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giovedì 14 novembre 2019

Alcuni versi della Bibbia interpretati e spiegati nelle letture di Cayce

Antico Testamento
Genesi 6,2: “I figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle.”
Nella lettura 262-119 si chiese a Cayce di spiegare il significato di “figli di Dio” e
“figlie degli uomini”. Ecco la risposta: … le influenze di quelle anime che
cercarono espressione materiale si spinsero in forme di pensiero sulla terra
… Quando le Forze Creatrici, Dio, fecero … il primo uomo – o uomo-Dio, egli
fu il principio dei Figli di Dio. Poi quelle anime che entrarono attraverso un
canale fatto da Dio – non per mezzo di forme di pensiero, non per mezzo di
desiderio, non per mezzo di lussuria, non per mezzo di cose che separavano
continuamente – furono i Figli di Dio e le Figlie di Dio. Le Figlie degli Uomini,
quindi, furono quelle che diventarono i canali attraverso cui la lussuria
conobbe la sua attività; e fu in questa maniera … che le condizioni furono
espresse come viene raccontato nei tempi antichi, che i Figli di Dio
guardarono le Figlie degli Uomini e videro che erano belle, e le concupirono!
Genesi 49,10: “Non sarà tolto lo scettro da Giuda.”
Nella lettura 262-28 chiesero a Cayce di spiegare la sua dichiarazione fatta in una
lettura precedente che affermò: Lo scettro non è stato tolto da Israele. Ecco una
parte della sua risposta: Israele è l’eletto del Signore e … la Sua promessa, la
Sua attenzione, il Suo amore non è stato tolto da coloro che cercano di
conoscere la Sua via, che cercano di vedere il Suo viso, che vogliono
avvicinarsi a Lui. Questo è il significato, questo dovrebbe essere compreso
da tutti. Coloro che cercano sono Israele.
Esodo 20,5: “Dio punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta
generazione di coloro che lo rifiutano.”
Ecco una porzione della lettura 281-38: Come viene detto nel nostro Verbo? Che
i peccati dei padri sono puniti nei figli fino alla terza e alla quarta generazione
… Questo non vuole dire che i risultati si vedano solo nelle funzioni corporee
dei discendenti, come viene insinuato di solito; bensì che l’essenza del
messaggio sia data al padre individuale riguardo all’attività di cui può o deve
infine essere ben consapevole nel suo stesso essere. Cioè, che effetto ti fa di
impazzire, ridere, piangere, essere abbattuto? Tutte queste attività non
influiscono solo su voi stessi e sui vostri rapporti con il vostro prossimo,
bensì sulla vostra prossima esperienza sulla terra!
Esodo 20,12: “Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi
giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.”
Questo verso ci dà uno dei dieci comandamenti. La lettura 262-79 cita questo verso
e spiega la sua applicazione: … siate tutt’uno in Lui con il Padre e così
adempiate in ogni esperienza a ciò che è l’adempimento di ciò che è
destinato a te. Hai quindi alcunché a che fare con i tuoi giorni sulla terra?
Come leggi? “Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi
giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.” Onorare, quindi, tutti coloro a
cui l’onore è dovuto fa sì che quelle opportunità maggiori per un’anima
individuale … saranno il risultato di tale attività. Come giunge l’onore?
Dapprima pensando, meditandoci sopra; così che negli atti, nelle parole,
questi … portano ciò che è onore rispetto a questi in una manifestazione
materiale.
Salmo 50,8: “Tu vuoi la sincerità del cuore e
nell’intimo m’insegni la sapienza.”
