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giovedì 14 novembre 2019

Comprendere la stella Arturo

La stella Arturo è spesso definita una “porta” verso regni superiori di coscienza che possono avere un effetto profondo sulla vita delle persone. Ma con che cosa ha davvero a che fare Arturo? Perché è importante? Per avere le risposte a queste domande basta ricorrere alle oltre 30 letture di Edgar Cayce che riguardano Arturo.
Per comprendere Arturo è importante riflettere sulle descrizioni ripetute nelle letture riguardo alle anime che, fra le incarnazioni terrestri, dimorano in altre sfere planetarie. Nel suo stato di trance Cayce spesso parlò dell’astrologia, e ci sono molte correlazioni tra le informazioni di Cayce e l’astrologia occidentale. Come oggigiorno asserisce la maggior parte degli astrologi, le letture di Cayce affermano che gli aspetti astrologici forniscono soltanto delle tendenze o inclinazioni – la volontà o la determinazione personale le supera. Le letture però aggiungevano ancora altre dimensioni: l’influenza dell’ambiente individuale, comprese le incarnazioni precedenti sulla terra, così come vari soggiorni planetari. Nella coscienza di una persona l’influenza di un pianeta può essere marcata se l’anima ha avuto un’esperienza passata – un’incarnazione o soggiorno – in quella sfera planetaria. (La lettura 5733-3 dà una buona descrizione di questi concetti.)
Le influenze planetarie descritte esistono all’interno del nostro sistema solare. Tuttavia Arturo, una stella ben all’esterno del nostro sistema solare, in qualche modo funge da centro per il nostro sole e i nostri pianeti. Come Cayce disse nella lettura 263-15:
“Arturo è quel punto di congiungimento tra le sfere di attività collegato con la forza cosmica, ed è ciò intorno a cui ruota questo particolare ambiente o sfera di attività …”
La stella sembra funzionare al di sopra delle nostre esperienze all’interno del nostro stesso sistema solare, forse persino in un piano diverso o una dimensione diversa. Arturo sembra inoltre avere un ruolo chiave nel passaggio dell’anima dentro e fuori del nostro sistema solare nello svolgimento delle sue incarnazioni, “da uno sviluppo ad un altro, finché l’entità passa da quel sistema solare o sfera attraverso Arturo …” (900-25)
Ma il linguaggio di Cayce è spesso denso di concetti, stratificato e complesso e può essere difficile comprendere esattamente ciò che avviene nella vita ultraterrena dell’anima e il ruolo di Arturo in essa.
Thomas Sugrue, un compagno di classe di Hugh Lynn Cayce, studiò a lungo l’opera di Cayce e ricevette molte letture condotte per lui. Mentre era alle prese con la scrittura della sua biografia di Cayce, Vi è un fiume, chiese una lettura su una delle questioni filosofiche sollevate nelle letture. La risposta alle domande di Sugrue del 1941 chiarì il ruolo di Arturo e i passaggi dell’anima attraverso le sfere planetarie.

La porta per uscire
“Arturo è ciò che si può definire il centro di questo universo attraverso il quale gli individui passano e nel cui periodo giunge la scelta dell’individuo se ritornerà per ultimare là il suo percorso – cioè in questo sistema planetario, il nostro sole, il sole della terra e il suo sistema planetario – o procedere verso altri.” (5749-14)
Sembra che, una volta che l’anima è avanzata attraverso il nostro sistema compresi i pianeti vicini, quella fase della sua esperienza può essere completa. Ma non sempre! La seguente lettura del 1942 sulle vite passate di una casalinga di 43 anni asserisce che lei (“l’entità”) aveva ultimato la sua esperienza nel nostro sistema, ma coscientemente aveva scelto di ritornare nella sua attuale incarnazione sulla Terra.
“Arturo arriva nella carta di questa entità o come forza centrale da cui l’entità tornò di nuovo nei soggiorni terreni-materiali. Poiché questa è la via, la porta per uscire da questo sistema. Ma volutamente l’entità è ritornata in questa esperienza.” (2454-3)
La donna fu così stupita per il contenuto della sua lettura da scrivere a Cayce che era “… quasi spaventata a tal punto da non voler terminare questo soggiorno.”
Ci sono diverse altre letture per coloro che evidentemente avevano conseguito ciò che loro serviva dal nostro sistema solare, così come la stella Arturo, ma si erano reincarnati sulla Terra per propria spontanea volontà, compresa la seguente del 1944 per una psicologa nubile:
“E Arturo! Poiché l’entità è uscita e ritornata, volutamente.” (5259-1)
La seguente lettura del 1942 fu per uno stenografo sposato di 32 anni che era stato connesso con Cayce nelle sue incarnazioni precedenti nella Terra Promessa come Lucius e prima di quella in Egitto come Ra Ta.
