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mercoledì 24 luglio 2019

Il Lavoro dei Gruppi di Studio: l’attività più importante

Di tutto il lavoro che è derivato dal fenomeno di Edgar Cayce, per me nulla è più
importante dell’attività dei gruppi di studio, perché mette ogni individuo in
condizione di impegnarsi in quella ricerca personale sul materiale che Cayce ha
lasciato in queste 14.000 e più letture per provare a voi stessi se è vero ciò che
quest’uomo disse sulla vostra natura e sulle vostre capacità innate.
Finché voi ed io non possiamo veramente fare l’esperienza di qualcosa di
questo fenomeno di cui parlava – e la prima cosa che disse a tutti quelli che
andarono da lui e commentarono sul suo insolito dono stupefacente che aveva, fu
che anche voi potete farlo.
Dio vi parlerà se vi metterete in ascolto
Per la verità non sappiamo che c’è un Dio. Non sappiamo veramente che ci
parla individualmente. Non lo sappiamo finché non leggiamo della vita di un uomo
come Edgar Cayce, che era come un profeta uscito dai giorni dell’Antico
Testamento. Un uomo che parlava a Dio ogni giorno della propria vita, ma, ancora
più importante, un uomo a cui Dio parlava. Forse non vi piace la parola ‘Dio’. Allora
parliamo delle Forze Creatrici, parliamo dell’intelligenza che creò questo universo.
Chiamiamolo come vogliamo. Finché non avete sperimentato qualcosa di ciò che
quest’uomo fece, è solo come leggere qualcos’altro che suona bene, che sembra
bello, ma che cosa ne farete?
Ora sappiamo benissimo quanto tempo un matrimonio durerebbe se la
comunicazione fosse unilaterale. Ed è esattamente qui che ci troviamo nella nostra
vita spirituale. Possiamo parlare a Dio. Nella maggior parte delle nostre preghiere
chiediamo qualcosa a Dio. Ma quanti di noi hanno imparato a mettersi a tacere per
ascoltare e vedere ciò che Dio ha da dirci? Questa è la comunicazione bilaterale
che deve essere instaurata. Quanti di noi hanno chiesto un aumento, come fece
Salomone, nella saggezza, affinché possiamo servire meglio i Suoi figli? E’ lo
scopo, è l’ideale che vi porta vicino al vostro creatore. Per questo Cayce disse:
“Questo è quindi il vostro prossimo passo, stabilire la comunicazione bilaterale.”
Non diede alcun dogma, ma disse che ogni singola anima, prima o poi, da qualche
parte, deve imparare ad ascoltare il suo Creatore, il quale comincerà a parlare dal
di dentro. Egli non è in chiesa. Non è nei monti. Non è in alto nei cieli o in basso nel
mare. E’ qui che avviene il regno di Dio, è qui che ha luogo la comunicazione con il
sé superiore. Così, nella meditazione, mettiamo da parte solo 15 minuti di ascolto
silenzioso e aspettiamo la discesa dello Spirito Santo. Possiamo noi cominciare ad
entrare in questo territorio dove Lui dimora. Questo non è un luogo, è uno stato di
coscienza. Se questo non viene fatto ogni giorno, egli disse che quel giorno siamo
stati una sanguisuga dell’universo o che siamo regrediti nella coscienza.
Lo scopo del lavoro dei gruppi di studio
Che cosa ha tutto questo a che fare con il lavoro dei gruppi di studio? Questo è
lo scopo del lavoro dei gruppi di studio. Prima di tutto c’è la disciplina di incontrarsi
una volta alla settimana. Abbiamo tutti moltissime tentazioni. Ci sono molti bei libri
da leggere, ci sono i film, la televisione. Richiede disciplina incontrarsi una volta alla
settimana per studiare con un gruppo di persone che, per i primi mesi, sono tutte
simpaticissime. Poi comincio ad affermare me stessa e le mie idee preferite,
qualcun altro fa lo stesso e un altro parte per la tangente su un altro tema. Tutto
questo è molto interessante, ma ora abbiamo dimenticato lo scopo del lavoro del
gruppo di studio. Ci riuniamo per studiare ciò che le letture chiamavano Una
Ricerca di Dio, non per indottrinarvi, bensì per offrire il suggerimento che questi
sono passi che un uomo in uno stato supercosciente elevato vide come gradini di
sviluppo per portarvi più vicini ad una consapevolezza del divino in voi, dove Dio
può parlarvi personalmente. Dove, individualmente, potete sapere esattamente
perché siete venuti sulla terra questa volta. Quello che è il vostro rapporto con le
persone intorno a voi e soprattutto per amarle. Per amare i vostri vicini, i vostri
parenti acquisiti, le persone che vi calpestano i piedi e non sono d’accordo con voi.
