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martedì 23 aprile 2019

La Reincarnazione può mai essere non necessaria?

“Diverse letture sulle loro vite passate avevano informato i soggetti che questa
potesse ben essere la loro ultima incarnazione sul piano terreno.”
Ricordo il mio stupore alla fine degli anni ’60 quando, cercando la parola
“reincarnazione” nello schedario, trovai una scheda intestata “Reincarnazione: non
necessaria”.
Anni fa, prima che computer e ricerche con una parola chiave semplificassero la
ricerca nelle letture di Cayce, queste venivano studiate usando uno schedario su
cartoncini con indice per soggetto, che riempiva decine di cassetti nella biblioteca
dell’A.R.E. C’erano solo alcune copie intere delle letture. Le letture originali, scritte
a macchina da Gladys Davis, la segretaria di Edgar Cayce, si trovavano nel
sotterraneo dell’Edgar Cayce Foundation. Un’ulteriore copia era conservata al
sicuro in un luogo distante da Virginia Beach, dove erano conservati anche altri
documenti preziosi, e c’era – e c’è ancora oggi – una copia dell’intera serie in
raccoglitori numerati sugli scaffali per l’uso pubblico nella Biblioteca dell’A.R.E.
Creare un indice analitico di oltre 14.000 letture era stato un compito enorme
per cui ci vollero diversi anni prima che il personale e i volontari lo portasse a
termine. Una volta a posto, l’indice aprì il contenuto di questa vasta miniera di
conoscenze sia ai curiosi sia agli studiosi.
Indagando ulteriormente su “Reincarnazione: non necessaria”, scoprì che i
compilatori dell’indice avevano catalogato diverse letture sulle vite passate che
avevano informato i soggetti che quella attuale avesse anche potuto essere la loro
ultima incarnazione sul piano terreno.
Mi chiesi che cosa desse i requisiti necessari a questo gruppo eletto per “essere
promossi” a non dover affrontare un’altra vita di apprendimento. Gli individui che
ricevettero queste informazioni avevano caratteristiche simili in questa vita o nelle
vite passate che venivano menzionate nelle loro letture?
Anni dopo, quando ebbi accesso ai nomi delle persone che avevano ricevuto
quelle letture e mi resi conto di conoscerne diverse personalmente (nessuno fra i
membri di famiglia), fui ancora più affascinato. Nessuno fra le persone che
conoscevo in questo gruppo era un santo – nessuno camminava sull’acqua o, a
mio avviso, aveva condotto una vita “perfetta”. Per esempio, una donna (1472)
aveva aiutato enormemente mio padre Hugh Lynn Cayce, agendo come
conferenziere per l’A.R.E., ma era capace di criticare gli altri al punto di offenderli.
Era brillante, ma aveva una grande opinione di sé e la sua critica poteva essere
distruttiva.
Pensai che la definizione di Dio della perfezione debba essere più complessa di
quanto avessi presunto da ragazzo nella scuola domenicale di catechismo.
Recentemente ripassai le letture sulle vite passate per 18 individui ai quali era
stato detto che avrebbero potuto non aver bisogno di un’altra incarnazione, insieme
con diverse centinaia di pagine di corrispondenza da parte loro, e lo trovai utile ed
interessante. Essi (14 donne e quattro uomini) provenivano da 10 stati diversi, altri
due dall’Inghilterra ed uno ciascuno dal Canada e dalla Svizzera. Non volendo
esacerbare le speculazioni e le dicerie che a volte sento dalle donne in famiglia
secondo le quali le donne sono più spiritualmente evolute rispetto agli uomini, non
farò ipotesi sulle implicazioni di questo fatto. Parlando seriamente, questo dato
potrebbe essere sicuramente attribuito al fatto che tre quarti delle letture sulle vite
passate furono fatti per donne.
La domanda immediata se avessero caratteristiche o schemi di vita in comune
si rivelò più complessa di quanto mi aspettassi, ma la risposta fu un deciso “sì”.
Molti fattori che avrebbero potuto essere uguali o in qualche modo connessi non
sembravano essere in correlazione, come per esempio l’ampia gamma delle loro
età, dai 20 ai 63 anni. Avevano percorsi lavorativi/di carriera assai diversi:
ingegnere, attrice, impiegato statale, segretaria, casalinga, dirigente commerciale,
commessa, ecc., e origini sociali/familiari e d’istruzione assai diverse.

Vi erano anche delle analogie. C’era uno schema
astrologico ricorrente di pianeti chiave: Giove,
Venere, Urano e Mercurio. Per Giove, spesso le
letture descrivono qualcuno che assume una
visione ampia di ogni argomento e ha un senso di
grandezza dello scopo. Per Venere – amore del
prossimo, amore ed apprezzamento di bellezza,
pace ed armonia. Urano – un interesse per il
misticismo e l’occulto, una tendenza ad essere
attratti dagli estremi; intuitivo. Mercurio – qualcuno che è bravo con i numeri,
preciso, magnanimo. Quello che era estremamente interessante per me era la
ricorrenza di questi schemi in tutte fuorché in tre persone.
