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giovedì 14 novembre 2019

La Pazienza: la Terza Dimensione Mistica

di Mark Thurston
***
La pazienza può essere senz’altro la virtù più misteriosa descritta nelle letture di
Cayce. In parte è così perché Cayce vi attribuisce tanta importanza. La pazienza
viene chiamata una delle dimensioni essenziali della vita materiale. Insieme a
tempo e spazio, la pazienza è una misurazione fondamentale dell’esperienza di
un’anima nel mondo fisico. Molti studenti delle letture si sono rotti la testa per
capire proprio questa idea. Che cosa significa dire che il mondo tridimensionale è
creato da tempo, spazio e pazienza? I primi due ingredienti hanno un senso più
immediato dell’ultimo.
La lettura 262-25 può aiutarci a vedere che cosa Cayce intese per pazienza. E’
uno di tre letture date al gruppo originale “Alla Ricerca di Dio”, quando
raccoglievano il materiale per scrivere la settima lezione in questa serie sulla
crescita spirituale. Costituito principalmente da messaggi personali ai membri
individuali del gruppo, vediamo un mosaico in cui comincia ad emergere la filosofia
globale di Cayce sulla pazienza. Semplicemente perché queste persone vivevano
una vita molto comune, le sfide che loro affrontavano che richiedevano pazienza
erano esattamente quelle che la maggior parte di noi affronta oggi.
Diverse qualità fondamentali della pazienza sono importanti in questo mosaico.
La prima è quanto la pazienza è strettamente collegata al proprio ideale spirituale.
Attraverso la pazienza si ottiene un rapporto attivo con quell’ideale. Pazienza non è
stare seduti ad aspettare. Non è sentirsi soddisfatti dello status quo. Invece la
pazienza ci porta nel bel mezzo della vita e ci permette a realizzare qualsiasi ideale
spirituale che abbiamo scelto. Come avviene questo? Con le nostre reazioni alle
opportunità stimolanti che nascono. La pazienza è la dimensione che misura le
nostre risposte agli inevitabili problemi, difficoltà e avversità della vita. E’ in quelle
risposte che abbiamo la possibilità di dimostrare l’ideale che avviamo scelto.
In secondo luogo la pazienza è un espansore della coscienza. Nel breve
discorso della lettura 262-25, che precede le domande e le risposte, viene messo in
risalto questa qualità. Attraverso la pazienza diventiamo sempre più consapevoli di
come le nostre anime crescono e si sviluppano. La pazienza viene chiamata “quella
attività necessaria della mente ... che produce l’espansione...”
Un modo per interpretare questa espansione è nei termini della nostra
comprensione del significato della vita. Gli eventi non accadono casualmente o
arbitrariamente. La vita è significativa e ogni sfida ha uno scopo. La pazienza crea
un’espansione di coscienza e ci permette di vedere con occhi nuovi. Questo punto
di vista sulla pazienza ricorda degli insegnamenti presentati dallo studente di lunga
data del materiale di Cayce, il defunto J.Everett Irion. Elaborando il concetto insolito
di Cayce della pazienza come la terza dimensione, Irion la definì come
“comprendere il significato di un’idea manifesta.” Cioè, quando un’idea (definita da
Cayce come la quarta dimensione dove la “mente è ciò che costruisce”) si
manifesta nel mondo fisico tridimensionale, siamo sfidati a comprendere il suo
significato e il suo scopo. Attraverso la pazienza è possibile quella comprensione.
Una terza qualità della pazienza enfatizzata nella 262-25 è focalizzarsi sull’hic et
nunc. Notate quante volte questa lettura ricorda il momento attuale. Viene espresso
con parole diverse, ma sempre con una gomitata per ritornare al momento
presente:
“Oggi, ora, è il tempo accettato!”
“... non guardare indietro; ricorda la moglie di Lot.”
“Che ognuno viva, quindi, come se si aspettasse che il suo concetto del Maestro
il Cristo oggi cenasse con lui.”
