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giovedì 21 novembre 2019

Edgar Cayce e i tre giardini dell'Eden

C’è una storia interessante e curiosa su tre Eden che le letture di Edgar Cayce raccontano. Secondo la sua lettura delle Cronache Akasciche ci fu un Eden ad Atlantide, molto tempo prima dell’Eden storico nel Medio Oriente (che era bagnato da quattro fiumi che comprendono il Tigri - Hiddekel – e l’Eufrate, come descritti nella Bibbia, in Genesi 2,10-14). E c’è un altro ancora, un terzo Eden che scopriremo più tardi in questa storia affascinante.
Perché ci sarebbero tre Eden? Cayce spiega che la vita è presente su molti livelli e in cicli che ripetono esperienze a livelli più alti e più bassi di coscienza e di vibrazione. Questi cicli ci aiutano a dominare realmente il nostro dono del libero arbitrio fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Le sue letture insegnano che i cicli sono a spirale, pulsando su e giù sul flusso di coscienza e vibrazione.

Il primo giardino dell’Eden
Il giardino dell’Eden a Poseidia ad Atlantide fu un livello di esperienza superiore all’esperienza fisica successiva, più terrena nell’Eden storico, situato in ciò che oggi è noto come Iraq, dove fluiscono i due fiumi famosi. Cayce chiamò il giardino atlantideo “l’Eden del mondo”. E spiegò che “Adamo” è stato in realtà un gruppo di anime, non semplicemente un individuo (900-227). Le sue letture dissero che questo gruppo di anime veniva anche chiamato le “Stelle del Mattino” nel libro biblico di Giobbe: “…le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio davano in gridi di giubilo.” (Giobbe 38,7, 294-8) Le Stelle del Mattino eravamo noi – le nostre anime! Spiegò che le Stelle del Mattino cantarono il primo Giorno (come nella Genesi) e quel Giorno simboleggiava la prima occasione per i Figli di Dio di fare esperienza dell’esistenza cosciente in relazione alla vita intorno ad essi. Cayce proseguì descrivendo la prima Notte come quel cambiamento dall’attività esteriore del Giorno ad una consapevolezza interiore della Fonte della vita dei Figli, che è un livello superiore di coscienza e vibrazione.
Così Giorno e Notte sono i cicli esteriori e interiori dell’esperienza e dell’apprendimento della nostra anima (262-54). Ecco la Genesi: “Dio chiamò la luce Giorno e le tenebre Notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.” (Genesi 1,5)
E’ interessante notare che il passo citato dal libro di Giobbe è in realtà una domanda che Dio pone a Giobbe. Quest’ultimo era stato messo alla prova da Satana per vedere se avrebbe maledetto Dio se fosse stato recato danno al suo corpo fisico e alla sua ricchezza materiale, fornendo così la prova che amava solo se stesso e i suoi possessi. Ma Giobbe non maledisse Dio. In seguito Egli venne da Giobbe “di mezzo al turbine” e spiegò che molti “oscuri consigli”, senza vera conoscenza, erano stati dati da chi consigliava Giobbe, ma dato che non si era perso in quelle tenebre, Dio avrebbe ora aperto gli occhi a Giobbe e restituito tutto ciò che aveva perduto nella prova. Inizia con Dio che chiede a Giobbe dove era quando Egli poneva le fondamenta della terra. A quel tempo Giobbe aveva 140 anni, e benché sembri molto vecchio per noi oggi, non è abbastanza vecchio per essere stato con Dio quando poneva le fondamenta della terra. La domanda di Dio è misteriosa. Dio chiese nuovamente a Giobbe: “Dove eri mentre gioivano in coro le Stelle del Mattino?” In seguito Dio informa Giobbe che egli, Giobbe, era nato quando Dio aveva posto le fondamenta della terra (Giobbe 38,21, 294-8).
Cayce spiega che l’universo e la terra, in relazione con gli esseri umani, ebbero origine “attraverso la Mente del Creatore” (900-227). E che l’umanità entrò in questo mondo attraverso la Mente del Creatore come opportunità per la crescita dell’anima: cioè usare il libero arbitrio per esaltare ogni forma di vita invece di cercare soltanto gli interessi egoistici. Come Cayce viene spesso citato: “Rendi il mondo un posto migliore perché tu vi sei vissuto.” (567-5)

