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sabato 21 settembre 2019

La Resurrezione e l'Ascensione di Gesù Cristo secondo le Letture di Edgar Cayce

Le letture di Cayce sono veramente ricche di materiali riguardanti la resurrezione di Gesù e forniscono informazioni che accrescono la comprensione di fatti che finora non erano largamente conosciuti. “Il periodo della resurrezione – qui troviamo ciò in cui voi tutti potete gloriarvi. Poiché senza il fatto che Egli ha vinto la morte, tutta l’esperienza sarebbe finita in nulla.” (5749-10) Come il libro biblico Lettera agli Ebrei, le letture descrivono Gesù il Cristo, anche se Egli era “Colui che ha fatto la terra, il donatore della vita …” (518-1) come “l’uomo Gesù – che diventò il Cristo attraverso le cose che Egli soffrì, e dimostrando sulla terra le capacità di vincere la morte, la legge della morte.” (1877-2, Ebrei 1,1-2; 2,19, 18)

Quindi, benché Egli fosse il primo fra gli uomini, il primo dei figli di Dio nello spirito, nella carne, diventò necessario che Egli soddisfacesse tutti quei rapporti, quei legami che dovettero cancellare nell’esperienza dell’uomo ciò che lo separa dal suo Creatore …
… Sì, quando Egli diede il Suo sangue fisico affinché dubbio e paura potessero essere banditi, così Egli vinse la morte; non solo nel corpo fisico, ma anche nel corpo dello spirito – perché esso possa diventare tutt’uno con Lui [Dio il Padre], proprio come quella mattina della resurrezione – che tu chiami il tuo periodo pasquale. 5749-6

Questa percezione della necessità di vincere la morte nello spirito così come nel fisico è, come abbiamo visto, in conformità con il punto di vista tripartito di Cayce della natura dell’uomo: corpo, mente ed anima o spirito. Inoltre si dice che questa esperienza di Gesù sia affine all’esperienza di ogni persona nel seguente modo: “Ogni anima viene, come Lui, a trovarsi davanti a quel trono del suo Creatore, con le azioni che sono state fatte nel corpo, nella mente, presentando il corpo spirituale davanti a quel trono di grazia, davanti a quel trono del Creatore, di Dio.” (5749-6)
Nelle letture di Cayce troviamo diversi cenni alla natura dell’evento o processo presente nella resurrezione di Gesù. “Il passaggio della vita materiale nella vita spirituale portò il corpo glorificato; facendo quindi sì che il corpo perfetto fosse materializzato nella vita materiale – un corpo glorificato reso perfetto!” (5749-10) Da un lato troviamo il tipo seguente di linguaggio simbolico: “E’ quell’erompere dal sonno affinché esso possa elevarsi come Lui con la guarigione nella sua stessa vita, per portare tutte le fasi dell’esperienza umana alla Sua coscienza – ciò diventò in verità il compimento della legge.” (5749-6)
Dall’altro troviamo alcuni tentativi di descrivere il fenomeno in un linguaggio più tecnico. In risposta alla domanda se il vero mistero della resurrezione abbia a che fare con la “trasmutazione della carne umana in carne divina …” (2533-8) il Cayce dormiente negò che fosse così. “Nessuna trasmutazione della carne, bensì creazione …”

Non vi è alcun mistero riguardo alla trasmutazione del corpo del Cristo. Poiché, avendo raggiunto nella coscienza fisica l’unione con il Padre-Madre-Dio, la completezza fu tale che con la disintegrazione del corpo – come indicato nel modo in cui si trovarono il sudario, la veste, il panno – ci fu allora l’assunzione della forma fisica del corpo. Questo fu il modo. Non fu una trasmutazione come cambiare dall’uno all’altro.
Proprio come indicato nel modo in cui il corpo fisico entrò nella stanza al piano di sopra con le porte chiuse, non perché fosse stato una parte del legno attraverso cui il corpo passò, bensì prendendo forma dalle onde eteriche che erano nella stanza, a causa di un incontro preparato per mezzo della fede. Poiché, com’è stato detto, “Trattenetevi a Gerusalemme – nella stanza al piano di sopra - finché non siate rivestiti di potenza dall’alto.” 2533-8 (Luca 24,49)

