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martedì 23 aprile 2019

Essere un Canale per le Benedizioni Divine

Spesso ci sentiamo incerti su ciò che dovremmo fare in questa vita. Anche
quando abbiamo una vita ben consolidata possiamo ritrovarci in una routine che ci
lascia un po’ annoiati o vuoti. Dalla profonda sintonia di Edgar Cayce con la
Coscienza Universale e le Forze Creatrici giunge il rimedio semplice: aiutate
qualcun altro, anche qualcuno vicino a voi nella vostra stessa famiglia o sul lavoro.
“Quindi il motto sia: ‘Gli altri, Signore. Proprio come tu ha benedetto me, possa
io essere così un canale per una benedizione agli altri.’” (443-1)
Forse dite che gli altri non desiderano veramente il vostro aiuto o che non vi
ascolteranno. In realtà non sono solo consigli o indicazioni che possiamo dare loro;
i doni migliori sono amore e conforto, anche se quel conforto consiste solo
nell’essere disposti ad ascoltarli ed accettare con tranquillità loro e le loro sfide. Ci
sono molti modi in cui possiamo essere dei buoni canali di amore e luce dalle Forze
Creatrici e dal Cuore di Dio.
“D.: Attraverso quale canale posso lavorare al meglio?
R.: Comincia là dove sei, usando ciò che hai per le mani. Via via che le tue
applicazioni in tali rapporti daranno frutto, così le attività possono essere estese
nelle vite ed esperienze di coloro che l’entità contatta in tutti quanti i percorsi della
vita, aiutando a disseminare, quindi, il fatto che tu hai trovato nella tua esperienza
che ti sia d’aiuto renderti un canale di benedizione per qualcuno. Poiché, man
mano che ogni anima dà via qualcosa di sé, essa cresce sempre di più e si
manifesta persino nelle cose materiali. L’entità può fare bene questo.” (443-1)
Come diamo, cresciamo. E’ una legge spirituale. La vita scorre, la creatività
scorre, l’amore scorre. Essi non stanno fermi. Non possiedono qualcuno o se
stessi. La vita, la creatività e l’amore passano attraverso noi e attraverso gli altri.
Quando siete annoiati o vuoti, guardatevi in giro alla ricerca di qualcuno che
potrebbe aver bisogno di un po’ d’attenzione, un po’ di supporto amorevole e di
qualcuno disposto ad ascoltare.
“D: Sono una causa o un effetto?
R: L’entità è una causa; poiché dove l’appellativo è scritto in modo chiaro
l’entità è una causa per l’azione di molti nel loro intimo sé. Per questo l’entità è
sempre un baluardo per molti, e benedetta più di tutto nella sua stessa famiglia!
D: Che cosa è inteso con l’appellativo scritto in modo chiaro?
R: Che molte di quelle cose necessarie sono state completate nelle esperienze
terrene nello sviluppo psichico dell’entità. Non è forse stato detto che l’entità ha
imparato tolleranza ed amore? Ed è stato detto bene, ‘Anche se parlo con le lingue
degli uomini e degli angeli e non ho amore, non sono nulla.’ L’amore è quindi la
benedizione maggiore. Lo si può dire davvero nell’esperienza di ogni anima sulla
Terra. L’entità è quindi tollerante e anche piacevole nell’espressione di se stessa.
Chiedi quindi attraverso il tuo sé che gli angeli, che sono stati incaricati riguardo
alle tue attività, possano proteggerti, guidarti e mantenerti in salute.” (443-1)
Forse abbiamo l’impressione di non essere in grado di aiutare gli altri, ma ci
sono delle influenze angeliche che lavorano con noi. Spesso sono delle influenze
invisibili, ma esse sono con noi. E attraverso noi - quando ci mettiamo in condizione
di essere utili – Dio e gli angeli di Dio possono aiutare gli altri. Qui in questo mondo
noi siamo fisici, così gli angeli (che vivono appena oltre questo regno) possono
usarci per rendere manifesti in questo mondo l’amore e le benedizioni che
desiderano dare a qualcun altro. La nostra disponibilità di essere dei canali di
benedizione e di amare è il prima passo, il secondo è metterci in condizione di
aiutare.
Quando gli fu chiesto di spiegare gli angeli, Cayce disse: “Essi sono le
manifestazioni spirituali nel mondo dello spirito di quegli attributi che le forze in via
di evoluzione [le forze in evoluzione siamo noi, le nostre anime in crescita]
attribuiscono all’Unica Fonte [Dio], che possono essere viste sui piani materiali
attraverso le influenze che possono aiutare nello sviluppo delle forze mentali e
spirituali attraverso un’esperienza.” (5749-3)

