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mercoledì 26 giugno 2019

La Pasqua - Il trionfo della vita e il miracolo della risurrezione

La resurrezione di Gesù può sembrare impossibile a coloro la cui realtà comprende soltanto i cinque sensi. Dubitò persino il discepolo Tommaso che aveva assistito a molti miracoli, compreso il ritorno alla vita di Lazzaro dopo la morte e la sepoltura. Quando gli altri discepoli dissero a Tommaso che il Maestro era apparso loro dopo la Sua morte, Tommaso non fu convinto e non volle credere finché non vide Gesù e toccò le Sue ferite. Otto giorni dopo Gesù apparve nella stanza chiusa dove Tommaso e gli altri discepoli erano riuniti. Egli disse a Tommaso: “non essere incredulo, ma credi”, invitandolo a sentire le ferite. La risposta di Tommaso rese la profondità della sua convinzione e l’assurdità della sua incredulità: “Mio Signore e mio Dio!” Gesù replicò che Tommaso credeva perché Lo vedeva, ma beati sono coloro che credono senza vederLo nella sua forma risorta (Giov. 20, 19-29).
Che cos’è la resurrezione? Perché c’era la necessità di una resurrezione? Perché il sacrificio di Gesù sulla croce e il versamento di sangue erano necessari? Perché Gesù apparve ai discepoli? Per quale scopo si osserva il periodo pasquale?
Resurrezione significa vincere la morte ed entrare nell’immortalità e, secondo Cayce, Gesù fu il primo a conseguire questo (vedi 2067-7). E’ per questa ragione che il Cristo, un aspetto della Trinità, assunse forma umana come Gesù e creò il modello per lo sviluppo dell’anima. Se Gesù non poteva farlo, nessuno poteva farlo, poiché doveva avvenire che il Cristo, il creatore, aprisse la via per la sua creazione (262-81, 1152-1; I Cor 15,20). Soltanto il Pastore poteva guidare il suo gregge – come Salvatore dell’umanità.

Una nuova alleanza
All’Ultima Cena Gesù condivise con i discepoli il pane e il vino che simboleggiavano il suo corpo e il suo sangue. Disse loro che il calice di vino rappresentava il “sangue della nuova alleanza, che è versato per molti in remissione dei peccati.” (Mat 26, 26-28; Eb 9,22) Alleanze sono stabilite sulla base delle promesse di Dio e la vecchia alleanza fu stabilita all’inizio dell’Esodo. Quell’alleanza promise protezione e benedizioni per gli israeliti fintanto che avessero rispettato la legge (i dieci comandamenti e molte altre) durante il loro viaggio verso la Terra Promessa. Richiese che il gran sacerdote compisse sacrifici animali e l’aspersione del sangue per espiare i peccati della gente e quelli personali. Questo ‘Giorno dell’Espiazione’ fu osservato una volta all’anno nel tabernacolo portabile quando gli israeliti viaggiarono nel deserto per 40 anni. Più tardi la pratica continuò nel tempio di Salomone a Gerusalemme. Il progetto del tabernacolo e i particolari sull’espiazione di sangue furono dati a Mosè da Dio. Il sangue veniva cosparso su sette aree nel tabernacolo che conducevano al Sancta Sanctorum - il santuario interno del Tabernacolo dove si credeva che Dio avesse dimorato. Solo dopo l’aspersione del sangue il gran sacerdote, e solo lui, poteva entrare e stare in comunione con Dio (Levitico).
Dato che gli israeliti non erano fedeli all’alleanza e le sue leggi, Dio promise, attraverso i Suoi profeti, di stabilire una nuova alleanza basata su “promesse migliori” (Is 61,8; Ger 31,31-34; 32,36-41; Eb 8,6-8). Simbolicamente la vecchia alleanza prefigurava quella nuova con l’eccezione della promessa di vita eterna. Il tempio visibile della vecchia alleanza, fatto da mani umane, era una rappresentazione esterna del tempio invisibile dentro di noi della nuova alleanza. Con la crocifissione di Gesù, la nuova alleanza fu stabilita con lo spargimento del Suo sangue. La morte dell’Agnello di Dio sulla croce e il versamento del Suo sangue fu un “sacrificio eterno”, e il Suo sangue espia i peccati dell’umanità (2067-2; 262-45; Eb 9,24-26). Inoltre, con il sacrificio di Gesù sulla croce, la legge della misericordia prese il posto della legge del sacrificio. Quando crocifiggiamo i nostri desideri egoistici e manifestiamo l’amore, veniamo a trovarci sotto la legge della misericordia che conduce alla vita eterna (vedi 262-72).

