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martedì 23 aprile 2019

Equilibrare una Vita di Estremi

“Libera la mente e la battaglia è quasi vinta. L’angoscia mentale
è di gran lunga maggiore di quella fisica, perché la mente può
vincere il dolore fisico, ma è necessario per le forze spirituali
aiutare la mente che soffre.”

! ! ! ! ! ! ! “La Fede”, Una Ricerca di Dio, Libro I
Quando dico alla gente che essere mentalmente malata è la cosa migliore che
mi sia mai capitata, ciò non fa che confermare loro che sono davvero malata
mentalmente. Ma è per aver conosciuto l’inferno che ora conosco il paradiso - una
libertà di gran lunga maggiore di qualsiasi libertà che avessi mai immaginato.
Quando cominciai a studiare Cayce a metà degli anni ’80 mi concentrai sulla mente
e la meditazione: Una Ricerca di Dio, Volume I e II; La Meditazione e la Mente
dell’Uomo; e La Storia di Edgar Cayce su Gesù (tutti pubblicati dall’A.R.E. Press).
“E’ la mente che costruisce” è un principio che viene affermato nelle letture di
Cayce più di duemila volte. E’ parte integrale del concetto uno e trino di Cayce per
comprendere l’Unità: Lo Spirito è la vita, la Mente costruisce, ciò che è Fisico ne è il
risultato. Lo spirito è l’Energia Divina, la fonte della vita; la Mente impartisce la
frequenza - o lo schema - di vibrazione a quell’energia e si manifesta di
conseguenza nel mondo fisico.
Avevo sempre creduto che coltivare il mio intelletto - la mia “mente”- mi
avrebbe dato successo e felicità nella vita. Avevo preso una laurea in giornalismo in
un’Università dei Grandi Dieci, trovato un lavoro di editoria a New York appena
uscita dall’università e poi per anni ero salita sulla scala della carriera. Ma i demoni
che mi avevano tormentata di tanto in tanto dalla mia prima gioventù - insonnia,
ansietà, depressione, euforia senza motivo - cominciarono a sopraffarmi e
l’intelligenza non riuscì a salvarmi. Per quanto mi stancassi, non riuscii a dormire e
il sonno era la mia unica via di fuga. Quando finalmente riuscii a dormire, qualche
volta non riuscii a smettere.
Paranoica e vicina al suicidio, finalmente andai a trovare uno psichiatra che mi
diagnosticò un disordine bipolare (maniaco-depressiva) - uno squilibrio chimico nel
cervello che, nel migliore dei casi, avrebbe potuto essere gestito con delle
medicine, ma mai curato. Pensai che fosse la cosa peggiore che mi potesse mai
accadere: se la Mente costruisce e la mia mente era malata, la mia vita doveva
essere rovinata.
Avevo una malattia di estremi. Ognuno di noi è un sistema di energia che vibra
alla frequenza del nostro stesso campo di energia. La mia era una vita
completamente sbilanciata che vibrava fra estremi di bassa energia (depressione)
e alta energia (mania). Non sapevo mai da un giorno - da un’ora - all’altro se mi
fossi arrampicata sui muri o se fossi stata troppo letargica per nutrire o pulire me
stessa. Per i seguenti sei anni presi litio e antidepressivi, visitai tutti i giorni dei
terapeutici e gruppi di supporto e vissi dei benefici d’invalidità della Sicurezza
Sociale e di qualche lavoro sporadico di libera professionista. Per anni temetti che
io, una volta una donna in carriera, non avrei mai più avuto un posto di lavoro.
Col passare del tempo mi staccai sempre di più dalla realtà. La mia mente non
riuscì a seguire il compito più semplice. Non era prudente per me guidare una
macchina o cucinare per me stessa. I miei sensi si sovrapposero: assaggiavo i
colori, “vedevo” la musica e “sentivo” i suoni come vibrazioni intense in tutto il
corpo.
Una notte stavo aspettando a casa mia un’amica che era stata molto malata.
Quando non arrivò mi convinsi in qualche modo che fosse morta. Gradualmente,
nel corso della notte, mi resi conto che ero io che stavo per morire: stavo ricevendo
delle forti impressioni intuitive che mi descrissero esattamente come, dove e
persino quando sarei morta il giorno dopo.
Non credo che queste fossero interamente illusioni; credo - allora e adesso -
che la mia anima stesse disperatamente cercando di abbandonare il mio corpo.
Malgrado le temperature da record di 100 gradi Fahrenheit mi sentivo ghiacciata
fino nelle ossa per parecchi giorni prima di questa esperienza e non riuscii a
scaldarmi. Mi sentivo come se mi stessi dissolvendo, perdendo completamente il
senso del sé; ora so che cosa intendono sia i psichiatri sia gli insegnanti della
saggezza perenne quando si riferiscono ad una “completa perdita dei limiti
dell’ego”. Non vedevo la mia corda d’argento o una luce chiara alla fine di un
tunnel, ma mi sentivo sopraffatta dall’amore incondizionato verso tutti di cui avevo
sentito parlare altri nelle esperienze vicine alla morte. E venni sicuramente visitata
dagli angeli.