Un’altra lettura che fa pensare dice quanto segue: “… quando il Principe della Pace venne sulla terra per portare a termine il Suo stesso sviluppo sulla terra, Egli vinse la carne e la tentazione. Così Egli diventò il primo di coloro che vinsero la morte nel corpo, consentendoGli di tanto illuminare, di tanto vivificare quel corpo da riprenderlo nuovamente, persino quando quei fluidi del corpo erano stati fatti defluire dai fori dei chiodi nelle Sue mani e dalla lancia che perforava il Suo fianco.” (1152-1)
Che si abbia avuto a che fare con un certo processo che comprendeva persino delle dimensioni terrene viene suggerito quando la lettura citata in precedenza continua:

Come indicato nella parola pronunciata a Maria nel giardino, “Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre.” Il corpo (carne) che formava ciò che venne visto dall’occhio normale o carnale di Maria era tale da non poter essere toccato finché non c’era stata l’unione cosciente con le fonti di ogni potere, di ogni forza [vedi Giovanni 20,17].
Ma dopo – quando c’era stato il primo, secondo, terzo, quarto e persino il sesto incontro – Egli disse allora: “Stendi la mano e tocca le impronte dei chiodi nelle mie mani, nel mio piede. Metti la mano nel mio fianco e credi.” Questo indicò la trasformazione.
2533-8 (vedi Giovanni 20,27)

Questo punto è ulteriormente sviluppato qui:

Proprio come fu con il corpo del Cristo: “Figli, avete qualcosa da mangiare qui?” Questo indicò ai discepoli e agli apostoli presenti che questo non era trasmutazione, bensì una rigenerazione, una ricreazione degli atomi e delle cellule del corpo che potevano, attraverso il desiderio, masticare delle cose materiali – furono dati pesce e miele (nel favo) [vedi Luca 24,41-43].
Come inoltre indicato più tardi, quando Egli si trovò vicino al mare e i discepoli e gli apostoli che Lo videro da lontano non poterono, nella luce del primo mattino, distinguerLo – ma quando Egli parlò, la voce fece tale impressione sulla mente del discepolo amato che questi disse: “E’ il Signore!” [vedi Giovanni 21,7] Il corpo aveva preparato il fuoco sulla terra – fuoco, acqua, gli elementi che determinano la creazione [vedi Luca 12,49; Genesi 1,2]. Poiché come lo spirito è il principio, acqua unita dagli elementi è la madre della creazione.
Non trasmutazione della carne bensì creazione, nello schema indicato. 2533-8

Vengono forniti ulteriori dettagli nel seguente passaggio:

Quindi quando quelli dei Suoi cari e dei Suoi fratelli vennero quella lieta mattina quando le notizie erano giunte loro, coloro che erano di guardia udirono un rumore spaventoso e videro una luce e – “la pietra è stata tolta!” Allora entrarono nel giardino e lì Maria vide per prima il suo Signore risorto. Poi arrivarono i Suoi fratelli con le donne fedeli, coloro che amavano Sua madre, coloro che erano le sue compagne nel dolore, coloro che stavano facendo i preparativi affinché fosse mantenuta la legge che persino là non ci fosse alcuna profanazione del terreno intorno alla Sua tomba. Anch’essi, i Suoi amici, i Suoi cari, i Suoi fratelli videro gli angeli.
Come, perché, presero forma? Perché venisse impresso nei loro [dei discepoli] cuori e nelle loro anime quel mantenimento di quelle promesse.
5749-6 (vedi Marco 16, 9-11; Giovanni 20,11-18)

Un’altra lettura parla di uno che “vide quelle visioni e sapeva del tremare della terra, sapeva di coloro che si levarono dalla tomba.” (3615-1; vedi Matteo 27, 52-53)