Nella loro vera essenza, le correlazioni fra queste 18 vite avevano quattro
schemi molto simili. Fui un po’ deluso per il fatto che nessuno degli schemi fosse
straordinario. In realtà sembravano un po’ come piccole lezioni di un corso sulla
Bibbia, ma era anche rassicurante, perché questi sono schemi in cui tutti noi che
conosciamo bene le letture di Cayce ci siamo imbattuti molte volte.
Ecco i quattro schemi di vita ricorrenti con diversi esempi da ciascuno dei 18
individui:
L’ideale del dare e servire
“Una che può dare molta gioia a molte persone, che sempre dà, dà, più di
quanto riceva mai.” 569-6
“Una, quindi, che contribuisce molto di più allo sviluppo di altri su ogni piano.”
2903-1
“Una che spesso pensa agli altri in preferenza a se stessa.” 4500-1
Un ideale d’amore
“Al presente, quindi, continua – come in passato – quelle esperienze che
portano alla comprensione di quelle forze nell’amore che furono manifestate nella
casa di Betania. Mantieni ciò in cui ti sei impegnata, poiché coloro che cercano
attraverso l’amore troveranno. Coloro che cercano attraverso qualche altra fonte
possono essere sbalorditi nella confusione di ciò che si presenta.” 560-1
“Una, quindi, di un’influenza amorevole, nobile nella vita di tutti quelli che l’entità
contatta. Una che fa’ sì che gli altri abbiano fede, fiducia, in se stessi ed in altri. Una
che invita, attraverso l’irraggiamento dell’altruismo in sé, il desiderio di altri ed in
altri di dare di più di se stessi sul piano terreno verso lo sviluppo.” 2903-1
Scegliere i “frutti dello spirito”
“[L’individuo] dà quell’amore per pace, comprensione, contentezza, speranza,
fede, visione, sopportazione, tolleranza, gentilezza amorevole e amore fraterno;
poiché queste cose sono fondate sull’esperienza che l’entità ha fatto …” 2112-1
“… pazienza, sopportazione, gentilezza, tolleranza e amore fraterno, fede,
speranza, carità verso tutti. Questi sono come i figli dello sviluppo dell’entità.”
1741-1
Trasformare gli “scogli” in “trampolini di lancio”
“ … quelle cose che si presentano come errori … come influenza disgregante,
possono essere usate come trampolini di lancio per la creazione di quelle
atmosfere, quegli ambienti in cui ogni singola anima può trovare in una tribolazione,
in una tentazione, anche in una privazione, la bellezza.” 987-2
La lettura dice che il movimento di questa anima verso la fine delle incarnazioni
sul piano terreno è particolarmente connesso alle loro capacità di fermare “la
reazione alle attività di altri portando rancore … la tendenza di non dimenticare
facilmente affronti o differenze …” 560-1
Era interessante in particolare la scelta delle parole di queste letture. Ecco cosa
fu detto a ciascuno:
Numero 987-2, una casalinga di 47 anni: “L’entità può completare al presente la
sua esperienza sulla Terra se sceglie così.”
Numero 1143-2, segretaria, 48 anni: “Questa entità può, mantenendo quegli
sviluppi, fare la sua pace in tale maniera che ci saranno pochi scompigli della Terra
o non ce ne saranno affatto di nuovo nella sua esperienza.”
Numero 4353-4, attrice, 20 anni: “Continua in modo che lo sviluppo dell’anima
possa essere tale da non necessitare un ritorno, a meno che l’entità lo desideri.
Allora può attirare a sé quelle condizioni nelle sue stesse forze mentali attraverso
cui l’anima consegue il suo sviluppo.”
Numero 569-6, massaia di 45 anni: “… continua nello stesso modo che è stato
stabilito nel sé, nello scopo e nella maniera, poiché attraverso i tuoi propri sforzi
non dovrà esserci la necessità di ritornare sul piano terreno, poiché com’è stabilito,
e se verranno mantenuti, questi, sviluppandosi, raggiungerebbero i regni spirituali
più elevati, e quindi continua in quel modo che porta alla vita eterna, poiché in Lui,
in cui hai posto la tua speranza, è la Vita, poiché Lui è la Via, la Verità, la Luce. In
Lui non c’è inganno.”
Numero 116-1, 53 anni, casalinga: “Molto è stato fatto dell’attuale esperienza, e
dipenderà dallo stesso desiderio dell’entità se il ritorno nell’esperienza della Terra
diventerà necessario o no.”