Sentii una presenza incredibile nella stanza
e cominciai a sentire delle voci. “Di’ l’ora ad
alta voce,” disse la voce delicata. Dissi l’ora
ad alta voce e la registrazione disse: “Buon
giorno. Al segnale acustico saranno le
dodici in punto.” Era mezzanotte in punto.
Improvvisamente notai che alle ore 12 le
lancette dell’orologio sarebbero state unite,
puntando verso l’alto - come le mani in
preghiera. Era una direttiva bizzarra per
pregare e pregai che Dio mi salvasse da
questa situazione in cui ero indifesa e fuori
controllo. Fu una lezione fondamentale di
umiltà.
La stanza era piena di amore e la voce rasserenante rispose: “Nella casa di
mio Padre ci sono molte dimore; vado là per preparare un posto per voi, così che
dove sono io anche voi potete stare.” Sapevo che, secondo Cayce, la parola “casa”
nella Scrittura rappresenta coscienza. Interpretai il messaggio come: “Nella
coscienza di mio Padre ci sono stati infiniti di coscienza; vado là per prepararvi un
posto . . .” Mi sentii sopraffatta dall’amore, certa che Dio dovesse avere veramente
qualche scopo per me.
Ma avevo paura di raccontare a chiunque della mia esperienza e non riuscii ad
assimilarla da sola. Il mio stato mentale declinò di nuovo, e sapevo che stavo per
avere un esaurimento nervoso. Alcune settimane più tardi con la macchina mi
portai da sola in un ospedale psichiatrico, anche se non so come ci sono arrivata.
Mentre aspettavo di essere ricoverata, fui tentata di scappare. Chiesi a Dio, in
un momento di lucidità, se avevo davvero bisogno di un ospedale psichiatrico ed
aprii la piccola Bibbia che portavo sempre con me. I miei occhi si posero su Marco
3:25: “E se una casa è divisa contro se stessa, quella casa non può stare in piedi.”
Piansi più forte, sapendo che era una risposta divina. La mia “casa” o
coscienza era veramente divisa; frammentata; dovevo ammetterlo a me stessa. La
mia fede era stata rinnovata un’altra volta: anche se ero psicotica, Dio non mi
aveva abbandonata. Così tante volte durante la mia malattia avevo pensato
erroneamente di non essere degna o di essere andata “troppo oltre” persino per
l’aiuto di Dio. Invece ero in grado di imparare il significato della II lettera dei Corinzi
12:9: “La mia grazia è sufficiente per voi, poiché la Mia forza è resa perfetta nella
debolezza.” In verità, la grazia di Dio è sufficiente per tutti. L’esperienza
nell’ospedale fu solo l’inizio di un miracolo continuo.
Mi diede un senso di ciò che avevo così spesso desiderato di fare: fermare il
mondo e scendere. Fu un altro collegamento stabilizzante di cui avevo bisogno
così disperatamente, convalidando sia l’esperienza trascendentale con gli angeli
sia lo scopo della mia malattia come un veicolo alla guarigione. Da allora la mia
prospettiva della mia malattia è cambiata drammaticamente: non credo più che sia
una malattia “biochimica”. Credo che sia una malattia di vibrazione, di energia
fuorviata. L’elemento biochimico - nel mio caso almeno - è una conseguenza della
malattia, piuttosto che la causa, come gli psichiatri vorrebbero farci credere. “Lo
Spirito è la vita, la mente costruisce, il Fisico ne è il risultato.”
Mi resi conto che, sebbene fosse sembrato che stessi peggiorando per anni, la
mia sofferenza faceva effettivamente parte del mio sentiero per stare meglio. I miei
sforzi “pazienti, persistenti e coerenti” nella meditazione durante gli anni, guidati da
un ideale spirituale, mi aveva infine permesso di connettermi con un miracolo: forze
divine o angeli che avevano corretto la frequenza vibratoria di tutto il mio essere. Il
materiale di Cayce affermò: “Il tentativo viene spesso contato come
rettitudine.” (3292-1) Dovevo provarci con più impegno.
Ciò che mi serviva era disciplina: un impegno per fare le piccole, semplici cose
di cui sapevo che mi avrebbero aiutata a guarire. Cayce disse: “Affrettati con calma,
poiché è facile scoraggiarsi. Si può diventare iperentusiasti. Si può arrivare a
lasciar scivolare via i piccoli intenti senza la giusta considerazione, per quanto
riguarda il loro significato nell’insieme di tutta l’impresa.” (2448-3)
Bingo! Le piccole cose sono diventate le esperienze più utili, più stabilizzanti.
Tenere un diario è stato uno dei miei migliori strumenti di guarigione. Spesso le
risposte spirituali si sviluppano mentre scrivo. Scrivo le mie preghiere sulla carta.
Molte volte durante gli anni, durante periodi di estrema ansietà o depressione, ho
semplicemente copiato sulla carta delle frasi dal capitolo “La Fede” di Una Ricerca
di Dio, vol. I. Anche quando la mia mente non riusciva a seguire la frase dall’inizio
fino alla fine, copiare semplicemente quelle parole mi tratteneva dall’andare oltre il
limite. Mi aiutò non soltanto a riprogrammare il mio subconscio, ma aiutò a darmi
una base vitale dandomi qualcosa su cui focalizzarmi.

