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mercoledì 13 novembre 2019

Comunicare con il vostro Sé Superiore

Una delle mete ultime prescritte dalle letture di Cayce per tutti gli individui
è che l’anima deve essere in grado di trovare un’espressione creativa
lavorando in cooperazione con il Divino. Benché un processo proprio di ogni
individuo, invariabilmente richiede ispirazione, creatività e l’espressione di
informazioni ed intuizione dal proprio Sé Superiore. Talvolta le letture
usarono la parola “canalizzazione” per descrivere questo processo, ma non è
la definizione di canalizzazione che si riferisce alla medianità o all’abbandono
del sé a qualcosa di esterno; è invece un’associazione creativa che fa appello al
meglio nel sé per collaborare con il divino e attraverso quel processo in
qualche modo portare lo spirito sulla terra.
Approcci semplici
Forse uno dei modi più diretti per poter incanalare ora il vostro Sé
Superiore è attraverso l’uso dell’immaginazione. Per esempio, per qualche
momento semplicemente immaginate un mondo bellissimo, meraviglioso in
cui tutti prosperano in abbondanza e vanno molto d’accordo con tutti. Che
aspetto ha quel mondo per voi? Come ci si sente a far parte di quel mondo?
Poi immaginate cosa potreste fare oggi – qualche buona azione – che possa
contribuire a quell’immagine ed essere in armonia con il mondo meraviglioso
che avete immaginato. Allora procedete! Questo è un ottimo esempio per
comunicare e incanalare il vostro Sé Superiore.
Le letture di Cayce offrono anche un altro semplice consiglio che può essere
praticato di mattina al risveglio. Ad una donna Cayce disse di stare in silenzio
ogni mattina e di porre la domanda: “Signore, cosa vorresti che io faccia
oggi?” E poi doveva stare in ascolto. Mettendo da parte se stessa ed essendo
ricettiva alla risposta, evidentemente questo processo poteva mettere in
condizione il suo Sé Superiore ad operare in modo creativo e collaborativo
con il Divino. E’ questo che significa incanalare il vostro Sé Superiore.
Considerando questi approcci semplici, forse vi chiedete: che ne è di uno
stato di trance? Che ne è delle manifestazioni sbalorditive della coscienza
trascendentale che arriva attraverso una persona, non dalla persona? Che ne
è di guide spirituali, angeli o intelligenza galattica? Non tratta forse di questo
la canalizzazione? Cayce non faceva forse questo?
Non cercate le cose spettacolari
Le canalizzazioni possono certamente comportare cose straordinarie, ma
tali fenomeni sono sol la punta dell’iceberg. Gli aspetti delle canalizzazioni
che attraggono l’attenzione maggiore in realtà mascherano il loro significato
più importante e profondo. Le dimostrazioni uniche delle grandi estensioni
della mente hanno avuto un effetto fortissimo sulla nostra visione di ciò che è
possibile. Il suo uso frequente dell’espressione “diventare un canale di
benedizioni” ha creato un’immagine possente per collegarsi con dimensioni
trascendentali o spirituali per passare aiuto ed assistenza ad altri. Oggigiorno
ci sono dei guaritori che incanalano un’energia intelligente mentre eseguono
delle operazioni all’apparenza miracolose. Libri, riviste e l’Internet in
particolare offrono messaggi “incanalati” in abbondanza, compresi dei blog
giornalieri su comunicazioni da “altri regni” con consigli per noi durante
tempi di sfide e cambiamenti. Ma queste manifestazioni non necessariamente
riflettono ciò che Cayce aveva in mente quando ci incoraggiava a diventare
canali di benedizione.
