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martedì 25 giugno 2019

Lo sviluppo avviene in un certo ordine

Conosciamo tutti l’assioma “andiamo con ordine”. In parole semplici significa che c’è un susseguirsi ordinato e necessario nel modo in cui le cose si evolvono. Quando siamo impazienti o vogliamo fare le cose a modo nostro può capitare che ci ritroviamo frustrati da questo principio. Ma se siamo saggi, allora apprezzeremo il fatto che “l’ordine dello sviluppo” esiste come legge universale che ci rende più facile trovare la nostra strada.
Pensiamo ad un’analogia dalla matematica. Se si vuole apprendere l’algebra, non si può subito iniziare a risolvere delle equazioni algebriche complesse. Per prima cosa, in età prescolare, si imparano i numeri, alle elementari si imparano addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Avviene uno sviluppo ordinato della comprensione matematica che alla fine prepara alla possibilità di affrontare dei problemi più complessi.
Molte tradizioni della psicologia trasformazionale esprimono esempi per queste sequenze di sviluppo. Un esempio proviene dall’insegnamento di Gurjieff e Ouspensky – uno dei pochi scrittori esplicitamente raccomandati nelle letture di Cayce. Questi due insegnanti proposero una “Legge dell’Ottava” che asserisce che le sette note musicali che si ripetono come un’ottava su una tastiera (cioè do-re-mi-fa-sol-la-si) dimostrano una forte analogia per il modo in cui la coscienza umana progredisce attraverso stadi attendibili di sviluppo. “Do” corrisponde al dare “valore” a qualcosa nella nostra vita, come p.e. dare un’importanza vitale per noi agli insegnamenti sullo sviluppo spirituale. “Re” corrisponde all’”applicazione” degli insegnamenti – non solo dando ad essi un valore e studiandoli, ma effettivamente cominciando ad agire di conseguenza. “Mi” corrisponde a ciò che inevitabilmente avviene quando cominciamo ad applicare i principi della trasformazione personale: ci imbattiamo in resistenze che provengono dal nostro intimo, una resistenza dall’intimo che non vuole cambiare.
Questa Legge dell’Ottava prosegue dicendo che giungiamo ad un punto critico quando cerchiamo di raggiungere il quarto stadio. Si noti che non c’è un tasto nero sulla tastiera del pianoforte fra “mi” e “fa”. C’è un “semitono mancante” e ciò che è necessario è una forza intima che eleva la nostra coscienza verso il “fa” – una “scossa” che deriva da un mutamento simile ad una meditazione per ricordare il proprio sé – la propria essenza spirituale. Solo allora, in questo quarto stadio della sequenza, qualcosa di interamente nuovo inizia ad emergere dal nostro essere.
Quindi, qual è l’insegnamento equivalente nel materiale di Cayce? Forse è la sequenza di Una Ricerca di Dio (URdD) – una serie progressiva di lezioni che possono portare ad una trasformazione personale. Certo, la sequenza di crescita di Cayce ha molti passi in più della sequenza settupla periodica di un’ottava musicale. Ma se ci concentriamo sui primi quattro passi della URdD, troviamo qualcosa di altrettanto istruttivo. Usiamo come illustrazione il procedimento di scoprite lo scopo della vostra anima. Come potevano le prime quattro lezioni creare collettivamente uno schema da seguire per trovare la propria missione?
La cooperazione è la prima cosa, perché uno sviluppo ulteriore non è possibile se non impariamo ad agire in armonia con Dio, noi stessi e gli altri. Cooperazione significa di più che andare d’accordo con altre persone. Fondamentalmente ci porta a saper amare ed apprezzare (e cooperare con) tutte le parti di noi. Questo è un punto di partenza – proprio come la Legge dell’Ottava inizia con “do”.
La conoscenza di se stessi è al secondo posto nella sequenza dell’URdD. Dobbiamo ricordare l’avvertimento dell’oracolo di Delfi nell’antica Grecia: conosci te stesso. Ogni altra cosa che cerchiamo di fare sul sentiero spirituale rimane su basi alquanto fragili se non cominciano ad avere una vera conoscenza di noi stessi con cui affrontare la nostra vita. In questo primo passo non è richiesta una completa autorealizzazione – soltanto una comprensione nascente di chi siamo veramente.
Quando cominciamo ad avere delle rivelazioni sul nostro vero carattere e la nostra individualità, allora saremo in grado di scegliere valori, mete ed ideali che ci porteranno ad una crescita spirituale. Le letture URdD su questo terzo passo ci hanno messo in guardia quanto è facile prendere una cattiva strada. Anche con le intenzioni migliori è facile stabilire degli ideali basati su percezioni errate su di noi se non abbiamo lavorato per raggiungere la conoscenza di noi stessi.
Il quarto passo è la fede. Nella filosofia di Cayce questo sta a significare l’effettiva esperienza della realtà invisibile. Non è semplicemente l’aver delle convinzioni veramente forti, per quanto questo possa essere importante. La fede ha a che fare con degli incontri diretti con il regno dell’anima. E’ qui che ci apriamo all’esperienza di una chiamata che proviene dal nostro profondo – l’invito a vedere e abbracciare uno scopo dell’anima. Se vogliamo direttamente “sentire la chiamata” senza prima aver fatto il lavoro dal primo al quarto passo, allora per noi non funziona, come non funzionerebbe iniziare la nostra educazione matematica cercando di risolvere dei problemi difficili di algebra.
Venture Inward, luglio-settembre 2016





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