Per noi, “forze in evoluzione”, gli angeli sono influenze
che giungono da Dio, ed essi aiutano a sviluppare
capacità mentali e spirituali in questo mondo, in questa
vita materiale.
Prendiamo in considerazione una lettura fatta per la
sig.ina 275, una musicista di 21 anni, che ha compiuto
una crescita significativa dell’anima nelle vite precedenti
e sta pensando di trarre il massimo vantaggio da questa
incarnazione.

Cayce la istruisce di “risvegliare ciò nel proprio sé che possa essere più utile,
che farà di te il canale maggiore per gli altri, che introdurrà nelle forze fisiche del
corpo-fisico ciò che rinnoverà, rigenererà quelle forze dall’interno, affinché le
applicazioni che possono essere fatte all’esterno possano portare … alla
glorificazione del Padre.” (enfasi dell’autore)
Si noti che Cayce la guida a trovare un collegamento rinnovante in se stessa, in
modo che i suoi sforzi esteriori come canale possano portare di più alla gloria del
Padre e non alla sua, o che i suoi sforzi siano maggiormente diretti a ciò che è il
meglio secondo Dio, invece della sua idea di ciò che serve agli altri.
Cayce prosegue a condurla, dicendo che la fiducia è la chiave e che dapprima
viene applicato nel proprio cuore e nell’anima.
“Serve soltanto che la fiducia resti in Lui e che ti desti a quelle coscienze della
Sua presenza insita nella tua stessa esperienza e nel tuo cuore e nell’anima, che
ogni atomo, ogni cellula nell’intero corpo fisico, nella mente e nell’anima sia
sintonizzato su quelle sfere di attività che sono destate dalla coscienza della Sua
presenza in te.” (enfasi dell’autore)
Poi Cayce le spiega che, man mano che lo spirito interiore è ricevuto e “viene
riversato o dato all’altro, vi può arrivare nella tua esperienza l’unione dei Suoi scopi
con i tuoi, e quindi l’anima può diventare consapevole nella pazienza. Sappi che Lui
vive in te, negli atti della tua mente, del tuo corpo, e quindi puoi raccoglierti intorno
al Trono di misericordia, grazia, pace e luce, e con gli angeli dare gloria all’Agnello
di Dio che toglie i peccati e gli errori di coloro che confidano in Lui. E pertanto la
coscienza fisica può diventare consapevole che vi è l’Agnello che si unisce a te
nell’intercedere per coloro che hanno bisogno della sua grazia e del suo amore
redentori; dando la consapevolezza in ciò che ti è stato dato nelle tue attività,
affinché altri possano sapere che il sigillo è stato posto nel Cristo, l’Agnello di
Dio.” (275-39)
In questa lettura siamo chiamati ad un ruolo a cui si pensa raramente – quello di
un canale divinamente guidato della misericordia, grazia, pace e luce di Dio per gli
altri, perfino per intercedere con le forze karmiche per perdonare, per alleggerire il
carico di un’altra anima per la quale possiamo pregare, che soccorriamo. Cayce
non intende che questo sia fatto in toni e modi di autoglorificazione, bensì piuttosto
in umiltà, mansuetudine e pazienza. Ricordate, non è nelle cose grandi, bensì nei
piccoli modi quotidiani che lo Spirito opera attraverso noi per portare queste
benedizioni a coloro che incontriamo e con cui condividiamo la vita.
Personal Spirituality, febbraio/marzo 2008
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