Nella lettura 262-67 chiesero a Cayce di spiegare:
“Egli vuole la sincerità del cuore,” citato dal Salmo 50:
Tu vuoi la sincerità del cuore e nell’intimo
m’insegni la sapienza. Ecco la sua risposta: Chi dà
la sua anima agli scopi del Signore, chi ama i suoi
nemici, chi ama coloro che parlano aspramente al
tuo intimo sé, desidera il Signore nell’intimo sé. Così le risposte per tutti
giungono nell’amore che Egli diede … Egli lasciò la Sua gloria con il Padre
per poter conoscere i desideri della carne connessi con tutte quelle cose
pertinenti alla testardaggine dell’uomo; tuttavia il desiderio che nacque
dall’intimo sé fu quella vita data da Lui, che la vita deve essere conservata nel
desiderio di Lui verso coloro a cui Egli aveva dato il potere di diventare i figli
di Dio attraverso la loro esperienza sulla terra. Così il desiderio intimo è
tutt’uno con il Padre-Dio. Così l’anima è resa tutt’uno con l’anima del
Salvatore.
Salmo 90,1: “Chi abita al riparo dell’Altissimo dimora all’ombra
dell’Onnipotente.”
Nella lettura 262-30 chiesero a Cayce di spiegare “il riparo dell’Altissimo”. Ecco la
sua risposta: per comprendere il riparo dell’Altissimo stabiliamo ciò che il
cercatore cerca … E’ la conoscenza dell’interpretazione delle manifestazioni
dell’Altissimo agli uomini; o ciò che determina il rapporto di ciò che è
manifestato all’Altissimo; poiché … nelle camere segrete del proprio cuore è
riposto ciò che porta alle attività reali della coscienza dell’anima ed è il
Sancta Sanctorum in cui si incontra ciò che si venera come il proprio Dio.
Quindi, il vero contatto con il Divino avviene nel nostro stesso essere; è
un’interconnessione, un lavoro interiore.
Salmo 110,10: “Principio della saggezza è il timore del Signore.”
Nella lettura 281-28 Cayce spiega così questo verso: Coloro che meditano per
motivi egoistici lo fanno per la propria rovina. Per questo è stato detto spesso
che il principio della saggezza è il timore del Signore. La saggezza è quindi il
timore di fare un uso errato della conoscenza nei tuoi rapporti con te stesso e
col tuo prossimo. Poiché come sei onesto, come sei paziente, come sei
sincero con te stesso nel tuo incontro con il tuo Dio, il tuo Salvatore, il tuo
Cristo, nella tua meditazione, allora sarai anche onesto, paziente e sincero nei
tuoi rapporti con il tuo prossimo.
Geremia 17,9: “Il cuore è ingannevole ed estremamente malvagio.”
Questo verso dall’Antico Testamento ci dice che il cuore (i nostri sentimenti) è
ingannevole e cattivo: Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e
estremamente malvagio: chi lo può conoscere? Un riferimento a questo verso
si trova nella lettura 281-44: … com’è definito nella testimonianza? Che il
cuore e lo scopo dell’uomo è fare del male! Nel presente, quando il male ha
fatto presa, si dispone in quelle influenze che sono chiamate abitudini o
inclinazioni o intenzioni; ed è necessario eliminare queste dagli scopi e
aspirazioni e desideri degli individui.
Aggeo 2,7: “Scuoterò tutte le nazioni.”
Aggeo 2,7 ci dice che il Signore scuoterà tutte le nazioni: Scuoterò tutte le nazioni
ed affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia
gloria dice il Signore degli eserciti. Nella lettura 262-64 si chiese a Cayce di
spiegare questo verso: … da un’interpretazione letterale … un popolo testardo
aveva abbandonato il culto nei templi, dove erano stati designati per
incontrare il Dio vivente. Poiché solo lì avevano udito le parole e solo lì
avevano ricevuto un tempo l’istruzione persino coloro che venivano chiamati
pagani e furono scossi fino in fondo all’anima e fu concessa di nuovo
l’opportunità di stabilire il desiderio del loro cuore di ricostruire il tempio.
Nuovo Testamento
Matteo 5,3: “Beati i poveri in spirito.”