Seguii anche il consiglio di Cayce di
passare del tempo nella natura. La
Natura Si rimette continuamente in
equilibrio. Passo più tempo possibile
all’aria aperta, vicino all’acqua -
particolarmente ai fiumi. Spesso
passeggio nei boschi o lungo le rive di
laghi e fiumi. Le energie rasserenanti,
edificanti della natura sono più forti per
me vicino all’acqua che non soltanto
assorbe i ioni negativi, ma mi aiuta a mettermi in rapporto con la fluidità della vita. I
fiumi mi connettono con il flusso continuo della vita e il loro suono ipnotico mi
rimanda a piani superiori di coscienza. Quando sono troppo stanca per camminare
o fare jogging (anche se ora lo sono raramente!) mi siedo semplicemente in un
posto panoramico e assorbo l’energia divina, poiché la Natura è un legame diretto
con Dio.
Fare un lavoro di volontariato con i malati mentali e i senzatetto è stata per me
una delle esperienze più gratificanti e curative di tutte. La mia malattia mi ha
insegnato la compassione: la mia esperienza più gratificante è stato il volontariato
con dei criminali malati mentalmente in un centro di reinserimento sociale per
quattro volte alla settimana. Ho servito i pasti in un ricovero per i senzatetto.
Queste persone sono i miei insegnanti più importanti. Essi hanno trasceso tempo e
spazio e materialità; sia che lo facciano volontariamente o involontariamente, essi
nondimeno sopportano le esperienze.
Soprattutto sto imparando a fidarmi del mio intuito tanto quanto del mio
intelletto, a volte di più. Dapprima ho imparato a fidarmene con delle piccole cose e
ora a farvi affidamento per delle decisioni più importanti, sia consapevoli sia
inconsapevoli.
Un altro valido aiuto è stato cantare - sì, cantare! Fare un “rumore gioioso al
Signore” aumenta la propria frequenza vibratoria. Migliaia di anni fa le chiese
istituirono il canto come parte del servizio di venerazione perché fa innalzare la
vibrazione o la coscienza dei partecipanti. Quando sono ansiosa o depressa mi
sforzo a cantare e questo mi fa sempre sentire meglio, libera l’ansietà e mi fa
trovare il mio centro.
Analogamente la musica e il colore offrono una
guarigione vibratoria grandissima. Sto molto attenta
alle direttive intuitive riguardo alla musica e il colore
che, come disse Cayce, sono vibrazione.
Particolarmente quando diventai maniaca, la musica
e i messaggi che contiene sembravano saltare fuori
verso di me, risuonando in tutto il mio corpo. Se una
canzone o un musicista particolare mi sembravano
curativi, spesso sentii quella musica ripetutamente,
particolarmente quando mi addormentavo di notte.
Per molti anni portai addosso quasi
esclusivamente il porpora chiaro. Ha la lunghezza
d’onda più corta sullo spettro dei colori e rappresenta
la ghiandola pituitaria, il massimo centro spirituale.
Le letture dissero: “. . . il colore non è altro che
vibrazione. Vibrazione è movimento. Movimento è
l’attività di una forza positiva e negativa. E’ quindi
l’attività del sé in rapporto a questi
positiva?” (281-29) Sebbene non possa misurare il
beneficio che colore e musica mi hanno dato, credo che siano stati inestimabili.