Se il potere segreto della canalizzazione non sta nella profondità della
trance o nella forza della guida spirituale che possiamo far emergere, allora
dove sta il potere? Cayce offre una visione onnicomprensiva del nostro
rapporto con la Creazione, le Forze Creatrici, il Creatore. Per utilizzare il
potere vero, creativo, risanante, ispiratore della canalizzazione del Sé
Superiore, bisogna sintonizzarsi e focalizzarsi sull’intera cerchia di rapporti
implicati nel processo di canalizzazione. Ancora una volta entra in gioco uno
degli argomenti più importanti di Cayce: onorare i nostri rapporti.
La canalizzazione come rapporto
Forse, sorprendentemente, possiamo percepire degli esempi di
“canalizzazione come rapporto” nella natura. Pensate al ciclo di scambi che
costituiscono la vita. La luce solare scende sulle piante che danzano per
creare del cibo che fa crescere altra vita. Noi inspiriamo ossigeno ed esaliamo
diossido di carbonio, l’opposto complementare al processo delle piante.
Incanaliamo l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo in elementi
culturali, vestiario, case, comportamenti ed espressioni. La canalizzazione,
nel senso di un collegamento circolare di rapporti che trasformano schemi di
energia in manifestazione e che fa fluire l’energia, è ovunque e avviene
sempre. Incanalare il “sé superiore” significa quindi che l’ideale e lo scopo
stabiliti comprendano i migliori interessi del maggior numero di rapporti
positivi ed abbiano lo scopo pratico di servire quegli interessi.
Occorre comprendere due principi attivi fondamentali. Il primo ha a che
fare con l‘accesso alle informazioni e all’ispirazione – stabilite il vostro
intento, poi “osservate voi stessi passare”, come Cayce descriveva quella
pratica di improvvisazione appositamente preparata. Il secondo ha a che fare
con la gestione di quel grande dono – “usa ciò che hai per le mani e altro ti
sarà dato”, come Cayce spesso ricordava.
Stabilite un’intenzione
Per accedere all’ispirazione da parte del Sé Superiore cominciate
stabilendo la vostra intenzione. Questo processo di sintonizzazione è la parte
più importante, con l’influsso maggiore, e richiede che comprendiate sia il
vostro ideale sia il vostro scopo. E’ nel regno degli ideali che la coscienza
superiore esiste – e “superiore” significa dei valori che sono connessi con
l’intera rete della creazione, che l’onorano e la nutrono. L’avere in mente uno
scopo costruttivo e un’autentica disponibilità a servire quello scopo, completa
quel processo di sintonizzazione preparatoria.
Dopo la sintonizzazione, che avvenga durante una meditazione da seduti o
durante una danza, arriva il “raccolto” dell’ispirazione. Osservare se stessi
passare – la parte dell’improvvisazione creativa è forse quella più
impegnativa. E’ qualcosa che spesso ci tenta di “scappare via” durante la
seduta per “cambiare direzione”. Non è necessario per l’ego assentarsi
durante la canalizzazione (come quando si perde conoscenza durante la
canalizzazione indotta dall’ipnosi e quando subentra l’amnesia per la seduta,
come nel caso di Cayce). Quando non si riesce a mettere da parte il sé, a
cambiare direzione, questo è naturale. Per questo la storia dell’umanità
contiene molti esempi per il tentativo di “far perdere i sensi a se stessi”, per
mezzo della trance ipnotica, farmaci, strangolamento o inedia, di sbarazzarsi
dell’interferenza dell’ego cosciente dominatore, in modo che potessero
emergere “le cose buone”.
Lascia che l’ego rimanga e impara
L’atteggiamento di Cayce verso la canalizzazione inconscia è all’incirca
questo: “Beh, se questo è tutto ciò che vuoi, ricevere la risposta, provare la tua
capacità, va bene. Ma se vorresti imparare come diventare il tuo Sé Superiore,
perché mandare il tuo ego fuori dall’aula ogni volta che il sé superiore sta per
comparire?” E’ utile tenere l’ego nell’aula mentre la lezione è presentata, così
può anche imparare come rilassarsi e diventare trasparente alla
testimonianza silenziosa.
