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mercoledì 17 luglio 2019

Perché entrare in un gruppo di studio ‘Alla Ricerca di Dio’?

Quando si considerano gli eterni bisogni dell’anima, non possono essere sopravvalutati i benefici nel partecipare ad un tale gruppo.



Che cosa vi viene in mente quando pensate ad un gruppo di studio Alla Ricerca di Dio dell’A.R.E.? Forse le amicizie, le esperienze psichiche, il sostegno reciproco o la crescita personale? Avete pensato anche alla ‘spiritualità’? Giusto, la spiritualità – l’approccio sicuro alla crescita dell’anima che nelle letture di Cayce è un argomento significativo.
Un genere unico di spiritualità viene perorato nelle letture. Un genere che afferma che , indefinitiva, è la scelta a determinare il nostro destino: cambiate i vostri pensieri e cambierete la vostra vita. Scegliete di rassegnarvi ed appassire oppure scegliete di farvi una “potatura” e di crescere esercitando il vostro proprio diritto di nascita. Una spiritualità pratica è il sommo gioiello incastonato nelle letture di Cayce che ci guida continuamente verso le verità concepite per migliorarci la vita. Di solito queste verità venivano espresse con parole semplici, ma altre volte con le parole specializzate di una professione. Però le parole usate erano sempre quelle del vocabolario del cercatore scelte specificatamente per l’arricchimento di quella persona e la incoraggiavano sempre a cercare con una mente disinibita, con dignità e nobiltà. “E’ la mente che costruisce” era sempre il mantra usato per ispirare l’immaginazione del cercatore, indipendentemente dalle conseguenze.
Le letture ci dicono che Dio creò tutte le anime per avere compagnia e fummo chiamati “Figli di Dio”, cocreatori con Dio. Poi abbiamo cercato esperienze personali e siamo restati impigliati nella materialità, e un po’ alla volta abbiamo perso di vista il nostro scopo divino (364-7). Il gruppo di studio Alla Ricerca di Dio (ASFG) offre un ambiente amichevole guidato da principi spirituali che mirano ad aiutarvi nel tener testa ad una società complessa e materialistica, mentre vi incoraggiano a cercare e riscoprire il Dio dentro di voi.
Comprendere questo processo intimo fa parte della ricerca. Si può fare un’analogia se si comprende come germina un seme. Intrinsecamente il seme possiede un codice genetico che lo guida a procurarsi i minerali e le sostanze nutritive adatte per riprodurre se stesso e diventare una nuova pianta simile a quella da cui ha avuto origine. Anche la nostra anima contiene un simile schema intrinseco che ci spinge continuamente in alto finché non ci riuniamo con il nostro Creatore.
Tipicamente quando entriamo in un gruppo sembra che pensiamo che ulteriori conoscenze ci daranno tutte le risposte che cerchiamo. Spesso ci aspettiamo che il cambiamento arriverà molto rapidamente, ma alla fine ci rendiamo conto che Roma non è stata costruita in un giorno e intravediamo il nostro pieno potenziale via via che capiamo le responsabilità cosmiche che abbiamo in quanto anime.
Una volta un membro di lunga data di un gruppo annunciò che, per quanto la riguardava, lo scopo del gruppo di studio era istruirci nell’essere “ispettori di frutti”, aggiungendo che alla fine saremo giudicati dal come viviamo i “frutti dello spirito”. Il suo punto di vista era che alla fine dovremo rispondere per le nostre proprie azioni e scelte. Le scelte che abbiamo fatto riflettono rettitudine, pace, compassione e gentilezza, senza parzialità e ipocrisia? Di certo dobbiamo cercare il sapere del tipo giusto e le letture di Cayce offrono una grande quantità di questo tipo di conoscenze, ma sostengono una tesi interessante quando sottolineano che per prima cosa dovremmo cercare una migliore comprensione di noi stessi.
“In tutto ciò che cerchi, figlio mio, cerca la comprensione. Questo vuol dire dare la giusta importanza nei posti giusti e non farti sviare da cose che fanno parte solo del materiale o spirituale o di cose del corpo o cose della forza celeste. Poiché tu cresci verso il cielo, non vai in cielo. E’ dentro la tua propria coscienza che cresci verso di esso. Poiché dapprima devono venire pace e armonia nel tuo scopo, nel tuo ideale, nelle tue speranze, nei tuoi desideri.” (3409-1)
I gruppi di studio dell’A.R.E. sottolineano di condividere con gli altri e sopportarsi a vicenda non importa quali siano le sfide. Quando è condotto in modo corretto, il dialogo del gruppo è rispettoso, costruttivo e di maggiore valore per tutti. L’approccio è semplice e pertinente: studiate voi stessi e i vostri propri rapporti da un punto di vista spirituale. Le personalità sono sostituite da uno scopo spirituale e da ideali, tutti volti a guidarvi continuamente verso la realizzazione dello scopo per il quale siete nati.

