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sabato 23 ottobre 2021

La reincarnazione di personaggi biblici: Anna la Profetessa

Menzionata nel Nuovo Testamento, Anna è considerata una donna santa che fu sposata per sette anni prima di diventare vedova per i successivi 37 anni. Benché anziana, trascorse la sua vita nel tempio, pregando, digiunando e aspettando la venuta del Messia. Conosciuta come profetessa, quando Maria e Giuseppe presentarono il neonato Gesù nel tempio, Anna annunciò pubblicamente che Gesù fosse il Messia e il compimento di tutte le promesse di Dio. Ringraziò Dio per essere vissuta abbastanza a lungo per vedere compiuta quella profezia.
Nel 1938 i genitori di una neonata di sette giorni si sentirono dire che la loro figlia era stata Anna. La lettura sostenne che la bimba era estremamente determinata e avrebbe sempre fatto a modo suo. Con loro grande stupore la lettura disse anche ai genitori che, oltre ad Anna, la loro bimba aveva vissuto altre due vite di notorietà: una come Anna Bolena, seconda moglie di Enrico III dopo che aveva divorziato da Caterina d’Aragona e rotto con la Chiesa Cattolica Romana, e l’altra come Anna, madre del profeta Samuele.

“Prima di quella troviamo che l’entità fu nel paese e nel periodo in
cui ci furono quelle aspettative della venuta del Signore, il Maestro,
la promessa di quelle influenze nell’esperienza degli uomini!
Allora l’entità fu la profetessa Anna che aspettava nel tempio, Lo
tenne in braccio e lo benedisse nei giorni in cui, secondo la legge, ci
fu la presentazione, la purificazione della Madre dalla legge materiale
e spirituale della gente in quell’esperienza.
L’entità progredì in tutta quell’esperienza, pur soffrendo nel corpo,
soffrendo in molte di quelle cose che nascono da quelle attività in un
mondo materialistico di un individuo di mentalità spirituale dedito
a uno scopo e una causa che, nel senso spirituale e mentale, dovrà
essere la fonte di redenzione per le moltitudini piuttosto che per pochi.”
1521-1

Oltre alla sua intuizione, nella sua incarnazione in Palestina aveva acquisito una consapevolezza personale della presenza di Dio. Nell’antico Egitto era stata con suo padre attuale e l’aveva assistito in una ribellione contro quelli al potere. I genitori furono incoraggiati a sviluppare gli interessi spirituali della loro figlia e si sentirono dire che la direzione attuale della bambina sarebbe dipesa interamente dalla guida e dall’educazione che avrebbe ricevuto.
Benché cresciuta in una famiglia cattolica, suo padre, uno scrittore di qualche riputazione, ebbe una vita colma di frustrazioni dovute a molti aspetti della sua religione. I genitori di [1521] in seguito ottennero alcune letture sulla salute della figlia su vari disturbi infantili, compresa una quantità insolita di peli che crescevano sul retro del collo e sulle spalle della bambina. Diventando adulta [1521] conservò l’interesse per la spiritualità e studiò il cattolicesimo e l’ebraismo (la religione di suo marito).
Ad un certo punto [1521] diventò una cronista di grande successo. Uno degli ultimi rapporti in archivio afferma che lei e il marito ebbero due figli maschi e che ella era appena stata accettata alla facoltà di legge.
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