Per colmare accuratamente il posticino per cui siete venuti sulla terra. Ora
qualcuno potrebbe dire: “Bè, potrei studiare anche a casa mia”. Sì, potete anche
studiare a casa vostra, ma non avete affatto l’occasione di crescita dell’anima che
avete se ascoltate altre persone che hanno avuto esperienze diverse, che vedono
le cose in un altro modo, che hanno altre origini religiose, perché non due persone
sono uguali. Ora Cayce disse una cosa importante: potete misurare tutta la vostra
crescita spirituale da questa sola cosa – la pazienza. Il fondamento di ogni crescita
spirituale è la pazienza.
Le opportunità per imparare la pazienza
All’inizio, quando cominciate a lavorare nei
gruppi di studio, invece di, p.e., tenere fuori
una persona che vuole entrare a far parte del
lavoro di gruppo e voi siete già all’ottavo
capitolo, si consiglia che diverse persone del
gruppo si prendano il tempo di aiutare questa
persona a mettersi al corrente del lavoro
prima di portarlo nelle sedute del gruppo. Questo dà loro la possibilità - e aiuta
anche la persona - di evitare che questa sia un vero ostacolo nell’attività del gruppo
di studio ponendo domande che sono già state affrontate molto tempo prima. In
questo tutti hanno un’ottima occasione per sviluppare più pazienza.
Un altro fattore importante nel lavoro dei gruppi di studio è non usare mai la
parola “problema”. Qualcosa del genere non esiste. Secondo le letture, questo è il
vostro sé superiore che vi offre una possibilità.
Se però dite “povero me, perché devo sopportare questo”, allora diventa un
problema. In realtà avete scelto questa situazione come forse il vostro più grande
aiuto per la vostra mossa successiva. Una persona talmente indisciplinata – non
cercate di liberarvi di lei, perché verrà qualcuno ancora più indisciplinato.
Infallibilmente. Ciò che dovete fare per prima cosa è pregare, non solo per quella
persona ma anche per voi stessi. Per questi casi le letture consigliavano una
preghiera bellissima: “Signore, egli è tuo proprio come noi siamo tuoi. Fa’ ciò che
porterà pace ed armonia fra di noi”. Se avete studiato le religioni comparate vi
sarete resi conto che ogni grande cambiamento per il bene si è verificato tramite
piccoli gruppi impegnati che avevano un ideale e uno scopo. Non autoilluminazione,
non auto-purificazione, ma piuttosto che io possa ricevere
abbastanza luce per poter essere uno strumento migliore per aiutare qualcuno. Se
lo scopo è il sé, salvare se stessi, allora è sempre egoistico, ma se è perché io
abbia un po’ più di luce affinché Dio possa usarmi, allora è altruistico. Allora avrete
Lui come il vostro aiuto e la vostra guida nel lavoro del gruppo di studio.