(D) Per favore spiegate Giovanni 19,34: “subito ne uscì sangue e acqua”.
(R) Il compimento di “Senza spargimento di sangue non c’è remissione dei
peccati”. Per questo il Suo sangue fu versato come il sacrificio del giusto per
l’ingiusto, affinché voi tutti possiate stare nella medesima luce con il Padre.
(5749-10; Eb 9,22)

Al momento della morte di Gesù, “il velo nel tempio si squarciò nel mezzo” (Lu 23,45). Questo era il velo che separava la gente dal santuario interiore di Dio nel Tabernacolo, dove solo un sommo sacerdote poteva entrare. E’ opinione diffusa che il velo squarciato rappresenti simbolicamente l’apertura della via, così che tutti coloro che scelgono di entrare nella presenza di Dio possano farlo dentro di loro (Eb 10,19-21). Ognuno ha l’accesso diretto a Dio dentro di lui, nel proprio tempio, nel proprio Sancta Sanctorum, tramite Gesù come sommo sacerdote: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giov.14,6; Eb 4,14; 5,1-11). Dio ha promesso di incontrarci nel Sancta Sanctorum del nostro tempio interiore, al di là del velo. Ed è lì che ci incontra.



Gesù riuscì a “essere tutt’uno con la legge e con l’amore”, e ciò indicò la via dando a tutti la possibilità di essere tutt’uno con Dio. Essere tutt’uno con Dio rende il nostro libero arbitrio tutt’uno con la volontà di Dio, così che siamo tutt’uno nello scopo, nel pensiero e nell’azione, con la mente di Dio (vedi 262-45).
Per entrare nella gloria con il Cristo, le nostre vesti devono essere lavate nel sangue dell’Agnello (Ap. 7,14). Essere ‘lavate nel sangue dell’Agnello’ significa che le nostre menti (vesti) sono purificate se viviamo l’ideale, aiutiamo e serviamo gli altri e cerchiamo la forza e lo spirito di Cristo attraverso la preghiera (864-1; 262-78).
Se il vino rappresenta il sangue per la purificazione, che cosa rappresenta il pane? Gesù disse che Egli è il “pane della vita” che è disceso dal cielo e “se ne può mangiare e non morire” (Giov. 6,32-58). Altrove leggiamo che Egli è l’albero della vita e chi ne mangia vivrà per sempre (Gen. 3,22; 683-2). Albero della vita significa: “la fermezza dello scopo dell’individuo nella sua certezza nel Cristo” (281-37). Con la nostra fermezza nell’ideale cristico diventiamo degni di mangiare dell’albero della vita, il pane della vita (Ap. 2,7-11; 22,1-3). Di fatto reclamiamo la promessa di vita eterna; “Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà.”
La resurrezione di Gesù è il compimento della nuova alleanza per la vita eterna. Per coloro che vogliono raggiungere l’immortalità, è necessaria la fede nella resurrezione (3179-1).