In una lettura fu posta una domanda specificatamente sul primo incontro nella stanza al piano di sopra dopo la resurrezione di Gesù (vedi Giovanni 20,19-23):

D - Per favore spieghi: “Egli alitò su di loro e disse: ‘Ricevete lo Spirito Santo.”
R - Quel cambiamento di dubbio e paura che nacque nelle menti e nei cuori di quelli riuniti in quella stanza. Per la loro paura dell’interpretazione del fenomeno di cui si faceva esperienza, Egli alitò. Come l’alito della vita fu alitato nel corpo dell’uomo, vedi, così Egli alitò quello dell’amore e della speranza nell’esperienza di coloro che dovettero diventare testimoni di Lui nel mondo materiale. 5749-10

Altrove troviamo un riferimento ad uno che “Lo vide benedire quelli intorno a Lui, dopo la resurrezione.” (2620-2) Qui troviamo di nuovo un riferimento alla preparazione spirituale necessaria di coloro che dovevano e devono servire nella Sua continua missione e nel Suo lavoro nel mondo.
Un’altra lettura menziona uno che “fu con quel gruppo quando arrivò la proclamazione da parte di Pietro, Giovanni e Giacomo che ‘il Maestro vi precederà in Galilea.’” (3615-1; vedi Matteo 26,32; 28,7,10,16) Questa stessa lettura descrive l’ascensione di Gesù parlando di uno che “fu fra i cinquecento che Lo videro quando entrò nella gloria e videro gli angeli, udirono il loro annuncio dell’evento che un giorno dovrà avverarsi – e accadrà solo a chi crederà, che avrà fede, che Lo attenderà e si aspetterà di vederLo così com’è.” (Luca 24,44-53; Atti 1,6-11; Marco 16, 15-20) Rileviamo che questa citazione si riferisce anche alla “seconda venuta” di Gesù, un tema che prenderemo in considerazione in seguito.
Le letture di Cayce tentano di spiegare in vari modi il significato della resurrezione così come i suoi modi appropriati di applicazione attuale nella vita umana. Un tema ricorrente di interpretazione è il merito di Gesù: “… quando per la sola condizione umana sulla croce, anzi, nella tomba, ogni speranza sembrava abbandonata; tuttavia proprio come la locanda non poté contenere la sua nascita, così non poté la tomba contenere il Suo corpo; perché ESSO era purificato, nell’amore, nel servizio, in armonia con la volontà di Dio.” (1152-4)
Lo stesso tema viene espresso ulteriormente nella lettura seguente:

Si dovrebbe ricordare che – benché Egli si piegasse sotto il fardello della croce, benché il Suo sangue fosse versato, benché Egli entrasse nella tomba – attraverso quel potere, quella capacità, quell’amore manifestato in Lui Stesso fra i Suoi simili, Egli ruppe i vincoli della morte; proclamando in quell’atto che la morte non esiste quando l’individuo, l’anima, ha posto e pone la sua speranza in Lui …*
Attraverso quella capacità di rendere Se Stesso tutt’uno con il Padre, Egli ha acquisito quel diritto, quell’onore di dichiarare Se Stesso a tutti quelli che Lo Ascolteranno. 5749-13

[* Subito dopo questo passo troviamo queste parole di validità contemporanea (12 marzo 1941): “Così in questa ora di disperazione in tutto il mondo, quando quelle attività sono tali da indicare odio, ingiustizia, tirannia, desiderio di soggiogare o di costringere gli altri di sottomettersi ai dettami di questo o quell’altro potere – che tutti si facciano coraggio e sappiano che anche questo, come l’ora sul Calvario, deve passare; e che sulle ali del mattino arriverà quella nuova speranza, quel nuovo desiderio, ai cuori e alle menti di tutti quelli che cercano di conoscere il Suo volto.” Poi, nel suo modo tipico, il Cayce dormiente si rivolse direttamente alla persona che aveva richiesto la lettura, e disse: “Questo deve avere inizio nel tuo stesso cuore. Quindi che tutti esaminino il cuore e la mente in modo da mettere da parte dubbio e paura; mettendo da parte odio e malizia, gelosia e quelle cose che fanno sbagliare l’uomo. Sostituite queste cose con il desiderio di aiutare, con la speranza, con la disponibilità di dividere voi stessi e ciò che vi circonda con coloro che sono meno fortunati; indossando l’intera armatura di Dio – nella rettitudine.” (5749-13; Lettera agli Efesini 6,11-17)]