Il secondo giardino dell’Eden
Le letture di Cayce spiegano che il Creatore creò il “giardino di Dio” biblico come una bellissima dimora comoda per i Figli (Ezechiele 28,13; 3976-9). In questo giardino Dio collocò l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male.
Per un po’ di tempo fu un paradiso. Tutte le creature e la vegetazione di questo mondo vissero in armonia con i Figli e tutti vissero con una consapevolezza cosciente della presenza di Dio con loro nel giardino del mondo. Anche gli Hopi hanno questo concetto nelle loro legende che insegnano che, nei tempi antichi, gli animali e gli umani non si mangiavano né si nuocevano l’un l’altro, bensì vissero insieme in armonia. Tuttavia, quando i Figli cominciarono a cercare solo il proprio tornaconto, essi (cioè noi!) smisero di seguire i modi dello Spirito e si abbandonarono solo ai desideri del sé, e in questo modo, il peccato entrò nel giardino. Ciò fu simboleggiato dal serpente e dal fatto che abbiamo mangiato il frutto dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Le letture di Cayce lasciano intendere che, al massimo livello di consapevolezza, il peccato è egoismo, e tutti gli altri peccati derivano da questa propensione di fondo: egocentrismo, autoesaltazione, autogratificazione, indulgenza verso se stessi, poca o nessuna considerazione del nostro impatto sugli altri e su tutta la creazione (262-114).
Una tale propensione ci allontana dalla presenza del nostro Creatore che ci ama e cerca la nostra compagnia. Fu l’allontanamento dalla fonte della nostra vita a portare la morte nella nostra esperienza. E Cayce afferma: “Come in Adamo tutti muoiono , così in Cristo tutto è reso vivo.” (900-227)
Curiosamente le sue letture insegnano che “nessuno mai muore se crede in Dio. Non che coloro che stanno vivendo materialmente non moriranno, poiché coloro che vivono materialmente, che sono in un mondo mutevole, devono morire; e quel cambiamento, quella transizione deve arrivare a tutti.” (5277-1) I nostri corpi infatti muoiono, ma le nostri menti illuminate e i nostri spiriti pieni di vita continuano a vivere oltre il corpo. Oggigiorno ne abbiamo molte prove nei tanti racconti sulle esperienze di premorte in cui per un po’ di tempo uno dei nostri simili ha perso la forza vitale nel proprio corpo fisico, ma si è ritrovato vivo e consapevole mentre il personale medico faceva ogni sforzo per riportare in vita il corpo fisico.
Le letture di Cayce insegnano che il serpente, Satana e la tentazione arrivarono nel giardino a Poseidia in modo mentale e poi più tardi in un modo più materiale nel giardino fisico. “La ribellione [dell’umanità] e l’associarsi con altri per esaltare i motivi egoisti per la prima volta portarono Satana - o il serpente – nell’Eden.” (3976-9) La stessa lettura passa bruscamente alla prole di Adamo ed Eva (come gruppo di anime) e come i due figli simboleggiavano la sfida del conoscere il bene e il male, “com’è illustrato dall’accettazione e dal rifiuto delle offerte fatte da Caino e Abele, e dalle forze ribelli che comparvero nelle vite dei gruppi attraverso quella stessa differenza; che pensavano (come si è dimostrato) a se stessi invece che al servigio che era stato decretato dal modo di creazione sulla Terra!” (3976-9) Il simbolismo di questo si trova nei nomi ebrei per i due aspetti della natura umana: Abele significa “respiro” e Caino significa “acquisito”, indicando che il respiro della vita è sfidato dal nostro ego acquisito che sta usando il libero arbitrio in modo egoista. Ma persino Dio accetta l’ego in noi quando si rivolge a Caino dicendo: ”Se fai bene non rialzerai tu il volto? Ma, se fai male, il peccato è accovacciato alla porta [del tuo cuore e della tua mente]; e i suoi desideri son volti a te, ma tu lo devi dominare!” (Genesi 4,7) In questa semplice affermazione su quella parte della nostra natura umana – che spesso uccide il respiro della nostra vita – Dio indica il viaggio della crescita dell’anima che è richiesta. Ciascuno di noi deve imparare a dominare i propri impulsi egoisti, i pensieri, parole, desideri e azioni egoisti. Cayce proseguì istruendoci: “Non usare mai le tue capacità per autoindulgenza o autogratificazione; diventa peccato.” (5277-1)
Quando gli chiesero “Che cosa fu inteso con ‘come nel primo Adamo è entrato il peccato, così nell’ultimo Adamo tutto sarà reso vivo’?” Cayce rispose: “L’ingresso di Adamo nel mondo in principio deve quindi diventare il salvatore del mondo, visto che fu affidato a lui, ‘Siate fecondi e moltiplicatevi e dominate la terra!’ Per questo Aemilius, Adamo, il primo Adamo, l’ultimo Adamo diventa – quindi – ciò a cui è stato dato il potere sopra la terra e – siccome in ogni anima la prima cosa da sconfiggere è il sé - allora tutte le cose, condizioni ed elementi sono soggetti a quel sé!” (364-7)
Il nostro primo impulso è lasciare che Gesù Cristo compia questo per noi, ma dovremmo renderci conto che in questo passo Cayce disse che “ogni anima” deve per prima cosa sconfiggere il sé e l’egoismo. Questo è il modo in cui tutto il gruppo di anime (Aemilius e Adamo come gruppo di anime) si eleva con Cristo (come gruppo) entrando nella coscienza illuminata e nella vibrazione superiore. E’ così che ritorniamo al giardino di Dio fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