La croce indica la via
Quasi ogni trasformazione spirituale importante è preceduta da una ‘croce’. Pertanto abbiamo l’ingiunzione di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Luca 9,23). Quindi una croce non è un segno di vergogna o debolezza, bensì un’opportunità per il risveglio. Le croci possono includere il nostro karma delle vite passate e tutte le offese, delusioni, fallimenti o tragedie a cui facciamo fronte nella vita. Gesù affrontò queste croci simboliche vivendo la legge dell’amore (ideale): gentilezza, pazienza, gioia, pace, perdono, umiltà, fede, misericordia e longanimità. La croce indica la via verso la coscienza cristica, “poiché senza la Croce non c’è la Corona!” (307-15; 1472-1)
Subito prima di morire Gesù disse: “E’ compiuto.” Stando alle letture di Cayce, possiamo concludere che Gesù intendesse il completamento del Suo viaggio da Adamo, l’umano mortale, a Gesù, il Cristo immortale. “Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati” (1 Cor. 15,22). In questo modo Egli diventò “la via, la verità e la vita”. Non c’era bisogno che sperimentasse la morte in incarnazioni future. La vita trionfò.

Secondo le letture di Cayce, il Cristo è lo spirito dietro tutte le religioni e gli
insegnamenti che professano l’unicità di Dio e la fratellanza/sorellanza
dell’umanità (vedi 364-9). “Poiché non c’è stato un tempo in cui non ci fosse
stato il Cristo” (262-103). Alcune delle vite passate di Gesù furono: Adamo;
Ermete l’architetto della Grande Piramide; Melchisedec; e Zend (il padre di
Zoroastro nell’antica Persia). (364-7; 3054-4; 5023-2; 5749-14)



La legge e la risurrezione
Adempiendo alla legge Gesù diventò la legge (ideale). La legge Gli ubbidì perché Egli si allineò perfettamente con la volontà di Dio e si purificò attraverso l’amore e il servizio (900-315). La dimostrazione della legge si trova in molti episodi nella vita di Gesù, specialmente quando resuscitò Lazzaro. Quando Gesù e i suoi discepoli arrivarono alla casa di Lazzaro, Marta Lo salutò dicendo: “Signore, se foste state qui, mio fratello non sarebbe morto.” Gesù l’assicurò: “Tuo fratello risorgerà”, al che lei rispose: “risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno.” La risposta di Gesù mette in chiaro che Egli è l’artefice della vita: “Io sono la risurrezione e la vita. Colui che crede in me, anche se muore, vivrà. E chi vive e crede in me non morirà. Credete questo?” Gesù fece rimuovere la pietra davanti alla tomba di Lazzaro, ma Marta si oppose, sostenendo che ci sarebbe stato del fetore, dal momento che Lazzaro era morto da quattro giorni. Gesù le ricordò: “Non ti ho detto che, se tu credessi, vedresti la gloria di Dio?” Marta credette e la sua fede ebbe come conseguenza la risurrezione di Lazzaro. Gesù ci sta sfidando ad andare oltre il nostro pensiero mortale limitato. Dovremmo credere nel potere imminente di Dio nella nostra vita quotidiana. Per Gesù il potere di Dio era solo a un passo: “Lazzaro, vieni avanti!” (Giovanni 11, 1-44)
Cayce disse a una donna che era stata Ruth, la sorella di Gesù, in un’incarnazione precedente. Nella sua lettura Cayce fornì indicazioni approfondite sul potere della risurrezione: “Poiché la morte non ha pungolo, non ha potere su coloro che conoscono la Risurrezione, proprio come hai visto e come hai saputo, come hai sentito, come la Risurrezione portò alla coscienza dell’uomo quel potere che Dio ha dato all’uomo, che può ricostruire, risuscitare persino ogni atomo di un corpo fisicamente malato, che può far risorgere persino ogni atomo di un’anima malata dal peccato, può far risorgere l’anima affinché continui a vivere nella gloria di un Cristo risorto, rigenerato nelle anime e nei cuori degli uomini!” (1158-5; 1 Cor. 15, 53-54)
Gesù è la legge e la risurrezione per coloro che credono, “poiché Egli solo può dare l’immortalità” (1378-1; 1 Tim. 6,16). Senza ricevere lo Spirito Santo di Cristo non possiamo ottenere la vita eterna. “Egli sta alla porta e bussa, proprio come fece alla tomba quando chiamò Lazzaro a venire fuori “ (993-5). Non solo la Sua risposta a Marta è “Io sono la risurrezione e la vita”, ma anche la Sua risurrezione, il compimento dell’alleanza di Dio – la promessa della vita eterna.

