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mercoledì 13 novembre 2019

La Preghiera del Perdono di 40 Giorni

di Everett Irion
***
Un uomo sulla cinquantina che mi venne a trovare durante una conferenza
sugli studi onirici mi disse che i medici gli avevano dato solo sei mesi di vita e che
sapeva che sarebbe andato all’inferno e che non c’era nulla da fare per lui. Aveva
avuto questo sogno ricorrente
“Mi trovo da solo a guardare una casa vuota. Cammino intorno alla casa e
guardo dentro le finestre. Me ne allontanai chiedendomi perché mi trovavo lì.
Udendo un rumore dietro di me mi giro e trovo un agnello nero. Esso mi dice: ‘Non
hai mangiato il pane.’”
L’uomo interpretò questo sogno dicendo: “So che l’agnello bianco
rappresenta il Cristo e l’agnello nero deve essere Satana, e dato che non ho
mangiato il pane morirò e andrò all’inferno.”
Gli chiesi cosa era successo in quella casa. Egli disse: “E’ la casa in cui mia
moglie ed io abbiamo vissuto prima di divorziare.”
Sembrava che volesse farsi perdonare, così gli chiesi se avrebbe accettato
l’idea di andare dalla moglie per dirle semplicemente “grazie”. Mi guardò triste,
scosse la testa lentamente e disse: “Non posso farlo – è morta.”
Credeva nella reincarnazione? Glielo chiesi. Disse di sì. Così chiesi se
credeva che sua moglie fosse ancora viva e che solo suo corpo fosse morto. Di
nuovo disse di sì.
Quindi gli suggerii di provare a dire una piccola preghiera alla ex-moglie e poi
una preghiera simile a se stesso, lasciando Dio fuori dalla preghiera perché il loro
era stato un problema a livello personale e doveva essere trattato sullo stesso
livello – erano responsabili entrambi per i problemi intimi che li avevano divisi.
Senza sapere che cosa dicessero le preghiere egli acconsentì. Diciamo che il
nome della moglie fosse Mary e il suo John. Gli chiesi di recitare – e di intenderla –
questa semplice preghiera alla sua ex-moglie:
“Mary, sto dicendo questa preghiera a te. Grazie, Mary, di aver fatto per me
tutto quello che hai fatto. Perdonami, Mary, per tutto quello che ho fatto a te.”
Questa idea di ringraziarla per ogni cosa mi venne grazie al semplice
concetto che dovremmo essere grati per ogni cosa che ci succede. Anni prima
avevo letto nella rivista dell’A.R.E. l’articolo di un diplomatico che aveva adottato la
pratica di dire “grazie, Padre” per ogni cosa che gli accadeva, che fosse dolorosa o
piacevole. Spesso io ho fatto questo, nella convinzione che qualunque cosa ci
succeda sia per il nostro bene.
Poi dissi all’uomo che voleva farsi perdonare di recitare la seguente preghiera
rivolta a se stesso – al suo intimo sé, il suo inconscio:
“John, sto dicendo questa preghiera a te. Grazie, John, di aver fatto per me
tutto quello che hai fatto. Perdonami, John, per tutto quello che ti ho fatto.”
Chiesi all’uomo di usare questa duplice preghiera una volta al giorno per una
settimana. Durante una conversazione mi disse che aveva avuto dei problemi
anche con altre persone. Si chiedeva se avesse potuto usare questa preghiera per
conciliare quei rapporti. Gli dissi che poteva usarla per chiunque con cui egli
avesse dei problemi. Poco dopo partì, all’apparenza un poco più su di morale.
Non ebbi più sue notizie finché, un anno dopo, non ricevetti una lettera.
“Desidero ringraziarLa per avermi guarito,” scrisse. “Dal momento in cui ho lasciato
il Suo ufficio non ho più avuto dolori. Secondo i medici sono completamente
guarito. In questo ultimo anno mi sono sentito meglio che mai – è stato l’anno
migliore della mia vita.”
Io non c’entravo nulla con la guarigione di quest’uomo, ma sono sicuro che
c’entrino le sue preghiere. Così ho pensato che altri potrebbero trarre dei benefici
dall’uso di questa semplice preghiera. La mia decisione di offrirla a loro nacque dai
problemi della gente che veniva da me. Visto che la gente rispondeva, in qualche
modo collegai la preghiera ai 40 giorni che Gesù trascorse nel deserto, ai 40 anni
che Mosè impiegò per raggiungere la Terra Promessa e altri 40 anni a girovagare, e
infine ai 40 giorni e le 40 notti del diluvio. Suggerii di usare la preghiera per 40
giorni di seguito.
In seguito, durante gli anni, via via che molti hanno usato questa preghiera,
ho imparato alcune cose da farsi e da non farsi per ottenere dei risultati utili.
