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martedì 25 giugno 2019

Condividere con gli altri il Meglio della Propria Conoscenza

Il marzo del 2007 segna dei compleanni significativi per due dei fondatori più
importanti di questa opera - Edgar Cayce nacque il 18 marzo di 130 anni fa e
Hugh Lynn Cayce nacque il 16 marzo del 1907, 100 anni fa! Il lavoro di tutta la
vita di questi due uomini incide enormemente sull’opera di Cayce, nonché sulla
coscienza del mondo. Essa continuerà a crescere solo via via che questa opera
crescerà e si espanderà - cambiando la vita della gente in meglio: fisicamente,
spiritualmente e mentalmente.
Durante una conferenza negli anni ’80 ricordo Hugh Lynn parlare al pubblico
presente (oltre 200 persone) sull’utilità di questa opera. Egli parlò dei principi nelle
letture che possono dare una mano alla gente per la loro salute fisica. Discusse di
concetti sullo scopo della vita e sui modi di lavorare con altre persone che
trasformano la vita e i rapporti con gli altri. Parlò delle informazioni nelle letture
sull’approfondimento del nostro rapporto personale con il divino -
indipendentemente dalla nostra origine culturale o dall’eredità religiosa. Dopo aver
presentato un riassunto generale di queste informazioni che erano state così utili
nella sua vita e nelle vite di un gran numero di persone, Hugh Lynn pose una
domanda retorica al pubblico: “Come si potrebbe non condividere il meglio che si
conosce?”
Mi sono posto quella stessa domanda innumerevoli volte in qualsiasi luogo:
sull’aereo, in coda dal fruttivendolo o durante una breve conversazione con un
vicino di tavolo al ristorante, quando mi posero una versione della domanda: “Che
cosa fa per vivere?”
Devo ammettere che in passato, a volte, avrei voluto dare una risposta molto
breve, come: “Lavoro per un’associazione non-profit ...” piuttosto che dovermi
impegnare in una lunga discussione iniziando con: “Beh, ha mai sentito parlare di
Edgar Cayce...?” Ma moltissime volte ho condiviso con gli altri il meglio di quanto
so.
In un’occasione ricordo di aver visto moglie e marito seduti al gare
dell’aeroporto in attesa di salire sullo stesso mio aereo. Entrambi avevano un
bagaglio a mano provvisto di un grosso adesivo giallo: “Salvati o stai all’Inferno.”
Quando vidi il bagaglio pensai: “Scommetto che hanno il posto vicino al mio.” E fu
così. Dopo, quando fummo seduti sull’aereo, l’uomo che sedeva alla mia destra mi
porse la mano e disse: “Sono il tal dei tali; che cosa fa per vivere?” Mi vennero in
mente le parole di Hugh Lynn, e gli raccontai come il materiale di Cayce aveva dato
nuova energia alla mia fede, mi aveva insegnato la tolleranza, incoraggiato a
leggere la Bibbia e aiutato nei problemi di salute. Scesi dall’aereo nella speranza di
aver piantato un seme di tolleranza e comprensione.
Ricordo un’altra occasione in cui ho condiviso con gli altri quello che ho
imparato. Fu durante l’ultimo semestre alle medie. L’insegnante era menomata a
causa delle sue allergie. Era allergica a tappeti, profumi, fumo, l’inquinamento a
Denver ecc. Stava così male che entrava in classe col bastone, zoppicando, e si
medicava varie volte durante l’insegnamento in ogni classe. Circa nella seconda
settimana mi feci coraggio per parlarle delle mie esperienze con le allergie. C’era
stato un periodo nella mia vita in cui mi fecero tre iniezioni due volte alla settimana
contro le allergie. Cominciai a lavorare con le informazioni di Cayce
sulle allergie e a mettere ogni mattina alcune gocce di olio di ricino
sulla lingua, 5-6 gocce di Glicotimolina in mezzo bicchiere d’acqua
al risveglio (entrambi per aiutare a migliorare il sistema di eliminazione
del corpo), e nel giro di pochissimo tempo non dovetti più fare iniezioni
e le mie allergie erano notevolmente migliorate. Raccontai la mia
esperienza all’insegnante e le misi per iscritto ciò che avevo fatto.

Passarono alcune settimane, e questa professoressa entrò in classe senza
bastone e senza la sua scatola di medicinali. Quando qualcuno le chiese che cosa
era successo, raccontò alla classe la conversazione avuta con me. Precisò che con
la sua medicazione di solito riceveva il 40% di sollievo dai sintomi. Però con la
“prescrizione” che avevo suggerito riceveva l’85-90% di sollievo. Fino alla fine di
quel semestre si rivolse a me come al suo “medico”. La sua vita era cambiata tanto
in meglio, semplicemente perché avevo condiviso con lei il meglio di quanto
sapessi.
Forse nella nostra vita abbiamo tutti qualcuno che potrebbe ricevere aiuto
fisicamente, mentalmente o spiritualmente se condividessimo il meglio che
conosciamo dell’opera di Cayce, parlandogli di ciò che è stato utile nella nostra
stessa vita.
Venture Inward, marzo/aprile 2007
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