Matteo 5,3 dice: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Nella
lettura 262-111 si chiese a Cayce chi sono i poveri in spirito. Egli rispose: Coloro
che non si sono lasciati e non si lasciano guidare da influenze diverse che
non siano la Forza-Dio stessa. Coloro che non conoscono gli spiriti comuni
ma il Divino. Coloro che sono miti ma orgogliosi nella loro mansuetudine e
nella loro umiltà. Questi sono coloro che sono poveri in spirito.
Matteo 5,4: “Beati gli afflitti.”
Matteo 5,4 dice: Beati gli afflitti perché saranno consolati. Nella lettura 262-111
si chiese a Cayce di spiegare la frase “felici coloro che sono afflitti”, detta in una
lettura precedente. Ecco la sua risposta: Felici sono coloro che hanno
conosciuto l’afflizione, poiché la loro gioia sarà colmata se confidano nel
Signore. Poiché Egli è la forza, il potere, la potenza che conforta coloro che
sono afflitti per quelle cose proprio come Egli pianse per Gerusalemme …
Matteo 6, 12: Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
! ! debitori
6, 14-15: Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre
! ! vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non ! !
! ! perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le
! ! vostre colpe.
Un riferimento a questi versi si trova, p.e., nella lettura 262-21: “Perdonami,
Padre, come io perdono a mio fratello” dovrebbe essere quella lezione, quella
posizione che tutti dovrebbero assumere, se volessero conoscere il viso di
CoLui che cerca l’amicizia con le Sue creature. Possa il Padre riunire coloro
che cercano l’amicizia con Lui. Sappi che come perdoni, così sarai
perdonato.
Nel Padre Nostro sono contenute molte idee chiave. Una di queste è il concetto
che, perdonando gli altri, noi siamo perdonati. Per dare rilievo a questo,
immediatamente dopo il testo di questa preghiera, in Matteo 14-14 Gesù ci dice
che il Padre celeste ci perdonerà solo se perdoneremo gli altri.
Matteo 12, 36: “Di ogni parola futile gli uomini renderanno conto.”
Matteo 12, 36 dice: Ma io vi dico che di ogni parola futile gli uomini
renderanno conto nel giorno del giudizio. Di questo verso si discute nella lettura
262-42: Comprende ogni individuo ciò che è stato detto, che si deve rendere
conto di ogni parola futile? … Che questo si riferisce all’unione di scopo di
un individuo? … Che la mente, il corpo, l’attitudine dell’anima è sotto
sorveglianza attraverso tale attività? E … come il corpo, la mente, l’anima
sono tutt’uno, così lo è Dio, nelle manifestazioni di potere, potenza e gloria
sulla terra … questo illustra perché ci dovrebbero essere gioiosità e
contentezza nel cuore e nel discorso di ogni individuo.
Matteo 20, 16: “Gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi.”
Nella lettura 262-39 si chiese a Cayce di spiegare queste parole. Ecco la sua
risposta: … quando la vita finisce, essa inizia. La fine è l’inizio della
trasposizione – o il cambiamento. Il primo è ultimo l’ultimo è il primo.
Trasposizione.
Matteo 24, 34: “Non passerà questa generazione
prima che tutto questo accada.”
In Matteo 24, 34 Gesù dice che le sue profezie si
avverranno prima che questa generazione muoia: “In
verità vi dico, non passerà questa generazione prima
che tutto questo accada.” Nella lettura 262-60 Si chiese
a Cayce di spiegare questo verso. Ecco la sua risposta:
Quegli individui che stavano udendo ed osservando quelle cose presentate
dal Maestro in quell’esperienza sarebbero stati nella forma manifesta sulla
terra durante i periodi di compimento sulla terra delle profezie fatte. Non in
ciò che è definita una generazione di ottanta e dieci anni, bensì le esperienze
di quelle anime sulla terra durante quei periodi in cui deve presto giungere il
completamento o il compimento di quelle cose dette.
Marco 4, 11-12: Gesù insegnò in parabole così che quelli “fuori” con
avrebbero compreso e “sarebbero stati perdonati”.