Preghiere e guarigioni
Durante il periodo di preghiera, molte persone sono state guarite nel lavoro del
gruppo di studio. In un caso, una donna era stata in cura da un medico da tre mesi
per un disturbo renale molto serio. Quella sera ebbe dolori atroci e non sapeva se
fosse anche riuscita a vestirsi per andare all’incontro. Nessuno del gruppo sapeva
che fosse malata quel giorno. La donna decise che non poteva stare peggio
andando all’incontro del gruppo e, durante il periodo di meditazione, che chiude
sempre l’incontro, ebbe una guarigione istantanea. Le letture hanno detto che
questa è un’altra cosa che avviene quando si lavora con 12 persone e si ha
pazienza con esse. E’ importante prendersi il tempo ogni giorno per pregare tutti
contemporaneamente l’uno per l’altro e ricevere una guida e l’aiuto l’uno per l’altro,
e l’energia del gruppo automaticamente fluisce verso una di quelle persone che ne
ha bisogno. Nel gruppo non c’è bisogno di parlarne, fluisce verso chi ne ha
bisogno, sia sul livello emotivo, mentale, fisico o spirituale. Come diceva Edgar
Cayce, se gli ideali vengono mantenuti (e questa è una delle cose con cui misurare
il vostro gruppo di studio), si stabilisce un’intesa d’amore che è molto più forte dei
vincoli familiari. E’ così perché lo spirito nell’intimo ha stabilito un forte legame.

Fenomeni psichici o la piccola voce silenziosa?
Molte persone frequentano un gruppo di studio a causa del fenomeno delle
letture di Edgar Cayce, ma fortunatamente siamo accettati da Lui su qualsiasi
livello Lo avviciniamo. Quando si comincia a studiare in un gruppo Alla Ricerca di
Dio, qualcosa in voi comincerà a dirvi che questo motivo non è proprio un ideale:
perché volete esprimere una manifestazione psichica? Per essere popolari a causa
dei fenomeni che manifestate, vedere un’aura o esser chiaroveggenti? Via via che
comincerete a studiare la meditazione e il primo capitolo, la Cooperazione,
imparerete che responsabilità è avere la conoscenza o la comprensione e non
riuscire ad usarla correttamente.
Ci interessiamo al potere psichico di Dio perché è clamoroso. Lo mettiamo sullo
stesso piano della percezione extrasensoriale. L’abbiamo vista in alcune vite dei
profeti, ma questo non è il tipo di potere che cerchiamo nel lavoro di un gruppo di
studio. E’ la piccola voce silenziosa. Cayce disse che il Cristo ci parla nella voce
della coscienza. Quanto volte chiudiamo la porta e andiamo via. Quindi, quando vi
rendete conto che questa piccola voce silenziosa può darvi pazienza maggiore,
come Cayce disse, se questo studio e la meditazione quotidiana non vi rende una
madre migliore, un padre migliore, un cristiano migliore, un ebreo migliore,
comunque migliore, allora è meglio che lasciate stare, perché aprite delle porte che
vi metteranno solo in molti altri guai. Queste sono le manifestazioni che cerchiamo
nella nostra attività di gruppo di studio perché il primo capitolo in Alla Ricerca di Dio
è la Cooperazione, e non occorre avere pazienza per cooperare? Alcuni giovani
hanno detto che amano tutta l’umanità, ma non amano le persone. Possiamo
amare tutta l’umanità, ma è il nostro vicino della porta accanto, è quella cognata o
quel cognato che non sopportiamo. Nel lavoro di gruppo si attirano le persone con
cui si è cercato di lavorare precedentemente , nelle chiese, nei gruppi, in qualsiasi
attività spirituale, e se vi prendono per il verso sbagliato, ricordate il granello di
sabbia che divento una perla.
Se non cominciamo a considerare in modo giusto le difficoltà che abbiamo con
altre persone, troviamo che c’è qualcosa che non va. Finché non lo si affronta con
lo spirito giusto attraverso l’amore in questo gruppo con le persone che ci sono – e
non lasciatele per andare in un altro gruppo nel caso che sia più armonioso – non
farete progressi perché, ancora una volta, è basato sulla pazienza. In ogni gruppo
di studio si sente dire ripetutamente che le cose che vi irritano negli altri sono difetti
in voi stessi. Altrimenti, perché vi irriterebbero? Così, quando cominciate a pregare
e meditare nel lavoro del gruppo di studio, state iniziando ad attrarre a voi tutte
quelle persone che vi aiuteranno a crescere.