Cayce non è mai stato qualcuno che consigliasse di dimenticare il passato o che
ignorasse le caute domande per progettare il futuro. Ma la sua enfasi sulla
pazienza - che è così evidente già per averla nominata la terza dimensione -
chiarisce dove dovrebbe essere la più gran parte della nostra attenzione: nel
momento presente, qui ed ora, oggi. Ci mettiamo nei guai quando non facciamo
abbastanza attenzione a ciò che succede proprio ora intorno a noi e dentro di noi.
Spesso questo è molto difficile. Viviamo in una cultura che dà risalto a dei ritorni
nostalgici, sentimentali al passato e alla propaganda impaziente e portatrice di
desideri su ciò che dovremmo avere nel nostro futuro. Dove sono le forze che
riportano la nostra attenzione al qui ed ora, così che possiamo estrarre i ricchi
tesori del momento presente? Quelle forze devono venire dal di dentro di Noi.
Quella è la pazienza.
Immaginate una situazione in cui avete la possibilità di sperimentare la
pazienza. Sarà qualche tipo di difficoltà - forse una malattia, un problema
finanziario o anche solo un ostacolo al progredire della giornata come l’avete
programmata. Come può operare la pazienza per espandere la vostra
consapevolezza, così che scopriate il significato in quella situazione? La chiave
sarà muovere la vostra attenzione il più possibile sul momento presente. Osservate
le cose interessanti, i suoni le condizioni. Badate a ciò che succede - non à ciò che
vorreste invece fosse successo. “Usate ciò che avete vicino”, come questa lettura
lo esprime. Vedete dove e come questo è una possibilità per voi per esprimere i
vostri ideali in qualche modo specifico. In quell’esercizio semplice, meditativo con la
vostra mente e la vostra forza di volontà avete pienamente fatto uso della terza
dimensione: la pazienza.
La Lettura
Questa lettura psichica, 262-25, fu data da Edgar
Cayce il 7 agosto 1932 per il materiale del primo
gruppo di studio per Una Ricerca di Dio, Libri I & II. La
conduttrice fu Gertrude Cayce.
1. Gertrude Cayce: Avrete davanti a voi i membri del
gruppo di studio presenti in questa stanza e il loro
lavoro sulla lezione La Pazienza, di cui tengo in mano
un abbozzo. Vi preghiamo di darci quell’informazione
di cui avremo bisogno per ampliare questo abbozzo e
di suggerire cambiamenti o aggiunte consigliabili
nell’approccio di questo tema. Risponderete alle domande che i vari membri
porranno.
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo il gruppo com’è riunito qui, come gruppo e come
individui. Anche il lavoro sulla preparazione delle lezioni - la lezione sulla pazienza.
3. Come si è visto in questo abbozzo, questo è ottimo. Gli ampliamenti dovrebbero
essere piuttosto in questa direzione che l’attività della pazienza è docilità in azione,
purezza nel cuore che produce quelle forze che permettono di diventare
consapevoli e coscienti dell’espansione della loro anima con le energie creatrici
nelle attività della vita spirituale. Quando c’è l’espansione delle forze spirituali del
corpo materiale, i riflessi dalle stesse sono quegli attributi che producono
l’espressione della vita Cristica nei percorsi giornalieri del corpo. Così quell’amore
nella sua essenza viene manifestato in ogni parola, atto, pensiero e esperienza del
corpo, proprio come venne espresso in Lui. La pazienza è quell’attività necessaria
della mente, mentalmente, fisicamente, spiritualmente, che produce l’espansione e
la conoscenza delle attività di ciò che può essere conosciuto nel sé, riguardo alla
domanda se c’è il giusto atteggiamento nei confronti di ciò che è considerato
l’ideale, se la fede c’è per fede o per qualche meccanismo, se la virtù viene dalla
comprensione o è come una regola stabilita, se il sé è in possesso dell’ideale, e
con delle misure di cooperazione attivate nell’esperienza degli individui. Pertanto,
come troviamo, questa lezione deve essere la ricapitolazione di tutto ciò di cui gli
individui hanno fatto esperienza attraverso ciò che hanno dato ad altri, che ora
devono vivere loro stessi nelle loro attività quotidiane - questo lo possono annotare.
Pronti per le domande.