In Marco 4, 11-12 Gesù spiega perché insegnava in parabole: Egli disse loro: “A
voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto
viene esposto in parabole, perché guardino, ma non vedano, ascoltino, ma
non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato.” Nella
lettura 262-94 Cayce riassume il messaggio in questi due versi e spiega il loro
significato e scopo: “Queste cose le ho esposte in parabole perché non vedano
e venga loro perdonato.” Che cosa significa questo? Che i tempi, scopi,
intenzioni di quegli individui non erano stati completati o diventati sufficienti
fino al punto da essere determinati nel loro uso o nell’applicazione della
lezione … Così, passo a passo attraverso ciò che ti è stato dato, come
avvicini il Padre, conosci il modo mettendo in pratica ciò che hai acquisito
giorno dopo giorno! Quindi la vera comprensione e la crescita dell’anima arrivano
solo dall’applicazione dei principi spirituali, invece che solo leggendo o scrivendo
queste righe.
Marco 4, 25: “Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche
quello che ha.”
Cayce fa un riferimento a questo verso nelle seguenti parole di incoraggiamento
per un membro del Gruppo di Studio 1 nella lettura 262-72: Siccome gli altri
contano sulla tua forza, per farsi guidare da Lui, nella tua casa, nella tua vita,
nei tuoi incontri giorno per giorno, così sii forte in Lui. Poiché a chi molto è
stato dato, a lui molto è chiesto; ma a chi ha, a lui sarà dato … tu hai
conosciuto i suoi modi. Quindi mantieni la tua via perfetta, nei tuoi percorsi,
nei tuoi discorsi con quelli che confidano in te. Poiché come tu rappresenti la
casa, la via, la luce per molti, così Egli darà la Sua forza, il Suo potere, la Sua
grazia …
Marco 16,15: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo.”
Marco 16,15 ci dice di predicare il vangelo: E Gesù disse loro, andate in tutto il
mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. La lettura 262-100 aiuta a
chiarire qual è il vangelo: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo.” Qual
era quel vangelo? Non tanto ciò che viene detto ripetutamente così spesso.
Poiché Egli ha unito tutto in uno, “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, la
mente, l’anima; e tuo vicino come te stesso.” Poiché questa è l’intera legge.
Luca 1,35: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la
potenza dell’Altissimo.”
In Luca 1,35 si dice a Maria che lo Spirito Santo verrà da lei: Le rispose l’angelo:
Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza
dell’Altissimo: Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Nella lettura 262-59 si chiese a Cayce di spiegare questo verso: “Lo Spirito Santo
renderà vivo ciò che è in te.” Questo è il corpo della madre che diventa
consapevole dello spirito di verità che viene reso manifesto nella materialità,
o lo spirito del Padre che, attraverso le forze coscienti attive nel corpo
materiale, rende consapevole del fatto che il corpo viene quindi mosso o su
cui viene agito da parte dello Spirito del Padre – o lo Spirito Santo attivo nella
forza materiale. Così Maria divenne consapevole sia mentalmente sia fisicamente
dell’attività dello Spirito Santo nel suo corpo.
Luca 21,8: “Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti
verranno sotto il mio nome.”
Luca 21,8 afferma: Rispose: Guardate di non lasciarvi
ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo:
‘Sono il Cristo’ e ‘Il tempo è prossimo’; non seguiteli. Si
chiese a Cayce di spiegare questo verso nella lettura 262-30.
Ecco una parte di questa risposta: Com’è stato detto, molti
si sono presentati; poiché, come Egli disse allo stesso proposito, ci furono
molti falsi profeti, persino coloro che volevano allontanare gli stessi eletti. Ci
sono coloro che, trovando qualcosa del potere che è nelle attività materiali di
quelli che vogliono camminare nella luce, lo trasformano nei propri scopi
egoistici; e così diventano falsi profeti, falsi Cristi e traviano molti.
