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mercoledì 20 novembre 2019

I Pensieri Sono Cose

Molti conoscono bene l’insegnamento di Edgar Cayce che i pensieri sono delle
cose, ma abbiamo davvero compreso in pieno la grandezza della sua visione su
questo tema?
Ecco una delle sue letture più note sui pensieri:
“La mente costruisce, e ciò a cui pensiamo può diventare crimine o miracolo.
Perché i pensieri sono cose e via via che le loro correnti attraversano ciò che
circonda l’esperienza di un’entità, esse diventano barriere o trampolini di lancio, a
seconda del modo in cui vengono, per così dire, deposti. Perché come la mente si
sofferma su questi pensieri, così essa dà forza, potere alle cose che non si vedono.
E così in effetti si verifica ciò che si dice così spesso, che la fede è la prova di cose
non viste.” (906-3)
Esaminiamo ogni frase per ordine.
La prima frase afferma l’assioma di Cayce, come compare anche in un’altra
lettura: i pensieri hanno un effetto tanto fisico quanto conficcare uno spillo nella
mano! (386-2)
Realtà. Per le anime incarnate, questo è difficile da accettare. Come può un
pensiero essere reale come uno spillo nella mano? Dal livello di percezione di
Cayce, noi siamo esseri più mentali che fisici.
Immaginiamolo per un attimo. Siamo più menti che corpi. Sentiamo questo per
un momento. Non siamo tanto il nostro corpo quanto siamo la nostra mente.
Ora facciamo ancora un passo avanti con questa idea. La vita esiste più nella
coscienza che nella fisicità.
La vita, la vita reale, esiste nelle dimensioni di coscienza, nei regni del
pensiero. Dallo stato di trance di Cayce, questo non era un’idea, era una realtà. E
se questo è vero, allora un pensiero è potente come “uno spillo nella mano”.
Crimini. La lettura dice che i pensieri possono diventare crimini. Potremmo
subito usare l’insegnamento di Gesù che pensare i peccati è uguale a commettere
i peccati fisicamente. Il suo esempio fu che i pensieri adulteri sono tanto reali
quanto il commettere un adulterio fisicamente. Ma questa idea sul pensiero-crimine
va oltre l’infrazione di un comandamento. Per esempio, se qualcuno di noi usa la
propria mente provvista di libero arbitrio per
focalizzare e continuare a trovare gli aspetti
negativi di se stesso e della propria vita, allora
egli continuamente costruisce, rafforza ed
intensifica questa influenza a tal punto che essa
sovrasta ogni opportunità positiva che si
presenta. Questo è un suicidio non meno che
tagliarsi le vene. Inoltre, se crediamo, a qualche
livello profondo, di fare tutti parte di una
coscienza collettiva, allora pensare ad una
persona in modo negativo, effettivamente
conficca uno spillo nella sua coscienza.
Miracoli. I nostri pensieri possono anche
diventare miracoli. I miracoli sono fenomeni che
vanno oltre le esperienze e le attese umane. Ci
meravigliamo perché le cose non dovrebbero
avvenire così. Quando qualcosa succede al di là
delle nostre attese e esperienze, è un miracolo!
Tendenze mentali di ciò che è possibile può limitare il nostro potenziale.
Dobbiamo aumentare le nostre attese oltre le nozioni preconcette di ciò che è e
non è possibile. Gesù riconobbe che quelle cose sono impossibili con la
disposizione d’animo dell’uomo, ma che tutte le cose sono possibili con la
coscienza di Dio.
E’ utile se accettiamo un altro insegnamento di Gesù: “Siete dei, figli e figlie
dell’Altissimo” (salmo 82,6 a cui Gesù si riferì con i suoi commenti in Giovanni
10,34).

Una Corrente Potente. Nella
seconda frase, Cayce crea per noi
un’immagine visiva. Pensare è come
un fiume che scorre con una
corrente che influenza ogni aspetto
di ciò che ci circonda.
Cayce ci mette in guardia dalle
correnti che stiamo costruendo
quando ci soffermiamo sulle cose.
Laddove vanno i nostri pensieri, là ci
andiamo anche noi! Ci dobbiamo
chiedere: le correnti dei nostri pensieri
stanno scorrendo verso una fogna
oscura o verso un mare luminoso di vita al sole, all’aria aperta e nei cieli azzurri?
Barriere e Trampolini di Lancio. In questa seconda frase Cayce crea anche
la visione di barriere - barriere costruite dalle nostre stesse abitudini di pensieri. Le
abitudini si sviluppano ripetendo in maniera invariata lo stesso modo di pensare.
Questa mentalità rigida è come una scatola nella quale trascorriamo la nostra
esistenza. Nei processi creativi chiediamo a tutti di “pensare al di fuori della
scatola”, cioè di andare oltre le nostre solite risposte, le nostre solite idee. Il
programma del Gruppo di Studio alla Ricerca di Dio di Cayce usa delle discipline
settimanali per aiutare i partecipanti ad affrancarsi dalle abitudini, ad andare oltre i
loro sistemi fissi di comportamento ed aspettative.
Invece di costruire scatole o barriere, cominciamo a pensare in modo da
costruire trampolini di lancio sopra le nostre barriere e le nostre scatole.
Gli altri facciano come vogliono, ma quanto a me... Non tutte le nostre
barriere sono state create da noi. Molte ci sono state addossate dagli altri - da
genitori, fratelli, conoscenze dell’infanzia, datori di lavoro, coniugi e così via.
Non siamo obbligati ad accettare le proiezioni degli altri. Chi siamo e come
viviamo la nostra vita e quello che potrà diventare sta a noi decidere, malgrado ciò
che gli altri possono pensare o dire. Noi decidiamo ciò che crediamo, anche nel bel
mezzo di grande negatività. Cayce ha affermato varie volte che la vera crescita
dell’anima inizia quando impegniamo il nostro libero arbitrio e decidiamo che
cosa faremo con quello che abbiamo e che tipo di persona saremo.
L’Invisibile. La terza frase nella lettura di Cayce dice: “Perché come la mente
si sofferma su questi pensieri, così essa dà forza, potere alle cose che non si
vedono.” In un’altra lettura egli dice che le “forze invisibili sono più potenti di quelle
visibili.”

