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sabato 23 novembre 2019

Cittadini dell’Universo

Guardando in su in un cielo pieno di stelle non si può fare a meno di chiedersi
se c’è la vita “là fuori”. Il fascino moderno della fantascienza (p.e. Star Trek) e le
possibilità di vita extraterrestre fanno aumentare il mistero. E appena introduciamo
le idee della reincarnazione e dei soggiorni interplanetari (come Cayce chiamava i
nostri viaggi fra le incarnazioni fisiche), il passo non è molto grande per cominciare
a chiedersi, “sono quei sistemi stellari quei posti dove la mia anima si è avventurata
nel passato o dove viaggerà un giorno?”
Per fortuna domande come queste furono poste al Sig. Cayce, specialmente in
una letture data durante l’incontro del Congresso del 1941 a Virginia Beach. Le
domande erano state preparate da Thomas Sugrue, la cui biografia di Cayce
intitolata Vi è’ un Fiume doveva essere pubblicata l’anno successivo. I problemi
sollevati da alcune domande sono facili da riconoscere nel capitolo sulla Filosofia
verso la fine del libro.
La suggestione data al Sig. Cayce per questa letture fu molto specifica. Sugrue
e gli altri fondamentalmente desideravano comprendere più chiaramente come gli
essere spirituali vengono “colti” o” intrappolati” nella dimensione materiale. Ma per
affrontare quel problema in modo adeguato era necessaria una prospettiva
ampliata, e Cayce si lanciò in una spiegazione dettagliata, complessa.
Per interpretare questa importante letture potremmo cominciare col notare che i
paragrafi 4 e 12 sono come i due elementi di un reggilibri - un tema identico di
apertura e di chiusura. Quel tema ricorrente enfatizza un principio biblico: il Logos,
il Verbo, la Coscienza Cristica universale era presente e partecipava nella
formazione dell’universo. Perché Cayce inizia e termina con questa asserzione?
Forse per enfatizzare l’esistenza di una costante spirituale nello schema
dell’universo. Il Logos è il fatto centrale della vita spirituale, non soltanto sulla terra
o soltanto nel nostro sistema solare, ma in tutto il cosmo. Questo è un punto
cruciale. Per esempio, se ci preoccupiamo di razze aliene che potrebbero venire
sulla terra e usare la loro tecnologia superiore per conquistarci, ricordiamo questo
principio: non vi è potere in questo sistema solare o in ogni altro sistema stellare
che sia superiore allo Spirito Cristico universale. Come entriamo nella speculazione
intrigante sulla vita in altri sistemi solari, manteniamo una struttura di riferimento. In
qualunque posto nell’universo noi andiamo, ci sono certe leggi fondamentali
operative e certi principi spirituali attendibili.
Le quattro domande e risposte in questa lettura offrono una spiegazione
metafisica straordinaria della vita spirituale che entra nella materialità. Cayce ci
invita a considerare questo tema profondo con una forte dose di umiltà. La terra è
soltanto un “granello” nello schema delle cose. E inoltre, la nostra conoscenza di
ciò che è possibile - buono o cattivo - è ancora abbastanza limitata. Non abbiamo
nemmeno cominciato a comprendere i livelli più alti o più bassi di ciò che è
possibile per noi (vedi paragrafo 6). La prima domanda e risposta (paragrafo 9)
comincia con la premessa che non tutti gli esseri spirituali si sono proiettati nella
materia. Per esempio, gli angeli non sono mai stati intrappolati. Però quegli esseri
che sono stati colti nella materia molti millenni fa (compresi noi tutti!) scoprirono la
nostra capacità di essere dei creatori senza uno spirito di verità che guidasse
quella capacità creativa. In altre parole, si sviluppò una condizione di “la mente
costruisce” senza un ideale illuminato che guidasse ciò che veniva costruito. Fu un
atto di volontà personale e libera scelta da parte di ognuno di noi a separarci da
quello spirito della verità. E questo portò alla necessità per i diversi livelli di
coscienza e per le diverse “sfere di attività” o “regni di sistemi” che le anime
individuali avanzassero dal loro stato intrappolato.
Proseguendo nei due scambi successivi di domanda-e-risposta (paragrafi 10 e
11) Cayce fa il punto sul fatto che non c’è immunità cosmica. Se un’anima si libera
da questo sistema planetario (cioè i regni della coscienza simboleggiati dai pianeti
che viaggiano intorno al nostro sole) possiamo sempre rimanere intrappolati nella
creatività fuorviata altrove nel cosmo.
Ma la conclusione di “ottenere l’immunità” dal rimanere impigliati altrove è un
modo fondamentalmente sbagliato per guardare la faccenda. Quell’ “altrove” è a
volte parte necessaria del piano di Dio per il viaggio di un’anima verso la libertà.