Numero 256-1, contabile, 32 anni: “Queste [capacità] applicate dall’entità con
l’influenza della volontà, tenendo un ideale – non un’idea, un ideale – davanti a sé,
costruiranno per il sé ciò che porterà l’entità laddove poche apparizioni, se ce ne
vorranno, sarebbero di nuovo necessarie in questa sfera terrena.”
Numero 4500-1, 20 anni, studentessa, poi istruttrice di infermieri: “Continua su
quella via che conduce alla Croce, poiché in Lui c’è la luce, e la manifestazione di
quella luce attraverso gli sforzi dell’entità porterà le supreme gioie dell’entità al
punto in cui nessun’esperienza terrena sarà necessaria nello sviluppo dell’entità se
non nel presente, poiché l’entità è in quella sfera di sviluppo in cui supera molti. Altri
anni nel modo giusto e tutto va bene.”
Numero 5504-4, 63 anni, operatore immobiliare: “Nelle capacità che riguardano
l’attuale esperienza, queste possono solo essere aggiunte – restando sulla Via che
abbiamo visto, non ci sarà la necessità, a meno che lo si desideri al presente, di un
ritorno su questa Terra, come esperienza.”
Numero 500-1, 35 anni, donna naturopata: “Quindi in questa esperienza l’entità
può arrivare a conoscere una consapevolezza tale da non dover scegliere di
rientrare sulla Terra, se lo desidera, per continuare ad evolversi; o se i legami
diventano tali che ci sono quei piccoli o grandi desideri nel sé interiore di stare al
posto di coloro in cui era stato creato quell’amore, allora di nuovo essa può
manifestarsi nei desideri dell’esperienza. Questa è una possibilità che dipende,
naturalmente, da ciò che l’entità, l’anima, fa con quella capacità che possiede.”
Numero 560-1, 45 anni, segretaria: “La vita spirituale dell’entità è tale da essere
stata costruita per lo sviluppo in questo attuale piano fino al punto – cioè il desiderio
è tale e mantenuto nell’attuale sintonia – che la Terra non rappresenta alcun
pensiero per l’entità in o dopo questa esperienza.”
Numero 404-1, 41 anni, casalinga: “Una capace di affrontare quelle condizioni
nella vita apparentemente in modo allegro, affabile e disinvolto per gli altri; tuttavia
quello che le viene inflitto per ciò che affronta ha il suo effetto sull’insieme di ciò che
l’entità costruisce, e ciò può essere detto di questa entità come di alcuni che
troviamo in questa esperienza – che potrà essere costruito nel presente ciò che
non richiederà il ritorno nell’esperienza terrena; poiché molto è stato costruito
durante le esperienze sul piano terreno, e i soggiorni sono stati tali da avervi
contribuito, che coloro che sono venuti sotto l’influenza dell’entità saranno - in
qualche periodo della loro esperienza - stati contenti di aver conosciuto l’entità.”
Numero 322-2, 58 anni, architetto: “Non che questo indichi che non ci sia
carattere, né che l’entità non trovi a volte sfoghi per esprimere i disaccordi con
condizioni, circostanze, attività di individui e cose simili; ma invece l’entità prende
queste cose – e le ha prese – con l’aria di uno che porta a termine le cose, che ha
PORTATO A TERMINE delle cose, anche nelle posizioni difficili con il prossimo.
Una posizione assai invidiabile, lo si può ben dire, che l’entità occupa; per
quanto riguarda verità, veridicità, CONDURRE UNA VITA sana o morigerata, cose
che l’entità ha fatto in questa esperienza! E ci sarà poco bisogno, a meno che non
lo si desideri, di un ritorno all’esperienza di questa Terra.”
Numero 1741-1, 42 anni, governante: “Quanto alle capacità dell’entità al
presente, come già detto, queste possono essere fatte eccellere – e l’entità può
così applicare quei principi che le sono stati posti davanti, nella sua assistenza a
quelli che sono intorno all’entità, che non sarebbe necessario alcun ritorno in
questa esperienza o piano, poiché in Lui c’è la Luce e la luce arrivò fra gli uomini,
mostrando agli uomini la via per trovare quella coscienza nel sé – poiché il regno è
dentro, e quando il sé viene reso tutt’uno con quelle forze, ci può essere l’intesa
che è necessaria per “arrivare più in alto. Se sei fedele riguardo alle piccole cose ti
renderò sovrano su molte.”
Numero 5366-1, 53 anni, amministratrice di una scuola superiore per ragazze:
“Questa entità fu fra quelli che stavano con colui che perseguitò la chiesa così a
fondo e suonò la lira mentre Roma bruciava. Questa è la ragione per cui questa
entità è stata sfigurata nel corpo da condizioni strutturali. Tuttavia questa entità può
essere messa da parte. Poiché nelle sue esperienze sulla Terra è avanzata da un
grado basso a ciò che può anche non necessitare una reincarnazione sulla Terra.