La vostra respirazione può educare il vostro ego a diventare trasparente. La
parola “ispirazione” si riferisce anche alla respirazione. Quel processo
naturale è la fonte di alcune delle nostre intuizioni sulla guida interiore.
Fornisce inoltre un modo semplice per praticare l’“osservare il sé passare”.
Osservate il vostro espiro con questa affermazione: “Posso essere consapevole
della respirazione e lasciarla andare”. “Sto imparando come lasciar andare e
lasciare che lo Spirito( la Vita, Dio) mi respiri”. “Sto imparando a lasciar
andare quando l’aria fluisce all’esterno e ad avere fiducia nelle inspirazioni.”
Nello stadio successivo del ciclo di canalizzazione valutiamo, verifichiamo o
applichiamo ciò che è uscito durante la seduta. Usiamo il feedback per
aiutarci ad affinare la nostra comprensione e a ricalibrare i nostri sforzi.
Esprimendo questa parte del processo all’incirca con le parole di Cayce: “ …
usa ciò che hai, ed altro ti verrà dato, poiché è nell’applicazione che la
consapevolezza arriva.”
Avere una “base” è molto importante
Forse l’elemento mancante più comune nel ciclo di canalizzazione è
qualcosa che potremmo chiamare le “basi”. Proprio come Benjamin Franklin
scoprì che il fulmine è elettricità perché il suo aquilone forniva una “base” da
terra per il fulmine, quando incanaliamo qualcosa, se vogliamo far scendere il
fulmine, dobbiamo avere una base. Qual è l’importanza di questa base?
Fornire un rapporto che continui il flusso di energia, lo sviluppo della
consapevolezza attraverso verifiche ed applicazione, e che soddisfi un bisogno
o serva ad uno scopo nel mondo. Fare qualcosa solo per gioco, per
divertimento, per provare qualcosa, stimola il canale, ma non crea il circuito
completo che un canale creativamente funzionante richiede. Un sorriso ha un
effetto a lunga durata, perché la sua energia positiva viene fatta circolare. Gli
indiani d’America lo chiamano “coltivare il granturco”. Insieme con Cayce
quella tradizione indigena riconosceva il nostro ruolo umano come nutritore,
guardiano e partecipante nel processo creativo della vita.
Per dare una base a questi principi, esaminiamo ciò che Cayce chiamava
“scrittura ispirata”. La raccomandava come un buon posto da cominciare.
Rimarcava inoltre che non aveva limiti per il bene che poteva portare nel
mondo. Due esempi autorevoli di questa forma di canalizzazione sono i libri
Un Corso in Miracoli e Conversazioni con Dio. Possiamo usare questi testi
per comprendere le sfide insite, le strategie suggerite e i risultati possibili che
emergono nei vari altri modi di canalizzazione.
La scrittura ispirata è una scrittura spontanea, abbondante. Viene dal
cuore, dallo spirito dell’ideale stabilito. Cayce distingue questa forma di
scrittura incanalata da ciò che chiama il tipo “automatico”, dove lo scrittore è
“in stato di incoscienza”. Lo scrittore ispirato è consapevole di ciò che viene
scritto, mentre lo scrittore automatico è altrimenti preoccupato e
inconsapevole di ciò che viene scritto. E’ la differenza tra una scrittura
improvvisativa intenzionale e preparata e una scrittura inconscia. Nella
prima siamo coscienti di ciò che scriviamo, ma sembra che la scrittura fluisca
per conto proprio e che noi non la compiliamo né la registriamo. Essere
capaci di “osservare il sé passare” e di non intervenire e guidare il processo
richiede una certa pratica.
Come scrivere in modo ispirato
E’ un processo semplice. Provatelo quando siete di fronte a un semplice
dilemma, come: che cosa è più importante fare o ricordare oggi? Procuratevi
carta e penna o il PC laddove sedete o meditate o dove vi preparate alla
scrittura ispirata. Stabilite l’intento che alla fine della preparazione
comincerete a scrivere. Potete iniziare scrivendo semplicemente ciò che
sentite o sperimentate in quel momento, e lasciate che la scrittura fluisca da
sé. In seguito esaminate il contenuto e create un piano, un modo di applicare
un’idea in ciò che è stato scritto, come p.e. trascorrere la giornata. Seguite il
piano e ripetete la procedura il giorno dopo.