Nella vastità di questo universo c’è sempre un posto preciso in cui armonizzare i
nostri bisogni di crescita - cioè, quei bisogni molto specializzati, individuali, per
un’anima particolare possono essere soddisfatti da qualche parte in qualche
sistema stellare. E a volte un’anima ha bisogno di cambiare sistemi stellari per un
insieme di esperienze di apprendimento. L’opera di Dio di grazia e guarigione si
estende a tutte le stelle e a tutti i pianeti.
Per comprendere l’ultima domanda e la risposta (paragrafo 12) dovremmo
considerare che “peccato” nella filosofia di Cayce significa “mancare il bersaglio” o
“separarci dal nostro Creatore”. E com’è che lo facciamo? A volte con delle azioni
del corpo fisico; ma altrettanto spesso con le attività del “corpo mentale”, come
Cayce di solito chiamava la somma totale di ciò che abbiamo costruito con le
nostre intenzioni, desideri, atteggiamenti e emozioni. Alla morte fisica c’è un
orientamento del corpo mentale, tanto sicuramente quanto un albero si inclina in
qualche direzione prima di morire e di cadere sul terreno. Quella inclinazione,
quella condizione del corpo mentale dell’anima al momento della morte, determina i
suoi bisogni per l’immediato futuro e dove “andrà”. Il viaggio può portare per un po’
di tempo in una delle altre otto dimensioni di questo sistema solare o in un altro
sistema stellare. In verità siamo cittadini dell’universo.
La Lettura
Questa lettura psichica, 5755-2, fu data da Edgar Cayce nell’ufficio
dell’Associazione, Arctic Crescent, Virginia Beach, Va., il 19 giugno 1941, in
accordo con la richiesta fatta da quelli presenti al Decimo Congresso Annuale
dell’Associazione per Ricerca ed Illuminazione, Inc.
1 Gertrude Cayce: E’ stato dato attraverso questa fonte che le anime si impigliano
nei sistemi cosmici simili al sistema solare, dove le condizioni sono come quelle
presentate in questo sistema. Per l’istruzione di coloro che sono riuniti qui si
richiede che ora riprendiate le implicazioni di questa dichiarazione, per quanto sia
possibile farlo nei termini del linguaggio e dell’esperienza umana. Discuterete le
domande che sono state preparate come le porrò, usando, dove possibile, paralleli
con la vita com’è sulla terra.
2 Edgar Cayce: Sì, abbiamo le implicazioni che sono state indicate attraverso
questi canali; sul come le anime possono rimanere impigliate nei sistemi o nelle
influenze di natura simile all’esperienza umana nella materia.
3 Rispondendo a molte di quelle domande presentate qui o che possono essere
nella mente di quelli che si sono riuniti qui, è un bene che venga data la premessa
dalla quale verrebbero le risposte.
4 Queste le potete trovare nell’indicazione che in principio
era il Verbo, il Verbo era con Dio - la stessa cosa. Senza di
Lui non fu fatto nulla di ciò che fu fatto.
5 Così nelle risposte possiamo trovare che, sebbene ci
possano essere mondi, molti universi, anche molti sistemi
solari, più grandi del nostro di cui godiamo nel presente,
questa esperienza terrena su questa terra è un semplice
granello quando messo a confronto proprio col nostro
stesso sistema solare. Ma l’anima dell’uomo, la tua anima,
racchiude tutto in questo sistema solare o in altri.
6 Poiché noi siamo co-eredi con quella forza universale che chiamiamo Dio - se
cerchiamo di seguire i Suoi comandi. Se il nostro scopo non è tenere buoni rapporti
con quella Forza Creatrice, o Dio, allora possiamo essere un ostacolo. E, com’è
stato indicato nei tempi antichi, non è apparso e nemmeno entrato nel cuore
dell’uomo conoscere le glorie che il Padre ha preparato per coloro che Lo amano. E
gli uomini non possono neppure immaginare la distruzione, anche se (l’uomo) è
una consapevolezza tridimensionale sulla terra. E nemmeno può immaginare
l’orrore, né la sofferenza, né ciò che significa essere nell’oscurità esterna dove il
verme non muore.
7 Quindi, considerando quelle condizioni, quelle esperienze che possono fare parte
della consapevolezza dell’anima - in principio era il Verbo, e il Verbo era Dio, e il
Verbo era con Dio. Quella è la premessa.
8 Pronti per le domande.
9 D: Possiamo presumere che il termine “impigliare” significhi una partecipazione
dell’anima e l’immersione in una forma o un sistema di espressione creativa che
non era necessariamente intesa per tale partecipazione e immersione, come la
terra?
R: Senza dubbio ci sono quelle coscienze o consapevolezze che non hanno
partecipato né fatto parte della coscienza fisica della terra; come gli angeli, gli
arcangeli, i maestri che hanno avuto la realizzazione e quelle influenze che hanno
preparato la via.
