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domenica 17 novembre 2019

Il fattore psicologico nella guarigione

In una delle letture più insolite mai fatte da Edgar Cayce non viene
raccomandato nemmeno una sola medicina o un preparato a base di erbe. Non
vengono prescritte correzioni della colonna vertebrale o altri lavori sul corpo.
Eppure è ritenuta una delle letture più profonde e significanti sulla salute in tutta la
raccolta.
Il sig. 1304 era un ingegnere meccanico, il quale tre anni prima di questa lettura
era stato coinvolto in un grave incidente automobilistico. Come conseguenza gli
rimanevano dei problemi fisici che né la Clinica di Mayo né l’Ospedale John
Hopkins sapeva risolvere. L’uomo aveva continuato col suo lavoro, per lo più grazie
alla buona volontà del suo datore di lavoro il quale, per compassione, era disposto
a sorvolare sulle capacità ridotte del sig. 1304.
La richiesta d’aiuto da Cayce era motivata da un altro incidente ancora. Il sig.
1304 era caduto da una rampa di scale mentre stava visitando un luogo di lavoro e
aveva riportato una lesione all’ernia.
Il consiglio di Cayce per la guarigione è psicologico, sociale e spirituale. La
prima frase del paragrafo 12 sembra indicare che Cayce non abbia nulla da
raccomandare come rimedi o procedure fisiche che non sia già stato suggerito dai
dottori tradizionali. Ma anche l’applicazione diligente di quei metodi non sarebbe
stata sufficiente. Altri pezzi del puzzle della guarigione necessitano di attenzione.
L’elemento sociale enfatizza il modo in cui le persone intorno al sig. 1304 (cioè i
suoi parenti e amici) avrebbero una parte cruciale nel processo di guarigione. Il
resto dell'equazione della guarigione dipende dai suoi stessi atteggiamenti ed ideali
spirituali.
Diversi accenni in questa lettura suggeriscono che nei due incidenti debilitanti
del sig. 1304 sono coinvolte delle influenze karmiche. I problemi vengono descritti
come un’ “esperienza necessaria per quelli intorno al corpo nonché per il corpo
stesso” (paragrafo 6). Ma questa lettura non diventa una descrizione
chiaroveggente di errori fatti nelle vite passate. Viene accennato solo un punto sui
fatti antecedenti a questi incidenti: ha qualcosa a che fare con il modo in cui questa
anima ha lavorato con (o mancato a lavorare con ) i suoi ideali nel piano materiale.
Invece di fermarsi sui dettagli dal lontano passato, la lettura comincia con il
consiglio di vivere nel momento attuale. Cayce suona quasi come un maestro Zen
nei primi due paragrafi, con l’enfasi sull’imparare ad essere pienamente attenti al
momento presente. Niente sguardi all’indietro. Niente domande piene di rimpianto
sul che cosa potrebbe essere stato. Semplicemente affrontate quello che avete a
portata di mano. “Poiché ciò che è, è.”
Il paragrafo 3 introduce un tema che si trova intrecciato in tutto la lettura.: le
responsabilità dei custodi che circondano il sig. 1304. Le informazioni sull’ambiente
famigliare suggeriscono che è stato in primo luogo la moglie a richiedere e ricevere
la lettura. Apparentemente i risentimenti e i rancori erano diventati un fattore
importante. A causa dell’infermità dopo gli incidenti ella aveva dovuta darsi da fare
a trovare un lavoro per mantenere floride le finanze famigliari.
Il consiglio di Cayce a lei in questa situazione è una prospettiva penetrante sulla
psicologia del serbare rancori. Tale animosità continua è una specie di guerra
mentale. La scintilla divina in noi stessi combatte contro il Dio in quell’altra persona
(vedi paragrafo 11).
Qual è l’antidoto? Come si può superare un rancore, specialmente quando quel
risentimento continua ad alimentare il problema stesso? In questo caso Cayce
indica che la guarigione di suo marito dipende in parte dal cambiamento di
atteggiamento delle persone che gli sono più vicine. L’antidoto è duplice. Il primo è
riconoscere che qualcosa di significativo sta succedendo nel problema manifesto.
A volte è molto più facile abbandonare un risentimento quando possiamo vedere
che c’è una ragione dietro il problema. Nel caso del sig. 1304 la sua famiglia aveva
bisogno di vedere che gli incidenti erano una questione del “confronto dell’anima
con il suo stesso sé nel presente.”
La seconda parte dell’antidoto ad un rancore è mettere da parte l’ostinazione.
Sembra che tutti intorno al sig. 1304 (e probabilmente l’uomo stesso) avessero il
bisogno di rinunciare al proprio ordine del giorno o ai propri orari. Il paragrafo 12
offre un punto di partenza: un’affermazione per chi è coinvolto in questa situazione.
La cosa più importante in questa preghiera è affermare che venga fatta la volontà di
Dio e vedere la sfida in termini di sviluppo psichico possibile per il sig. 1304. Ma
non è sufficiente dire solo la preghiera. Il nuovo atteggiamento descritto in
quell’affermazione deve quindi fare radici e fiorire come azioni. “Agite in quel
modo!”
Un altro tema merita la nostra attenzione. Una quadro completo della psicologia
di Cayce sulla guarigione include l’elemento della Grazia. Indipendentemente da
quale errore possa essere stato fatto nella storia della propria anima e
indipendentemente dal risultato karmico che si presenta ora come sfida difficile, c’è
sempre un modo pieno di grazia attraverso e fuori da quel dilemma. E perché il sig.
