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lunedì 22 aprile 2019

La reincarnazione di personaggi storici - Nerone

Nerone fu l’ultimo imperatore romano della dinastia di Giulio Cesare. E’ ricordato per il suo carattere instabile, la stravaganza della sua corte e la sua crudeltà. Noto per l’esecuzione di coloro che gli era d’intralcio, mise a morte la propria madre e sua moglie. Iniziò la prima grande persecuzione romana dei cristiani. Il suo regno causò disordini pubblici e fece nemici in tutto l’impero. Nel 64 un grande incendio distrusse Rome e Nerone ricostruì la città; tuttavia persistevano delle voci che Nerone stesso avesse appiccato l’incendio per fare posto per il suo nuovo palazzo. Alla fine il senato romano lo condannò a morte e, stando a quel che si dice, fuggì e commise suicidio.
Nel 1926 un uomo ventiquattrenne contattò Edgar Cayce per una lettura sulla salute. Era un ex-minatore che quattro anni prima in uno scontro automobilistico era stato paralizzato dal collo in giù. Cayce iniziò la lettura sulla salute affermando che una lettura sulle vite passate sarebbe stata molto più interessante. La lettura consigliò di fare un intervento chirurgico nell’ospedale “Johns Hopkins, Mayo o General di New York oppure … nell’Institute di Pittsburgh”. Diede istruzioni dettagliate per l’intervento che raccomandavano di rimuovere e riaggiustare parti della colonna vertebrale. Benché non una cura e nonostante il fatto che [33] sarebbe stato curvo, Cayce disse che avrebbe avuto un certo grado di locomozione.
Al termine della lettura [33[ si sentì dire: “Perché … molte di queste condizioni sono meritate attraverso quelle azioni delle forze mentali e delle forze spirituali del corpo …” [33-1] E poi, sottovoce, Cayce aggiunse, “Per quello ciò che è stato dato all’inizio. Vedete, questo è Nerone.” Al giovane non si parlò del suo collegamento con Nerone, invece Cayce cercò di convincerlo a farsi operare, come aveva raccomandato.
Uno dei pochi rapporti in archivio afferma: “Una lettera prestampata inviata dal nostro ufficio nel 1940 ritornò con la dicitura ‘deceduto’. Per diciotto anni egli fu completamente inerme e quindi dipendeva del tutto da cristiani caritatevoli per ogni cosa.”
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