Ricordate, come dato, la terra è quel granello, quella parte della creazione dove
le anime si proiettarono nella materia, e così portarono quella consapevolezza
cosciente di possedere esse stesse la capacità di creare senza quelle forze dello
spirito della verità.
Perciò quello che è stato indicato - quel serpente, quel satana, quel potere
manifestato da parte delle entità che, create come influenza cooperante, si
separarono attraverso la volontà.
Quando questo avvenne, fu necessario per la loro stessa consapevolezza nelle
sfere dell’attività. Così dei regni di sistemi vennero in esistenza; tanto vasti quanto
il potere del pensiero nel tentativo di comprendere l’infinito o per comprendere che
non c’è né spazio né tempo.
Eppure potete comprendere tempo e spazio, nella pazienza.
10 D: Nei sistemi in cui le condizioni per l’espressione sono uguali a quelle nel
sistema solare, è il coinvolgimento un’esperienza parallela al coinvolgimento in
questo sistema, così che un’anima è incline soltanto ad immergersi in uno di questi
sistemi, e dopo che se ne è liberata, ad essere immune alle attrazioni di altri?
R: No. Nemmeno due foglie di un albero sono uguali. Nemmeno due fili d’erba
sono uguali. Nemmeno due sistemi hanno la stessa consapevolezza, né sono essi
paralleli.
Vi sono quelle consapevolezze che hanno un rapporto relativo, sì. Ma avete
immaginato - o potete immaginare - i requisiti dell’influenza per affrontare tutte le
idiosincrasie di una singola anima? Quanti sistemi ci vorrebbero? In voi stessi
troviamo spesso un amico per questo, un altro per quello, un altro per questo
rapporto, un altro per appoggio, un altro come stimolo. Ma tutti sono l’opera della
Sua mano, sono lì perché voi li possediate, perché li usiate - come un tutt’uno con
Lui.
11 D: Potete descrivere, con similitudini o paragoni, che cos’è negli altri sistemi che
attrae le anime?
R: Prendete ciò che è stato appena dato; che ci sono delle condizioni che
possono affrontare ogni idiosincrasia dell’anima individuale! Quindi considerate i
milioni e quanto viene richiesto da voi!
Ci sono dei centri attraverso i quali quelli di un sistema solare possono passare
in un altro, come abbiamo indicato nelle informazioni per gli individui. Ci sono
anche quelle esperienze in cui le anime individuali possono cercare un
cambiamento. Come Egli diede, come l’albero cade, così giace [Eccl. 11,3 da
Salomone. Dove Gesù l’ha detto? In Galati 6,7 per mezzo di Paolo? “Come l’uomo
semina ...”]. Questo non è soltanto materiale, è anche mentale e spirituale. E’ corta
la mano di Dio che non c’è tutto quello che ogni anima richiederebbe? Perché non
è per la volontà di Dio che un’anima perisca, bensì con ogni tentazione, con ogni
prova è stata preparata la via di fuga.
Dio, il Padre, è quindi il Creatore - l’inizio e la fine. In Lui è la comprensione, per
mezzo e attraverso quelle influenze che hanno preso forma - negli universi - per
soddisfare i bisogni di ogni anima - affinché possiamo trovare la nostra via verso
Lui.
12 D: Questi altri sistemi hanno un pianeta, come la terra, che è un punto focale
per l’incontro e l’espressione materiale delle sue forze e dei suoi principi?
R: E’ così relativamente, in quella dimensione di coscienza o consapevolezza
necessaria ad affrontare ciò che nell’anima si desta al suo bisogno - la sua
consapevolezza del Creatore, della Parola, dello Spirito; e le influenze in essa
rispondono a ciò che è nell’anima individuale
Perché un’anima individuale qui si trova di essere un corpo, una mente,
un’anima. Potete peccare nella mente, potete peccare nel corpo. Rispondete
soltanto nello spirito?
Come Egli ha dato, ogni anima deve rendere conto delle azioni fatte nel corpo.
Quale corpo? Quel corpo della mente, quel corpo della manifestazione fisica, quel
corpo dello spirito; ognuno nella propria sfera, nel proprio regno.
La terra, in questo sistema solare, rappresenta soltanto tre dimensioni. Quindi,
quante dimensioni ci sono in questo sistema solare? Otto! Che posizione occupa la
terra? La terza! Che posizione occupano gli altri? Quel rapporto relativo dell’uno
verso l’altro.
Chi è l’autore e il perfezionatore della stessa? Il Verbo! Chi è il Verbo? Colui che
si rese manifesto nella carne! Chi è il principio e la fine? Proprio Gesù, il Cristo!
13 Abbiamo terminato per il momento.
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