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mercoledì 17 luglio 2019

Due Chiavi del Cielo

Nelle letture di Cayce due chiavi aprono le porte del cielo. La prima è un cuore
puro, la seconda, una mente ringiovanita. In realtà descrisse la seconda chiave
come “sperimentando il ringiovanimento nel monte”, identificando il monte come il
chakra della corona e la mente superiore.
Fortunatamente Cayce ci dà due suggerimenti: (1) usate la vostra volontà per
cambiare i sentimenti ed i pensieri e (2) godetevi una trasformazione magica che
avviene naturalmente quando dimoriamo nel cuore e nella mente del nostro
Creatore.
Un cuore puro comincia con l’osservare le nostre motivazioni e desideri. Astenetevi
dai sentimenti automatici e chiedete: “Perché mi sento così?” “Quali sono i miei
desideri?” Come disse Gesù: “Dov’è il tuo cuore, là ci sarà anche il tuo tesoro.” Un
cuore puro apre il forziere del cielo. Noi cambiano il nostro cuore cambiando i nostri
sentimenti, emozioni e desideri. La nostra volontà regna in questi sentimenti
automatici e li ricompone secondo un nuovo ideale. Quell’ideale nuovo è espresso
in “amatevi l’un l’altro” e “perdonate settanta volte sette” e cose simili.
Le letture di Cayce sono chiare riguardo alla purezza. E’ un cuore altruista,
orientato verso gli altri, incentrato su Dio. E’ un cuore che è senza motivazioni e
desideri egoistiche, che rispetta la volontà di Dio e i bisogni degli altri. Questo cuore
è una dimora per il Creatore. Spesso Cayce raccomandava la preghiera “non la
mia volontà, oh Signore, ma la Tua volontà sia fatta in questo giorno in e attraverso
me.” Spesso ci incoraggiava a non essere solo buoni, bensì buoni per qualcosa.
Quel qualcosa è la chiave per determinare quanto è puro il nostro cuore. Siamo
buoni per essere visti tali dagli altri? Siamo buoni perché siamo migliori degli altri?
Siamo buoni perché avremo una ricompensa? O siamo buoni perché lo spirito della
bontà è Dio in azione e rende il mondo un posto migliore perché noi ci siamo stati?
Questa ultima ragione è essere buoni “per qualcosa”.
Pensate all’indicazione di Cayce di non meditare per “sentirvi meglio”, bensì
affinché “emerga la parte migliore di voi”. Vedete la differenza sottile fra queste
due? L’una è concentrata su se stessi e autogratificante. L’altra cerca la parte
migliore di noi in modo che la vita sia migliore per tutti noi.
Impegnare la nostra volontà è la via per trovare e conservare la chiave, ma c’è un
altro modo che ci infonde potere. E’ la preghiera e la meditazione profonda che
innalza il nostro cuore nel cuore di Dio, e, lì dimorando, permette al nostro cuore di
adattarsi a quello di Dio. Non vi è alcun altro modo per godere di questo beneficio
eccetto elevarsi ed entrare nel cuore di Dio.
Un attivo cambiamento esteriore, intenzionalmente controllando il nostro cuore,
unito ad una sintonizzazione interiore ricettiva sul cuore di Dio, produce un cuore
puro e ci apre le porte del cielo.
Una delle scene meravigliose nell’antica arte egiziana è “il Giudizio”, a volte
chiamata “la Pesatura del Cuore”. Compare nei rotoli di papiro de Il Libro Egizio dei
Morti. La scena mostra un egizio deceduto di nome Ani mentre viene condotto nella
camera del suo giudizio. Il dio Anubi, la guida negli inferi, porta Ani davanti ad
un’enorme bilancia. Da una parte della bilancia viene posto il cuore di Ani. Dall’altra
c’è la piuma della verità. Vari altri dei sono presenti per osservare questa pesatura.
Thot (Ermete per i greci) è presente con il Libro della Vita di Ani in mano, pronto per
iscrivervi l’esito di questa pesatura. Horus, il dio che fu concepito in modo
immacolato da Iside per salvare il mondo dal satana dell’Egitto, sta in attesa per
vedere se il cuore di Ani è abbastanza leggero in modo da condurre Ani fuori dagli
inferi attraverso la camera di Osiride e su in alto dei cieli.
Se il suo cuore era pesante per rimpianti, questioni terrene in sospeso o influssi
di desideri egoistici, allora l’antico egizio – in questo caso Ani - non poteva entrare
nei cieli. Una creatura orribile mangiava il suo cuore ed egli doveva tornare sulla
Terra per ricevere un cuore nuovo (reincarnandosi e vivendo una vita migliore di
quella precedente).
Il nostro cuore è leggero? O stiamo portando con noi molti problemi irrisolti,
desideri irrealizzati, il peso di sogni e promesse spezzati o qualsiasi cosa ci pesi?
Le letture di Cayce raccontano la storia di un sommo sacerdote egizio di nome Ra
Ta che, ad un’età molto avanzata e ormai decrepito, riuscì a ringiovanire se stesso
ed a vivere altri cent’anni! Quando chiesero a Cayce come questo sacerdote
avesse ringiovanito il suo corpo invecchiato, egli rispose: “Mettendo da parte gli
anni di fatica e tribolazione attraverso cui il corpo di Ra Ta era passato”. In altre
parole, lasciando andare le cose che l’avevano invecchiato. Noi tendiamo a stare
attaccati alle nostre delusioni, la nostra sofferenza, i nostri sacrifici e i nostri
rimpianti e tutto questo ci fa invecchiare e pesa sul nostro cuore. Perdonare e
dimenticare è una ricetta molto più sana.