1304 superasse i postumi dei suoi due incidenti, quella Grazia sempre presente
dovrebbe giocare un ruolo. Ma se la Grazia guaritrice del nostro Creatore ci viene
sempre offerta - e se quel dono è la chiave della nostra ripresa e della salute -
come riusciamo a mancarla? Il paragrafo 7 suggerisce che succede “giocando o
lavorando sull’essere Dio Stesso”. Il significato più profondo di questa frase curiosa
viene spiegato più in là nella lettura. Il paragrafo 10 ci ricorda che tutto il potere che
sembra essere nelle nostre mani è in realtà il potere di Dio, e ci viene solamente
dato in prestito temporaneamente. Giochiamo di essere Dio quando
orgogliosamente crediamo altrimenti.
E’ una faccenda rischiosa camminare sul filo del rasoio del potere personale. E’
richiesto un equilibrio delicato. Da una parte la persona che ha bisogno di
guarigione deve assumersi la responsabilità di usare il potere personale per agire
nei modi che promuovano la salute.
Ma è altrettanto importante ricordare che non possiamo salvare (o guarire) noi
stessi. Il potere viene dal nostro Creatore Divino e costruire un rapporto con Dio è
alla fine il nocciolo della psicologia di guarigione di Cayce.
La Lettura
Questa lettura psichica, 1304-1,
venne data da Edgar Cayce il 12
dicembre 1936 per un ingegnere
meccanico; richiesta fatta dalla
moglie.
1EC: Sì. Ora, come troviamo, le
condizioni esistenti nel presente e
quelle che avrebbero potuto esserci
non dovrebbero essere considerate
in quella maniera in cui chiunque
provvederebbe per il bene.
2 Poiché ciò che è, è. E affrontare le
condizioni come esistono nel presente diventa quindi la condizione da considerare.
3 Poiché ci possono essere stati degli errori, ci possono essere stati malintesi delle
prime cause; ma chi vorrebbe provvedere per le necessità di un’anima nella sua
esperienza in qualsiasi ambiente non deve (se per se stessi o per il migliore
ambiente per l’esperienza di un’entità nel presente) serbare animosità, né rancore;
ma sappi che ciò che è stato è il confronto dell’anima con il suo stesso sé nel
presente.
4 Quindi, come individui, soddisfare i bisogni e aiutare in tal modo da essere in
armonia con l’ideale di chi vorrebbe provvedere a ciò che essi, come anime
individuali, vorrebbero venerare o considerare come attributi di quel Dio o
quell’influenza nella loro esperienza che esse vorrebbero o potrebbero venerare.
5 Dare una storia delle condizioni come esistono sarebbe dare quelle esperienze
attraverso le quali quelle influenze del corpo sotto stress e sforzo sono passate,
affrontando nei vari aspetti delle proprie esperienze e applicazioni ciò che (il corpo)
ha fatto con i suoi ideali sul piano materiale.
6 Perciò quelle cose che sono arrivate come incidenti, quelle cose che sono
venute, le quali hanno portato la mancanza di coordinazione delle forze mentali con
gli attributi fisici del corpo, non sono che una parte di quell’esperienza necessaria
per le persone intorno al corpo, nonché per il corpo stesso.
7 Poiché con dovuta considerazione c’è il fatto davanti ad ogni anima che con ogni
tentazione, con ogni errore, c’è una scappatoia in Lui; ma nessun uomo, nessun
uomo individuale, può mai giocare o lavorare sull’essere Dio Stesso.
8 Queste sono quindi, come troviamo, le condizioni nel presente; che la tranquillità
necessaria che è stata ordinata, la considerazione necessaria di tutte le fasi
dell’esperienza dell’entità sono una parte di ciò che deve essere portato avanti.
9 Si potrebbero dare dei provvedimenti per vari approcci. Ma dapprima, prima che
questi possano essere valutati, per essere di un’influenza utile, ci deve essere un
cambio di atteggiamento nelle menti e nelle esperienze di coloro che danno
assistenza al corpo.
10 Una persona può non pregare con delle lunghe preghiere di gratitudine per
questo o quello, come nell’esperienza di altri, e pur tuttavia serbare un rancore o un
sentimento di animosità, o un sentimento di considerazione non appropriata per
altri individui che per lo meno tentano - a modo loro - di essere utili, sia in un modo
debole o in qualsiasi modo. Poiché tutto il potere che è nelle mani dell’uomo è stato
dato in prestito e non è di conoscenza dell’uomo, ma di Dio.
11 Così, quando gli individui serbano rancore, essi combattono il Dio in loro contro
il Dio nell’individuo, o anima, a cui o contro cui serbano tale rancore.
12 Allora mantieni quelle somministrazioni che sono state date per il corpo. E
cambia solo l’atteggiamento del sé, di coloro che sono intorno allo stesso in “che la
Tua volontà, Oh Dio, fatta in e attraverso ogni atto, ogni pensiero, possa portare
quella dimensione di fede, di aiuto, di sostentamento per questo corpo nelle sue
condizioni attuali, svegliando nelle forze fisiche il necessario per lo sviluppo
dell’anima di questa entità nel presente.”
13 E possa chi è vicino all’entità e che vorrebbe fare il suo bene mantenere quello
stesso atteggiamento. Non puramente come forma, ma nella realtà, agite in quel
modo!
14 Poiché preghiera e amore e cura possono aiutare la più gran parte nelle
condizioni esistenti.
15 Non pensare al sé o all’interesse del sé, come soddisfarlo, ma piuttosto quel sé
può essere in ogni misura fedele alla fiducia, alla circostanza che ha determinato le
condizioni nel presente.
16 E quando queste cose saranno state compiute, allora quello che è il meglio, che
è corretto per coloro che sono intorno al corpo, per il corpo stesso, viene e verrà
compiuto nello stesso.
17 Abbiamo terminato per il momento.
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