La fiducia è una parte importante del processo. Dobbiamo imparare a
confidare che valga la pena esplorare le informazioni che arrivano. Se ci
aspettiamo che il materiale incanalato ci arrivi in forma finita, con formule
specifiche e informazioni extrasensoriali certificati, saremo delusi. Ma se
esaminiamo il materiale fedelmente e vi troviamo qualcosa su cui poter fare
affidamento, spesso le parole scoraggianti si trasformano in una guida
sorprendentemente utile quando vengono applicate.
Anche lavorare in gruppo è un ingrediente importante per imparare ad
incanalare il sé superiore. Aiuta a costruire la fiducia in questo processo.
Spesso non riconosciamo il valore della nostra scrittura ispirata perché ci
aspettiamo qualcos’altro o un’espressione in una forma diversa dalla nostra –
non giudicatela per la calligrafia! La ricerca condotta dall’Edgar Cayce
Institute for Intuitive Studies ha dimostrato il valore del lavoro in gruppo in
questo modo: il gruppo decide il metodo e lo scopo di un esperimento di
canalizzazione. Per esempio potrebbe essere usare la scrittura ispirata per
fornire una guida per uno dei membri del gruppo riguardo ad un problema
che al momento non è risolto. Dopo un periodo di meditazione per mettersi in
sintonia con l’ideale del servizio amorevole, con la sensazione di una
connessione a livello del cuore con quel membro del gruppo, inizia la
scrittura. I membri del gruppo non necessariamente riconosceranno l’aiuto
contenuto nel loro scritto perché non conoscono il problema della persona.
Ma quando i membri del gruppi leggono ad alta voce ciò che hanno scritto e
sentono ciò che è giunto attraverso gli altri membri e poi ascoltano il feedback
offerto dal destinatario di questa guida, le persone cominciano a realizzare
che tutti si erano connessi in modo significativo con la questione nascosta.
Sono i temi in comune che le aiutano ad individuare il messaggio incanalato
nella loro scrittura.
Una volta che i principi fondamentali della canalizzazione sono stati ben
compresi, c’è un numero infinito di modi per affrontare il processo. Uno dei
suggerimenti meno noti di Cayce sulla canalizzazione ha a che fare con l’arte.
Nelle sue descrizioni di uno storico tempio della Bellezza in Egitto, in cui si
stimolavano tutti i sensi degli iniziati in modo piacevole, Cayce rilevò che
l’esperienza estetica ci può mettere in sintonia con la consapevolezza
spirituale.
La sintonizzazione estetica
Alcuni esperimenti nell’espressione estemporanea cosciente
(improvvisazione creativa) condotti
dall’Edgar Cayce Institute for Intuitive Studies hanno esplorato l’uso
dell’estetica. Per essere indotti ad uno stato idealizzato di coscienza i
partecipanti danzavano o si muovevano (o, in qualche caso, immaginavano di
danzare) con la musica del valzer del Bel Danubio Blu di Strauss, visto che
Cayce raccomandava questa musica per i suoi effetti armonizzati. Riguardo
allo scopo, in una serie di esperimenti i partecipanti dedicavano la loro
scrittura ad un interesse comune, come imparare ad avere fiducia nel proprio
intimo, ad mettere da parte il sé, ecc. Dopo la sintonizzazione con il
movimento i partecipanti eseguivano la scrittura ispirata e condividevano i
risultati ad alta voce con il gruppo.
