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venerdì 22 novembre 2019

ll Padre Nostro e i Sette Centri Spirituali: un’interpretazione dalle Letture di Cayce

Le letture di Cayce rivelano che il Padre Nostro descrive il corretto movimento di
energia nella meditazione. Questa preghiera può essere usata come un mezzo per
la mente che assicuri che questa condizione ottimale sia raggiunta. Nel passo
seguente tratto dalle letture troviamo il suggerimento che il Padre Nostro fu dato da
Gesù specificatamente per riferirsi all’apertura dei centri spirituali.
! ! D: - Lo schema del Padre Nostro com’è collocato sulla nostra tabella
! ! ha qualche connessione con l’apertura dei centri?
! ! R: - Qui è indicato il modo in cui è stato dato riguardo allo scopo per il
! ! quale fu fornito; non come l’unico modo, bensì come un modo che
! ! sarebbe servito a coloro che cercavano di essere – come altri –
! ! cercatori di una via, di una comprensione, dei rapporti con le Forze
! ! Creatrici. In relazione a questo, quindi, ha il posto giusto.
! ! D: – In questo nesso come dovrebbe essere usato il Padre Nostro?
! ! R: – Sentendo, per così dire, il flusso dei significati di ogni porzione
! ! dello stesso in tutto il corpo fisico. Poiché, quando vi è la risposta
! ! alle rappresentazioni mentali di tutti questi nel corpo mentale,
! ! esso può inserirle nel corpo fisico nel modo in cui Egli, il tuo
Signore, tuo fratello, così bene si espresse: “Ho del cibo del quale
! ! voi non sapete nulla.”
! ! ! ! 281-29
Dicendoci come usare questa preghiera, la secondo risposta indica che, quando
concentriamo la nostra coscienza sulla preghiera, c’è una risposta da un livello
profondo della mente (“la risposta alle rappresentazioni mentali di tutti questi nel
corpo mentale …”). Questa risposta da un livello più profondo della mente è
accompagnata da una reazione fisiologica – c’è una sintonizzazione che apre il
flusso di un livello più profondo di energia in noi (“Ho del cibo del quale voi non
sapete nulla”.). Questo principio vale se ci concentriamo sul Padre Nostro o su
qualche altra affermazione che contiene il nostro ideale per la crescita spirituale.
Nella prima risposta sopra viene fatto un riferimento ad una tabella in cui le
persone che pongono la domanda avevano messo le varie parti del Padre Nostro in
relazione con i diversi centri spirituali. La lettura indica che avevano attribuito
queste relazioni in modo corretto. La tabella era questa:
IL PADRE NOSTRO ED I SETTE CENTRI
CENTRO PINEALE
- SIA SANTIFICATO IL TUO NOME
- E LA POTENZA
CENTRO PITUITARIO
- PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI
- E LA GLORIA NEI SECOLI
CENTRO TIROIDEO
- VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’
- POICHE’ TUO E’ IL REGNO
CENTRO DEL TIMO
- MA LIBERACI DAL MALE
CENTRO SURRENALE
- RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO
AI NOSTRI DEBITORI
CENTRO DELLE CELLULE DI LEYDIG
- E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE
CENTRO DELLE GONADI
- DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO
Conoscere questa relazione fra i centri spirituali e le varie parti del Padre Nostro
può aiutarci ad usare la preghiera in modo più efficace? Se la esaminiamo come
una preghiera specifica di sintonizzazione, vi è un modo in cui possiamo usarla
all’inizio di ogni periodo di meditazione prima che incominciamo a lavorare con
l’affermazione specifica. Questo metodo sarà utile in tutto il processo di
sintonizzazione che cerchiamo nella meditazione. Vogliamo “sentire il significato” di
ogni porzione della preghiera, il significato che ha nella mente e nel corpo. La
tabella sopra suggerisce che ogni frase riguardi delle qualità simili a quelle
concentrate in ciascuno dei centri spirituali.
“Padre nostro, che sei nei cieli” è diretto al centro pituitario e può essere usato
per risvegliare la consapevolezza di unione. Potremmo connettere questo con il
concetto di un unico Dio o dell’unione del Padre. Quando diciamo “sia santificato il
Tuo nome” dovremmo sentire la presenza della Mente Cristica dentro di noi.
Possiamo vedere questo rapporto se teniamo a mente come armonizzano i termini
seguenti: Nome, Verbo, il Verbo fatto Carne, la Luce, il Cristo. Quella parte della
Divinità che è rappresentata nella Trinità come il Cristo ha il suo punto di contatto
nel corpo nel centro pineale. Pronunciando questa parte della preghiera vogliamo
ottenere una consapevolezza della presenza del Cristo in noi. “Venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà” è diretto al centro tiroideo ed è adatto a risvegliare una
coscienza della volontà ubbidiente. Così possiamo vedere che il Padre Nostro
inizia rivolgendosi ai tre centri superiori, affermando la supremazia di Dio dentro di
noi.
Potremmo pensare alla parte successiva del Padre Nostro, che si rivolge ai
centri inferiori, come ad una preghiera d’”aggiramento”. Quando l’energia – il pane
quotidiano - s’innalza, ci interessa aggirare gli schemi disorientanti o distruttivi
associati con i centri inferiori. Alcune scuole di pensiero parlano di risvegliare e
dominare i centri spirituale in successione, come i pioli di una scala. Se quel tipo di
risveglio significa che dobbiamo affrontare passo a passo tutti gli schemi
mnemonici conservati su questi livelli inferiori, allora forse ci vorrà molto tempo
prima che riusciremo a portare l’energia ai tre centri superiori. Quel percorso sarà
pieno di insidie. Per esempio, immaginate di stare seduti tranquillamente in
meditazione e il centro surrenale comincia a risvegliarsi. Supponete di dovere
diventare consapevoli di tutti gli schemi mnemonici che avete conservato riguardo a
rabbia, paura e risentimento. Se doveste affrontarli tutti e riuscire a risolverli prima
che il centro del timo possa svegliarsi, il progresso sarebbe estremamente lento.
Chiaramente sarebbe meglio se potessimo spostare l’energia direttamente dal
complesso delle gonadi/cellule di Leydig ai centri pineale e pituitario.
Questo non vuole insinuare che non siamo responsabili per le cose che, nel
frattempo, abbiamo inserito nei centri spirituali. Indubbiamente siamo responsabili
per quegli schemi. La domanda è, però, come vogliamo intervenire sulla
guarigione? Vogliamo combattere i nostri schemi negativi sul loro stesso livello (e
restarci per molto tempo) o vogliamo evolvere verso un livello superiore di
consapevolezza ed energia e da quel livello cominciare ad affrontarli attraverso la
forza dello Spirito di Cristo? Gli schemi connessi con la terra devono
invariabilmente vincere se vengono combattuti al loro stesso livello. Abbiamo, però,
l’alternativa di svegliare questa energia spirituale a cui abbiamo maggiore accesso
nella meditazione e lasciarla andare direttamente ai centri superiori. Là assumerà
una qualità vibrazionale che è in accordo con il Cristo e col principio di unione.
Allora l’energia può di nuovo scendere e guarire gli schemi dei centri inferiori. A
questo alcune scuole cinesi di meditazione si riferiscono come la circolazione della
luce. Conosceremo tutti la verità di questi concetti via via che continueremo a
lavorare con la meditazione.

