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martedì 23 aprile 2019

“Nel Mondo, ma non del Mondo”

Questo insegnamento ha un effetto profondo sul nostro punto di vista. Invece di
sentirci come un figlio di un uomo e una donna terreni – una creatura che vive su
un pianeta fisico, in un paese, una città e in un corpo – sentiamo uno strano
spostamento nella nostra coscienza e nell’auto-consapevolezza verso un vasto
regno invisibile oltre questa realtà, tuttavia siamo qui allo scopo di completare un
soggiorno importante.
Questa strana prospettiva fu fornita per la prima volta da Gesù Cristo in una
discussione con alcune autorità religiose che erano contro i suoi insegnamenti.
Gesù replicò: “Voi provenite dal basso, io dall’alto; voi siete di questo mondo, io non
sono di questo mondo.” (Giovanni 8,23)
Più tardi, in una discussione con i suoi discepoli e le donne sante, egli spiegò:
“Se voi foste del mondo, il mondo amerebbe chi gli appartiene; ma dato che non
siete del mondo, ma io vi scelsi dal mondo, per questo il mondo vi odia.” (Giovanni
15,19)
Ancora una volta, mentre pregava al Padre, Gesù espresse questo concetto
trascendente:
“Essi [i suoi seguaci] non sono del mondo, proprio come io non sono del mondo.
Santificali nella verità; la tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo,
così io li ho mandati nel mondo. Per amor loro io consacro me stesso, affinché
anch’essi possano essere consacrati nella verità. Non prego solo per loro, ma
anche per coloro che credono in me attraverso la loro parola, affinché essi possano
essere tutt’uno; proprio come tu, Padre, sei in me e io in te, affinché anch’essi
possano essere in noi.” (Giovanni 17, 16-21)
Nella sua discussione con la donna al pozzo (Giovanni 4,24) Gesù spiegò che
Dio è spirito. Certo, gli spiriti non sono la realtà di norma di questo mondo, tuttavia
molti personaggi biblici, secondo Edgar Cayce e molti altri, sapevano e
insegnavano che gli spiriti e lo Spirito sono in questo mondo, ma, naturalmente,
non di esso né provengono da esso. Gesù dice alla donna che è arrivato il
momento perché veneriamo Dio nello spirito e nella verità, non al pozzo fisico di lei
né nel tempio fisico di lui (che fu completamente distrutto nell’anno 70 d.C.).
Il contenuto prodigiosamente illuminante che venne attraverso Edgar Cayce può
contribuire in larga misura alla nostra comprensione e all’applicazione di questo
concetto, di questo punto di vista. Rivediamo alcuni esempi dal suo archivio.
“D: Per favore spieghi che cosa s’intese quando fu dato in una lettura precedente,
che, cioè, chi si dà a questa opera dovrebbe rinunciare al mondo per un certo
periodo di tempo. Questo significa una preparazione? Lo spieghi.
R: Prendete ciò che fu illustrato da Lui; che se siete del mondo e nel mondo, allora
appartenete al mondo, ma che, se siete nel mondo e siete del Signore, appartenete
al Signore. Quindi come si può dire, quando si applicano in modo personale e
pratico i principi, le verità, la vita, la luce, la comprensione che vi possono essere
presentati attraverso queste fonti, questi canali, se volete dimorare in essi, non
siete del mondo – solo nel mondo. Per questo ve lo è stato detto, voi che volete
dedicarvi a questo come una cosa pratica o voi che volete diventare dei canali di
benedizioni per il prossimo, rinunciate al mondo. Non che non ci debba essere l’uso
delle cose materiali. Persino il vostro Maestro pagò il Suo tributo a
Cesare.” (262-83)
Ecco una lettura con altre idee ancora per rendere questa coscienza pratica nella
vita quotidiana.
“D: Come posso prepararmi ulteriormente a questa opera?
R: Studia in modo che Dio ti approvi, correttamente intuendo le parole di verità e
mantenendoti incontaminato dal mondo. Come si può fare questo? Suona molto
bello, ma per qualcuno può diventare come delle parole vuote o una cosa senza
senso. Cercando le vie di Dio, la comprensione di Dio, attraverso la via che è stata
mostrata da Suo Figlio sulla terra. ‘Egli andò in giro facendo del bene’ giorno per