Non che abbia raggiunto la perfezione, ma ci sono regni per l’istruzione se l’entità
resterà fedele a quell’ideale di coloro che essa in passato derise a causa del
piacere materialmente portato nelle relazioni con coloro che fecero le
persecuzioni.”
Numero 1472-1, 57 anni, scrittrice e conduttrice radiofonica: “Se verrà
mantenuto quello scopo nel sé [sul fatto se le] attività giornaliere [stanno portando a
quelle attività che sono i frutti dello spirito di verità nella vita o a quelle che portano
all’egoismo], c’è poco bisogno di un ritorno; eccetto come qualcuno che può
condurre la via per coloro che sono ancora nell’oscurità.”
Numero 444-1, 43 anni, donna artista e psichiatra: “Se l’entità si applicherà in
quelle forze che portano a creare dentro di lei e in quelli che l’entità può contattare
giorno per giorno, ideali che sono del tipo che porta ad influenze creative nella
mente, nell’anima e nelle influenze fisiche, attraverso gli stessi l’entità può
guadagnarci e svilupparsi in questa esperienza verso quelle influenze in cui solo
attraverso il desiderio può essere necessario per l’entità di rientrare nell’ambiente
terreno.”
Numero 2112-1, 58 anni, amministratrice condominiale: “L’entità si è disposta in
modo giusto. Per ciò che riguarda quello a cui può arrivare, questo sta soltanto nel
sé, poiché se continuerai in questo modo – e se conserverai la fede – non sarebbe
mai necessario per l’entità entrare di nuovo in questo velo, ma invece di chiedere o
viaggiare attraverso la presenza dei fedeli.”
Numero 2903-1, 58 anni, agente assicurativo: “Poiché la vita spirituale dell’entità
è tale da aver creato sviluppo in questo attuale piano a tal punto – cioè se il
desiderio è tale e si tiene nell’attuale sintonia – che la Terra non necessita essere
nei pensieri dell’entità in questa esperienza o dopo.”
Requisiti generali
In altre letture sulle vite passate, di tanto in tanto il sig. Cayce offriva prescrizioni
per quelli che esprimevano interesse per completare il loro ciclo karmico. Per
esempio, 1037-1 chiese: “Potrò finire il mio scopo in questa incarnazione così che
non avrò bisogno di ritornare sulla Terra?”
La risposta che ricevette fu : “Come possono in molti; se soltanto volessero
sbarazzarsi del vecchio e aggiungere il nuovo che è in Lui; diventando consapevoli
di quella coscienza dell’Io Sono nel sé che diventa uno con Lui. Sì.” In altre parole,
spettava a quella persona soddisfare quei requisiti.
Numero 900-15 chiese: “Com’è stato detto, questa entità può, se le forze della
volontà verranno usate correttamente, non aver bisogno di ulteriore sviluppo su
questo piano terrestre. Questo significa che l’entità può, se sceglierà di vivere in tal
modo, entrare nel Sancta Sanctorum di Dio quando lascerà il piano terrestre
oppure significa che l’entità spirituale [900] si sta soltanto preparando per un altro
piano più elevato di eternità da cui lo sviluppo verso Dio continuerà?”
La sua risposta fu: “Quando si considerano le condizioni, com’è appena stato
descritto e detto, questa entità [900] vedrà e capirà come il piano terrestre attuale
così si manifesta nel suo sé, quelle condizioni renderebbero possibile per lui
svilupparsi sul piano terrestre e svilupparsi sul piano spirituale in modo che l’entità
prepari se stessa, lo sviluppo della sua anima in tal modo da portarla nel regno dei
giusti; essendo le manifestazioni della volontà sul piano terrestre quella barriera,
poiché, com’è stato dato, ‘lo spirito è pronto, la carne è debole’. Com’è stato dato,
Dio non ha voluto che chiunque sia perduto. La rovina dell’uomo è quindi dentro di
lui …”
Nel corso degli anni il criterio di successo per Edgar Cayce, specialmente per le
sue letture, avevano a che fare con la domanda “sono utili e incoraggianti?”
Per me queste letture offrono speranza non solo per quei 18 individui, ma, ad un
livello più profondo, per molti di noi che, dall’infanzia, hanno sviluppato in sé
l’aspettativa di dover essere perfetti, come Gesù, per andare in paradiso. Negli anni
successivi, i concetti di Dio che avrebbe dispensato perdono se avessimo pregato
con sufficiente intensità o di sacerdoti e ministri del culto che dispensano il perdono
di Dio, sollevarono domande e causarono disagio.
Da ciò che so e posso presumere dalle loro lettere e dalle loro letture, queste 18
persone hanno vissuto delle vite piuttosto comuni, facendo delle scelte come noi
tutti. Per me questo sembra un fatto molto promettente.

Venture Inward settembre/ottobre 2009
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