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mercoledì 17 luglio 2019

Il Karma come Memoria

Troppo spesso l’argomento del karma ha creato un’impressione di impotenza e
futilità riguardo alle esperienze che si presentono all’anima – in qualche modo
“questo è il mio karma” e non c’è nulla che io possa fare in merito. In realtà,
tuttavia, le letture di Cayce offrono una prospettiva unica sul karma che è sia utile
sia ispirante. Secondo questo approccio il karma non è né un debito né una
limitazione, ma è invece una memoria energizzata dell’anima che è stata attivata
nell’individuo. Per giunta con altrettanta probabilità questa memoria è utile e
giovevole, ma anche impegnativa e dannosa.
Una volta una donna di 27 anni chiese ad Edgar Cayce di darle informazioni sul
tipo di “debito karmico” che esisteva tra lei e un membro della sua famiglia. In
risposta Cayce le disse che lei, come molte persone, capiva male il principio
karmico. Invece di qualcosa di opprimente, inquietante ed inevitabile che esisteva
fra lei ed un’altra persona, la lettura la incoraggiò di considerare il karma
semplicemente come una memoria personale che doveva affrontare. Inoltre era
probabile che la sua memoria karmica del rapporto che in passato aveva avuto con
questo particolare membro della famiglia fosse diversa dalla memoria che l’altro
individuo possedeva di quella stessa esperienza di una vita passata. Invece di
essere un debito o legame tra lei e il suo parente, in realtà il karma nella sua
esperienza era semplicemente un ricordo per il quale serbava una sorta di
attaccamento personale. Certo, era un ricordo che doveva riuscire a risolvere, ma il
ricordo era solo suo. Ciò che forse è più istruttivo per la comprensione personale è
l’asserzione della lettura che la sua esperienza di vita attuale le aveva nuovamente
portato questo stesso individuo per darle la possibilità di risolvere la sua stessa
memoria di una vita passata. Il suo karma era semplicemente il suo attaccamento
inconscio alla memoria del rapporto che aveva avuto in passato. Cayce le disse
che una cosa come il debito karmico fra due persone non esiste, che ci sono solo
ricordi karmici personali nei rapporti con gli altri.
Un esempio di come trasformare la memoria
Per una maggiore chiarezza esaminiamo due individui diversi e i loro diversi
approcci alla memoria karmica personale – uno utile e uno forse meno costruttivo.
Quando lavorava con la memoria karmica da una prospettiva più utile, Hugh Lynn
Cayce (il figlio maggiore di Edgar Cayce) spesso raccontava le sue esperienze di
come era riuscito a risolvere parecchio karma difficile con suo padre. Per Hugh
Lynn, una delle memorie karmiche più impegnative era stata creata durante un
periodo in cui lui e suo padre erano entrambi stati in
posizioni autorevoli nell’antico Egitto. Oltre a
contendersi il favore della gente, durante quel
periodo si erano anche entrambi innamorati della
stessa donna. In parte per gelosia e in parte per
motivi politici, durante quella vita Hugh Lynn riuscì in
fine ad esiliare Edgar Cayce dal paese, per un po’
terminando di fatto l’influenza di Edgar sul popolo.
In questa incarnazione Hugh Lynn venne sulla
Terra sostanzialmente scegliendo come suo stesso
padre uno dei suoi precedenti rivali. Dovette riuscire a risolvere le sue memorie
personali di gelosia e competizione. Una volta, quando parlò della sua esperienza
con questa memoria karmica, Hugh Lynn disse quanto segue: “Me la sono passata
male con Edgar Cayce. Per me era molto di più che solo un padre (un ottimo
padre), molto di più che solo un buon insegnante alla scuola domenicale di
catechismo, molto di più che il più grande sensitivo che abbia mai visto … Era
anche molte altre cose che dovevo affrontare. Tuttavia, fortunatamente, era anche
la persona più amorevole che abbia mai conosciuto. Era bello affrontare la mia
gelosia e il mio odio, che a volte avevo, alla luce del suo amore che era in grado di
trasmettere. E’ stata una bella esperienza e ha funzionato. Ho messo in ordine un
sacco di cose.” Hugh Lynn passò tutta la sua vita a diventare il più forte sostenitore,
fautore e promotore dell’opera di Edgar Cayce – di fatto trasformando, grazie ad
una nuova esperienza, la memoria di ciò che in passato era accaduto tra di loro.
