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giovedì 21 novembre 2019

La Paura ha degli Effetti Auto-Avvelenanti

Come pioniere nel movimento salutista ora definito olismo, Edgar Cayce fu
sensibile al modo in cui corpo, mente e spirito interagiscono durante la guarigione. I
rimedi fisici soli non bastano. Le medicine migliori o le correzioni spinali più abili
“non ce la fanno” del tutto se non viene fatto un lavoro guaritore di trasformazione
contemporaneamente sulla mente e sullo spirito. Questa particolare lettura, che
enfatizza il ruolo che la paura può avere nel creare la malattia, è un caso eccellente
per questo punto. Anche se le vostre sfide di salute non rassomigliano per nulla ai
problemi del Sig. [5735], il consiglio psicologico qui potrebbe comunque essere
applicabile.
Dei regimi di trattamento dettagliati caratterizzano la maggior parte delle letture
di Cayce sulla salute, ma in questo c’è solo una singola formula di un tonico.
L’essenza del messaggio sulla salute per il Sig. [5735] riguarda la necessità di
cambiamenti psicologici e spirituali, in particolare in riferimento al superamento
della paura. Infatti il tonico non doveva nemmeno essere preso “finché il sé non ha
corretto il sé nell’avvelenare il sé con i rifiuti del proprio corpo.”
In apparenza questo uomo era esteriormente una persona piuttosto robusta, di
aspetto sano. Viene descritto nel paragrafo 16 come qualcuno che aveva l’aspetto
forte. Eppure gli effetti auto-avvelenanti della paura stavano causando una
“tensione costante” e stavano minando la sua salute (“mangiando dalle stesse
fondamenta di ciò che è manifestato fisicamente”). Era anche una persona di talenti
e potenzialità particolari (vedi paragrafo 2), ma uno che non avrebbe mai realizzato
quelle possibilità, se le forze inconsce della paura avessero continuato a sabotare il
suo benessere fisico.
Come diagnosticato in questa lettura, i problemi di salute del Sig. [5735] si
manifestarono in modo estremamente acuto in un disordine del fegato e in una
disfunzione generale del sistema eliminatorio. Questo era qualcosa che egli
confermò in una lettera a Cayce circa una settimana dopo che la lettura era stata
data: “Per quanto riguarda la mia condizione fisica al momento, la descrizione è
corretta. Circa 28 anni fa ho subito la febbre tifoidea che era parzialmente causata
da una condizione precedente di esaurimento dovuta a qualche problema di fegato,
poi a questo si aggiunse qualche trattamento sbagliato da un dottore studente
all’ospedale che peggiorò il problema, causando un’eliminazione ancora più
scarsa.”
Però la descrizione di Cayce delle cause per questi problemi ha poco a che fare
con un attacco di febbre tifoidea o con il trattamento medico scadente di molti anni
fa. Invece, questa lettura indica una causa psicologica: l’esistenza della paura che
era così diffusa e potente da essere chiamata “paura nelle forze innate fisiche del
corpo”. Questo è qualcosa di più serio del panico da palcoscenico, della paura
dell’acqua o una delle innumerevoli fobie che affliggono la gente. In questo caso
Cayce sembra riferirsi ad una condizione nell’anima che è così rovinosa da aver il
potenziale di erodere lentamente, ma costantemente la salute e la vitalità di
qualcuno. Questo tipo di paura è un senso spirituale di essere tagliato fuori dal
Creatore. E’ uno schema nella mente dell’anima basato sulla separazione e
l’isolamento piuttosto che sull’unione e sulla relazione.