Quando siamo seduti immobili,
soffermandoci su un’affermazione,
è probabile che qualche ricordo
venga risvegliato. Verrà alla mente
un’immagine o un pensiero o forse
i nostri pensieri si assopiscono.
Potrebbe verificarsi che uno
schema della memoria associato
con uno dei centri inferiori cerchi attenzione. Che cosa vogliamo fare in quel
momento? Soffermarci sul pensiero? Cercare di risolvere il problema sul suo stesso
livello? Oppure vogliamo lasciarlo andare, passare ad una prospettiva superiore e
farlo guarire? Se scegliamo quest’ultima alternativa, l’energia fluisce nuovamente in
basso e ripulisce i centri inferiori. Quando ciò avviene, forse non ci rendiamo conto
quali schemi vengono guariti, ma indubbiamente vedremo dei cambiamenti nella
nostra vita quotidiana che confermano questa guarigione.
E così il Padre Nostro inizia rivolgendosi ai centri superiori e poi parla ai centri
inferiori. In sostanza, il messaggio diretto ai centri inferiori è questo: quando
l’energia si risveglia, lasciatela passare attraverso ciascuno di voi senza risvegliare
gli schemi che non sono in armonia con l’ideale. Dapprima la Preghiera si rivolge
alle gonadi, che sono state descritte come un motore o generatore del corpo,
dicendo: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”; così, in questa meditazione (o in
questo giorno) con questa frase stiamo chiedendo accesso solo a quella quantità
d’energia che possiamo usare in modo costruttivo – nient’altro. Potremmo ricordare
la storia degli israeliti nel deserto e il modo in cui ricevettero il loro cibo quotidiano,
la manna. Ogni mattina dovevano raccogliere solo la misura necessaria per quel
giorno – quello che era di più marciva. Nel Padre Nostro chiediamo che non venga
risvegliata solo quell’energia che serve ora per fare le cose che dobbiamo fare.
In seguito la preghiera si rivolge al plesso solare o ai centri surrenali: “Rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.” Qui vogliamo concentrarci
sull’attributo del perdono. Quando riusciamo a farlo, l’energia può andare avanti
senza trovarsi invischiata nel risveglio di vecchi schemi di paura o risentimento.
Indubbiamente possiamo avere problemi al livello di questo centro spirituale, ma li
affronteremo più tardi, quando l’energia riscenderà.
Poi la preghiera continua e si rivolge alle cellule di Leydig con le parole: “E non
ci indurre in tentazione.” Vale a dire, “non permettete che l’energia si soffermi qui e
risvegli gli schemi a questo livello.” La tentazione continua è guardare la vita in
termini di dualità invece che di unione – pensare a Dio come separato da noi.
Particolarmente le cellule del centro di Leydig hanno a che fare con questo senso
di divisione, che è riflesso nella polarità maschile-femminile. Quando introduciamo
un ideale nel nostro lavoro di bilanciamento delle energie maschili e femminili in
noi, facciamo l’esperienza di un’unione di fondo. Così possiamo concentrarci qui su
quella presenza in noi e sentirla ed essa ci conduce e ci guida.
Infine la preghiera si rivolge al centro del timo, dicendo: “Liberaci dal male.” Di
nuovo l’idea espressa qui è “non permettete che l’energia risvegli gli schemi a
questo livello.” Se pensiamo al male come mancanza d’amore, allora possiamo
vedere la relazione fra queste parole e il centro del timo. Parliamo al centro e
chiediamo che l’energia vi passi attraverso e non risvegli gli schemi associati con i
ricordi del nostro insuccesso nell’amare veramente.
La preghiera termina affermando nuovamente Dio uno e trino dentro di noi:
“Poiché Tuo è il regno, la potenza, e la gloria nei secoli.” Dicendo questa preghiera
e percependo intimamente il suo
significato ci muoviamo verso le condizioni fisiche ottimali per la meditazione.

da: “Meditation and the Mind of Man” (Herbert B. Puryear, Mark Thurston), ARE Press
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