(D) Gesù il Cristo si trova in qualche sfera
particolare o si sta manifestando sul
piano terrestre in un altro corpo?
(R) Come appena detto, ogni potere in cielo,
sulla terra, è dato a Colui che ha vinto. Pertanto Egli è da Sé nello spazio, nella
forza che spinge attraverso la fede, attraverso la convinzione, nell’entità
individuale. Come Entità–Spirito.
Quindi non in un corpo sulla terra, ma può venire a volontà a colui che VUOLE
essere tutt’uno con Lui e che agisce con amore per rendere questo possibile.
Poiché Egli verrà come Lo avete visto andare, nel CORPO che ha occupato in
Galilea. Il corpo che Egli formò, che fu crocifisso sulla croce, che resuscitò
dalla tomba, che camminò lungo il mare, che apparve a Simone, che
apparve a Filippo, che apparve a “Io, proprio Giovanni”.
(5749-4; Atti 1,11)

Il corpo risuscitato
Quel giorno speciale che chiamiamo Pasqua, Gesù non solo entrò nella vita eterna, ma anche il Suo corpo fisico fu risuscitato. Stava compiendo ciò che aveva predetto: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo ricostruirò” (Giovanni 2,19). Questo corpo risorto era lo stesso che aveva prima della sua morte, benché con i segni delle ferite, ma “un corpo glorificato reso perfetto!” (5749-10)
Maria Maddalena fu la prima a vedere il Gesù risorto. Egli le disse di non toccarLo dato che non era ancora asceso al Padre, ma era in procinto di ascendere. Quando il gruppo ‘Alla ricerca di Dio’ chiese a Cayce la causa di questo avvertimento, disse che le vibrazioni di Gesù erano così elevate che sarebbe stato come se “un corpo fisico avesse toccato una corrente ad alta potenza” (Giov. 20,17; 262-64). Chi ha sentito vibrazioni elevate per mezzo del movimento della kundalini nella meditazione può capirlo bene.
In un’altra lettura Cayce disse: “Com’è indicato dalle parole pronunciate a Maria nel giardino, ‘non mi toccare, perché non sono ancora asceso a mio Padre’. Il corpo (di carne) che formò ciò che fu visto dall’occhio normale o carnale di Maria era tale che non poteva essere toccato fintanto che non c’era stata l’unione cosciente con le fonti di ogni potere, di ogni forza.
Ma dopo – quando c’era stato il primo, secondo, terzo, quarto e anche il sesto incontro – Egli disse: ‘Stendi la mano e tocca le impronte dei chiodi che ho nelle mani, nei piedi. Metti la mano sul mio fianco e CREDI’. Questo indicò la trasformazione.” (2533-8)
Secondo Cayce la risurrezione di Gesù non era una trasmutazione, ma una rigenerazione o creazione, “permettendoGli di illuminare, di rianimare quel corpo tanto da tirarlo su di nuovo …” Non era solo un corpo spirituale, bensì un corpo fisico che il Cristo può mettersi quando è necessario. Questo, Cayce disse, fu dimostrato quando Gesù apparve improvvisamente in mezzo ai discepoli. Il suo corpo fu creato “dalle onde dell’etere che c’erano nella stanza, a causa di un incontro preparato per mezzo della fede.” Gesù disse ai “discepoli terrorizzati e spaventati” che non stavano vedendo un fantasma come avevano pensato. Quando chiese del cibo, gli diedero del pesce grigliato e favo, che mangiò in loro presenza. Disse loro di sentire le Sue mani e i piedi e osservò, “uno spirito non ha carne e ossa che ho, come vedete” (Luca 24,37 e 39). Gesù non mangiò perché il Suo corpo risorto avesse bisogno di cibo, ma affinché i discepoli potessero vedere e credere che “non era una trasmutazione, bensì una rigenerazione, ricreazione degli atomi e delle cellule del corpo che potevano, attraverso il desiderio, masticare cose materiali – pesce e miele (nel favo) …” (2533-8) Essi non stavano vedendo un fantasma, bensì il corpo risorto di Gesù, presente con loro come prima, ma glorificato. (Lu 24, 36-43)