Un esempio per la ripetizione dello schema karmico
Un approccio meno produttivo al karma è illustrato
da una incomprensione tipica nella vita di Pauline.
Descrisse il suo problema di una vita con il “karma”
personale rilevando come, per tutta la vita, avesse
ricevuto continue critiche e si era sentita
continuamente sminuita dai commenti di alcune
persone più vicine a lei. Descrisse suo padre come
una persona estremamente critica e verbalmente
offensiva durante la sua adolescenza. Per sottrarsi
ad una vita familiare disastrosa si sposò giovane e
presto si ritrovò con un marito verbalmente
offensivo. La criticava continuamente e spesso commentava che non avrebbe mai
dovuto sposarla. Mentre i suoi figli crescevano, cresceva anche il livello di
frustrazione di Pauline, perché spesso le mancavano di rispetto. Come madre
lavoratrice, Pauline si trovava ora in una posizione impiegatizia non apprezzata in
cui il suo capo “spesso trova l’occasione per criticarmi davanti agli altri impiegati”.
Con un sospiro Pauline aggiunge che, secondo lei, tutto questo è “semplicemente il
suo karma”.
Ovviamente Pauline considera il karma qualcosa che deve sopportare e solo
accettare. Tuttavia il modo in cui descrive la storia della sua vita fa pensare che, in
definitiva, il problema ha a che fare con i suoi sentimenti di autostima e amor
proprio. Contrariamente alla supposizione che Pauline ha riguardo al karma, gli
avvenimenti della vita che vive non sono intesi come una lezione punitiva,
costringendola a sopportare rimproveri umilianti; invece il punto di vista del
materiale di Cayce suggerisce che Pauline incontrerà ripetutamente la stessa
identica esperienza finché non farà un cambiamento in se stessa! Incidentalmente,
questo punto di vista trova un’opinione parallela nella terapia moderna per gli incubi
ricorrenti, che ora sono trattati come un blocco dell’età evolutiva. L’assunto di
lavoro è che la persona sia esposta a ripetuti sogni su una situazione minacciosa
nel tentativo di stimolare una risposta alternativa, più costruttiva, da parte del
sognatore. Quando alla fine la terapia ispira un tale spostamento nella
consapevolezza del paziente di risposte alternative, l’incubo cessa. Applicando quel
modo di pensare alla “situazione karmica” di Pauline, la sfida che affronta non sta in
ciò che gli altri le dicono, ma invece nel trasformare ciò che pensa di se stessa!
Interrogata, Pauline ammette di avere pochissima autostima. Forse Pauline ha
iniziato questo problema con l‘amor proprio con un’estrema autocritica in una vita
passata, e, in definitiva, il suo “karma” è affrontare e superare la sua critica
personale. Dato che tutte le esperienze con le nostre vite hanno uno scopo, la sua
sembra concepita per metterla in condizione di riuscire a risolvere infine i suoi
pensieri negativi su se stessa. Una volta che Pauline sarà capace di fare questo, in
fine non percepirà più se stessa circondata da individui che sembrano pensare
tanto poco di lei quanto lei pensa di se stessa.
Una volta Cayce fornì un’analogia per spiegare come si potrebbe comprendere
al meglio il karma. Sostenne che sia simile al processo di assimilazione del corpo.
Allo stesso modo in cui il corpo assorbe il cibo, poi lo scompone per assimilarlo,
dando al corpo forza o disagio, l’individuo assimila e affronta gli schemi karmici dal
passato dalle esperienze di vita che attrae a sé nel presente.