Il viaggio verso la saggezza
Le letture di Cayce ci ricordano che il libro di Giobbe nell’Antico Testamento simbolicamente descrive il nostro grande sforzo personale per tornare al Padre – “il quadro generale”. Il libro inizia con la descrizione la profonda lealtà di Giobbe verso Dio e la ricchezza materiale e spirituale di Giobbe. Questo simboleggia la ricchezza immensa che le nostre anime possedevano al momento della creazione. Allora Satana iniziò un dialogo con Dio, affermando che Giobbe non sarebbe così leale se non fosse così benestante. Alla fine Dio permise a Satana di ostacolare la vita di Giobbe. Questo illustra le nostre lotte passate fra la spiritualità (Dio) e materialismo (Satana).
Col passare del tempo troviamo che Giobbe perde tutta la sua ricchezza, così come anche la moglie e la famiglia e alla fine la propria salute. Nuovamente questa perdita simboleggia il prezzo che abbiamo pagato per essere diventati troppo terreni e per aver dimenticato il piano divino di Dio. Ma Giobbe non cede e si rifiuta di inveire contro Dio anche se la sua vita diventa un disastro. In mezzo alle sue malattie tre dei suoi amici arrivano a consolarlo. Gli dicono che, anche se forse non è consapevole della ragione di questa calamità, in qualche modo deve aver disobbedito alle leggi di Dio, perché il nostro Dio è un Dio giusto. Il primo consolatore parla di questo concetto usando delle allegorie mistiche nella speranza di offrire delle spiegazioni e alleviare un po’ le sofferenze di Giobbe. Il secondo consolatore invece usa un approccio più tradizionale o dogmatico sottolineando che la mancanza di osservanza della sua credenza è la causa della sua indisposizione. Il terzo consolatore è piuttosto intellettuale e semplicemente e comunica le stesse asserzioni con logica e fatti, ma alla fine tutti e tre dicono a Giobbe che da qualche parte e in qualche modo egli deve aver disobbedito alle leggi di Dio.
Giobbe ascolta i tre ma poi si rende conto che non sono molto utili, quindi rinuncia a loro in quanto “consolatori scarsi” e diventa ancora più disperato e frustrato. Poi in uno scatto d’ira Giobbe si rivolge a Dio personalmente e con un’invettiva critica Dio sul modo Lui tratta le Sue stesse creazioni. Dio risponde con una voce fragorosa che sconcerta Giobbe. Poi il dialogo diventa più calmo, la conversazione si fa più amichevole e Giobbe riflette sul proprio comportamento. Lentamente comincia a riacquistare la salute, sua moglie e i figli con le loro famiglie ritornano e alla fine Giobbe acquisisce due volte la ricchezza che aveva posseduto in precedenza. Poi Dio istruisce Giobbe a pregare per i suoi consolatori.
Ecco i punti chiave: i consolatori sono simboli per i mezzi terreni a nostra disposizione quando viviamo sul piano terrestre. Il primo consolatore – il mistico – simboleggia ciò che qualcuno di noi chiama l’approccio metafisico per comprendere il nostro scopo dell’esistenza. Il secondo consolatore – il dogmatista – suggerisce che dobbiamo chiaramente formulare e vivere la nostra credenza (l’ideale). Il terzo consolatore - l’intellettuale – è la nostra capacità di usare logica, discernimento e equilibrio come mezzo per migliorare la nostra vita. Questi approcci sono i mezzi a nostra disposizione via via che percorriamo il cammino del nostro viaggio personale, ma non sono la soluzione definitiva. Per questo Giobbe li respinge come “consolatori scarsi”. E’ vero, questi mezzi sono i migliori che abbiamo a disposizione e per questo Giobbe fu istruito a pregare per i consolatori, ma essi non sono il passo finale. Giobbe non riacquisisce i suoi doni finché non va personalmente da Dio e perora la propria causa. Giobbe riacquista la salute e la ricchezza quando prevale il sangue freddo e Giobbe cambia lo schema dei suoi pensieri e il suo comportamento.
Il vivere le nostre conoscenze rinnova le nostre cellule, il nostro DNA e le nostre particelle subatomiche, perché soltanto quando queste sono cambiate possiamo sostenere di essere una persona spiritualmente trasformata. Sfortunatamente questo cambiamento a volte arriva attraverso degli atti di disperazione. Ma quando abbiamo un atteggiamento mentale che metta da parte odio, malizia, ansia e gelosia creiamo un’atmosfera di amore, pazienza, gentilezza e gentilezza – e la nostra vita è più in armonia con Dio e con i nostri vicini.
Ciò che stupisce la maggior parte dei cercatori è con quanta velocità si dissolve lo scompiglio quando vi concentrate sul servire gli altri invece di soltanto parlare di ciò che dovrebbe accadere. Alcuni di noi hanno lavorato con il materiale di Cayce per decenni e tuttavia trovano nei modi nuovi per aiutare gli altri ogni volta che rivediamo un argomento o un capitolo. Si raggiunge una consapevolezza più profonda di come lo spirito è racchiuso nei rapporti e negli avvenimenti. Sia in modo semplice o sofisticato, lo spirito si anima e diventa innegabile. Allora il comportamento pacifico stesso della persona attesta la premessa che Dio si manifesta in ognuno di noi.
Non si possono sopravalutare i benefici di questi gruppi considerando le necessità eterne dell’anima. Perché, quindi, entrare a far parte di un gruppo di studio Alla Ricerca di Dio dell’A.R.E.? Considerando il potenziale del gruppo, forse potremmo riformulare la domanda e chiedere: perché non desiderare di far parte di un gruppo di studio Alla Ricerca di Dio dell’A.R.E.?
Venture Inward, aprile-giugno 20
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