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mercoledì 20 ottobre 2021

Nove idee senza tempo dalle Letture di Edgar Cayce per il professionista di oggi della salute mentale

Un giorno nell’inverno scorso, durante un pranzo, Mark Thurston mi raccontò come si stava nella sede dell’A.R.E. quando alla Edgar Cayce Foundation (ECF) lavorava ancora Gladys Davis Turner [la segretaria di Edgar Cayce, N.d.t.]. Disse che gli sembrava come se Edgar Cayce fosse ancora vivo, perché Gladys riusciva a ricordare tanti dettagli personali di moltissime letture. Riguardo a una lettura particolare poteva commentare “Oh, quel giorno pioveva e Gertrude aveva mal di testa”. Mark mi raccontò anche ciò che ancora succedeva all’ECF in quei giorni. Hugh Lynn [figlio di Edgar] stava riunendo dei gruppi di professionisti – medici, chiropratici, educatori, uomini d’affari – per esplorare, applicare e ricercare idee dalle letture che avevano attinenza con il loro lavoro. Il gruppo medico era guidato dai dott. Gladys e Bill McGarey. In seguito la loro conferenza annuale e i dossier d’archivio medici diventò l’Associazione Americana per la Medicina Olistca. Ascoltando sentii in me destarsi la domanda: c’era forse la possibilità di trovare un percorso e una struttura precisi per integrare le idee dalle letture nel mio lavoro? C’erano forse altri professionisti orientati verso Cayce interessati a mettersi insieme?
Mark e io decidemmo di formare un gruppo di professionisti della salute mentale che fossero anche studiosi delle letture. Nella nostra prima riunione nell’agosto del 2017 che durò due giorni, circa 30 terapeuti, psicologi, life coach e due ministri del culto parlarono, appresero, condivisero e ascoltarono l’un l’altro. Il nostro secondo incontro a dicembre si concentrò su una definizione possibile del nostro gruppo e sul suo scopo. Riflettendo poi sui miei appunti dell’incontro, due cose mi divennero chiare. La prima, alcuni concetti molto conosciuti di Cayce sono usati nel loro lavoro dai professionisti “di sostegno”. La seconda, mettere in pratica sul lavoro queste idee familiari offre un’esperienza di guarigione profonda e del tutto unica. Ecco nove idee, basate sulle letture, che i professionisti di sostegno orientati verso Cayce possono utilizzare per i loro pazienti:

UNO: Quanto a noi c’è di più del corpo fisico. Abbiamo un’anima.

Trovamo che dapprimo c’è il corpo, la mente, l’anima. Forse dite: “Sì, conosco il corpo – ho vissuto l’esperienza della mente – non conosco l’anima.” L’anima è ciò che è a immagine del Creatore … (1348-1)

L’anima è il corpo o l’essenza spirituale di un’entità manifestata su questo piano materiale. (5754-2)

La nostra anima ha fatto esperienze sulla terra e anche soggiorni in altri regni. L’anima è composta di spirito, mente e volontà. Quando i professionisti di sostegno mantengono questo punto di vista con i loro clienti, essi vedono molto di più del corpo fisico con le sue circostanze di vita attuale seduto davanti a loro.

DUE: La vita sembra significativa e felice quando interagiamo con il nostro ideale.
Più e più volte, quando gli chiedevano quale fosse la scelta migliore o come affrontare una sfida, Edgar Cayce rispondeva con qualche versione di:

“L’esperienza più importante per questa o qualsiasi altra entità è sapere per prima cosa qual è l’ideale – spiritualmente.” (357-13)

“Per prima cosa renditi conto che cosa hai creduto, poi stabilisci l’ideale … Quando arriveranno giorni più bui e quando giungeranno le ombre che ti farebbero paura, rivolgiti al tuo intimo e divertiti a scacciare gli spaurachi da chi ha paura, chi ha dei dubbi.” (815-2)

Le letture incoraggiano a lavorare con gli ideali da un punto di vista spirituale, mentale e fisico. Per un professionista di sostegno questo può significare riconoscere la connessione fra le azioni, i pensieri e i sogni del futuro dei nostri clienti. Possiamo lavorare delicatamente, comprendendo per prima cosa ciò che è un ideale e ciò che è stato stabilito consciamente o inconsciamente come ideale o forza motivante nella vita di un cliente. In seguito si saprà come vorrebbero che fossero i loro ideali e quindi si passerà al vero lavoro che sta nel mettere in pratica i loro ideali nella propria vita.