Ricordiamo che è stato dato la maniera, il modo per determinare se tale
profeta ha lo Spirito di Dio o no. Coloro che rifiutano la chiamata dei profeti di
un tempo o i fardelli del mondo sul Figlio o la Sua morte e resurrezione non
hanno lo spirito; poiché “Come l’avete visto andare, così Egli verrà.”
Giovanni 14,30: Gesù dice: viene il principe del mondo, ma egli non ha
nessun potere su di me
Giovanni 14, 30 parla del principe di questo mondo: … viene il principe del
mondo; egli non ha nessun potere su di me. Nel seguente riferimento a questo
verso, dalla lettura 262-115, Cayce identifica “il principe di questo mondo”: … quel
desiderio di procreare nel sé o di mantenere gli interessi egoistici è cresciuto
… finché diventa … che cosa Egli ha detto? … il principe di questo mondo!
Sappi che Colui che venne come il nostro direttore, come nostro fratello,
come il nostro salvatore, ha detto che il principe di questo mondo non ha
nessun potere su di Lui né in Lui. Abbiamo scoperto il nemico ed egli è
veramente molto vicino.
Giovanni 17,12: “Io conservavo coloro che mi hai dato e nessuno è andato
perduto, tranne il figlio della perdizione.”
Giovanni 17,12 afferma: Quando ero con loro, io conservavo nel tuo nome
coloro che mi hai dato e li ho custoditi e nessuno di loro è andato perduto,
tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. A Cayce fu
chiesto di spiegare “e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della
perdizione”. Ecco la sua risposta nella lettura 262-93: Egli [Giuda] aveva scelto di
fare a modo suo e di convincere gli altri con l'inganno a cercare di fare a
modo loro invece di dover dimostrare fede o credito o lealtà o amore verso
quella fonte da cui emanano la vita, la coscienza o le manifestazioni. Per
questo ciò che fu detto da colui che si ribellò al trono del cielo e manifestato
nella carne nell’uno che Lo tradì. Quindi sono figli della perdizione – o
permettono che quella forza si manifesti attraverso loro – tutti quelli che Lo
rinnegano o che lo tradiscono o che presentano se stessi in un modo e … per
il vantaggio personale o per motivi di gratificazione – agiscono in un altro;
poiché essi non fanno che perseguitare, rinnegare e tradire Lui.
Giovanni 20, 17: “Gesù disse: ‘Non sono ancora salito al Padre”.
La mattina di Pasqua, dopo la crocifissione, Maria Maddalena vede Gesù. Il verso
20,17 che ne parla non contiene la parola “cielo”, invece Gesù parla della salita al
Padre: Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre;
ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio
e Dio vostro. Cayce fu interrogato su questo verso nella lettura 262-88- Ecco una
porzione della sua risposta: … “Non sono ancora salito a mio Padre”
indicherebbe a qualcuno che il cielo e il Padre siano da qualche altra parte –
un luogo di residenza, il centro da cui tutte le forze universali, tutte le energie
devono provenire o emanare. Per questo “su” può essere piuttosto da di
dentro o verso l’intimo – di cui ogni anima deve diventare consapevole.
Poiché il cielo è quel luogo, quella consapevolezza dove l’Anima – con tutti i
suoi attributi, la sua Mente, il suo Corpo – diventa consapevole di essere alla
presenza delle Forze Creative o tutt’uno con queste. Quello è il cielo.
Giovanni 20,17: “Gesù disse: Non mi toccare.”
Nella lettura 262-87 si pose la domanda perché, in questo
verso, Gesù dice a Maria Maddalena di non toccare il suo
corpo. Ecco la risposta: … le vibrazioni a cui il corpo
glorificato fu innalzato sarebbero state le stesse di un
corpo fisico che tocca una corrente di alta potenza.
Perché si dice di non toccare i fili elettrici? Se non si è
in contatto con la terra, non reca danno, altrimenti tanto
peggio!