Nel caso di karma positivo, queste memorie vengono in primo piano quando le
esperienze della vita stimolano il risveglio di queste risorse. Gli esempi
comprenderebbero riprendere un rapporto positivo con una persona cara e la
rinascita di talenti e capacità personali di cui il sé dell’anima è stato padrone in
precedenza. Spesso Cayce descriveva i talenti e le capacità di vite passate di un
individuo e discuteva su come quelle capacità tornano nel presente. In altre parole,
se una persona aveva un talento per la musica, l’educazione dei bambini, la
comunicazione, la legge, il governo o la compassione – a prescindere da quale
fosse quel talento o capacità – quelle abilità restavano evidenti nel presente come
parte della consapevolezza dell’anima. Da questa premessa, improvvisamente le
storie di bambini prodigio hanno un senso! Non è che un individuo in qualche modo
appaia nella vita con talenti estremi che è impossibile comprendere; invece
portiamo con noi i nostri talenti e le nostre capacità. Secondo le letture di Edgar
Cayce su se stesso, era in realtà questo aspetto della memoria karmica positiva
che gli avevano consentito di nascere con un senso elevato di capacità psichica –
era qualcosa con cui aveva lavorato, che aveva sviluppato e alla fine
padroneggiato nel passato.
La memoria karmica negativa può comprendere cose come rabbia irrisolta,
pregiudizi, animosità, dipendenze ed altri attaccamenti irrisolti che impediscono
all’anima di provare in sé l’integrità. Queste memorie devono essere affrontate e
risolte, fondamentalmente creando un cambiamento di coscienza o una
consapevolezza personale più vasta. Per esempio, la memoria di schemi che
danno assuefazione potrebbe essere risvegliata con la prima sigaretta o il primo
bicchiere di birra. Come l’individuo affronta la memoria risvegliata nel presente
determinerà una porzione della sua esperienza di vita. E’ importante far notare che
persino le memorie karmiche “negative” non sono insitamente cattive o buone;
sono solo ricordi. Le dinamiche che determinano se le memorie portano o meno ad
esperienze più positive o più negative sul programma di apprendimento dell’anima
rimangono una questione di libero arbitrio. Nella stessa esperienza di vita di Cayce
egli dichiarava che la ragione per cui doveva addormentarsi ogni singola volta che
faceva una lettura era perché in una vita precedente aveva usato male la sua
capacità medianica per obiettivi egoistici. Benché il talento medianico restasse una
parte del sé della sua anima, questa volta, per superare quell’egoismo precedente,
dovette “mettere da parte il sé” addormentandosi ogni volta che eseguiva una
lettura.
Certo, sia la memoria karmica positiva sia quella negativa possono influire su
rapporti ed esperienze nel presente; tuttavia il libero arbitrio rimane la componente
più forte nel determinare come un individuo convive con il suo proprio serbatoio di
ricordi. In realtà, una volta Cayce disse ad una donna di 47 anni che, in definitiva, il
percorso delle sue esperienze di vita sarebbe dipeso dal modo in cui usava il suo
libero arbitrio riguardo alla sua memoria karmica. Di fatto l’atteggiamento e la
volontà, piuttosto che il karma, diventano il fattore determinante maggiore nella vita
di ogni individuo. Era questa dinamica ad indurre le letture di Cayce ad usare
spesso l’espressione che le esperienze della vita potevano diventare trampolini di
lancio o ostacoli, a seconda di ciò che l’individuo faceva con quelle esperienze.
Una parola sulla grazia
Sebbene sia un argomento a sé, è importante menzionare
brevemente il concetto della grazia che permea le
informazioni di Cayce sulla crescita dell’anima. Da una
parte, il karma può a volte essere messo sullo stesso
piano del corrispettivo dell’Antico Testamento “occhio per
occhio” o del principio scientifico che per ogni azione c’è
una reazione uguale ed opposta. Senza il cambiamento deliberato nella coscienza
o una consapevolezza personale espansa la precisione della memoria karmica può
entrare in gioco in un modo che assomiglia ad una rivincita o al rendere pan per
focaccia. Per esempio, in questa vita mi defraudate di 10 Euro e per questo vi
defrauderò di 10 Euro nella prossima vita – affinché “sappiate come ci si sente”!