Il terzo giardino dell’Eden
Secondo le letture di Cayce il giardino di Dio, Eden, è sempre con noi! Sì, questo è il terzo Eden, l’Eden di alfa e omega. Non abbiamo mai lasciato il giardino; ne abbiamo perso la consapevolezza, ma ci troviamo dentro di esso! Ecco Cayce: “Poiché ogni giorno è il tuo Eden; sì, ogni sera c’è la chiamata: ‘che venga chiunque lo desideri e beva liberamente dell’acqua della vita’.” (1598-1)
In verità, per aiutarci in questo vi è stata un’evoluzione di crescita e illuminazione in cui siamo cresciti nella coscienza e nelle vibrazioni più alte. Dove siamo oggi è meglio che dove siamo stati nel nostro “viaggio in salita attraverso l’egoismo.” (1602-3)
Quando la prima creazione fa lavata via dal diluvio, la seconda creazione iniziò con dei centri di addestramento per la crescita dell’anima, con templi e piramidi intorno al mondo antico. Cayce disse: “Non come cresce l’essere fisico o la mente fisica, ma l’entità-anima diventa consapevole dell’influenza delle Forze Creatrici o Dio durante un soggiorno sulla terra, e così rende applicabili quelle esperienze che preparano a costruire la compagnia con la Forza Creatrice o Dio. E così, com’è dichiarato, cresci nella grazia, nella conoscenza, nella comprensione.” (5277-1)
La lettura akascica di Cayce descrive come il viaggio inizia con i popoli nell’antico Egitto da cui venne il legislatore, Mosè. Il viaggio biblico era lontano dal faraone, che simboleggia l’ego al culmine del suo potere, per cercare nel deserto della condizione terrena la Terra Promessa e compassione, grazia e pace per tutta l’umanità “attraverso il Principe della Pace, della casa di Davide, della discendenza di Giuda, dei figli di Giacobbe, del seme di Abramo – il Padre dei fedeli!” (3976-9) Poi avanti attraverso i greci e le loro arti, i romani e la vita secondo la legge, poi avanti ancora verso un’altra Terra Promessa in America, dove ci sarebbe stata libertà di parola e religione e “attività verso la libertà di servigio verso quel Dio, a seconda dei dettami della coscienza; mostrando quel naturale avanzamento o evoluzione delle menti degli uomini verso quel [sapere di ] un solo Dio, un solo scopo, un solo ideale – con molte idee come esprimere questo, ma un solo ideale!” (3976-9)
Oggi la contesa, i conflitti e il culmine di attacchi violenti contro i figli della pace da parte delle forze oscure di intolleranza e della ricerca del potere possono certamente farci pensare che nel viaggio siamo fuori strada e che stiamo perdendo la battaglia con le tenebre. Ma questo non ciò che dicono le profezie. Nei cicli di insegnamenti indù ci stiamo avvicinando alla fine dell’era oscura e ardua e all’inizio di un’era luminosa e volta al miglioramento della vita. E la profezia di Gesù in Matteo 24 chiaramente afferma che queste sfide e lotte terribili che vediamo sono “le doglie” di una nuova era futura (Matteo 24,8). L’Apocalisse dice che al culmine della battaglia di Armageddon fra le forze oscure e quelle della luce Satana sarà legato e gettato nell’abisso e noi entreremo in un’era in cui non esisterà alcun male, alcuna tentazione (Apocalisse 20,2-3). E le letture di Cayce dell’akascico promettono che ci sarà l’Era dell’Acquario quando i cicli del sole durante gli anni di attività porteranno “la piena coscienza della capacità di comunicare con … le Forze Creatrici.” (1602-3) Questa lettura spiega che una volta, ad Atlantide, avevamo questa piena coscienza, l’abbiamo gradualmente perduta e nel corso di questo lungo viaggio la stiamo pian piano riacquistando! E poi berremo liberamente dell’Acqua della Vita, mangeremo dell’Albero della Vita (Apocalisse 22,1-5) e Dio asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi ed eliminerà la morte, il cordoglio, i pianti e i dolori dalle nostre esperienze, perché le cose di prima saranno passate (Apocalisse 21,4). Sorprendentemente la lettura 1602-3 indica che, a un livello più profondo, non abbiamo mai lasciato il nostro Creatore amorevole e quel giardino della presenza di Dio. L’Eden è sempre con noi, dobbiamo semplicemente destarci ed esserne consapevoli nei nostri cuori e nelle nostre menti.
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