4. (D) [307]: Come posso vivere la vita in modo più perfetto, affinché, attraverso la
pazienza, io possa guadagnare la comprensione? [Nota: il numero fra parentesi
quadre rappresenta la persona che pone la domanda.]
(R) Nell’applicazione giorno per giorno di ciò che è noto. Lo Spirito non chiede a
nessuno di vivere qualcosa che non conosce e comprende già. Nel fare viene la
conoscenza, la comprensione per il passo successivo. Oggi, ora, è il tempo
accettato! Quelli che lo registreranno confideranno in quello che hanno attraverso
la fede e con pazienza aspetteranno l’attività necessaria per il passo successivo.
Usate ciò che avete in mano.
5. (D) [303]: C’è un messaggio per me che mi aiuti nella pratica di una pazienza più
perfetta?
(R) Via via che la fiducia, la speranza, la fede viene manifestata dalla pazienza
giorno per giorno vi arriva una maggiore consapevolezza nella coscienza interiore
del sé che con Lui tutto va bene; sapendo che, se il Signore è dalla tua parte, chi
può essere contro di te? Abbi fiducia e fa’ ciò che sai fare, agendo come lo spirito si
muove dentro di te - e non guardare indietro; ricorda la moglie di Lot.
6. (D) [560]: Nella lettura del 24 luglio 1932 [262-24, paragrafo 9-A] che cosa si
intendeva con “sii matta ma non peccare”? Per favore spiegate.
(R) Chi può controllare il sé nella rabbia comincia le prime lezioni o leggi
dell’esperienza. Chi può controllare il sé nella rabbia, che deve venire come
risentimento nel discorso di individui, può produrre ciò che ignora le parole
pronunciate; detestando ciò che produce tale sensazione nel sé, ma in grado di
amare l’anima di uno che causa o produce tale stato di sentimento. Questa è
pazienza e amore e speranza e docilità e purezza di cuore. I docili erediteranno la
terra, disse Lui - i puri di cuore vedranno Dio. Sono delle promesse! Gli credi?
Quindi ‘sii arrabbiata e non peccare’ vuole far sapere che queste sono le tue stesse
promesse - a te - a te!
7. (D) Nella pazienza esprimo “possiedi la tua anima”? Se no, per favore
semplificate come posso farlo.
(R) Tutti fanno quell’espressione in qualunque sia la loro attività; poiché quello è
come una verità di cui si diventa coscienti, consapevoli, quel bene che li rende
tutt’uno con il Dio vivente, un figlio Suo; poiché carne e sangue non ereditano i beni
da Lui, ma lo spirito rende viva quell’anima che è consapevole della Sua coscienza
su un piano materiale, mentale o spirituale. Quindi tutti esprimono questo,
qualunque siano le loro azioni. Se ora questo o quell’individuo fa questo nel modo
in cui un altro lo farebbe, questo è da giudicare. Chi è il giudice? Colui che dà il
giudizio! L’anima dell’individuo che vorrebbe essere tutt’uno con Lui.
8. (D) [413] : Che cosa è veramente successo ad un individuo quando pensa che la
sua pazienza sia del tutto finita?
(R) Ha perso la pazienza con se stesso.
9. (D) [379]: C’è qualche messaggio per me che mi aiuterà a praticare in modo più
perfetto la pazienza in tutto il mio lavoro e a tutte le condizioni?
(R) Sii fedele a ciò che ti viene affidato giorno per giorno, poiché colui che è fedele
nelle piccole cose verrà fatto governatore su molti. Coloro che hanno raggiunto
quella coscienza della permanenza di quello Spirito che dimora con quelli che
cercano di conoscere il Suo volto hanno la coscienza che questo è il giorno, il
momento in cui tutti gli uomini devono cercare di essere pazienti l’uno con l’altro, in
tutte le condizioni e circostanze, perché possano essere tutt’uno con Colui che
nella pazienza sopportò tutto perché noi potessimo avere l’accesso al Padre,
attraverso la pazienza, l’amore, la coscienza, mostrati su un piano materiale. Sii
fedele a ciò che sai fare. Non mettere in discussione quello che un altro ha scelto e
perché. Piuttosto fa’ ciò che tu sai fare.