Nella lettura 294-15 si chiese a Cayce: “Dove si ritirano le
entità dopo aver lasciato il piano terrestre?” La sua risposta
si riferisce a Giovanni 20,17: Com’è stato detto … “Non toccare, perché non
sono ancora salito a mio Padre.” Nella separazione dell’anima e dello spirito
da un corpo terreno, entrambi entrano nel regno dello spirito. Quando l’entità
ha del tutto completato la sua separazione, va verso ciò che l’entità merita
per le sue attività mentre era sul piano terrestre … Va verso le varie sfere o
elementi che sono stati preparati per il suo sviluppo … Questo soggiorno
viene preso finché l’entità sarà pronta a manifestarsi di nuovo nella carne …
la volontà DEVE essere resa tutt’uno con il Padre così che possiamo entrare
in quel regno dei beati, poiché, com’è stato detto, solo i fedeli, i perfetti
possono vedere Dio, e noi dobbiamo diventare tutt’uno con Lui.
Atti degli Apostoli 9,5: “Non opporti all'inevitabile.”
Ci opponiamo all’inevitabile della vita? Gli Atti degli Apostoli 9,5 ne parlano: Ed egli
disse: “Chi sei, o Signore?” E il Signore disse: “Io sono Gesù, che tu
perseguiti; è difficile per te opporti all’inevitabile.” In diverse letture Cayce
consigliò: “Non opporti all’inevitabile”, in riferimento a questo verso. Nella lettura
295-3, per una donna di 27 anni, si chiese a Cayce il significato di “non opporti
all’inevitabile”. Ecco la sua risposta: Dove ci sonoprove o tribolazioni,
indecisioni, rendi il tuo sé tutt’uno con le forze spirituali.
Prima Lettera ai Corinzi 15,51: “Non tutti dormiremo, ma tutti saremo
trasformati.
Nella Prima Lettera ai Corinzi 15,51 Paolo parla di un mistero che ha a che fare con
il sonno (la morte fisica?) e il cambiamento: Ecco, io vi annunzio un mistero: non
tutti dormiremo, ma tutti saremo trasformati. Nella lettura 262-87 si chiese a
Cayce di spiegare questo verso. Ecco la sua risposta: Si stava riferendo al corpo;
anche se l’individuo che stava parlando qui (Paolo) si aspettava che questo
accadesse ai giorni suoi … Non ha forse menzionato quelle cose dette da
Pietro … che “Egli dice molte cose difficili da capire, che molti travisano per
la propria distruzione.” A che cosa si riferiva? Che la loro idea allora di tempo
e spazio era limitata; poiché essi comprendevano questo concetto ancora
meno dei più deboli qui fra voi!
Seconda Lettera ai Corinzi 5,1: “Se verrà disfatto questo corpo, abbiamo
un’abitazione presso Dio, una casa eterna nei cieli.”
Nella Seconda lettera ai Corinzi 5,1 Paolo si riferisce ad un’abitazione di Dio che è
eterna nei cieli: Sappiamo infatti che se verrà disfatto la nostra casa terrena di
questo tabernacolo, abbiamo un’abitazione di Dio, una casa non costruita da
mani di uomo, eterna nei cieli. Nella lettura 262-60 si chiese a Cayce di spiegare
questo verso. Ecco la sua risposta: Vorremmo che ogni anima potesse afferrare
quella verità, anche se l’anima non si può vedere, che ciò che essa fa è la
crescita che produce … Il corpo dell’anima deve dimorare in quella casa non
costruita da mani di uomo, eterna con il Padre. Poiché la vita è lo spirito
dell’anima, è Dio eterno, tuttavia può manifestare se stessa in ciò che
conosciamo come materialità o materia … Le cose eterne non sono fatte con
le mani, ma invece dalle azioni fatte, dalle cose prodigate; e le azioni, come la
luce stessa, continuano sempre a splendere …
Seconda Lettera ai Corinzi 5,21: “Colui che non aveva
conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato.”