Il Sig. [5735] pensò di essere capace di immaginarsi velocemente da che cosa
Cayce lo metteva in guardia. Collegò questi riferimenti di paura alla cattiva
abitudine di essere ipercritico. In una lettera a Cayce pochi giorni dopo la lettura
egli scrisse: “Ho ricevuto la lettura da Lei qualche tempo fa e La ringrazio dal
profondo del cuore. L’ho esaminata ripetutamente e quello che all’inizio è stato
forse piuttosto difficile da capire mi è ora sempre più chiaro. Per esempio dove si
dice che ho ‘paura’ comprendo ora che è un risultato dell’atteggiamento che la mia
mente ha assunto quando, come ‘riformatore’ (per quattro anni editore di un
settimanale) , mi piaceva molto trovare dei difetti nelle organizzazioni religiose e nel
campo politico. Quello ha reso la mia mente ‘acida’ e anche se il motivo può essere
stato buono, ha avuto un effetto nocivo. Ora sono, quindi, arrivato alla conclusione
di rendere questo una svolta per il meglio per me e gli altri.” Questi commenti
riflessivi suggeriscono che egli avesse evidentemente la buona intenzione di
cambiare i suoi progetti e di capovolgere la propria vita. Ma non possiamo fare a
meno di concludere che i riferimenti di Cayce agli effetti paralizzanti, debilitanti della
paura erano più seri che una disposizione “acida” che veniva dalla sua natura
ipercritica, “riformatrice”. La paura era profonda e probabilmente inconscia per la
maggior parte del tempo. Avrebbe mostrato la sua faccia indirettamente sotto forma
di rabbia - a volte mirata verso altre persone, ma qualche volta verso se stesso. Il
paragrafo 8 contiene questa essenza dell’analisi di Cayce della paura e del suo
effetto sulla propria salute.
Qual è, quindi, l’antidoto, per il Sig. [5735] o per uno di noi la cui salute è minata
da una paura profonda? E’ improbabile che combatterla frontalmente funzioni.
Infatti possiamo allarmarci tanto per ciò che le nostre paure inconsce possono farci
che, a sua volta, la paura diventa un fattore ancora maggiore nella nostra
psicologia personale. Forse la risposta è la psicoterapia; e senza dubbio, per
alcune persone un consulente o uno psicologo abile può essere d’aiuto.
Comprendere il problema è un inizio sul sentiero della guarigione, ma per superare
la paura ci vuole anche un rimedio spirituale, secondo l’orientamento terapeutico di
Cayce. Soltanto l’amore può veramente scacciare la paura. Soltanto
sperimentando nuovamente l’interconnessione della vita - la sua unità - si possono
sciogliere i nodi della paura nella mente umana. I consigli spirituali che Cayce offre
al Sig. [5735] nel paragrafo 10 e poi nei paragrafi 15 - 17 formano il cuore del suo
messaggio di guarigione a chiunque per cui la paura è un fattore nella creazione di
problemi di salute.

La Lettura
Questa lettura psichica, 5735-1, fu data da Edgar
Cayce nel suo ufficio, 115 West 35th Street,
Virginia Beach, Va., questo 27 marzo 1928, in
accordo con la richiesta fatta dal Sig. [5735].
Presenti: Edgar Cayce, Sig.ra Cayce,
Conduttrice; Gladys Davis, stenografa. Sig.
L.B.Cayce e il Dott. T.B. House. Il dott. e la Sig.ra
Meredith entrarono circa a metà della lettura.
1 Gertrude Cayce: Farete una lettura fisica,
mentale e spirituale per questo corpo, con
suggerimenti per il miglioramento di uno o tutti
questi aspetti.
2 Edgar Cayce: Ora, troviamo che ci sono delle
potenzialità insolite che circondano questo corpo,
che venga considerato dal punto di vista degli
attributi fisici, mentali o spirituali del corpo.
3 Con la condizione fisica del corpo troviamo che
esistono quelle forze a cui si dovrebbe badare, o avvertimenti fatti come riferimento
alle conseguenze di quelle condizioni se si permettesse loro di rimanere nel loro
modo attuale di funzionamento; poiché attraverso queste c’è una tensione continua
da sopportare che le reazioni fisiche non sopporteranno sempre, e l’utilità del corpo
- mentalmente e spiritualmente - verrebbe ritardata e non raggiungerebbe ciò che
potrebbe essere compiuto attraverso l’esperienza fisica del corpo.
