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giovedì 14 novembre 2019

I 20 passi biblici più citati dalle Letture di Cayce

Nelle letture di Cayce, che fossero sulla salute, sulle vite passate o su altri
aspetti personali delle persone che ricorrevano all’aiuto del suo dono, si trovano
centinaia di riferimenti a passi biblici usati per fornire alla persona un consiglio
sull’atteggiamento che avrebbe dovuto modificare. Seguono in ordine decrescente
le citazioni bibliche più presenti nelle letture di Cayce:
Seconda Lettera a Timoteo 2,15: citato 638 volte
Il verso biblico più citato in assoluto nelle letture di Cayce si trova nella Seconda
Lettera a Timoteo 2,15: Sforzati di presentarti davanti a Dio come un uomo
degno di approvazione, un lavoratore che non ha di che vergognarsi, uno
scrupoloso dispensatore della parola della verità. In alcuni casi la formulazione
fu cambiata in: Sforzati di presentarti davanti al tuo ideale come un uomo
degno di approvazione. Secondo l’appello costante nelle letture di vivere
seguendo il proprio ideale, questo verso biblico, Sforzati di presentarti davanti a Dio
come un uomo degno di approvazione, dovrebbe forse essere interpretato nel
senso che dovremmo mettere da parte periodi specifici per rivedere la nostra vita,
fino a che punto essa risponde ai nostri ideali.
Vangelo secondo Matteo 25,40: citato 418 volte
Il secondo verso della Bibbia più spesso citato nelle letture di Cayce era:
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste
cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Nei versi
precedenti il re aveva detto ai suoi servi che, quando era stato affamato, gli
avevano dato da mangiare; assetato e gli avevano dato da bere; era stato nudo e
l’avevano vestito; quando l’avevano visto forestiero, l’avevano ospitato; ammalato o
in carcere, erano venuti a visitarlo. I servi chiesero al re quando avevano fatto
queste cose, così preparando la strada al verso sopraccitato.
Il commento biblico convenzionale per questo verso è che Dio è tanto giusto
riguardo a prigionieri, forestieri, gli ignudi, gli ammalati e gli affamati quanto lo è con
chi si trova in circostanze migliori.
Lettera di Giacomo 1,27: citato 336 volte
Uno dei versi della Bibbia più citati nelle letture è l’ultima porzione di Giacomo
1,27: Religione pura ed incontaminata davanti a Dio nostro Padre è questa:
far visita agli orfani e alle vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da
questo mondo. La formulazione più usata nelle letture da questo verso è
conservati puro da questo mondo. C’è chi dice che le opere d’amore consentono
alle persone di conservarsi pure dal mondo, altri pensano che questa sia
un’ammonizione per evitare la corruzione dal peccato di ogni tipo. Questi commenti
sembrano in accordo con le letture di Cayce. Cercare di fare sempre la cosa giusta
e tentare di fare sempre la scelta giusta sono modi per essere puri, senza macchia.
Ecco un esempio dalla lettura 262-130 della citazione di Cayce di questo verso
dove si chiese all’individuo di essere puro dalla condanna di se stesso o di altri:
Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo degno di
approvazione, un lavoratore che non ha di che vergognarsi; mettendo
correttamente in evidenza la virtù, la fede, l’amore, la pazienza nella tua vita di
tutti i giorni e nei tuoi rapporti con gli altri; conservandoti puro dalla
condanna; evitando di condannare te stesso o altri.
Prima lettera ai Corinzi 6,19: citato 323 volte
Le letture dicono che il corpo è intimamente connesso
con la mente e con l’anima. Prendersi cura del proprio
corpo in modo appropriato è tanto un riflesso della nostra
condizione divina quanto ogni cosa che facciamo. Il verso
6,19 della I lettera ai Corinzi, citato oltre 300 volte nelle
letture di Edgar Cayce, ci dice che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo:
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che
avete da Dio … Le parole solitamente usate nelle letture sono: Il tuo corpo è il
tempio del Dio vivente. Nella lettura 3936-1 Cayce aggiunse: e là Egli ha
promesso di incontrarti. Nella lettura 3174-1, una lettura sulla salute, aggiunse:
Che cosa hai trascinato in questo tempio. In una lettura Cayce dice che è
altrettanto peccato mangiare troppo quanto lo è bere troppo, ed egli non stava
parlando di acqua. Ecco un riferimento dalla lettura 281-56: Poiché il tuo corpo è
in verità il tempio del Dio vivente, dove Egli ha promesso di incontrarti –
consacra te stesso, i tuoi scopi, le tue capacità, a quella consapevolezza della
fede e speranza durevole che può essere destata nell’intimo – cenando con il
tuo Signore.