La Seconda Lettera ai Corinzi 5,21 dice: Colui che non
aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in
nostro favore, perché noi potessimo diventare per
mezzo di lui giustizia di Dio. Nella lettura 262-59 Si
chiese a Cayce di spiegare “Colui che non aveva
conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato.” Ecco la sua
risposta: … benché Egli fosse senza peccato, Egli non
pensava che fosse un furto rendere Se Stesso uguale a Dio … quando lo
spirito fece entrare lo spirito, la condanna o il peccato in forma manifesta
sulla terra, allora il Figlio arrivò in forma manifesta – o nel peccato – affinché
attraverso Lui la terra, o lo spirito dell’uomo, potesse avere l’avvocato con il
Padre e attraverso Lui, una volta per tutte, essere reso libero dal peccato
attraverso quell’attività dello Spirito di Cristo sulla terra. Per questo è stato
detto che Egli divenne il peccato – o si trovò nel peccato, dovrebbe invece
essere la traduzione – affinché coloro che erano nel peccato o sulla terra
potessero conoscere la Luce e avere la Vita e averla più abbondantemente …
Lettera agli Ebrei 9,22: “Senza spargimento di sangue non c’è perdono.”
Nella Lettera agli Ebrei e nella relativa lettura di Cayce si discute sul perdono
connesso con il sangue di Cristo: Secondo la legge, infatti, quasi tutte le cose
vengono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non c’è
perdono. Nella lettura 262-45 si chiese a Cayce di spiegare la sua dichiarazione
precedente che “il sangue di Gesù Cristo purifica da ogni peccato.” Egli rispose:
Come già detto, senza spargimento di sangue non c’era remissione del
peccato … l’errore che l’uomo fa è più spesso contro se stesso … l’amore è
la legge … la legge è l’amore, nella sua essenza … lo spargimento di sangue
nell’uomo Gesù portò all’espiazione di tutti gli uomini, rendendo Se Stesso
tutt’uno con la legge e con l’amore … Nello spargimento del sangue arriva la
redenzione per l’uomo, attraverso ciò che può portare l’uomo ad essere
tutt’uno con Lui. La Sua espiazione e inoltre il Suo essere tutt’uno con Dio rende
possibile la nostra sintonia e il nostro essere tutt’uno con Lui.
Lettera agli Ebrei 9,28: “Cristo apparirà una seconda volta a coloro che
l’aspettano per la loro salvezza.”
Ebrei 9,28 promette che Cristo apparirà “la seconda volta” a coloro che
L’aspettano: Una volta a Cristo fu offerto di portare i peccati di molti, e a
coloro che l’aspettano egli apparirà la seconda volta senza peccato fino alla
salvezza. Nella lettura 262-94 Si chiese a Cayce di spiegare questo verso. Come si
nota nella sua risposta, l’unione è una componente chiave nella giusta
comprensione di questa seconda apparizione: Come si legge, così è; in spirito e
verità. Poiché unite ogni promessa vi contenuta con ciò che il Maestro stesso
disse e troveremo che le promesse sono ”Colui che dimora in me ha quindi
davvero assorbito Cristo, è davvero diventato tutt’uno con Cristo e non è più
soggetto alle tentazioni della terra, del mondo “ e quindi diventa tutt’uno con
Lui ed è in quell’atteggiamento, quel piano di unione. Per coloro non vi è
nessun ritorno nella carne.
Prima Lettera di Giovanni 4,1: “Non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete
gli spiriti alla prova, per saggiare se provengono veramente da Dio.”
