Site Logo
domenica 17 novembre 2019

Le Forze Invisibili nella Nostra Vita

Con una nuova era di illuminazione presto in arrivo, un’era in cui i poteri che
avevamo nell’antica Atlantide e in Lemuria ritorneranno a noi, occorre che
impariamo ed applichiamo le influenze di ciò che 72 letture di Edgar Cayce
chiamano “le forze invisibili”. Queste letture descrivono le forze invisibili come “una
coscienza di quella forza divina che emana nella Vita stessa su questo piano
materiale.” (281-7)
Secondo le letture, le forze invisibili sono più potenti di quelle visibili o di ciò che
qualcuno chiama realtà (262-8). Le leggi e la fisica della realtà materiale sono,
secondo le letture, il risultato, non la causa o fonte delle nostre situazioni o
capacità. Ogni vita proiettata in questo mondo viene da influenze invisibili dentro di
noi, non dall’esterno. Persino il male che vediamo intorno a noi o sentiamo dentro
di noi è un risultato della libertà data a tutti gli spiriti e alle menti da ciò che le letture
chiamano “le Forze Creatrici”. Le debolezze umane e il male fatto dall’uomo sono
un risultato dell’uso scorretto del libero arbitrio. Le letture sostengono che questo
uso scorretto si sia verificato molto tempo fa nello spirito e nella mente, prima che
abbia avuto inizio la vita materiale. Qui si sottintende il fatto che tutte le influenze
esteriori, che siano buone o cattive, emanano dai regni invisibili dello spirito e della
mente.
Prendiamo in esame le peggiori azioni criminali degli esseri umani. Queste sono
dovute più alle forze invisibili nello spirito e nella mente del perpetratore che alla
propria educazione o ai geni. Molte anime sono state cresciute da genitori cattivi o,
in realtà, inesistenti in ambienti terribili, eppure tante fanno molto con la propria vita.
Altre distruggono tutto ciò che toccano. L’elemento chiave è l’influenza dello spirito
o degli spiriti in esse e i pensieri cupi che le rendono così pericolose e insensibili.
Le letture di Cayce riconoscono la “guerra” che avviene in noi e tra i regni
invisibili e quelli visibili (281-7). Le sue letture persino chiamano questa guerra il
vero Armageddon, una battaglia fra le influenze che entrano sul piano terrestre e
quelle che ne vengono estromesse (3976-15).
Anche le anime produttrici di luce lottano contro le forze oscure in se stesse per
mantenere il controllo della Luce. E’ difficile essere canali puri della Luce in questa
vita, nelle nostre famiglie e sui posti di lavoro, persino nel nostro cuore e nella
mente. E’ una battaglia terribile, una guerra di egoismo ed oscurità contro
l’attenzione amorevole per gli altri e la luce di verità, speranza ed eternità.
Le letture di Cayce ammoniscono i Figli di Dio, i Figli della Legge dell’Uno (come
spesso si riferiva ad essi) di cercare e mantenere la loro consapevolezza delle
forze divine, poiché queste li proteggeranno dalle intenzioni oscure degli altri e
dalle loro stesse debolezze.“ Com’è stato dato, e come molti ne hanno fatto
l’esperienza, aprendo se stessi alle forze invisibili intorno a noi, eppure sempre
fortemente contrastati da quelle influenze, eccetto quando sono nella presenza
della Sua influenza, allora, quando le forze vengono innalzate nel sé sappi - senza
dubbio – che ci sono le Sue influenze protettrici, abili, volenterose, capaci, e che
aiuteranno in quella direzione in cui tali vibrazioni, tali influenze, sono innalzate
verso quegli individui a cui sono dirette, anche per mezzo della lingua parlata;
poiché, come si vede, com’è compreso da molti, dalla maggior parte, che le forze
invisibili sono le forze attive, i principi attivi.” (281-7)
Per evitare l’influenza sottile, insidiosa del male e dell’egoismo, persino i migliori