Un altro riferimento a questo stesso verso si trova nella lettura 262-82: Ti sei
incontrato con Lui nella tua camera intima del tuo stesso tempio?Tu credi che
il tuo corpo sia il tempio del Dio vivente … Quindi comincia a metterlo in
pratica, applicando in modo pratico ciò che hai conseguito …
Infine questo riferimento al verso suddetto dalla lettura 281-41: Ciò che Egli
disse in passato è tanto nuovo oggi quanto fu in principio … fa’ ricorso a Lui
nel tuo intimo sé! Sappi che il tuo corpo è il tempio del Dio vivente. Là Egli ha
promesso di incontrarti!
Lettera ai Galati 6,7: citato 310 volte
Uno dei versi biblici più citati nelle letture di Edgar Cayce è nella Lettera ai
Galati, 6,7: ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. La citazione tipica
che si trova nelle letture è: come semini, così raccoglierai. A volte a questo
principio ci si riferisce come alla legge karmica o alla legge di causa e effetto. Le
letture di Cayce dicono che un modo comune in cui la crescita dell’anima ha luogo
sia per mezzo della reincarnazione e la legge karmica, seminando e raccogliendo.
Le letture discutono inoltre il passaggio dalla legge del karma alla legge della grazia
come sentiero alternativo per lo sviluppo dell’anima. La chiave al passaggio verso
la legge della grazia è rendere la nostra volontà tutt’uno con quella del Creatore.
Via via che facciamo questo, diventiamo co-creatori con la Coscienza Universale
che chiamiamo Dio.
Il “funzionamento” della legge karmica è discussa nella porzione seguente della
lettura 3660-1: … la legge è perfetta – ciò che semini, lo raccoglierai. Se lo
semini per la carne, devi raccoglierlo nella carne. Se lo semini nella mente,
deve essere rettificato per la mente. Poiché dipende dallo spirito che si ha.
Poiché è soltanto con lo spirito della verità com’è manifestato in quella luce,
quella conoscenza di Dio nel profondo del sé, che puoi rendere diritte le tue
vie.
Vangelo secondo Matteo 7,12: citato 289 volte
Il verso Matteo 7,12 recita: Tutto quanto volete che gli
uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa
infatti è la Legge ed i Profeti. Nelle letture la citazione è
solitamente così: Come volete che gli uomini facciano a
voi, anche voi fatelo a loro. Questa regola di vita è stata
chiamata la “regola d’oro”. E’ facile da comprendere, ma il
fatto stesso che fosse stato il sesto verso biblico più citato
nelle letture indicherebbe che molte persone abbiano delle
difficoltà a vivere all’altezza di questa regola nei loro rapporti
con gli altri. Qualcuno può dire che, come semplice saggezza
secolare prudente nella pratica della “regola d’oro”, essa sia
un bene per gli affari e per i rapporti sociali. Tuttavia l’intenzione del Maestro era
che le persone dimostrassero la stessa gentilezza amorevole verso gli altri che Dio
mostra loro. Ecco un riferimento a questo verso dalla lettura 281-65: Possa ciò
che è stato nella tua mente e nel tuo cuore essere trasformato in amore e
grazia e compassione. Poiché come fai agli altri, gli altri faranno a te. Cerca
grazia e compassione, e quella pace, finché la si può trovare. Ecco un secondo
riferimento a questo verso dalla lettura 5502-4: … conserva quella fede, quella
speranza, prestando soccorso agli altri come tu vorresti essere soccorso
nella loro stessa posizione. Poiché quando manteniamo la parola data agli
altri … gli altri manterranno la parola data a noi … Fa’ agli altri come vorresti
che gli altri facciano a te. Fa’ che ci sia la luce … che porta la vita … e la
comprensione. Può esserci poco dubbio sul fatto che la “regola d’oro” sia
assolutamente fondamentale per i rapporti umani armoniosi.