4 Vi sono molte condizioni da considerare nelle forze fisiche di questo corpo.
5 Uno degli ostacoli più grandi per il corpo è la paura. Non di altri; non della
capacità mentale; non di ciò che il corpo desidera - bensì paura nelle forze innate
fisiche del corpo; e mentre spesso la propria prospettiva sulla vita è alterata dalle
condizioni del fegato o del sistema digerente, in questo particolare corpo - mentre
queste condizioni esistono; cioè, ostacoli nel sistema digerente e particolarmente
nelle eliminazioni che sono influenzate attraverso il sistema escretorio,
specialmente nella mancanza delle secrezioni corrette che vengono dal fegato - per
questo particolare corpo - (la paura produce degli effetti quasi altrettanto nocivi per
questa particolare condizione fisica), da ciò che è stato sperimentato dalle relazioni
del corpo fisico con quelli delle condizioni famigliari e delle forze ambientali, che
queste paure portano ciò che produce in questo corpo mentale altamente
sviluppato (per quanto riguarda i nervi) - un effetto dannoso nel dare del suo
meglio, o fisico o mentale, nell’applicazione della conoscenza posseduta dal corpo
per il bene di se stesso.
6 Quindi, nel soddisfare i bisogni delle forze fisiche del corpo, questi verrebbero -
necessariamente - presi in considerazione (questa paura).
7 Mentre può essere applicato per il corpo ciò che supererà fisicamente quelle
deficienze, a meno che quella forza di base presente nella paura del corpo non
venga rimossa, queste tornerebbero certamente ad ostacolare nuovamente il
corpo.
8 Come si vede anche nelle condizioni puramente fisiche che esistono negli arti
inferiori - i piedi, la testa, la mancanza di corrette eliminazioni che sono evidenti
nella condizione del cuoio capelluto, dell’occhio, nelle forze acustiche - tutti questi
mostrano l’effetto, non tanto di difetti fisici della paura o del costante trattenimento
nel sé di ciò che dà per così dire - dei veleni al sistema, attraverso ciò che si serba
contro il sé e contro gli altri; poiché la paura crea la rabbia; la rabbia crea quello in
un sistema che ostacola la digestione dando al sangue tali impulsi che la digestione
corretta non è possibile nel sistema - o rancore o il desiderio di soccombere
all’influenza di qualsiasi forza imponendo il sé agli altri, o la paura serbata come
rancore verso un altro per una cosa intenzionale o non intenzionale sbagliata fatta
contro il sé o altri.
9 Quindi, per affrontare le condizioni, questo deve essere scacciato interamente dal
sistema - quindi aggiungi quello nel fisico che darà sollievo a queste condizioni e
troveremo un corpo forte, costruito bene in ogni sua parte, dando quel canale
attraverso il quale le forze mentali e spirituali che assistono questo corpo materiale
possono manifestare gli elementi migliori e le forze migliori per il beneficio e il
servizio del sé e degli altri.
10 Nello scacciarle sostituisci piuttosto il rancore, il desiderio e l’odio e le condizioni
simili con l’amore del Maestro - proprio come il corpo ha proclamato e proclama,
con le parole, agli altri - ma ha sempre sentito che tutta la comprensione non sia
stata nel sé; ma l’amore perfetto scaccia la paura e l’amore perfetto è soltanto
fondato in Lui che diede Se Stesso a riscatto per molti; che non pensò che fosse un
furto essere uguale a Dio, ma non diede importanza a Se Stesso affinché potesse
prendere su Se Stesso i peccati del mondo e mostrare all’uomo quella via
accettabile perché l’uomo potesse, da sé, avvicinarsi a quel regno; e dato che
venne trovato perfetto nel corpo e nella mente diventò uguale a quella forza
creatrice che dà ad ogni uomo la possibilità di fuggire da se stesso!