fra noi devono cercare la protezione e l’assistenza dell’influenza divina, quella
coscienza del divino che è con noi. “Lo spirito è davvero pronto, ma la carne è
debole,” così insegnò Gesù Cristo che affrontò le tentazioni di Satana e si allontanò
da lui (Matteo 26,41 e Marco 1,3). Quando non riusciamo ad essere memori del
divino e delle più elevate vibrazioni corporee del divino risvegliate in noi, dobbiamo
alzarci e provare di nuovo, senza mai condannare noi stessi o limitare la capacità
del divino di redimerci, di purificarci e di renderci più forti. Cayce: “Non essere
pauroso perché il fallimento sembra esserti d’intralcio o perché vacilli – bensì
“quante volte devo perdonare o chiedere perdono – sette volte?” “Sì, settanta volte
sette!” o “non come ho vacillato, ma ho nuovamente cercato il Suo volto?” “Non
potevate vegliare con me per una sola ora?” L’uomo l’ha gridato! “Continuate a
dormire, ora, e riposate, poiché verrà l’ora in cui sarò solo.” Così troviamo i
cambiamenti, le debolezze nella carne – ma colui che cerca troverà, e ogni volta
che busserete arriverà la risposta. Cerca di essere tutt’uno con Lui, nel corpo, nella
mente, nell’anima!” (281-7)
La vita è una sfida. E’ una danza fra la solitudine dell’autocoscienza e la
coscienza disposta a collaborare, consapevole e in cerca della guida delle Forze
Creatrici, delle Forze Buone e delle vibrazioni superiori.
Pensate alle sfide che il Maestro affrontò.
“Quando emettete tali forze, quindi, state attenti che non abbiate alcun dubbio sul
fatto che queste portino ciò che Lui vede più giusto: “Non la mia volontà, oh Padre,
sia fatta, ma la Tua!” Questo, che cosa Gli ha portato? La croce, i fardelli, la corona
di spine – eppure, nella sua essenza, portò quelle capacità di superare la morte,
l’inferno e la tomba. Così, come noi ci eleviamo a quella comprensione che la Sua
presenza sta guidando e dirigendo quelle influenze intorno a coloro ai quali
vogliamo indirizzare la Sua causa (poiché loro si sono rivolti a noi), allora sappi che
la Sua volontà viene fatta nel modo in cui tu l’hai inviata a quell’individuo [che cerca
aiuto da noi]!”
Perché il grande sforzo? Per gli scompigli e i timori? Perché siamo dei in
formazione, angeli perduti con la potenzialità di diventare coscientemente per
sempre i compagni di Dio. Non siamo solo individui nati di nuovo che cerchiamo di
vivere la nostra vita così che la nostra morte ci porterà ad una buona vita
ultraterrena. Siamo entità celesti vive dall’istante in cui il nostro Creatore disse: “Sia
la luce.” (Genesi 1,3), “facciamolo a nostra immagine, a nostra
somiglianza,” (Genesi 1,26) e “siete dei, figli e figlie dell’Altissimo.” (Salmo 82,6)
Arriviamo in questa incarnazione con moltissime influenze karmiche, buone e
cattive. Le letture di Cayce ci incoraggiano a concentrare la nostra attenzione sulle
cose positive ed a minimizzare quelle negative, a pensare alle nostre virtù ed a
minimizzare, assoggettare, i nostri vizi – ed a fare lo stesso con chi ci sta intorno in
questa vita.
La transizione dall’egocentrismo terreno all’unione celeste con le forze della
stessa Vita e Luce richiede alcune modifiche nel nostro cuore e nella mente, alcuni
progressi negli schemi karmici delle abitudini che abbiamo costruito nel corso di
molte incarnazioni e anche nei soggiorni in altre dimensioni di vita. Queste
transizioni possono essere paragonate ad una donna incinta che cerca di adattare
il proprio corpo per far nascere questa nuova vita. In seno alla nostra coscienza
abbiamo concepito il nostro vero sé, la nostra natura divina, tuttavia dobbiamo
dilatare la mente ed il cuore sufficientemente per far nascere questo nuovo sé,
questo sé risorto, più saggio, di buona compagnia per il Creatore.