Vangelo secondo Giovanni 14,6: citato 232 volte
Il verso 14,6 del vangelo secondo Giovanni fu citato nelle letture di Cayce oltre 200
volte: … Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per
mezzo di me. La lettura 1744-1 illustra il riferimento a questo verso con le seguenti
parole: … Egli è tuo fratello maggiore … Egli è la via, la verità, la luce … Le
letture si riferiscono a Gesù alternativamente come il Maestro, il nostro Esempio,
Colui che Indica la Via e, come sopra, nostro Fratello Maggiore. Dobbiamo seguire
il Suo esempio che, in verità, ci porterà al Padre.
Vangelo secondo Matteo 7,2: citato 207 volte
Come già per il verso Galati 6,7: ciascuno raccoglierà quello che avrà
seminato, il principio della legge karmica è altresì evidente in Matteo 7,2: … con la
misura con la quale misurate sarete misurati. Molto spesso le letture citano
questo verso parola per parola e in alcuni casi si chiedeva all’individuo di tenerlo a
mente nelle sue conversazioni ed attività con gli altri. Nella lettura 3240-1 questo
verso biblico fu seguito dalla domanda: quando analizzi un vicino, usi lo stesso
parametro con cui desideri essere giudicato?
Lettera di Giacomo 1,17: citato 200 volte
La vera prosperità è connessa con i nostri doni spirituali. Ecco un verso sui
nostri doni in Giacomo 1,17: Ogni dono buono e perfetto viene dall’alto e
discende dal Padre … Nella lettura 3053-3 Cayce dice: … che è il Donatore di
tutti i doni buoni e perfetti e che è ferito quando tali doni sono usati per
l’indulgere, per la gratificazione di se stessi … Un riferimento analogo a questo
verso si trova nella lettura 2919-1: … usa i tuoi doni per la gloria di Colui che è il
Donatore di tutti i doni buoni e perfetti e non per soddisfare o gratificare te
stesso … Ecco un terzo commento sui doni dalla lettura 1646-1: … com’è stato
detto nei tempi antichi; … alcuni hanno il dono della guarigione, alcuni il
dono della parola, di interpretare le lingue, di prestare soccorso. Tuttavia tutti
appartengono allo stesso Spirito. Qualunque siano i nostri doni individuali,
dobbiamo coltivarli, svilupparli ed usarli in modo da essere utili agli altri. Dovremmo
essere riconoscenti alla Fonte di ogni vita per i nostri doni, qualunque siano.
Seconda lettera a Timoteo 1,12: citato 193 volte
L’autore della II lettera a Timoteo 1,12 mette ben in chiaro la sua fede in Gesù
Cristo: … so a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare
fino a quel giorno il deposito che mi è stato affidato. Questo verso viene citato
nelle letture di Edgar Cayce quasi 200 volte. Nella lettura 3515-1 le parole della
Fonte sono: Sappi a chi credi e in che cosa credi. Nella lettura 2408-1 le parole
sono: … Egli è capace, Egli è ben disposto, Egli mantiene le Sue promesse ai
figli degli uomini. Nella lettura 1661-1 l’individuo si sentì dire: … Egli è capace di
conservare il deposito che Gli affidi in ogni esperienza che possa presentarsi

Ci si può chiedere come si può arrivare a conoscere Gesù meglio e come
accrescere la propria fede e fiducia in Lui. Si potrebbe prendere una Bibbia e
studiare attentamente le parole di Cristo, con la sensazione e la convinzione che
queste parole ci vengono dette direttamente dal Maestro. Sarebbe inoltre utile far
seguire questo periodo di studio da un momento di preghiera e meditazione
incentrate su queste parole. Per una vera comprensione è ovviamente anche
necessario includere il messaggio nella nostra vita quotidiana.