La nostra vita esteriore, il nostro sé
esteriore, non viene determinato tanto da
circostanze e rapporti esteriori quanto da
tendenze mentali interiori invisibili. E
possiamo anche non essere affatto consci di
queste forme di pensieri!
Dobbiamo fare attenzione alla struttura
dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni
perché essa ha un’influenza forte sulla nostra
vita esteriore. L’attenzione consapevole ci aiuta a decidere se siamo davvero
d’accordo col nostro modo di pensare. Se non lo siamo, dobbiamo usare il libero
arbitrio per fare sì che non abbia più spazio nel modello della nostra vita, della
nostra esistenza.
Come possiamo farlo? Un modo che Cayce dava a chi studiava con lui era
l’uso quotidiano di affermazioni. Questi modi di dire rappresentano dei principi che
cambiano schemi e abitudini del pensiero, che si elevano al di sopra di barriere e
scatole.
Fede. Nell’ultima frase di questo insegnamento di Cayce egli dice: “E così in
effetti si verifica ciò che si dice così spesso, che la fede è la prova di cose non
viste.”
Fede è approvare un principio o avere una condizione mentale che approva
una realtà di qualcosa o qualcuno per cui non vi è prova esteriore! Cayce sta
dicendo che in effetti l’esistenza stessa della fede è la prova per l’esistenza di una
forza o convinzione invisibile nella mente della persona.
Ora ciò può essere fede nell’esistenza di una forza invisibile negativa nonché
positiva. Quante volte abbiamo conosciuto delle persone che vediamo fortunate e
appagate, eppure esse sono depresse, infelici, incerte o arrabbiate? Queste
persone rivelano l’esistenza in esse di un’invisibile struttura negativa di pensieri che
la vita per loro non è bella, anche se noi vediamo quanto sia bella.
Va da sé che Cayce vuole che noi vediamo come la fede opera nel positivo.
Quante volte abbiamo incontrato delle persone la cui vita esteriore non è ideale,
eppure esse sono felici e sorridenti, e pensano ai nostri problemi piuttosto che ai
propri? Ciò è la prova che la loro vita interiore invisibile e il loro sé più profondo
sono abbastanza sani malgrado i problemi esteriori.
Se lottiamo con la negatività, allora c’è in noi una convinzione invisibile che
deve essere affrontata, scoperta e trasformata. Dobbiamo guardare dentro, non
fuori. Sorprendentemente, spesso quando diventiamo consapevoli degli schemi
invisibili interiori dei nostri pensieri sperimentiamo cambiamenti immediati nella
nostra vita esteriore. La semplice coscienza di un dato schema mentale spesso gli
toglie il suo potere.
Qui è presente una sottigliezza di cui dobbiamo essere consapevoli: Cayce ci
mette in guardia dal fatto che essere soddisfatti non è la stessa cosa come essere
contenti. Egli ci incoraggia a vivere nella contentezza nonostante le condizioni, ma
a non essere mai soddisfatti, perché allora la crescita dell’anima e l’illuminazione si
fermano.
Ermete saggiamente insegnò: “Come dentro, così fuori. Come sopra, così
sotto.” In definitiva le anime buone dovrebbero avere delle buone vite esteriori.
Sofferenza e difficoltà possono far parte del viaggio della nostra anima, ma non
sono l’ultima realtà. Perfino Gesù insegnò che difficoltà e cambiamenti terrestri (i
cambiamenti terrestri personali) sono semplicemente le doglie necessarie per far
nascere la vita ideale - dentro e fuori.
Il messaggio finale di Gesù per noi non fu la crocifissione bensì la
resurrezione! Ciò comprese la condivisione fisica che egli sperimentò con le sante
donne e con i discepoli dopo la resurrezione. In ultima analisi la vita è bella e felice,
sia nella vita esteriore che in quella interiore. La vita fisica non è il male. La felicità
fisica non è anti spirituale. La nostra missione conclusiva è, come Dio ha dichiarato
in Genesi 1,28, soggiogare le influenze della fisicità sulla nostra natura spirituale
mediante la nostra realizzazione che siamo coscienza spirituale che vive
temporaneamente in corpi fisici. E’ quindi importante creare in noi nuovi schemi
mentali, nuovi pensieri che ci condurranno verso vite più felici, più sane -
fisicamente, mentalmente e spiritualmente
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