TRE: Al livello spirituale, quando lavoriamo con il nostro ideale, stiamo lavorando con l’idea dell’unità.
Per l’umanità nulla è più importante da realizzare che l’unità di ogni cosa.

Uno – Uno – ONO; Unità di Dio, unità del rapporto umano, unità della forza, unità del tempo, unità di scopo, UNITA’ in ogni sforzo – Unità – Unità! (900-429)

…sei parte integrante di una coscienza universale o Dio – e quindi di tutto ciò che è dentro la coscienza universale o la consapevolezza universale; come le stelle, i pianeti, il sole, la luna … Poiché sei come un corpuscolo nel corpo di Dio; quindi un co-creatore con Lui, in ciò che pensi, in ciò che fai. (2794-3)

Le letture indicano che, essenzialmente, l’ideale spirituale di ogni persona è amare il nostro vicino come noi stessi e il nostro Dio con tutto noi stessi. Le parole che usiamo, le nostre visioni e le emozioni a cui attingiamo per dare vita alla nostra vita spirituale sono del tutto uniche, ma alla base, approfondendo il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e con il nostro Dio – unità – c’è l’ideale spirituale universale. Come professionista di sostegno ciò può significare mettere in evidenza le opportunità per coltivare il rapporto. Come possiamo adesso sentirci più connessi nella nostra vita? Più connessi con il nostro corpo, con i nostri cari e con la terra?

QUATTRO: nelle letture è unica la loro definizione della volontà e l’importanza che vi viene data.

La volontà è un ATTRIBUTO dell’anima e l’intero sviluppo di un’entità. (274-1)

Secondo la descrizione delle letture la volontà impegna la nostra mente e lo spirito. Noi usiamo la nostra volontà per avere le idee chiare sui nostri ideali – e per guardare profondamente dentro di noi per capire ciò che ci fa sentire vivi. Quando siamo più felici? Che cosa desideriamo con forza? In che cosa sta la nostra tristezza? Questo potrebbe mettere in evidenza dove non onoriamo il nostro ideale.) Trovare risposte a queste domande richiede impegno e coraggio che sono attributi della volontà. La nostra volontà è anche la nostra intenzione e il nostro sforzo di allineare ciò che sappiamo intuitivamente con ciò che ci fa sentire più vivi. Usiamo la nostra volontà per trovare il nostro sentiero – lo scopo della nostra anima – e per rimanere su quel sentiero.
Come professionista di sostegno lavoro molto spesso con la volontà. Vedo chiaramente che, quando apriamo uno spazio per i nostri clienti per scegliere il movimento verso l'unità – per essere più amorevoli, per renderci vulnerabili, per entrare in rapporto, perdonare, coltivare la gentilezza – essi sono più felici. Le letture indicano che questo schema per allinearci con l’unità, coltivando i frutti dello spirito, è impresso nella nostra mente, conservato nella nostra anima dall’inizio del tempo, aspettando di essere destato dalla nostra volontà. Rafforzare la volontà – come costruire un muscolo – forse non è facile, ma le letture direbbero che è il sentiero gioioso, il sentiero naturale e “puoi solo fare fiasco se smetti di provare. Spesso il tentativo viene contato come rettitudine.” (3292-1)


CINQUE: Quando lavoriamo con un ideale mentale, lavoriamo con la nostra mente.
La nostra mente ha a che fare con karma, emozioni e atteggiamenti. Possiamo lavorare con i clienti nel diventare consapevoli, osservando i loro pensieri e i loro schemi e dove restano impigliati e sviati. Possiamo allenare la nostra mente a scegliere atteggiamenti utili e incoraggianti, a scegliere di coltivare i frutti dello spirito: gentilezza, perdono, gioia, sopportazione, pazienza.