Il singolo tema più universalmente caratteristico per le lettura di Edgar Cayce è forse l’importanza che danno alla necessità di appropriazione ed applicazione personale e anche collettiva della verità. Non vi si accetta mai che la teologia, la teoria, persino la fede esistano per un fine a se stessi, bensì devono servire a migliorare la qualità nelle relazioni, sia interiori sia esteriori, della vita umana di tutti i giorni. Così leggiamo: “La resurrezione di Gesù, il Cristo, è un fatto significativo per ogni individuo solo a seconda di come egli la applica (in quanto è significativa per lui) nella sua vita, esperienza e conversazione quotidiana con il suo simile.”
In questo contesto interpretativo vengono fornite varie ammonizioni ed esortazioni. Quindi viene posta la domanda alle persone a cui si rivolge una particolare lettura:

Quindi, in un mondo materiale – un mondo di odio, di opinioni divise – qual è il corso che ciascuno di voi seguirà, nei suoi rapporti con il prossimo?
E’ il corso delineato dalle dottrine, dai principi che Egli, l’Insegnante degli insegnanti, diede rispetto al modo di vita, alle attività, che ciascuno di voi darebbe ai propri rapporti e relazioni con il prossimo?*
[** Questo riferimento al “corso delineato dalle dottrine, dai principi” insegnati da Gesù è un’espressione dell’interpretazione costante di Cayce del metodo di insegnamento di Gesù. Vale a dire che vengono messi in risalto i principi più ampi di condotta, che devono essere applicati nelle situazioni concrete da ciascun individuo a seconda di come, nella misura della sua sintonia con lo Spirito di Dio, percepisce la volontà di Dio e la Sua guida. Tuttavia, dato che le letture di Cayce non proclamano alcuna forma di individualismo sfrenato, sembra che le decisioni etiche prese con questo mezzo emergano nel contesto della partecipazione all’amicizia di altri interessati, specialmente quelli della “casa della fede” (518-1) Il riferimento successivo al Suo “ritmo … modo e maniera” (5749-12) mette in chiaro che il processo in questione è uno che sottolinea la sensibilità spirituale nel senso più ampio e profondo, invece della mera razionalità. La delicatezza, la maestria implicata in questa attività è indicata dalla seguente citazione: “ … esaltaLo, glorificaLo in ogni parola, ogni attività, in tutti i tuoi rapporti con il prossimo. Con il tuo stesso passo, con il tuo stesso sguardo, con la tua parola, crea speranza nei cuori, nelle menti e nelle vite degli altri.” (5749-13)]

Sappiamo, e ce lo devono solo ricordare, che l’intera legge è in Lui. Poiché, come Egli diede ciò che è la base, il principio dell’intento, desiderio e scopo che dovrebbe ispirare la nostra attività, così noi nel mondo – come viviamo, come parliamo, come preghiamo – dobbiamo lasciare che sia in quel ritmo, in quel modo e quella maniera che fu ispirata da Lui, quando Egli insegnò ai Suoi discepoli come pregare.
Quindi, quando analizziamo questa preghiera nella nostra esperienza, vediamo ciò che la vita, la morte, la resurrezione di Gesù, il Cristo – che è la Via, la Verità, la Luce – devono significare in questo periodo nell’esperienza dell’uomo. 5749-12 (vedi Luca 11, 1-13)