Un’altra serie di esperimenti usò questo stesso metodo per esplorare
l’interpretazione intuitiva dei sogni. Ogni partecipante fece una
audioregistrazione di un sogno. In seguito si mossero con la musica del Bel
Danubio Blu per trarre effetto dalla sua vibrazione armonizzante. Quando la
musica era finita, ogni persona prese il sogno registrato di un’altra persona,
lo ascoltò e poi cominciò la scrittura ispirata con lo scopo di fornire
informazioni utili al sognatore. Dopo ai sognatori furono restituiti i loro sogni
e la scrittura che il loro sogno registrato aveva ispirato nella persona che
faceva da canale. Le persone si resero conto che venivano offerte delle idee
sorprendenti su di loro per mezzo di questi “commenti improvvisati” nella
scrittura, che vennero giudicati delle vere e proprie “benedizioni”.
Ecco una visione molto generica del “paradigma di canalizzazione” come
Cayce lo prevedeva: preparati spiritualmente (con vari gradi di alterazione di
coscienza) e con uno scopo pratico, impegnati in un processo di
improvvisazione creativa per manifestare qualcosa che si desidera che sia
nuovo, realizzabile e coerente con i propri ideali spirituali. Poi ci sono
illimitate disposizioni, stili ed utilizzi per incanalare il sé superiore. Ci sono
tanti scopi quanto ci sono condizioni e necessità umane.
E’ buona cosa tenere a mente l’idea dell’equilibrio: “un percento di
ispirazione, novantanove percento di traspirazione”. James Turrell, un artista
americano e studioso delle informazioni di Edgar Cayce, nei suoi sogni aveva
esperienze di luce e diventava luce. Lavorò per anni per sviluppare un modo
per creare questa esperienza di luce negli osservatori, esplorando modi
diversi per creare un proiettore di luce efficace. Come artista premiato dalla
MacArthur Foundation, le sue sculture di luce intorno al mondo hanno
introdotto la gente all’esperienza della “luce in noi”. Il suo progetto di
rimodellare un vulcano estinto in Arizona per farlo diventare un riflettore di
luce è il progetto d’arte più grosso della storia. In definitiva incanalare il
vostro Sé Superiore significa imparare ad impegnarsi con lo spirito divino e
vivere in collaborazione con esso.
Il nostro scopo ultimo – incanalare benedizioni per altri
Per fare un ultimo esempio, ecco un suggerimento per un esperimento di
canalizzazione che esprime la visione di Cayce del ciclo spirituale ideale della
crescita dell’anima attraverso il servizio verso gli altri. Al risveglio la mattina
adottate una disposizione di spirito meditativa e poi chiedete: “Quale
esperienza incontrerò oggi che mi offrirà un’opportunità per scoprire ed
applicare una capacità d’anima irrealizzata aiutando qualcuno che
incontrerò?” Cogliete qualsiasi informazione arrivi, tenetela a mente durante
il giorno ed aspettate quell’opportunità. Esplorate questo processo per alcune
settimane, tenendo un diario, e comincerete a rendervi conto che siamo
sempre guidati, che ne siamo consapevoli o meno, a crescere per essere il
nostro sé superiore e per condividere la benedizione con altri.
Non c’è limite alla quantità o al tipo di benedizioni che possiamo
condividere con altri attraverso questa pratica. Il processo ci mette in
condizione di andare oltre i confini di ciò che possiamo pensare di sapere di
noi stessi e della nostra percezione delle limitazioni, e di impegnarci invece in
una creazione collaborativa, diventando un “canale di benedizioni” per
qualcuno che ne ha bisogno. Nelle sue proprie esperienze con la crescita
personale e le aspirazioni che aveva per noi, Cayce riteneva che incanalare il
proprio sé superiore fosse un metodo meraviglioso per aiutare gli altri e
prendere coscienza del nostro sé divino. Imparare ad incanalare le
benedizioni per altri come un mezzo per renderci conto delle nostre stesse
capacità cocreative con Dio è lo scopo ultimo per apprendere l’abilità di
incanalare il nostro Sé Superiore.
Da: Venture Inward, aprile-giugno 2014
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