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giovedì 14 novembre 2019

La fonte sorprendente delle informazioni di Cayce sulla salute

Quando ci sentiamo male, indisposti, che qualcosa in noi non va, come riusciamo
a capire quale è l’origine della nostra sofferenza e che cosa può fornirci
suggerimenti e risorse per migliorare la nostra condizione? Uno sguardo a questa
domanda dal punto di vista delle letture di Cayce può offrirci qualche idea.
Come “diagnostico medianico” (come descriveva la sua professione) Edgar
Cayce stesso valutava questa questione riguardo al suo lavoro. A causa del suo
sano, oggettivo scetticismo voleva sapere dove e come fossero ottenute le
informazioni nelle sue letture, da dove venissero. Così pose domande
sull’argomento in una delle sue letture, che fornì alcune risposte “per correggere e
affrontare le malattie” di altri (294-202). L’attenzione nella lettura fu dapprima
concentrata sul canale, Cayce, e la sua preparazione personale precedente:
Considera il fatto che dapprima ci fu lo studio, la meditazione e la preghiera sul
Suo Verbo, che portò quel desiderio, quella speranza, quello scopo di dare se
stesso come un canale attraverso cui avrebbe potuto giungere un aiuto a coloro che
in Lui cercavano il miglioramento delle loro forze e condizioni fisiche.
Quindi considera la visione, la parola detta: “Chiedi! Che cosa cerchi? Che cosa
desideri fare?” Poi: La tua preghiera è stata ascoltata.”
Il desiderio fu che ci potesse essere la capacità di aiutare gli altri che erano
malati - specialmente i bambini. (294-202)
Gli ultimi due paragrafi in questa lettura si riferiscono ad un evento che è stato
narrato nelle biografie di Cayce. Quando Edgar aveva circa 12 anni, ebbe un
incontro con una presenza angelica che gli chiese che cosa gli sarebbe piaciuto più
di tutto. La sua risposta fu: “Essere utile agli altri, specialmente ai bambini quando
sono malati.”
Dal punto di vista di questa lettura, una volta che fu stabilito e preparato il
canale, anche coloro che richiedevano le informazioni dovevano fare la loro parte
mettendo se stessi in sintonia:
Dapprima ci sono quelle influenze che nascono nelle menti di coloro che ne
sentono parlare. Poi viene messo in moto il desiderio, lo scopo, l’intento.
Coloro che cercano, quindi, si sintonizzano con quella promessa che fu fatta a
questa entità, Edgar Cayce. (294-202)
Naturalmente la “promessa” appena menzionata si riferisce ancora alla
conversazione di Cayce con l’angelo e alla risposta positiva dello spirito di aiutare il
ragazzino a realizzare il suo sogno altruista.
La responsabilità del cercatore
Le persone che richiedevano una lettura a Cayce non dovevano essere distaccati
durante la procedura della lettura come partecipanti passivi. Anch’esse dovevano
sostenere una parte nei loro sforzi per ottenere le informazioni. Una delle “Letture
sull’Opera” commenta questo ruolo: Quando un individuo cerca aiuto personale o
fisico, questo è parte integrante di quell’individuo ed è letto per mezzo del vero
desiderio del cercatore ed attraverso esso. (254-95)
L’intenzione e la motivazione del cercatore erano quindi una parte importante del
processo quando richiedeva una lettura. Allora, quando Cayce entrava nel suo stato
simile ad una trance, mettendo da parte il suo corpo fisico come nel sonno, la sua
“mente spirituale si sintonizzava con lo scopo del cercatore, fornendo ciò che può
essere utile nell’esperienza di tutti quelli che cercano di conoscere meglio il loro
rapporto con il loro Creatore.” (294-202) A sua volta chi riceveva la lettura si
sintonizzava con la “promessa che fu fatta a questa entità, Edgar Cayce”; in modo
che il desiderio di Cayce di aiutare gli altri venisse ora appagato.
Dopo questi commenti segue un’affermazione piuttosto importante: Chi conosce
meglio degli individui stessi ciò che li ha impediti di essere fisicamente,
mentalmente e spiritualmente in accordo con il divino che è la vita manifestata nel
corpo? (294-202) Se, come si sostiene nella lettura 254-95 citata in precedenza, le
informazioni “sono parte integrante di quell’individuo” che sta cercando, allora
conosciamo davvero la fonte o l’origine della nostra malattia, anche meglio di
qualsiasi sensitivo. Queste informazioni sono depositate in noi nella nostra mente
subconscia, dove (secondo molte fonti) sono nascosti ricordi perduti, trattenuti
pensieri ed idee repressi, tenute in sospeso conoscenze non necessarie e dove
forse sono immagazzinati persino dettagli di incarnazioni precedenti. A questo
stesso concetto insinua un’altra lettura in cui fu posta la domanda: “Da quale fonte
il corpo Edgar Cayce trae le sue informazioni? Ecco la risposta:
Le informazioni date o ottenute da questo corpo sono raccolte dalle fonti da cui
la suggestione può derivare le sue informazioni.