[Spesso le letture di Cayce mettono in rilievo il fatto che la meditazione è un elemento integrante della categoria più ampia della preghiera, che si deve ascoltare Dio e anche parlarGli (262-127; 5265-1; 2051-5; 987-2; 282-4; 262-89). Una lettura offre la seguente versione di ciò che viene chiamato il Padre Nostro: “Padre Nostro che sei in cielo, santificato sia il Tuo nome. Venga il Tuo regno. Sia fatta la Tua volontà; come in cielo, così in terra. Dacci per domani i bisogni del corpo. Dimentica quelle colpe come noi perdoniamo coloro che ci hanno offeso e ci offendono. Sii Tu la guida nel tempo di afflizioni, scompigli e tentazioni. Conduci noi sulle vie della rettitudine per amor del Tuo nome.” (378-44) Questa preghiera fu introdotta dalle parole: “Fa’ che le cose materiali non ti accechino talmente da diventare un ostacolo nella tua esperienza. Rendi gloria al tuo Creatore nel nome di Colui che ti insegnò a pregare …”]

Il significato cosmico della resurrezione di Gesù, insieme con alcuni aspetti della sua giusta applicazione, viene ulteriormente chiarito nel seguente passo: “Quindi, quando mediti sul significato della resurrezione di questo uomo di Dio – sappi che la via è aperta per te per avvicinare il trono di Dio; non come una scusa, non come una giustificazione, ma piuttosto nell’amore, nell’armonia, in ciò che porta la speranza per un mondo malato di peccato.” (5749-12) Si ricordò alle persone a cui era rivolta la lettura che questo modo di vivere significava anche “un tal modo da portare pace ed armonia, persino fra coloro che sembrano essere in contrasto con la causa del Cristo nel mondo materiale.”
Ad alcune persone vicine ad Edgar Cayce una lettura fatta il 5 aprile 1936 disse:

Aprite gli occhi e vedete la gloria, proprio del vostro Cristo presente qui, ora, in mezzo a voi! esattamente come Egli apparve a loro quel giorno! …
Anche voi dubitate spesso; anche voi avete spesso paura. Ma Lui è di certo con voi. E quando, in questo periodo felice, riconsacrate la vostra vita, il vostro corpo, la vostra mente al Suo servizio, anche voi potete sapere, come loro, che Egli vive - e sta alla mano destra di Dio per intercedere per voi – se volete credere; se volete credere che Egli è, ne potete fare l’esperienza. 5749-6

… Egli è vostro Fratello, il vostro Salvatore, il vostro Gesù, il vostro Cristo; che vuole venire e risiedere nei cuori e nelle vite di tutti voi – se solo volete permetterGlielo, se solo Lo volete invitare, se solo volete aprire i vostri cuori, ciascuno di voi, affinché Egli possa entrare e dimorare con voi …
Non crocifiggeteLo nella vostra mente né nelle vostre attività corporee. Non siate sopraffatti da queste cose che sono terra-terra. Invece rivestite il vostro corpo, la vostra mente con i pensieri, le azioni, i privilegi che la Sua sofferenza come uomo vi ha portato …
5748-6 (vedi Lettera ai Filippesi 2,1-11)

Altrove in questa stessa lettura Cayce pose una domanda più ampia:

… perché si è incarnato ed è venuto sulla terra nella forma di uomo se non per essere tutt’uno con il Padre; per mostrare all’uomo la sua [dell’uomo] divinità [derivata], il rapporto dell’uomo con il Creatore; per mostrare all’uomo che il Padre davvero lo intese quando disse: “Se chiamate, udirò. Anche se siete lontani, anche se siete coperti di peccato, se siete lavati nel sangue dell’agnello potere tornare.”
5749-6 (vedi Isaia 1,18; 65,24; Apocalisse 7,33; 11,11)

[Può essere appropriato ricordare al lettore che nelle letture di Cayce la “divinità” dell’uomo è più una questione morale e spirituale che ontologica. “… l’uomo come uomo pio può essere vicino al divino.” (1301-1; vedi Giovanni 10, 34-36)]