Eccole:
Ogni giorno, dopo aver recitato la preghiera, non pensateci più, in modo che
la preghiera possa fare il proprio lavoro, senza essere disturbata dai vostri pensieri,
desideri o attese. La cosa migliore è non aspettarsi risultati.
Non ditelo alla persona alla quale state pregando. Parlarne disturba l’azione
dell’inconscio ad un livello molto profondo. Seguite su un calendario il passare dei
40 giorni. Se per dimenticanza perdete un giorno ricominciate da capo il ciclo dei
40 giorni. Ricordate, Mosè fece uno sbaglio quando arrivò alla Terra Promessa e
dovette ricominciare da capo.
In caso di crisi, la preghiera può essere usata con un periodo di tempo più
breve. Invece dei 40 giorni usate 40 ore. Invece di 7 giorni usate 7 ore o 7 minuti,
ripetendo la preghiera di conseguenza.
Se avete bisogno di aiuto per distogliere la vostra attenzione dalla preghiera e
dai pensieri sui risultati cercate di dire “grazie, Padre” ogni volta che serve. Se vi
piace potete dirlo anche centinaia di volte ogni giorno.
Alcune persone devono sfidare se stesse per cercare di usare questa
preghiera perché dice “grazie” a qualcuno con cui hanno avuto un rapporto difficile
o che hanno addirittura considerato un nemico, e chiede perdono quando la
persona che prega forse sente di essere quella che ha subito un torto. Ma molti
hanno riferito risultati notevoli quando ci hanno provato.
Una donna si rifiutò energicamente di provarci quando le suggerii questa
preghiera, ma un anno dopo disse: “Perché ho aspettato un anno intero per
provare questa preghiera? Appena ho finito i 40 giorni, il mio ‘ex’ è venuto da me e
mi ha chiesto se potevamo essere semplici amici. Ora siamo più che mai amici
intimi.”
Il secondo giorno in cui usava la preghiera, un’altra donna ebbe un sogno in
cui andava in bicicletta avanti e indietro dentro la casa fra la porta principale e la
porta sul retro, e persino su e giù dalle scale, ma tutte le uscite erano bloccate.
Suggerii che forse il lavoro che la preghiera doveva fare le era precluso, che era
intrappolata dove aveva dei legami e che avrebbe dovuto lasciare che la preghiera
facesse il proprio lavoro e smettere di cercare ad usare il proprio potere, come
veniva suggerito dalla bicicletta. Più tardi mi disse che la preghiera aveva
funzionato.
Un’altra donna che si era separata dal marito usava la preghiera sforzandosi
di guarire il rapporto. Il quarantesimo giorno egli si fece vivo dicendo: “Sono venuto
per portarti a casa.”
Una donna che usava la preghiera racconta questa storia straordinaria. Ad un
certo punto della vita era stata coinvolta sentimentalmente con un uomo separato
ma non divorziato. Quando in seguito l’uomo si conciliò con la moglie, ella, con
rabbia, ruppe la relazione con lui. Più tardi sposò qualcun altro ma fu incapace di
liberarsi dalla rabbia rimasta dopo quella relazione precedente. Così provò la
preghiera di 40 giorni.
Il diciassettesimo giorno fece un sogno: egli la chiamò perché voleva
incontrarla, ed ella andò all’appuntamento con la propria macchina e ritornò allo
stesso modo.
Il ventesimo giorno egli la chiamò davvero e le chiese di incontrarsi in un
ristorante. Dopo essersi consultata col marito incontrò l’uomo e provò una catarsi
fortissima e un senso di conclusione adeguata e definitiva del loro rapporto. Dopo
pianse, ma si rese conto che erano lacrime purificatrici, non di tristezza.
Sentiva che era avvenuto una guarigione tale che non sarebbe stato
necessario continuare a pregare per altri 20 giorni, ma lo fece lo stesso. Alla fine
ebbe la sensazione che era avvenuta una guarigione duratura.
Un’altra donna usò la preghiera in uno sforzo di guarire la sua relazione
coll’ex marito dopo il divorzio. Da quando usa la preghiera ha acquisito maggiore
forza interiore e sente minore necessità dell’approvazione da parte di lui, anche
mentre lavora con lui ad un progetto suo e “riceve molto aiuto da lui.”
“Ha avuto luogo una vera guarigione,” disse. “Sento che la preghiera di 40
giorni sia probabilmente stata una svolta decisiva. Non posso provarlo, ma è
qualcosa che sento.”
Una persona mi disse che questa preghiera offre una “buona lezione”.
Raramente è facile. La lezione è umiltà.
Provatela.

Da: Venture Inward, novembre/dicembre 2008
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