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giovedì 21 novembre 2019

La lingua di Atlantide

Lemuria e/o Atlantide hanno avuto una lingua scritta? Può essere
decifrata oggi? Quale lingua è la più simile?
R.: Per rispondere a questa domanda ho usato quattro Letture principali: 364-
10, 378-13, 378-14 e 2329-3, ma anche dei passi da tutta la serie 364, la
cosiddetta “serie di Atlantide”.
Dobbiamo capire che Lemuria è esistita in un tempo molto, molto antico,
letteralmente milioni di anni fa e i lemuriani furono esseri fisici solo nelle
ultimissime fasi del loro ingresso nella materia, all’incirca per alcuni secoli.
D’altra parte, Atlantide esistette in un periodo molto più recente che durò dal
210 000 a.C. fino al 10 014 a.C. E’ utile dividere l’esistenza di Atlantide in 3
periodi: i primi secoli formativi, i secoli intermedi in cui si faticava ad
accrescere l’autocoscienza che finirono in un egoismo crescente e quindi il
periodo finale della migrazione quando Atlantide sprofondò in più fasi.
Nel primo periodo i lemuriani e gli atlantidei non furono persone come noi
siamo oggi. Allora voi ed io (le nostre anime) eravamo menti e spiriti puri
senza corpi fisici. Inoltre, e questo è importante, noi (le nostre menti e i nostri
spiriti) eravamo ancora connessi con il Grande Spirito e la Coscienza
Universale del nostro Creatore. Vivevamo in cooperazione cosciente col
nostro Creatore e possedevamo “tutti gli attributi delle forze
spirituali o invisibili” che ci conferivano molte capacità che oggi non
usiamo attivamente (ora sono latenti in noi). Per questo non
usavamo il linguaggio nel modo in cui la usiamo oggi. Cayce ci insegna che
allora eravamo profondamente medianici. Quando gli chiesero "spieghi
dettagliatamente i poteri medianici che egli [un atlantideo reincarnato]
sviluppò in quel periodo [di Atlantide]” Cayce rispose: “Questa sarebbe quasi
impossibile.” (378-13) Poi Cayce tentò di spiegare che durante la nostra
attuale “era materiale” potremmo difficilmente capire l’unione di coscienza
che esisteva fra i Figli di Dio e il loro Creatore. In un’altra lettura aggiunge: “In
principio gli individui erano più forme-pensiero che entità individuali con
personalità come si vedono nel presente …” (364-10) Riusciamo oggi ad
immaginarci come menti senza corpi?
Fino ad un certo punto Edgar Cayce potrebbe essere l’esempio di un
atlantideo perché persino nel suo normale stato di coscienza era in grado di
sapere cosa pensavano gli altri e cosa avevano fatto. Allora la telepatia era il
mezzo di comunicazione , non suoni usando le corde vocali. Però anche
questo esempio può essere frainteso perché oggi pensiamo alla telepatia
come “udire” parole nel pensiero, ma non vi furono parole.
Via via che noi Figli di Dio o noi “Stelle del Mattino”, come il libro di Giobbe
ci descrive, spingevamo le nostre menti sempre più profondamente nella
materia (questa terza dimensione), diventavamo sempre più individualizzati
e la nostra coscienza estesa veniva limitata a questo mondo di forma e
fisicità. Quando infine fummo “fuori dallo Spirito, fuori dalle capacità di avere
tutti gli attributi delle forze spirituali i invisibili …” (364-10) e più pienamente
nella materia, allora cominciammo a usare scrittura e linguaggio.
La lingua ebbe inizio come pittogrammi , un linguaggio in cui idee sono
trasmesse disegnando immagini che sono simboli i quali rappresentano un
concetto, un oggetto, un’attività, un luogo e cose simili – perché un’immagine
“vale mille parole”. Per esempio, oggi, se vediamo un cartello con un aereo e
una freccia sappiamo, senza parole, che ci mostra la strada verso l’aeroporto.
I pittogrammi si evolsero in logogrammi con crescente fonetica, simboli che
passarono a suoni - per lo più come risultato di una lingua parlata. Questa
richiedeva corde vocali, ed ora eravamo in un corpo fisico, sebbene Cayce
affermi che i corpi allora non erano densi come i nostri corpi di oggi.
I geroglifici sono sia pittogrammi sia logogrammi. Per esempio, il nome
“Ramses” è composto dai pittogrammi Ra (dio sole)
e mensa (“nascere”) col significato “colui che nasce da Ra”.
Ma questi simboli sono anche dei suoni, per questo il nome fonetico che in
origine fu scritto Ramesses, più tardi semplificato in Ramses.
Le letture di Cayce indicano che l’ultima fase di Lemuria e
Atlantide fu un periodo in cui tutto il mondo parlò un’unica lingua, un
periodo precedente alla leggenda della Torre di Babele nella Bibbia:
“Le comprensioni furono di un’unica lingua! Non c’erano ancora state le
divisioni delle lingue in questa terra atlantidea” (294-148). Pertanto possiamo
presumere che le tre raccolte di testimonianze atlantidee siano redatte nella
medesima lingua. In una lettura Cayce indicò che gli atlantidei avessero un
dialetto leggermente diverso rispetto alla lingua mondiale: “… traduzioni nei
vari dialetti …” (852-12)
In realtà, nella lettura 2329-3 Cayce affermò che ci siano 32 lastre o
tavolette – “testimonianze fatte dall’entità stessa” e conservate nella sala dei
documenti egiziana. Disse che queste tavolette avrebbero dovuto essere
interpretate e che questa interpretazione avrebbe richiesto un po’ di tempo. E’
probabile che i glifi su queste tavolette siano i precursori dei geroglifici e per
questo dovremmo riuscire a decifrarli.
La lettura 2537-1 menziona “coloro che furono attivi nel mettere le
testimonianze in forme che in parte avevano i vecchi caratteri dell’antico o
primo egiziano, e in parte la forma più nuova degli atlantidei ...”
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