Dovunque è possibile le letture di Cayce mettono in rilievo l’attuale importanza, gli effetti e la realtà della resurrezione, o piuttosto di Colui che è il Signore risorto ed è presente con coloro che lo vogliono ricevere. “… Io sono la resurrezione, la vita …” (1747-3; vedi Giovanni 11,25-26) [Questa lettura continua con una dichiarazione, pronunciata come parola di Gesù, che, tuttavia, si riferisce ad eventi passati: “… ‘Ti ho detto di distruggere il corpo e che in tre giorni lo avrei ricostruito’” (1747-3; vedi Giovanni 2,19)] “ … al cuore e all’anima Egli portò una luce che non si esaurisce, un’acqua che è viva, una casa che è eterna, un pane che è in verità un sostegno della vita! Poiché Egli E’ quella vita – quella VITA!” (1152-4) Egli è “… Vita, Luce ed Immortalità per il mondo di oggi – sempre.
Poiché Egli non cambia.” (1290-1; vedi Timoteo 1,10)
Un altro modo di applicazione attuale viene fornito nel passo seguente: “Poiché la morte non ha pungiglione, non ha potere su coloro che conoscono la resurrezione … che portò alla coscienza dell’uomo quel potere che Dio ha dato all’uomo, che può ricostruire, risuscitare, persino ogni atomo di un corpo fisicamente malato, che può risuscitare persino ogni atomo di un’anima malata di peccato, può risuscitare l’anima così che continua sempre a vivere nella gloria di un Cristo risorto, rigenerato nelle anime e nei cuori degli uomini!” (1158-5; vedi Corinzi 15,55-57)
Un passo molto evocativo parla dell’esperienza di Gesù – e propriamente anche di noi – con parole di un tipo di principio universale di reciprocità:

Poiché sempre è stato ed è, anche nella materialità, un mondo reciproco. “Se volete essere il mio popolo, sarò il vostro Dio.” [vedi Geremia 7,23 ecc.] Se vuoi conoscere il bene, fa’ il bene. Se vuoi avere la vita, da’ la vita. Se vuoi conoscere Gesù, il Cristo, allora sii come Lui; che morì per una causa, senza vergogna, senza colpa eppure morì; e attraverso ciò [fu] in grado di fare ciò che questo periodo dell’anno [lettura fatta il 28 marzo 1937] rappresenta – la resurrezione!
Resurrezione significa che cosa? E’ reciproco di ciò che è stato espresso. Com’è stato detto ancora da colui che conoscevi ma che ti era antipatico (perché tu preferivi Pietro).”* “Non c’è vita senza morte, non c’è rinnovamento senza che il vecchio muoia.” *[vedi Corinzi 4,10-11; 6,9] Morire non è cancellare, è una transizione – e puoi conoscere la transizione da ciò che entra nell’esperienza per mezzo di quelle stesse attività, che “con quale misura misuri, ti verrà misurato in cambio.” [Matteo 7,2] Quella fu la Sua vita, quella è la tua vita, quella è la vita di tutti …
Egli mise da parte il sé, lasciando che fosse inchiodato sulla croce; affinché il nuovo, il rinnovare, il soddisfare, l’ESSERE la legge, diventasse la legge!
Poiché è la legge ESSERE la legge, e la LEGGE è amore! Proprio come Egli dimostrò in tutte le Sue manifestazioni, nelle esperienze materiali sulla terra …
… Non è un mondo reciproco? Ciò che semini, lo raccogli. 1158-9 (vedi Galati 6,7)

Notiamo alcuni riferimenti nelle letture al cammino verso Emmaus (1158-2). Tuttavia non vengono forniti alcuni dettagli. Altrove leggiamo che “ci furono circa cinquemila persone che videro ed udirono le parole del Maestro dopo la resurrezione …” (1877-2; vedi I Corinzi 15,1-8)

*********** Le letture di Cayce, nei loro riferimenti dettagliati al periodo della chiesa cristiana primitiva, specialmente quello della sua prima (o apostolica) generazione, sono molto chiare e particolareggiate nel riferire le critiche contemporanee della persona e dello stile di vita dell’apostolo Paolo (1151-10; 1541-11)

a cura di: www.edgarcayce.it
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