Seconda lettera di Pietro 3,9: citato 189 volte
Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni credono;
ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti
abbiano modo di pentirsi. Ecco due letture, 2990-2 e 2427-1 che illustrano l’uso
di Cayce di questa sacra scrittura … Dio non ha voluto che alcuna anima
perisca. Con ogni tentazione Egli ha preparato una via di salvezza. Nella
seconda lettura Cayce dice alla persona che la comprensione è la chiave. … Egli
non ha voluto che alcuna anima perisca, ma ha con ogni tentazione, ogni
prova, dato una via, un mezzo di comprensione. L’affermazione che Dio non ha
voluto che alcuno perisca ha forse indotto qualcuno a pensare che questo fosse
una garanzia che, in realtà, nessuna anima perirà mai. Di certo questo non è ciò
che questo passo della sacra scrittura o la lettura relativa effettivamente dicono. Il
libero arbitrio di un’anima le permette di scegliere di non salvarsi o di non giungere
ad una comprensione. Questi versi ci assicurano che il desiderio di Dio è darci ogni
possibilità per fare la scelta giusta, per arrivare ad una comprensione giusta. Inoltre
afferma il nostro libero arbitrio, l’espressione ultima d’amore che Dio ci ha potuto
offrire.
Giosuè 24,15: citato 188 volte
Questo verso biblico riguarda le nostre scelte: Se vi dispiace di servire il Signore,
scegliete oggi chi volete servire; se gli dèi che i vostri padri servirono oltre il
fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e
alla mia casa, vogliamo servire il Signore. Solitamente le letture si concentrano
sulle parole conclusive. Il consiglio di Cayce nelle letture 3463-1 e 2861-1 che
seguono fu che l’individuo avrebbe fatto bene a ricordare queste parole: Che gli
altri facciano come vogliono, ma quanto a me, voglio servire il Dio vivente (3463-1).
Che gli altri facciano come vogliono, ma quanto a me e alla mia casa,
vogliamo servire un Dio vivente (2861-1). A qualsiasi età o in qualsiasi fase della
vita ci troviamo, questo passo della sacra scrittura ci ricorda l’importanza di
scegliere il Principio o Dio sulla pressione esercitata dalla società o sul vantaggio
personale.
Lettera ai Romani 8,16: citato 164 volte
Quanto al tema dell’unione, dell’unità nella Bibbia fu
citato con maggiore frequenza il verso 8,16 della
Lettera ai Romani: Lo Spirito stesso attesta al
nostro spirito che siamo figli di Dio. Nel 1927 Cayce
usò questo passo nella lettura 4185-2 quando rispose
ad un uomo quarantenne che cercava consigli per gli
affari: … sempre lo spirito, la coscienza, l’anima del
sé, attesterà al Suo spirito se l’entità è nel canale
giusto o sbagliato – poiché si ingannare se stessi per un po’, ma ciò che è per
sempre presente nel sé più intimo attesta al sé se si segue il corso giusto e
sbagliato, quando si mantiene il sé in uno stato di unione con il Padre.
Ricordiamo come aspetto della nostra unione con Dio che siamo co-creatori con
Lui e che la nostra Coscienza Superiore Individuale o Coscienza Cristica è
insitamente tutt’uno con Tutto Ciò che E’ o Dio. In questa lettura Cayce dice che,
perché lo Spirito attesti al nostro spirito, dobbiamo mantenerci “in uno stato di
unione con il Padre”. In altre parole, perché questa unione insita porti frutto nella
nostra vita, dobbiamo dapprima mettere la nostra mente cosciente in sintonia con
la Mente Cristica.
Prima lettera ai Corinzi 10,13: citato 155 volte
Questo verso della prima lettera ai Corinzi ci assicura della disponibilità di Dio di
guidarci sani e salvi attraverso le tentazioni che troviamo nelle nostre esperienze:
Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e
non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi
darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. Questo verso può essere
particolarmente utile a chi sta affrontando un problema di dipendenza. La
tentazione deve essere affrontata per conseguire la vera maturità. Essere promossi
nella scuola della vita è impossibile senza la tentazione. Persino il Maestro fu
fortemente indotto in tentazione. Ma la presenza del Cristo è vicina e così il potere
divino è alla nostra disposizione. Questo verso è citato nella lettura 262-116: …
benché i giorni siano a volte difficili e la via non sembri andare nella direzione
cercata, sappi tuttavia che Egli si preoccupa di te e non permetterà che tu sia
indotto in tentazione … perseguitato o deluso oltre la tua capacità di servire.