Così, per godere delle glorie piuttosto che delle convenienze dello spirito santo
dentro di voi, educa il tuo sé spirituale a sapere – nel modo in cui perdoni sei
perdonato. Poiché questa è la legge, questo è l’amore, questo è divino – che
paghi per ogni piccola cosa, sì, ma IN LUI! Dio non cerca più il sacrificio, ma il
Sacrificio che è stato fatto una volta per tutte è sempre presente nel profondo
della tua stessa anima! Poiché il tuo corpo è davvero il tempio del Dio vivente, e
là Lui ti incontra! LA’, non per chiedere, là, non per COMANDARE, ma là per
COOPERARE con il divino IN TE! (1298-1)

La glorificazione avviene attraverso l’azione creativa dello “spirito del Padre” (262-14). Se il nostro desiderio e intento è glorificare Dio – vivendo le verità come fece Gesù, nel servizio e nella sofferenza, Dio ci glorificherà (275-42). Un corpo glorificato non conosce né sofferenze né limitazioni fisiche; è un corpo celeste che è pronto per la coscienza universale. I concetti della croce (sofferenza) e della glorificazione sono strettamente legati: “Soltanto coloro che hanno sofferto molto possono essere glorificati” (262-107; Rm. 8,17)
Gesù apparve ai discepoli perché aveva promesso che l’avrebbe fatto dopo la Sua morte (489-3). Per 40 giorni, fino al giorno dell’Ascensione, Gesù apparve a coloro che LO amavano: a Maria Maddalena, i discepoli e altri; Egli conversò con alcuni mentre camminavano verso Emmaus e in seguito spezzò il pane con loro. Infine 500 persone furono presenti al momento della Sua ascensione. Oggi Egli viene da noi nello spirito e nell’amore. Nell’aprile del 1936 Cayce disse al gruppo che chiese una lettura sulla Pasqua: “Aprite gli occhi e guardate la Gloria, proprio del vostro Cristo presente qui, ora, in mezzo a voi! Proprio come è apparso a loro quel giorno! Poiché il vostro Cristo, il vostro Signore, il vostro Gesù, è vicino a voi – proprio ora!” In quella lettura Cayce disse: “Quando voi in questa stagione felice ridedicate la vostra vita, il vostro corpo, la vostra mente al Suo servizio, anche voi potete rendervi conto, come loro, che Egli vive … e verrà e vi accoglierà a Sé, affinché dove è Lui possiate essere anche voi” (5749-6; Giov. 14, 3,21)
Apparendo ai discepoli, Gesù stava mantenendo un’altra promessa ancora: “Rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto” (Lu 24,49; 2533-8). Solo dopo la sua risurrezione e glorificazione Gesù poteva trasmettere lo Spirito Santo che Egli alitò su di loro in quella stanza di sopra (Giov. 20,22). Tutti quelli che sono fedeli a Lui e ai suoi insegnamenti possono ricevere lo Spirito Santo.
La Pasqua riguarda questo: che noi ci ridedichiamo alla causa del Gesù risorto eliminando dal nostro cuore e dal nostro corpo “ogni motivo egoistico e che diamo invece un posto al Cristo – crocifisso, glorificato” (696-3) Facendo la volontà di Dio, Gesù attraversò “la valle e l’ombra del dolore”, spezzò i vincoli della morte ed entrò nella “bellezza della gloriosa mattina della risurrezione” (1915-1; 338-4).
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