10. (D) A quale periodo di tempo ci si riferisce in Giacomo 5,8, “Siate pazienti;
rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina”?
(R) Come appena dato, questo è il periodo di tempo - oggi - quando si avvicina il
momento per ogni anima di diventare più consapevole della necessità di
magnificare la Sua presenza attraverso la pazienza dimostrata l’uno verso l’altro,
affinché Lui possa essere glorificato in noi, attraverso la promessa del Padre che
così avverrà per coloro che amano la Sua venuta. Che ognuno viva, quindi, come
se si aspettasse che il suo concetto del Maestro Cristo cenasse con lui oggi. Che
cosa avresti da offrire come frutti della tua stessa vita, dei tuoi pensieri, dei tuoi atti,
delle tue azioni? Poiché “in quanto l’avete fatto al più umile di questi piccoli miei
l’avete fatto a me.”
11. (D) [585]: E’ la mancanza di pazienza che mi rende così difficile superare i miei
problemi? Se sì, come posso raggiungere la pazienza necessaria per superare
questi problemi?
(R) Com’è stato dato, per prima cosa - il tuo ideale è in Lui soltanto? Il tuo sé è in
armonia con il tuo ideale? La tua virtù, la tua comprensione sono in armonia con
questi? Allora con pazienza aspetta quel risveglio che produrrà una comprensione
di ciò che è necessario superare - proprio come Lui. Facendo, quindi, l’inventario
nel sé si può sapere se è la pazienza, la fede, la virtù, la conoscenza, l’amore
fraterno o che altro che manca nel sé. Non criticare l’altro, ma piuttosto ripulisci la
tua stessa mente, il cuore e l’anima, e l’atteggiamento corretto verso qualsiasi
problema che si presenti sarà così fatto da comprendere l’amore che non conosce
paura, ma da essere contenti nella Sua lode, nel Suo amore, nella Sua
comprensione.
12. (D) Ogni tanto faccio venire nella mia stanza un amico che è morto. Questo
contatto è dannoso o benefico?
(R) In questo ci sono sempre quelli che cercano che noi possiamo aiutare, che
possono aiutare noi; poiché, come aiutiamo qualcun altro, l’aiuto arriva a noi. Prega
per quell’amico, affinché la via attraverso le ombre possa essere più facile per loro.
Diventa più facile per te.
13. (D) [993]: C’è un messaggio per me che mi aiuterà a praticare la pazienza?
(R) Usa ciò che sai e con pazienza aspetta la luce che arriva con la conoscenza di
“sto usando ciò che Tu mi hai dato.”
14. (D) [69]: Quando si è arrivati alla comprensione dell’unità con il Dio-PadreMadre,
come mai non si sperimenta la gioia e la beatitudine e non si supera ogni
disarmonia che è il proprio diritto di nascita? Posso avere la risposta dal Maestro
Gesù, se possibile?
(R) Allora, con pazienza, aspetta quello. Se quello è raggiunto nel tuo sé, in modo
che la Coscienza del Maestro viene a te in tutte le tue ore, allora con pazienza stai
in attesa del Signore; poiché come uno trova quello nella comprensione dell’Unità,
quando Lui ha trovato che il vaso è degno di essere accettato, esso viene tenuto
pieno.
15. (D) [2125]: Mi avete detto [262-24, par. 17-A] che tutti possono fare la scrittura
automatica. Mi potete dire per favore come posso svilupparla?
(R) Con la pratica. Siediti da solo con penna e carta e lasciati guidare da ciò che
cerchi - o che può entrare. Verrà. Chiunque può farlo; ma è la cosa migliore, può
essere spesso la domanda? Questo può essere meglio solo quando circondi il sé
con quelle influenze che possono portare solo forze costruttive.
16. (D) Chi mi sta dando questo messaggio?
(R) Quello da cui l’hai cercato.
17. (D) Compilatori: c’è qualche messaggio per i Compilatori ?
(R) Prendi ciò che è stato dato, sul come l’espansione dovrebbe essere, e
inseriscilo in ciò che è stato dato, in tal modo che possa diventare una benedizione
per coloro che cercano.
18. Abbiamo terminato per il momento.
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