A quanto pare Giovanni aveva contatto frequente con quelli dall’altra parte, come
viene dedotto nella prima Lettera di Giovanni 4,1: Carissimi, non prestate fede ad
ogni spirito, ma mettete gli spiriti alla prova per saggiare se provengono da
Dio: perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Nella lettura 262-85 si
chiese a Cayce di spiegare le parole “mettere gli spiriti alla prova”. Ecco la sua
risposta: Ogni forza, ogni potere proviene dall’unica forza … come fu detto dal
Maestro quando fu interrogato da Pilato, “nessun potere mi è stato affidato se
non dal Padre.” Così nelle esperienze, com’è stato spesso indicato, ci sono
quelle attività dal di fuori del corpo fisico, attraverso il mentale, attraverso lo
spirito di quelle … influenze o forze disincarnate … mettete queste alla prova
se c’è la forza o il potere di quella natura costruttiva … Coloro che negano
che il Cristo sia venuto nel corpo non sono Suoi.
Apocalisse di Giovanni 20,2: “Un angelo legò Satana per
mille anni.”
Nella lettura 281-37 si chiese a Cayce “il significato di mille
anni in cui Satana è legato,” dall’Apocalisse di Giovanni 20,2.
In risposta egli afferma che la preghiera di dieci salvi una città,
che è in riferimento a questo verso dalla Genesi: [Satana]è
mandato in esilio … quando ci sono le attività dei
quaranta e quattro mila – allo stesso modo in cui la
preghiera di dieci giusti dovrebbe salvare una città, le
azioni … l’incarnazione di coloro soltanto che sono nel Signore dominerà la
terra, e il periodo è … mille anni. Quindi Satana è legato, quindi Satana è
mandato in esilio dalla terra.
Apocalisse di Giovanni 21,1: “Vidi un nuovo cielo e una nuova terra.”
L’Apocalisse di Giovanni 21,1 parla di un nuovo cielo e una nuova terra: E vidi un
nuovo cielo e una nuova terra: perché il cielo e la terra di prima erano
scomparsi e il mare non c’era più. Nella lettura 281-16 si chiese a Cayce il
significato di “un nuovo cielo e una nuova terra”. Rispose: [Significa che]le cose
di un tempo sono passate, quando si scorge nel sé … l’intera volontà del
Creatore, il Padre, [allora] … le forze dentro e fuori [creano] il nuovo cielo e la
nuova terra.
Apocalisse di Giovanni 21,2: “Vidi una nuova Gerusalemme scendere dal
cielo.”
Nel verso successivo, in Apocalisse 21,2, Giovanni vede una nuova Gerusalemme:
Ed io Giovanni vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo,
da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Cayce spiega il
significato di questo verso nella lettura 281-37: Per coloro che sono entrati nella
nuova vita, nella nuova comprensione, nella nuova rigenerazione vi è la
nuova Gerusalemme. Poiché, com’è stato detto, il luogo non è solo un luogo
bensì anche una condizione, un’esperienza dell’anima. Simbolicamente
Gerusalemme ha significato il luogo santo, la città santa – poiché lì l’arca
dell’alleanza nelle menti, nei cuori … nelle comprensioni di coloro che hanno
messo da parte i desideri terreni … diventa i nuovi propositi nella loro
esperienza, diventa la nuova Gerusalemme, le nuove imprese, i nuovi
desideri.
Apocalisse di Giovanni 22,13: “Io sono l’Alfa e l’Omega.”
L’ultimo libro dell’Antico Testamento è stracolmo di simbologia, come dimostrato in
Apocalisse 22,13: Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine, il Primo e
l’Ultimo. Nella lettura 262-55 Cayce ci dà alcuni suggerimenti riguardo al
significato di questo verso: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine.” Che
Dio, il Padre, lo Spirito, l’Om, sia la forza determinante di ogni attività non è
del tutto sufficiente alla salvezza dell’uomo, in quanto egli è un essere dotato
di libero arbitrio. Come dichiarato … l’Alfa è il principio e l’Omega è la fine.
Poiché la conferma, la segregazione, la separazione, la costruzione, il suo
ampliamento, è necessario – riguardo a quelle attività che stanno in mezzo –
per ciò che l’uomo aggiunge al principio e alla fine.

a cura di: www.edgarcayce.it
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