Il ringiovanimento del sacerdote non fu ottenuto in un solo giorno
o con un solo pensiero; per Ra Ta ci vollero sette anni per
ringiovanirsi del tutto. Probabilmente ci vuole altrettanto tempo
per noi.
Quando si trovò in trance in profonda sintonia con la
Coscienza Universale, chiesero a Cayce di fare un po’ di luce
sulla parola cuore. Replicò in questo modo: in quanto nel corpo
fisico, il cuore è considerato la fonte che spinge la vita in tutte le
porzioni del corpo. In quel senso, quindi, si cerca l’aiuto di Dio
per creare un cuore puro, un’anima pura, uno scopo puro nel corpo e nella mente,
così che si possa portare vita, luce e comprensione alle persone con cui si viene a
contatto – come fa il cuore con il corpo. Il cuore è abituato ad esprimere quello
scopo, quell’intento, quella vita. Rappresenta un’entità, un corpo, una mente; un
essere immaginativo che, attraverso le forze coscienti e subcoscienti o dell’anima,
porta vita a tutti quelli con cui viene a contatto. Come in questo: “Crea in me un
cuore puro, oh Dio, e RINNOVA in me uno spirito giusto, retto e santo.”
Nei suoi insegnamenti su azioni e reazioni Cayce ci incoraggia a conseguire un
cuore leggero aiutando ad alleggerire i cuori di altri: “Mantieni il tuo sorriso di
incoraggiamento agli altri; poiché illumina il cuore di molti.”
In una lettura del 1938 per un membro del Gruppo delle Letture sull’Opera, Cayce
offrì questo spunto ed incoraggiamento sull’idea di far risplendere la nostra luce:
“La tua luce è uscita davanti all’oscurità nella vita di molti. Lascia accesa quella
luce nel tuo stesso cuore. Non ti stancare a fare del bene. Ti si apra il cuore a
quelle cose che rivelino la vicinanza delle Sue camminate, dei Suoi discorsi con te.
La tua luce di amore, fede, speranza e pensiero non perderà la sua ricompensa in
Lui. Poiché chi Egli ama, lo conforta, ciascuno.”
Nella sua parabola dei semi della parola di Dio seminati lungo la strada della vita,
Gesù dice che i semi che cadono “sul suolo fertile, questi sono tali come in un
cuore onesto e buono; avendo udito la parola, trattienila e produci frutti con
pazienza.” Un buon cuore nella pazienza è il punto importante qui. Lasciar andare
ciò che opprime i nostri cuori viene conseguito con pazienza. Non possiamo
passare dalla nostra condizione attuale direttamente nella nostra meta auspicata.
Da dove siamo procediamo verso quella meta per gradi, poco per volta, giorno per
giorno, affrontando una situazione per volta. Che abbiamo da vivere una settimana
o molti anni, oggi è il momento per cominciare a rischiarare ed illuminare il nostro
cuore ed i cuori di chi ci sta intorno. Cayce commentò che “alcuni invecchiano con
grazia, altri con tolleranza, qualcuno con pignoleria ed altri in modo meschino.” Il
fattore chiave può senz’altro essere la pazienza.
Nella scena egizia, il cuore di Ani è in verità più leggero della piuma della verità, e
gli venne permesso di entrare nei cieli superiori. Alleggeriamo i nostri cuori e i cuori
di quelli con cui veniamo a contatto.
Prendendo in esame la mente ringiovanita, il primo modo per ringiovanirla è fare un
passo indietro ed osservare i nostri pensieri. Se nasce un pensiero negativo,
placatelo. Sostituitelo con un pensiero positivo. Se nascono dei dubbi, allontanateli,
confidando in Dio. L’unico modo per fare tali correzioni è usare la nostra volontà
dataci da Dio per impossessarci dei nostri pensieri e soggiogarli, anche cambiarli,
riempendo la nostra mente di fede, speranza e fiducia in Dio. Un consiglio utile di
Cayce per tenere la mente sulla rotta giusta durante il giorno è usare delle
affermazioni e dei piccoli versi.
Il secondo modo per ringiovanire la mente è elevare le nostre menti nei regni
superiori della coscienza di Dio, nella Mente di Dio. Risiedere in questa Coscienza
Universale illumina la nostra mente. Le letture di Cayce ci insegnano di innalzare la
forza vitale del corpo, il kundalini, dai chakra inferiori al chakra della corona mentre
manteniamo un ideale centrato in Dio. Un ideale può essere paragonato ad una
stella polare che guida le nostre energie man mano che le moviamo. Può essere
comparato al cartamodello che ci serve per confezionare un vestito o al progetto
prima di costruire una casa. Il kundalini può essere innalzato per il bene o il male,
per chiarezza o confusione. Ogni chakra ha la sua vibrazione più alta e più bassa
quando la forza vitale vi passa attraverso. Quando la forza vitale è mossa da un
ideale superiore, si fa l’esperienza di vibrazioni più elevate. Quando la forza vitale
raggiunge il chakra della corona grazie alla spinta di un ideale superiore, essa apre
la porta al cielo. Nel corpo le connessioni elettriche sono state previste in questo
modo. L’antico simbolo del serpente piumato riflette l’innalzamento della forza vitale
per mezzo dell’ideale più elevato e la mente superiore.
Un cuore leggero e puro e una mente rinnovata ed illuminata sono due chiavi al
cielo e alla coscienza celeste.

Personal Spirituality, aprile/maggio 2009
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