giorno. Senza grandi rivelazioni, non con lo squillo di tromba, non isolandosi dal
mondo, ma essere nel mondo non era del mondo, piuttosto che il mondo attraverso
Lui potesse sapere di più dell’amore del Padre per chi si trova su questo piano
materiale.
Per cui noi, come Suoi fratelli e sorelle, come Suoi emissari, come veri figli della
Luce, possiamo fare allo stesso modo giorno per giorno; una gentilezza dimostrata
qui, una dolcezza mostrata là, nessuna parola aspra verso coloro che vacillano –
invece da’ a questi un pensiero costruttivo, affinché domani anch’essi possano
parlare con gentilezza persino ad un figlio in errore.
Quindi, via via che crescerai nella grazia, usando ciò che sai fare, ti verranno dato
forza, speranza e pace. Una pace tale che il mondo o la plebaglia non conosce, ma
che persino di fronte ad un’apparente catastrofe permette che, attraverso le
lacrime, possa giungere la luce splendente del Suo amore, che puoi trasmettere a
quelli che incontri – sì, per strada, a casa, nella quiete delle tue meditazioni, nella
folla; e che ogni pensiero, ogni azione diventi un canto nel cuore e una gioia nel
servizio per non essere solo buoni ma buoni nel Suo nome!” (272-7)
Cayce spiega che abbiamo un ideale che ci spinge avanti, che ne siamo
coscienti o meno.
“Entrando nell’esperienza attuale questa entità (come altre) arriva per rendere
più manifesta la coscienza o consapevolezza di quelle influenze per il bene e il
male nell’esperienza dell’anima; e perché, attraverso l’applicazione di ciò che ha
stabilito come l’ideale, cresca verso un’armonia con quell’ideale. Ogni entità
individuale, che ne sia consapevole o no, stabilisce davanti a sé un ideale nel
mondo materiale, nel mondo mentale, nel mondo spirituale. Il mondo spirituale è il
regno da cui emana ogni forza o potere. E attraverso la mente vengono costruite
quelle cose nella materialità che o creano o sciupano quell’influenza
nell’esperienza dell’entità in ogni data attività sulla terra.” (1011-1)
Cayce ci incoraggia a stabilire coscientemente i nostri ideali: fisici, mentali e
spirituali, e poi viverli nel miglior modo possibile. Osservò inoltre che dovremmo
scrivere questi a matita, dato che cambieranno man mano che cresceremo.
Il concetto di “nel mondo ma non del mondo” può
darci una sensazione di separazione o dualità,
ma tutti i grandi insegnamenti e le letture di
Cayce sostengono che tutto è uno. La
separatezza è un’illusione, un’illusione spesso
utile che ci dà il tempo per stabilire un senso più
puro dei regni superiori delle vibrazioni e della
coscienza, ma che, alla fine, dovremo percepire
come uno. Ecco una delle letture di Cayce su
questo tema:
“Molte varie forme delle forze attive delle energie comunicative o delle forze
dell’anima, che sono manifestate nel mondo dello spirito e nel mondo materiale,
sono state date – ma queste, come le abbiamo date qui, sono spiegate affinché
coloro che vogliono studiarle possano avere la base per una comprensione che
darà a tutti quanti quella conoscenza del fatto che il mondo fisico e il mondo
cosmico o il mondo astrale sono uno – poiché la coscienza, la coscienza dei sensi,
è come la crescita dal subcosciente verso il mondo materiale. La crescita nel
mondo astrale è la crescita o il digerire e il costruire di quella stessa unione nel
mondo dello spirito, nel mondo cosciente, subconscio, cosmico o astrale. Troviamo,
dall’uno all’altro, degli individui – individui – trattenuti in quell’unione finché ciascuno
è reso tutt’uno nel Grande Tutto – l’Energia Creativa delle Forze Universali che
sono sempre manifeste sul piano materiale.” (5756-4)
Persino in questo mondo mondano, che è spesso pernicioso, che disorienta e
delude, le forze cosmiche segnalano la loro presenza o si manifestano, come
Cayce soleva dire. Lo stesso vale per ciascuno di noi. Siamo sia materiali sia
umani, e allo stesso tempo figli celesti ed angelici del Creatore di ogni cosa.

Personal Spirituality, giugno/luglio 2008
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