Dalla mia “morte” quasi tre anni fa, la mia vita è stata completamente
trasformata. Alcune delle cose più semplici sono quelle per le quali sono più grata:
dopo trentacinque anni dormo bene e mi sveglio riposata, vigile e pronta ad iniziare
la giornata. Non soffro più di mal di testa, emicranie, ulcere, nausea, giunture
doloranti, grave costipazione o sensazioni dolorose di “pressione” in braccia, mani,
piedi e specialmente negli occhi, cose che una volta facevano parte della mia vita
quotidiana. I capelli non mi cadono più o ciocche e non ho più l’orticaria.
Ora mi sostengo finanziariamente e mi astengo da tutte le medicine
psichiatriche da quasi tre anni. Una volta avevo paura della gente, ora lavoro parttime
nelle vendite e nel tempo rimasto uso i miei talenti nella comunicazione nel
lavoro sociale. Sto anche scrivendo un libro sulle mie esperienze, che, spero,
aiuterà gli altri.
Credo che le Forze Creatrici abbiano ridato equilibrio al mio sistema nervoso e
a tutto il mio essere, inclusa una miracolosa “liberazione” della mia circolazione.
Per la maggior parte della mia vita ho avuto difficoltà a regolare la temperatura
corporea e ho sempre avuto mani e piedi ghiacciati. Ma questo non è più il caso.
Ma, cosa migliore di tutte, sono attiva, felice, amo e vengo amata e ho uno
scopo e un significato per la mia vita. Cerco di applicare ciò che so e di usare una
varietà di mezzi per rimanere ancorata nello Spirito: ginnastica, camminate nei
boschi, scrittura di diario e l’uso del mio addestramento di comunicazione per
aiutare gli altri. Poiché, come le letture di Cayce dissero: “La vita è ... forza creativa
in azione; ed è l’amore dell’espressione - o l’espressione di quella vita; e la verità
diventa un risultato dell’amore espresso per la vita. Poiché questi sono soltanto dei
nomi - a meno che non venga sperimentata nella coscienza di ogni
anima.” (262-46)

- The New Millennium, aprile/maggio 1997 -
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