Se non possiamo perdonare qualcuno che, inavvertitamente, ci pesta i piedi, allora
a che serve sapere quali fossero le nostre relazioni nel passato e ciò che avete
fatto a me ed io a voi? Potrei perdonarle? A che cosa serve la conoscenza delle
vite passate se non riesco ad andare d’accordo con le persone come sono oggi? E’
qui che voi ed io cominciamo, e si comincerà con questa
grande opportunità nel gruppo di studio con persone di
provenienze sociali diverse, con convinzioni diverse. Se
non riuscite ad essere pazienti con loro, come potete usati
su un livello molto più ampio? La cosa più importante è che
Edgar Cayce ci ha lasciato un messaggio di cui ogni
periodo storico ha avuto grande bisogno. Il messaggio più
importante che ci ha lasciato è che ogni individuo può avere
questo collegamento personale con Dio. Non solo i mistici, non solo i profeti o
persone come Edgar Cayce, ma ciascuno di noi è accettabile dov’è oggi, se tutti i
giorni ci prendiamo il tempo per andare nell’intimo dentro di noi e chiedere. In ogni
cosa che desiderate dite: “a modo Tuo”. Chiedete un segno e qualunque cosa vi
serva, l’avrete, a condizione che siate sinceri. Tutto ciò che è richiesto è il vostro
sforzo, il tentativo, ecco tutto. Non il diploma di santità, non il diploma di purità. Solo
il fatto che state cercando che il bambino faceva qualcosa di sbagliato, dicevano di
trovare la vostra strada di casa. Le ricompense sono enormi. Nessuno ve le può
dare. Non le potete leggere. Nessuno può toccarvi con una bacchetta magica
quando pregate, avvolgendovi di una gran luce forte e dicendo “siete puri”. Non
funziona così. Cayce disse: “E’ passo per passo, linea su linea, un po’ qui, una
piccola gentilezza là”. E’ così che si cresce davvero.
Le incredibili opportunità in un gruppo di studio
Una delle ultime parole, l’ultima frase che Edgar Cayce proferisse prima di
morire fu: “Oh, quanto questo mondo ha bisogno di Dio!” Siamo certamente tutti
d’accordo su questo. Se avete letto il materiale di Edgar Cayce, sapete ciò che dice
su un gruppo di studio. Dice che un gruppo impegnato di persone, un gruppo di
studio, che si incontra una volta alla settimana per migliorare se stesso in modo da
giungere alla piena consapevolezza, cioè quello che siamo, influenza ogni persone
a cui passiamo vicino, su un livello inconscio. Nel bene e nel male, nella buona e
nella cattiva sorte. Un gruppo di studio con ideali e principi aiuterà a muovere
un’intera città, a farla pensare un po’ di più ai principi spirituali. Queste sono,
appunto, le vostre opportunità nel lavoro di un gruppo di studio. Esse sono
altamente individuali. Richiede lavoro. Dovete imparare a pregare e meditare.
Studiate la vostra lezione e poi cercate di dare qualcosa alla classe – qualcosa che
avete imparato.
Per darvi un esempio: la settimana scorsa il nostro compito da casa fu di
cercare di ricordare che Dio è consapevole di ogni cosa che facciamo. In altre
parole, in un’espressione mistica: “praticare la Sua presenza”. I genitori con figli
andarono a casa quella settimana e ogni volta dicevano: “Faresti questo se Dio
fosse qui presente?” Oppure “Faresti questo se Gesù fosse qui?” Funzionò molto
bene, persino i bambini erano molto più consapevoli delle cose che pensavano,
che facevano, per tutta la settimana. Ma un giorno, una delle bambine aveva fatto
qualcosa di molto cattivo e sua madre le diede uno schiaffo. Attraverso le lacrime la
bambina disse: “Mamma, lo faresti se Gesù fosse qui?” La donna disse: “Sapevo
che non avrei schiaffeggiato mia figlia. Sapevo che mi sarei calmata.” Quindi disse:
“I bambini ci stanno insegnando delle lezioni”. Ricordate le letture di Cayce: “Non
esistono errori! Ogni cosa è un’opportunità per la crescita dell’anima”.

Venture Inward, gennaio-marzo 2012
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