle cose dette da Pietro riguardo allo
stesso? Che ‘Egli dice molte cose difficili da comprendere, con cui molti
combattono per la propria distruzione.’ A che cosa si riferì? Che la loro idea (di molti
che parlarono) di tempo e spazio era limitata; perché avevano anche meno
comprensione di queste cose del più debole qui fra voi!” 262-87
Troviamo esempi per comportamento immorale in molti personaggi della
Bibbia, proprio come in noi stessi. Ma parte delle critiche che sento mira a rifiutare
o distruggere i criteri biblici che vengono percepiti come troppo difficili perché i
mortali possano seguirli nella loro vita. Lo spirito della legge come viene insegnato
dal Maestro sembra spesso ancora più difficile da mettere in pratica nella propria
vita della lettera della legge. Ma criticare gli altri non può esentarci dal fare uno
sforzo onesto per essere all’altezza dei criteri di Dio.
Mentre abbiamo molti esempi di quello che non dobbiamo fare, abbiamo anche
un esempio nella Bibbia di uno che è retto alla vista di Dio.
“Manifestare così gli stessi [insegnamenti di Gesù] nella vita e nella mente di
coloro che il sé può incontrare giorno per giorno, imparare quella lezione che Egli
manifestò così bene, che non era nella separazione come Giovanni, non nello
scappare via come Elia, non nello stare seduti nei luoghi elevati come Isaia, non
come in quella forma di Geremia - portando il lutto; non in quello spadroneggiare
come Mosè - bensì tutte le cose a tutti gli uomini! raggiungendoli nel loro luogo di
esperienza; e non con la faccia lunga!” 1472-3
“Perché anche in Elia e in Giovanni troviamo l’esitazione, il dubbio. Non
troviamo alcuna esitazione, alcun dubbio, alcun mettere da parte dello scopo nel
Maestro Gesù.” 3054-4
La Sfida per il Futuro
Abbiamo confidato nelle promesse di Dio cercando di essere all’altezza di ciò
che Egli ha preteso da noi nel Suo Verbo Sacro oppure rinunciamo perché sembra
chiedere troppo? La lettura 5758-1 dice che tutto ciò che ci viene chiesto è un
tentativo onesto:
"E sarà per ogni individuo come fu indicato ai figli di Israele. Essi entrarono
nella Terra Promessa non per la loro rettitudine, ma grazie all’amore del Padre per
quelli che ci provarono, che provarono di vivere la rettitudine.”
Ci sono molti altri tesori biblici che attendono ogni studente serio delle letture.
Malgrado le lamentele sulla difficoltà di comprendere sia la Bibbia che le letture di
Cayce, la cosa più difficile può essere impegnarsi a dedicare il tempo che ci vuole
per studiare entrambi. Studiati insieme credo che siano complementari l’uno
all’altra ed entrambi diventano più facilmente comprensibili.
La lettura 262-60, dato al gruppo che ci ha messo oltre 11 anni per produrre il
libri sulla Ricerca di Dio, suggerisce persino che produrre degli scritti sacri è un
processo che continua:
“. . . come Egli diede, nella rettitudine potete conoscere quelle cose che sono
state conservate fin dalle fondamenta dei mondi nella vostra stessa esperienza.
Perché queste vi vengono raccontate alla maniera di coloro che le hanno
documentato nel loro proprio ambiente. Che cosa scriverete voi oggi che sarà
come parole di vita per i vostri fratelli nelle epoche a venire ?”
Ho trovato che questi libri sulla Ricerca di Dio siano una guida pratica molto
potente, centrata biblicamente per la crescita spirituale. Vorrei anche far eco
all’ammonimento di Edgar Cayce a studiare il “Libro dei Libri” insieme a qualunque
altra cosa scegliate.
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E le Altre Scritture?
Mi piace leggere il Corano, il Tao Te Ching, i Veda e altri grandi scritti spirituali
del mondo, e trovo molti aspetti paralleli fra le loro profonde intuizioni e quelle delle
tradizioni giudeo-cristiane. Quando ci domandiamo dove la Bibbia è d’accordo con
altre scritture antiche, l’identità del popolo noto come Israele diventa una questione
centrale. Le letture di Cayce trattano spesso questa questione. Esse confermano
che gli israeliti furono chiamati da Dio, non per la loro stessa gloria, ma per essere
un esempio per il mondo intero di ciò che l’amore di Dio potrebbe dare a qualsiasi
popolo che vuole amarLo ed ubbidirGli. La lettura 587-6 mette questo in
prospettiva: “Non semplicemente nel pensiero di quello che al presente è definito il
popolo di Israele, ma piuttosto ciò che è compreso da quei popoli del giorno - il
significato più grande della parola Israele - quelli chiamati da Dio per un servizio al
loro prossimo.”

Le letture non hanno umiliato altre religioni,
quando suggerirono che il popoli di Israele aveva
una missione in tutto il mondo. La lettura 2772-1
disse: “Poiché coloro che cercano sono davvero
Israele ed Israele è davvero tutti quelli che
cercano; che significa non solo i figli di Abramo,
ma di ogni nazione, ogni stirpe, ogni lingua -
l’Israele del Signore! Quello è il pieno significato di Israele.” La lettura 262-28 dà
ancora più informazioni sul significato di Israele:
“Israele è l’eletto del Signore, e che la Sua promessa, la Sua preoccupazione,
il Suo amore, non si è allontanato da coloro che cercano di conoscere il Suo modo,
che cercano di vedere il Suo viso, che vorrebbero avvicinarsi a Lui. Questo è il
significato, questa dovrebbe essere la comprensione per tutti . . . Com’è che il
soppiantatore ha ottenuto il nome Israele? Perché ha lottato con l’angelo ed è stato
faccia a faccia con il tentare di conoscere il Suo modo. Così è anche con noi che
siamo chiamati e che cerchiamo il Suo viso; noi siamo l’Israele. Sappi allora che lo
scettro, la promessa, l’amore, la gloria del Signore non è partita da quelli che
cercano il Suo viso.”
Cayce ha lavorato a stretto contatto con parecchie persone ebree. Le letture
affermarono che era importante avere loro come parte dell’opera e che i “figli della
promessa” avrebbero dovuto avere la prima opportunità a beneficiare dall’Opera.
Ciononostante le letture tennero una prospettiva sul significato più ampio di Israele.
Nemmeno le letture personali per gli amici ebrei di Cayce rinunciarono mai a sfidarli
a cercare Dio, facendo ovvii riferimenti al Messia. La lettura 137-118, dato per un
socio ebreo, dice: “. . . quel nome - che diventa su ogni lingua quello dell’uomo
crocifisso nel modo che il sé è crocifisso ai desideri carnali, affinché lo spirito
dell’uomo non sia orgoglioso - ma piuttosto che preferisca lo spirito di Colui che è
Sacro a se stesso e considerando il vicino come il tuo sé.”

Venture Inward, marzo/aprile 2000
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