Benché quel tipo di scambio esprima di certo la comprensione occhio-per-occhio
del karma, in verità non è conforme allo scopo principale del karma della
consapevolezza espansa. Fondamentalmente la realtà della grazia è la possibilità
di ispirazione spirituale – di coscienza espansa senza dover subire vere e proprie
esperienze alternative. E’ possibile avere un cambiamento di coscienza ed
espandere la consapevolezza personale senza confrontare nell’esperienza le
conseguenze specifiche della memoria karmica che è stata creata nel sé. Quella
possibilità è l’azione della grazia. In altre parole, la sintonia personale e la mia
stessa crescita nella coscienza potrebbero mettere insieme delle esperienze di vita
che mi mettono in condizione di comprendere che prendere 10 Euro a qualcuno
non basta per raggiungere lo scopo. Attraverso la grazia potrei raggiungere quella
consapevolezza senza dover subire l’esperienza vera e propria. Il karma e la grazia
sono veicoli per l’espansione della coscienza personale.
Un altro elemento del contributo unico di Cayce a comprendere meglio il
serbatoio della memoria karmica è la nozione che è tanto facile risvegliare ed
energizzare una memoria karmica negativa quanto lo è risvegliarne una positiva. E’
per questa ragione che raccomandava di stabilire un ideale spirituale. Quando un
individuo si impegna a coltivare il proprio meglio, gli schemi negativi della memoria
karmica possono essere eliminati e sostituiti con approcci più positivi che possono
aiutare a facilitare l’integrità personale.
Un ultimo esempio di come la memoria karmica può inconsciamente influire su
un individuo nel presente è evidenziato nel caso di Max e Judy e il loro figlio Mike.
Come Max e Judy raccontano la storia, quando loro figlio aveva un anno, circa una
decina di volte il bimbo si svegliò nel bel mezzo della notte, si tirò su dalle sponde a
sbarre del suo lettino e si gettò sul pavimento – una distanza di oltre 1,30 m!
Quando cadeva sul pavimento, Mike cominciava a piangere e Max e Judy
accorrevano per aiutarlo. Questo succedeva così spesso senza causa apparente
che entrambi i genitori credevano che loro figlio si sarebbe rotto un osso o che si
sarebbe ferito gravemente. Non sapendo cos’altro fare, una sera Judy decise di
vedere se poteva in qualche modo “mettersi sulla stessa lunghezza d’onda” o
anche “immaginare” ciò che suo figlio stava vivendo.
Mentre Judy sedeva sulla sedia vicino al lettino del bimbo, le arrivò nella mente
l’immagine di trovarsi in Francia molte centinaia di anni fa. (Per lei la scena aveva
senso perché durante la sua gravidanza aveva visto l’immagine di un francese del
XVII secolo che usciva dalla camera dei neonati.) Nell’occhio della sua mente vide
Mike, che nella scena era un uomo adulto, mentre veniva arrestato per qualcosa
che non aveva fatto. Benché dichiarasse ripetutamente la sua innocenza e lottasse
con tutte le sue forze, fu gettato in una grande gabbia di legno munita di sbarre e
poi portato via con un carro tirato da cavalli. Divenne subito chiaro per Judy che,
ogni volta che Mike si svegliava nel bel mezzo della notte, collegava le sbarre del
suo lettino con le sbarre di quella gabbia del passato. Quando Max udì la storia,
tolse le sponde del lettino. In seguito Mike non si gettò mai più giù dal letto. Anche
se il bimbo si svegliava, si riaddormentava subito.
In fine è utile riconsiderare la definizione che viene usata da molto tempo per
l’argomento del karma. Non è un debito e non è una punizione. Il karma è
semplicemente una memoria interattiva, energetica a cui l’anima attinge mentre nel
presente affronta le esperienze ed i rapporti. Le memorie karmiche positive
possono essere utili per risvegliare i talenti e le capacità personali. Spesso le
memorie karmiche negative richiedono un cambiamento nella coscienza personale
o un’espansione della consapevolezza. Le memorie karmiche possono
sicuramente influenzare e plasmare le nostre azioni e schemi di risposta, ma solo
fin dove lo permettiamo. Nulla nella nostra vita e nella nostra esperienza di vita è
destinato o scolpito nella pietra. In realtà la vita è un processo di crescita in
continuo sviluppo connesso con esperienze e rapporti che sono una parte del
viaggio finale dell’anima verso l’integrità personale. Quelle esperienze non sono
intese per “metterci in riga” per punirci in qualche modo, invece sono
semplicemente porzioni di un programma di apprendimento concepito per
espandere la coscienza dell’anima.
Venture Inward, aprile-giugno2013
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