In questo stato la mente cosciente viene assoggettata alla mente subconscia,
supercosciente o mente dell’anima; e può comunicare e infatti comunica con menti
simili, e il subconscio o forza dell’anima diventa universale. Da ogni mente
subconscia possono essere ottenute informazioni, da questo piano o dalle
impressioni lasciate dagli individui che sono andati avanti prima, come vediamo
uno specchio riflettere direttamente ciò che ha davanti. Non è l’oggetto stesso,
bensì ciò che è riflesso, come in questo: la suggestione che arriva al subconscio o
anima, in questo stato, raccoglie informazioni da ciò che è riflesso da quello che è
stato o è chiamato reale o materiale, sia del corpo materiale o delle forze fisiche, e
proprio come lo specchio può essere ondulato o piegato per riflettere in modo
ottuso, così quella suggestione alle forze dell’anima può piegare il riflesso di ciò
che viene dato; ma all’interno, l’immagine stessa è ciò che viene riflesso e non
quella di qualcun altro.
Attraverso le forze dell’anima, attraverso la mente di altri che si presentano o che
sono andati avanti prima; attraverso l’assoggettamento delle forze fisiche in questo
modo, il corpo [Edgar Cayce] ottiene le informazioni. 3744-3
Semplificando: quando Cayce faceva una lettura fisica, la sua mente subconscia
leggeva la mente subconscia della persona per la quale venivano ottenute le
informazioni. Così tutte le informazioni che venivano rivelate – la diagnosi e i
trattamenti raccomandati – e trascritte in stenografia dalla segretaria di Cayce, tutto
questo proveniva in realtà dalla mente dell’individuo. Cayce, come canale o tramite
di queste informazioni, semplicemente rispondeva alla suggestione data (di solito
letta ad alta voce da sua moglie Gertrude) per una lettura sulla salute.
Noi siamo la fonte principale
Ciò che è veramente notevole e deve essere tenuto a mente che tutte queste
informazioni provenienti dalle letture – una descrizione del rifornimento sanguigno,
il sistema nervoso e gli organi coinvolti nel problema patologico e inoltre i metodi
dettagliati sul trattamento per avere un sollievo – stavano uscendo dalla mente
subconscia del ricevente della lettura. Non era come un esame che un medico
contemporaneo conduce su un paziente: fare un’anamnesi, palpare il corpo,
studiare i risultati di alcuni test, poi concludere con
una diagnosi. Il Cayce dormiente non aveva bisogno
di queste indagini e di questi mezzi; andava dritto
alla fonte – la persona stessa – e fuori dalla mente
della persona fluivano le informazioni conservate.
Questo significa, quindi, che, quando siamo
malati, non solo ne conosciamo la causa,
conosciamo anche i trattamenti per curarci. Tutte
queste informazioni necessarie – la fonte della
nostra malattia e le procedure da seguire per il suo sollievo – sono dentro di noi e
aspettano che vi attingiamo.
Qualcuno vede questo forse come una cosa che ha i suoi pro e i suoi contro.
Naturalmente ci rivolgiamo comunque agli altri – come per esempio a Cayce – per
cercare aiuto e consiglio, e Cayce rispose permettendo di essere un canale per
queste informazioni. Forse conosciamo persone intuitive che possono aiutarci a
capire il nostro problema di salute e dirci cosa fare, tuttavia la responsabilità di
mettere in atto uno di quei consigli è nostra. Il sensitivo semplicemente attinge a ciò
che già “sappiamo”, ma non siamo coscientemente consapevoli che lo sappiamo.
Le migliaia di persone che ottennero una lettura da Cayce in fondo non erano
diverse dalla gente di oggi. Avevano speranze, sogni, angosce, delusioni,
frustrazioni, gioie, dispiaceri. Alcune sembrarono davvero intenzionate a seguire i
suggerimenti della loro lettura il più scrupolosamente possibile; altre si arresero
facilmente o fecero un tentativo incompleto, poi abbandonarono lo sforzo.
Sembravano perdere la forza di volontà e la motivazione necessarie per seguirli fino
in fondo.
Riconoscerci come la fonte principale delle informazioni mediche ogni volta che
siamo confrontati con un problema di salute può essere una rivelazione veramente
potente. Sapere che abbiamo queste informazioni conservate dentro di noi e che
possiamo accedervi può aiutarci a rafforzare la nostra volontà per far fronte alla
sfida di fare tutto ciò che è necessario per conseguire una cura. Inoltre la capacità
di tener testa alla nostra malattia, che viene dalle nostre origini spirituali, porterà
l’apertura di cui abbiamo bisogno per scoprire in un senso più pieno lo scopo del
nostro scontento. E’ entrando in sintonia – sia attraverso la meditazione, il pensiero
giusto o un modo di vivere altruista – che arrivano le intuizioni, rivelandoci l’origine
della nostra sofferenza e offrendoci indicazioni e risorse che possiamo utilizzare per
migliorare la nostra condizione.
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