“Poiché l’entità ha conseguito perfino quel regno di Arturo o quel centro dal quale ci può essere l’ingresso in altri regni di coscienza. E l’entità ha scelto essa stessa di ritornare sulla terra per una missione ben precisa.” (2823-1)
Una lettura sulle vite passate di una casalinga di 53 anni che era anche teosofa descrisse la sua situazione in modo simile:
“MOLTO è stato fatto dell’esperienza ATTUALE e sta al desiderio dell’entità stessa se il ritorno nell’esperienza terrena diventerà necessario o meno: poiché nelle forze di Arturo questi [desideri] diventano tutti più forti nella forza di volontà, e domare il sé è davvero cosa più grande della conquista di MOLTI mondi e SIGNIFICA dominare i nostri propri attributi o quelli del nostro SOLE.” (115-1)
E guarda caso, Edgar Cayce stesso era uno di coloro la cui anima era tornata sulla Terra dopo la sua partenza attraverso Arturo. In una lettura condotta nel 1938 durante il congresso nazional dell’A.R.E. la moglie di Edgar, Gertrude, pose domande al Cayce dormiente sull’evoluzione planetaria e sull’astrologia. La lettura usò come esempi le incarnazioni precedenti dello stesso Edgar. La sua vita come il capo e guaritore Uhjltd nella Persia [ora Iran] del 9000 a.C. circa comprendeva un cenno al suo ritorno da Arturo:
“… poiché l’entità arrivò da quei centri intorno al quale si muove il vostro stesso sistema solare - in Arturo. Poiché da quelle attività, in Uhjltd, era giunta la conoscenza dell’unione e di quelle forze e poteri che, per così dire, danno l’universalità dei suoi rapporti, attraverso la sua unione d’intenti in tutte le sfere dell’esperienza umana …” (5755-1)

L’influenza arturiana
Sono costanti alcune caratteristiche e risonanze personali che le letture descrivono per le persone con una forte influenza arturiana. Quando Cayce affermò che Arturo sia significativo per la vita delle persone, sembrava dare loro la capacità di connettersi più facilmente con il regno ultraterreno mentre si trovavano qui sulla Terra, offrendo una trascendenza più facile della materialità. Arturo contribuisce ad un collegamento maggiore con il piano metafisico e a una consapevolezza più profonda degli altri e del mondo naturale, come la stella aveva fatto anche per Cayce nella sua esperienza come Uhjltd.
La lettura del 1942 per la stenografa rivelò inoltre che Arturo l’aveva metafisicamente sensibilizzata al suo ambiente e agli altri, forse dandole una comprensione psichica più grande.
“Per questo trovi spesso nelle tue esperienze che luoghi, persone, cose e condizioni sono parte di te come se tu fossi nella loro coscienza … una coscienza universale verso rivolta a ciò che è chiamato natura. Tuttavia quella natura è una parte della tua stessa esperienza personale.” (2823-1)
Arturo sembra inoltre aiutare e rafforzare la volontà e porta a delle capacità di leadership. Potremmo anche arrivare a caratterizzarlo come una coscienza Cristica. Forse Thomas Sugrue aveva in mente questo quando interrogò il Cayce dormiente su Arturo e più tardi chiese:
“Dovrebbe Gesù essere descritto come l’anima che per prima passò attraverso il ciclo di vite terrene per raggiungere la perfezione, compresa anche la perfezione nelle vite planetarie?”
La risposta di Cayce?
“Sì, dovrebbe.” (5749-14)
La combinazione di Arturo con l’influenza di Mercurio potrebbe astrologicamente dare risalto alla mente. Ma sembra anche espandere e aumentare i suoi benefici, come vediamo nella seguente lettura sulle vite passate del 1928 per una donna dotata di una mente teosofica.
“Le forze mercuriane verso Arturo portano una forza innata nell’esperienza presente che non solo è di una forza mentale elevata, ma, misurata con l’esperienza arturiana, un’eccellenza superiore alla media.” (105-2)
Due letture spiccano per l’importanza che davano ad Arturo. Le persone che le richiesero- questo non sorprende - ebbero delle vite affascinanti – e molto diverse.
Molto significative per la storia personale di Cayce furono le numerose letture condotte per Edwin Blumenthal, commerciante di borsa sposato di New York che, insieme con suo fratello Morton, aiutò la famiglia Cayce a trasferirsi nel 1928 a Virginia Beach e in seguito contribuì all’apertura dell’ospedale di Cayce e dell’Atlantic University. Inizialmente Edwin fu anemico, sotto peso e visse sotto stress e pressione, ma con l’aiuto di Cayce imparò a ristabilirsi e di seguito raggiunse l’età di 81 anni (si ritirò dal commercio negli anni ’30 per impegnarsi in una piccola attività di grafica e biglietti d’auguri.