Quindi fa’ che quell’amore che è manifesto in questo periodo di Festa nello
spirito natalizio sia la luce per i tuoi piedi e la via guida ai tuoi desideri – nel
Signore.
Ecco un secondo riferimento a questo verso dalla lettura 262-104: … Egli è
Forza, Egli è Amore, Egli è Pazienza, Egli è Conoscenza, Egli è Saggezza.
Rivendica quindi tutte queste cose in lui! Poiché Egli è in te, e il Padre non ha
desiderato che alcun’anima perisca, ma ha preparato una via di salvezza; una
via di amore, di pace, di armonia per ogni anima – se solo vuoi rivendicarla,
viverla, in Lui.
Il nostro terzo riferimento a questo verso è diretto ai membri preoccupati del
Gruppo di Studio 1 nella lettura 262-85: Voi che siete preoccupati e turbati, voi
che siete dubbiosi e in ansia, chi vi ha procurato questo? Dio? Dio non ha
mai tentato l’uomo, ma se solo lo volete accettare, Egli ha preparato con ogni
tentazione, con ogni manchevolezza nell’uomo, una via di salvezza … la
volontà dell’uomo è solo battagliera.
L’ultimo riferimento a questo verso proviene dalla lettura 5030-1: … Giungi a
quella coscienza che è una parte della coscienza universale … Allora dimori –
nel corpo, nella mente e nello scopo – come un tutt’uno con le Forze Creatrici
e sei in pace con il mondo e non hai nulla da temere. Poiché Dio non
permetterà che alcun’anima sia tentata oltre ciò che è capace di sopportare –
se l’anima pone tutta la sua speranza nelle Forze Creatrici manifestate nella
Coscienza Cristica.
Vangelo secondo Matteo 23,11: citato 153 volte
Possiamo essere inclini a vedere il servizio agli altri come qualcosa che è richiesto
da noi. Tuttavia le letture di Cayce dicono che dovremmo vederlo come uno dei
privilegi della vita. Colui che ci ha indicato la strada credeva nel servizio agli altri e
lo praticava. Ecco le Sue parole da Matteo 23,11: Il più grande tra voi sia vostro
servo. Questo messaggio era compreso in oltre 150 letture. Ecco un esempio dalla
lettura 1799-1 per un attore di 28 anni: Cerca di essere colui che è il più grande
di tutti – il servo di tutti! Nella lettura 3420-1 per una scrittrice di 57 anni, Cayce
disse: Poiché chi è il più grande? Colui che è il servo di tutti, colui che
contribuisce a ciò che rende ogni anima contenta di essere viva, contenta di
avere la possibilità di contribuire qualcosa al benessere di suo fratello.
Il desiderio o la spinta di eccellere in quello che facciamo è una fonte primaria di
motivazione della nostra cultura. Ci sono molti modi in cui possiamo servire ai
bisogni, alle speranze e ai desideri degli altri. In queste due letture sia all’attore sia
alla scrittrice fu detto che, per eccellere, per essere grandi, non dovevano stabilire
come meta la gratificazione del loro ego, bensì la loro visione doveva essere quella
di rendere servizio agli altri. Per la scrittrice questo viene fatto coincidere con il
rendere altre persone contente di essere vive. Gli scrittori dovrebbero dare gioia
ai loro lettori e al loro pubblico. Anche la lettura 5758-1 fa riferimento a Matteo
23,11: Colui che è il più grande sarà il servo di tutti. Proprio come il Maestro
fece sapere quando lavò i piedi … nella preparazione del cibo in modo che
quelli stanchi nel corpo, nella mente avrebbero potuto essere provvisti … Egli
richiede da tutti “nutri i miei agnelli, nutri le mie pecore.”