11 E quando questa paura è stata scacciata, aggiungi questo fisicamente al corpo:
Erba di Ambrosia (secca) ... 3 once, aggiunte a 16 once di acqua. Riduci
sobbollendo (non bollendo) a mezza quantità. Filtra mentre è caldo e aggiungi:
Zucchero di barbabietola ... 4 once, disciolto in 1 oncia di acqua calda.
Poi aggiungi:
Alcol di grano ... 2 once, con balsamo di Tolu ... 2 dramme, mescolato in esso.
12 Mescola bene prima di prendere ogni dose, la quale dovrebbe essere mezzo
cucchiaino dopo ogni pasto. Non prendere se il pasto non viene consumato. Non
mangiare troppo. Non purgare il sé da quegli elementi che portano le condizioni
migliori per il corpo attraverso le giuste eliminazioni nel sistema.
13 Non è necessario che queste cose vengano prese se il sé non ha corretto il sé
nell’avvelenare il sé con i rifiuti del proprio corpo.
14 Nelle forze mentali del corpo, qui troviamo – com’è stato dato - una capacità
insolita di disseminazione; ma poco coordinamento con ciò che è stato ottenuto o
conosciuto dal corpo. Questo sarebbe bene per il corpo considerarlo:
15 Che la Vita ha la sua continuità; e la Vita è tutto; e nessuna singola porzione
della Vita è l’intero; poiché la Vita è ciò che è stato dato dallo Spirito; e l’Anima è
l’individuo. Il mentale - che sia di una coscienza sensoria o della supercoscienza o
della coscienza oggettiva - è il costruttore; e ciò che è costruito, che sia nel corpo
fisico o nel corpo dell’anima, è il risultato.
16 Proprio com’è stato dato al riguardo delle condizioni fisiche del corpo. Mentre il
corpo, evidentemente, può avere l’apparenza di condizioni fisiche forti; eppure vi
può essere, dentro, ciò che continua a consumare le fondamenta stesse di quello
che viene manifestato fisicamente - e lo stesso con il corpo dell’anima o il corpo
mentale, che può essere così indirizzato - attraverso l’applicazione di ciò che è dato
come il compagno dell’anima (la volontà) - da rendere l’individuo Tutt’Uno con il
Tutto o separarlo dal suo Creatore; poiché la Vita è il dono del Creatore, e si fa
quella vita attraverso l’applicazione di quello che è conosciuto - non attraverso ciò
che viene desiderato, ma ciò che è conosciuto - e nell’applicazione si giunge a ciò
che dà le forze fisiche perfette, che ci si riferisca al corpo mentale o a quello
materiale.
17 Nell’essenza spirituale l’entità ha quella capacità di sintonizzare il sé con molte
coscienze. Sii guidato da ciò che porta il sé ad essere il servo di molti, nel modo
che Lui diede che “Dio è Spirito e cerca che tale Lo veneri.” Ricordando in quello
stesso modo che la vita è guidata da queste varie coscienze (e la volontà del sé
controlla in ogni sforzo che si fa attraverso essa), il sé è in sintonia con la piena
coscienza, oppure separa il sé - proprio come fu dato nei tempi antichi: “ Ho questo
giorno messo davanti a te il bene e il male - Scegli tu chi vuoi servire!” Non dire, chi
ascenderà in cielo per portarLo giù da basso? Oppure, chi scenderà nelle
profondità? Poiché Dio vive in te, anche nel tuo stesso sé, e la mia volontà, il mio
Spirito, è testimone del Tuo Spirito - non di qualcun altro! Il tuo Spirito! Se hai
scelto, scegli o sceglierai ciò che metterà il tuo stesso sé in sintonia con quel Tutto.
18 Abbiamo terminato.
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