Ogni giorno, ogni situazione, ogni rapporto, ogni
conversazione, ogni pensiero che abbiamo in testa è
un’opportunità per avvicinarci di più alla Luce o
all’oscurità. Come le letture di Cayce spesso ci fanno
notare, dobbiamo impegnare il nostro libero arbitrio,
dobbiamo impegnarlo con l’aiuto delle forze invisibili
che, provenienti dalle influenze divine, si diffondono in
noi e nella nostra vita (se cerchiamo di farlo e ci
sforziamo di continuare in tal modo ogni giorno). Il
dono più grande che abbiamo per risorgere ed
illuminarci è la volontà di scegliere e l’aiuto delle forze
invisibili dell’influenza divina, che abbiamo sollecitato e cercato con fede e
determinazione.
Non è una vita di conflitto, rinunce, stenti e malinconia. Persino il Maestro
scherzò andando nel giardino e infine alla crocifissione. Vi è una gioia
profondamente confortante che accompagna la danza quotidiana fra l’oscurità e la
luce, fra dubbi e fede piena di luce, fra l’energia bassa e le vibrazioni elevate.
L’amore scorre. La luce ci conforta, guida e rinforza. Pace e contentezza
assoggettano gli alti e bassi, creando un santuario saldo ed affidabile dentro di noi.
Le forze invisibili hanno quattro canali più importanti attraverso i quali influenzano
la nostra vita esteriore. Il primo è attraverso la nostra stessa intuizione – un
“sapere” che sembra arrivare dal nulla, tuttavia percepiamo la sua esattezza. I
nostri sogni portano nella nostra vita molte impressioni ed immagini di queste forze.
Le nostre meditazioni attingono a queste forze, innalzando le nostre vibrazioni
corporee e la nostra mente alle influenze divine. Le forze invisibili possono
manifestarsi in molti modi, alcuni spettacolari, altri banali, ma vitali per noi. Ecco un
esempio dall’archivio di Cayce.
Una madre chiese a Cayce di aiutarla con il figlio undicenne che soffriva di un
disturbo patologico ed emotivo debilitante che faceva sì che bagnasse il letto ogni
notte per undici anni di fila! Cayce le disse: “E’ nella consuetudine della pace nel
sé, dell’amore reso manifesto nel sé, che li si rendono manifesti nei propri rapporti
con gli altri. Non come un individuo santarello, bensì come uno che è buono per
qualcosa; che porti pace, gioia, contentezza, speranza. Quando ogni cosa intorno a
te sembra turbato, quando tutto sembra perduto, sappi che Lui nel Suo amore e
nella Sua pazienza può trasformare tali condizioni in gioia vittoriosa, in contentezza
che rende il cuore, la mente, gli occhi, il corpo, la voce, gioiosi per il fatto di vivere
per amor di Cristo.” (3165-1) Cayce proseguì consigliandole di portare questi
pensieri con sé nel sonno, meditando su di essi nel cuore e nella mente mentre si
addormentava. Le diede inoltre una suggestione specificata con cura da dare al
figlio mentre si addormentava. La donna mise in pratica le indicazioni di Cayce
facendosi un esame di coscienza e meditando mentre si addormentava. Poi, la
prima sera che diede la suggestione al figlio, con il quale aveva ormai risolto alcuni
suoi problemi, egli non bagnò il letto! Dopo 11 anni continui di enuresi, egli non
bagnò mai più il letto. La guarigione in entrambi fu completa. Una vittoria gioiosa
era stata raggiunta attraverso i profondi processi interiori delle forze invisibili che
emanavano dall’influenza divina in entrambi.
Dei molti insegnamenti che giunsero attraverso la sintonizzazione di Cayce con
la Coscienza Universale, fra i più importanti devono essere comprensione, ricerca
ed applicazione pratica delle forze invisibili nella nostra vita e nei nostri rapporti,
particolarmente in questi giorni di preparazione per una nuova era di illuminazione.
Personal Spirituality, novembre/dicembre 2007
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
La pubblicazione del materiale contenuto in questo sito è stata autorizzata dall’A.R.E., Inc., Virginia Beach, con tutti i diritti riservati all’A.R.E., Inc. Virginia Beach, all’A.R.E. Press, Association for Research and Enlightenment, Inc., a nonprofit organization, e, per le citazioni delle letture di Cayce, a Edgar Cayce Readings ©1971,1993,1994,1995,1996 by the Edgar Cayce Foundation.All rights reserved.
powered by Infonet Srl Piacenza