SEI: Quando scegliamo i frutti dello spirito diventiamo un canale di benedizioni.

Quindi lo scopo di ogni esperienza è che l’entità possa magnificare e glorificare il bene. Poiché il bene viene dall’unica fonte, Dio, ed è eterno. Quindi, quando un’entità individuale esalta ciò che è bene e minimizza ciò che è sbagliato, essa cresce nella grazia, nella conoscenza, nella comprensione. (2599-1)

Come professionisti di sostegno, quando manteniamo questo punto di vista e ascoltiamo con questo in mente – una mente virtuosa è una mente felice – usciamo dalla modalità reattiva di risoluzione dei problemi con i nostri clienti e cominciamo a lavorare in modo proattivo con la volontà e gli ideali.

SETTE: I professionisti di sostegno spesso forniscono il banco di prova che fa capire che queste scelte non richiedono un’azione drammatica.
Però, come le letture consigliano, il più delle volte le scelte semplici sono proprio davanti a noi – scelte che facciamo mille volte ogni giorno. Alla fine queste piccole azioni quotidiane sono ciò che ha maggiore importanza. Facendo da specchio e ascoltando, possiamo aiutare i clienti a passare al vaglio pensieri, sentimenti e situazioni che sembrano travolgenti. Li aiutiamo ad apprendere come rallentare, riflettere e osservare e “scegliere” come vogliono rispondere o agire nelle situazioni in cui in precedenza si sono sentiti impotenti.

Poiché come Egli disse: ‘Un nuovo comandamento io vi do, che vi amiate l’un l’altro’. Quindi manifestatelo in ogni maniera. Fate che tutti quelli che incontrate siano più felici per avervi incontrato, per aver parlato con voi. Potete fare questo diffondendo la gioia. (3416-1)

OTTO: Inglobato in questo concetto di ideali è l’idea che, se abbiamo stabilito il nostro ideale, allora tutto ciò che ci troviamo davanti è tutto ciò che ci serve per muoverci più vicini al nostro ideale.
Le letture incoraggiano a vedere gli ostacoli della vita – i fallimenti, le strade sbagliate, la monotonia, il conflitto – come trampolini di lancio, come opportunità di crescita. Spesso mi rivolgo alla voce di rimprovero nel cliente: ci dice che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato che ha provocato la nostra sofferenza e dobbiamo vergognarci o sentirci pieni di rimpianto per come stanno le cose. Possiamo smorzare la potenza di quella voce costruendo la fiducia che conosciamo noi stessi; ci sono delle azioni che possiamo fare per prenderci cura di noi stessi e le persone con cui siamo in contatto; abbiamo delle risorse che ci sostengono.

Quindi – in quella coscienza della vita quotidiana ed essendo ciò che è in armonia con l’ideale – la vita e i suoi problemi non diventano un peso, bensì delle opportunità – per le maggiori espressioni e sviluppi del sé sapendo che, via via che semini ogni giorno il frutto dello spirito, non hai bisogno di preoccuparti né di crucciarti riguardo alla sua crescita. (641-6)

NOVE: Manteniamo per i nostri clienti una visione finale di salute e potenziale.

Come studiosi delle letture di Cayce confidiamo nell’opinone che essi conoscano intimamente Dio, unità, le Forze Creatrici e l’amore. I nostri clienti possiedono uno schema innato di integrità. Non soltanto quello, ma quel senso di integrità, di illuminazione, ha tutte le possibilità di essere conosciuto proprio adesso, in questa vita. Quando i genitori di un giovane di 17 domandarono a Edgar Cayce in una lettura “Quanto dovremmo aspettarci da lui?”, Cayce rispose:

“Tutto! Aspettatevi tutto! Siccome ogni vita, ogni forza, ogni potere, ogni amore è Dio – allora c’è uno scopo, c’è l’espressione della volontà. Quindi mantienila in quello.” (1215-4)

La neurobiologia, l’apprendimento organizzativo e la psicologia all’avanguardia, tutti hanno una connessione diretta con queste idee che Edgar Cayce propose quasi un secolo fa.
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