Edwin aveva già posto domande a Cayce sulla propria salute, sulle prospettive d’affari e lo sviluppo spirituale. Ma nel 1924 Cayce fece per lui “una lettura che fornisce l’effetto dei sistemi solari sulla vita e sul destino dell’entità sull’attuale piano terrestre.” La sua lettura indica che l’influenza di Arturo aiuta a manifestare gli ideali nella nostra vita quotidiana sul piano materiale, terreno, con una maggiore facilità nell’uso della volontà. Il lungo rapporto di Cayce su Arturo comprende la sua caratterizzazione come “il Sole più grande”, cosa che implica ancora una volta, almeno per Edwin, che la stella opera su una scala più vasta e ampia di quanto si è abituato a pensare qui sulla Terra.
“Troviamo inoltre che il Sole e Arturo, il Sole più grande, trasmettono la forza negli elementi mentali e spirituali per lo sviluppo dell’anima e degli attributi per esprimere le forze migliori nelle sfere terrestri. Questo porta con sé, in particolar modo, le condizioni di questo tipo:
Uno che è eccezionale in molti modi, maniere e capacità, specialmente per quanto riguarda le forze mentali, avendo grande lungimiranza in ogni direzione, specialmente quelle degli elementi invisibili, apportando quindi al corpo molte forze psichiche e occulte.
La più alta concezione in tutte le relazioni domestiche … nell’onore … nel rispetto … in ogni rapporto di amicizia e in ogni elemento che riguarda gli altri …
L’inclinazione naturale a eccellere in ogni modo. Non solo altrettanto bravo, bensì migliore del migliore; non con il desiderio di spadroneggiare sugli altri, ma senza biasimare gli altri nella loro debolezza …
Uno che dovrebbe avere una grande comprensione delle forze spirituali, affinché ciò che è fisico possa manifestarsi in modo più perfetto nella carne …
Uno che andrà lontano nelle forze manifeste della volontà … per dare luce a molti popoli.” (137-4)
La lettura prosegue dichiarando che, in un’incarnazione precedente, Edwin Blumenthal era stato Giuda, fratello di Gesù.
La seconda lettura notevole che riguarda Arturo fu fatta nel 1935 su richiesta di un’artista quarantenne. Figlia di un ministro del culto aveva dedicato la propria vita al suo lavoro creativo invece che a matrimonio e famiglia. Anni prima era stata brutalmente mutilata da un corteggiatore respinto che l’aveva aggredita con un’ascia, un fucile e un coltello, poi si era sparato pensando di averla uccisa. Fu trovata ore dopo e portata d’urgenza all’ospedale, ma nessuno si aspettava che fosse sopravvissuta. Molti anni dopo richiese una lettura per comprendere meglio lo scopo della sua vita.
Alla sua domanda sul motivo di un’esperienza così tragica Cayce rispose: “Affinché ci potesse essere la rigenerazione del tuo corpo verso la gloria di quell’illuminazione necessaria per il pieno risveglio interiore.” (827-1)
Questa stessa lettura inoltre offre un’espressione particolarmente poetica di “Poiché l’entità nelle sue esperienze sulla Terra fu fra coloro che videro il Maestro sulla Croce. E ha trovato e ancora trova nel suo intimo quell’illuminazione di quella pace che Egli diede …
L’entità è venuta, quindi, allo scopo di rendere più manifeste nelle esperienze, nelle vite, nei cuori di coloro che sono deboli e angosciati e che errano nell’oscurità, alla ricerca della luce, quelle bellezze che si manifestano nella musica delle sfere, nell’arte come provenienti dall’illuminazione che rapisce l’anima a tal punto da diventare tutt’uno con la natura, l’amore, l’armonia, la grazia, la speranza, la fede, che eleva l’uomo interiore ad un’unione più perfetta con Colui che disse: ’Un nuovo comandamento io vi do, che vi amiate l’un l’altro, come io vi ho amato; perdonate loro, loro non sanno quello che fanno.’
“… La stella che guidò l’entità – quella fonte da cui e verso cui nel presente essa può guadagnare così tanto della sua forza; ARTURO, il meraviglioso, il bellissimo! Come la luce brillante e GLORIOSA dalla stessa … così le illuminazioni possono fare lo stesso nelle vite di quelli che l’entità contatta attraverso la sua cortesia, gentilezza e il suo servigio. Poiché colui che vuole giungere alla comprensione RIVERSA, proprio come sulla sabbia del deserto, quella liberazione ristoratrice dello spirito di verità … di vita, luce e comprensione e immortalità in Lui!” (827-1)
Cayce concluse questa illustrazione di Arturo aggiungendo: “Mantieni la fede!”
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