Vangelo secondo Luca 11,9: citato 137 volte
Questo verso ha a che fare con la legge della prosperità. Il verso in Luca 11,9 si
riferisce a questo argomento: … chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete,
bussate e vi sarà aperto. Un riferimento a questo verso si trova nella lettura
4905-57 per un uomo che cercava dei consigli per i suoi affari: “Chiedi e riceverai,
bussa e sarà aperto.” Chiedi il denaro. Continua a martellare e si aprirà …
Quanto segue proviene dalla lettura 3051-2 per una casalinga di 45 anni: Cerca e
troverai; chiedi e ti sarà dato – se hai scelto nel modo giusto. E’ interessante
notare che le due letture di Cayce specificano che, per ottenere risultati, è
necessario qualcosa di più oltre il semplice bussare, cercare e chiedere. Una
lettura mette in rilievo la perseveranza, continua a martellare, e l’altra promette il
successo se la scelta dell’individuo è corretta.
Atti degli Apostoli 17,28: citato 134 volte
Nelle letture di Cayce viene citato oltre cento volte il
verso 17,28 degli Atti degli Apostoli: In lui infatti viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei
vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi
siamo. Nella lettura 1468-1 per una segretaria di 47
anni troviamo queste parole: … amore divino in cui
ogni singola anima vive e si muove ed esiste.
Quanto segue è tratto dalla lettura 3976-22 per il
congresso dell’A.R.E. del 1939: Poiché noi come
individui, quando ci guardiamo intorno, ci rendiamo
sempre più conto che in verità viviamo, ci muoviamo ed esistiamo in Lui – e
stiamo diventando consapevoli anche di “da dove siamo venuti”. Le parole in
Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo ci ricordano l’affermazione nelle letture
che siamo corpuscoli nel corpo di Dio. Ovviamente i corpuscoli vivono, si
muovono ed esistono nel corpo in cui sono una componente vitale. I nostri globuli
rossi portano ossigeno ai tessuti del corpo. I nostri globuli bianchi sono importanti
per difenderci dalle infezioni. Quindi, come corpuscoli, siamo di importanza vitale
per il benessere del corpo di Dio.
Vangelo secondo Luca 6,37: citato 129 volte
In Luca 6,37 troviamo la legge karmica espressa con queste parole: Non
giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati …
Cayce cita questo verso nella lettura 262-109: Compassione e giustizia siano la
tua parola d’ordine invece che giudicare gli altri. Poiché “non giudicate
affinché non siate giudicati” è lo stesso come dire mostra compassione verso
coloro che sono capricciosi, verso coloro che sono impacciati, verso coloro
che sono sgarbati, verso coloro che sono maleducati … Poiché nella tua
goffaggine, nel tuo inciampare, spesso critichi te stessa. Non giudicare te
stessa. Lascia che la misericordia e l’amore di Dio prevalgano in te. In alcune
letture l’enfasi era su non condannare invece che non giudicare. Per esempio,
nella lettura 3022 si consigliò all’individuo: non condannare, se non vuoi essere
condannato.
Deuteronomio 30,15: citato 127 volte
Sull’argomento delle scelte troviamo nelle letture la citazione del verso 30,15 di
Deuteronomio: Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il
male. Nella lettura 281-31 per il Gruppo di Preghiera, Cayce comprese queste
parole di consiglio: “Oh oggi c’è vita e morte, bene e male – scegli tu.” Si può
dire che questo è simbolico per le forze contrastanti nell’intimo … influenze
che sono sempre presenti … Questa lettura dice che a volte ci sono degli
elementi corporei che si mettono in conflitto l’uno con l’altro. Dobbiamo fare
una scelta cosciente e coltivare la pace nella nostra mente per aiutare a risolvere
questi conflitti nel corpo. In questo modo si può spesso evitare una malattia fisica
grave.
Vangelo secondo Marco 10,44: citato 124 volte
Troviamo il seguente verso nel Vangelo secondo Marco 10,44: E chi vuol essere il
primo tra voi sarà il servo di tutti. Nella lettura 5089-2 questo verso viene citato
fra virgolette: “Chi vuole essere il più grande tra voi? Colui che è il servo di
tutti.” Quando si trovano individui troppo buoni per fare questo o quello per
gli altri, c’è qualcosa che non va con le loro teorie, e l’anima si rimpicciolisce

a cura di: A.R.E. Italia
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