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martedì 25 giugno 2019

Proteggere il sè dal male

Una volta o l’altra tutti noi siamo rimasti offesi da quello che qualcuno ci ha detto o fatto. Oppure da qualcosa che non ha detto o fatto, un’omissione che ci ha ferito. Questi sensi di offesa possono anche venire dal nostro intimo in conseguenza di un pensare negativo e di un duro giudizio di noi stessi. Durante un incontro ben-intenzionato con altri possiamo restare offesi o indeboliti da vibrazioni, atteggiamenti o emozioni nocivi. E’ difficile riprendersi da queste offese le quali spesso ci lasciano con un bagaglio mentale o emozionale pesante che può persino influire sulla salute del nostro corpo fisico. Uno dei modi migliori per proteggerci da una tale offesa è sviluppare e mantenere protezioni mentali, emozionali e anche fisiche. Esploriamo qui come potremmo proteggerci meglio dalle influenze distruttive, negative da parte di altri (anche se ben-intenzionati) e dai nostri stessi sentimenti e pensieri. Useremo le indicazioni che sono giunte per mezzo del materiale incanalato da Edgar Cayce.
Naturalmente la prima cosa da fare è: smettere di proiettare energia, pensieri, azioni e parole negative verso gli altri! “Chi semina vento raccoglie tempesta”. Questo è il mantra delle persone illuminate e deve essere anche il nostro mantra. Vale per noi stessi e anche per gli altri: pensare o agire negativamente verso se stessi è malsano e nega il potere di compassione, perdono e grazia da parte del nostro Creatore amorevole, sollecito e delle Forze Creatrici della Vita e della Natura. La Vita cerca di vivere, e vivere bene. Nella persona anche più negativa la Vita sta cercando di fiorire e crescere.
Le migliaia di schedari di Cayce sono colme di indicazioni su come proteggere noi stessi con gli scudi di fede, speranza, vita, purezza e rettitudine (non ipocrisia, bensì azioni giuste, pensieri giusti e scopi giusti come nella lettura 262-125). In alcuni suoi discorsi dice di indossare “tutta l’armatura” del Signore e il Suo scudo. L’uomo Edgar effettivamente ebbe un giorno un’esperienza mistica nel suo giardino e la descrisse così: “Guardai e vidi un uomo con l’armatura, con uno scudo, un elmo, ginocchiere, un mantello senza alcun tipo di arma. Il suo volto era fatto di luce; la sua armatura era come d’argento o di alluminio. Egli alzò la mano in segno di saluto e disse: ’Il carro del Signore e i suoi cavalieri’. Poi scomparve.” Più tardi su questa esperienza Edgar ebbe una lettura che gli disse: “Nell’esperienza viene mostrato che non c’è solo tutta l’armatura del Signore come difesa, ma anche il carro del Signore che metterebbe le ali … per dimostrare che le Sue promesse perdurano. Tieni con te tutta l’armatura del Signore affinché tu possa resistere proprio come Lui in quel giorno in cui le tentazioni di ogni sorta, quando le prove di ogni sorta ti colpiscono …” (294-185)
Qui non stiamo parlando di grandi battaglie fra la Luce e le Forze Oscure; stiamo parlando delle tentazioni giornaliere di dire o pensare in modo negativo e delle prove giornaliere nell’interagire con gli altri che forse non si sforzano per esprimere gli ideali e scopi più elevati. Queste sono le prove più difficili che affrontiamo.
In una delle sue letture sui “sigilli della vita” (1401-1) Cayce descrisse uno scudo con una vite attorcigliata intorno ad esso, dicendo che simboleggiava la schermatura che deve attorcigliarsi intorno al sé. In un’altra lettura sui sigilli della vita (984-1) diede il simbolo de “lo Scudo della Verità”. Nella lettura 1626-1 incoraggiò ad avere “lo scudo della purezza negli scopi nel mondo”. Incoraggiò una donna di 27 anni (140-13) a “proteggersi da quelle condizioni che portano l’effetto dannoso all’entità.” E ad una donna di 26 anni (136-59) ingiunse di “riparare ogni pensiero, ogni preoccupazione” dalla negatività.
La protezione è quindi importante. Ma come si fa a proteggere il sé? Dalla sua coscienza espansa durante il channeling Cayce eseguì 30 letture usando l’espressione “ circondare il sé” come il metodo principale per la protezione. Ecco alcuni esempi:
Ad un ebreo trentaseienne affermò: “Se il corpo circonda il sé di quelle influenze che provengono solo dall’influenza Creativa, l’essenza spirituale che può emanare dalle Forze Creatrici della Paternità … il corpo può essere permeato, guidato e orientato da ciò che porta delle influenze verso l’attività Creativa che porterebbe tranquillità fisica così come anche fermezza spirituale nell’esperienza del corpo.” (279-18)
Spesso gli insegnamenti favoriscono le “forze o influenze creative” invece di quelle distruttive a cui così spesso cadiamo in preda o in cui abbiamo sviluppato l’abitudine di cadere con grande consapevolezza. Cayce mette inoltre le Forze Creatrici in correlazione con l’”essenza spirituale” e la “Paternità” o fonte parentale dell’esistenza dell’umanità. Mentre invece le forze distruttive sono quelle che si sviluppano dall’uso erroneo del libero arbitrio e dalla mancanza di ideali più elevati per la nostra guida.
Ecco un altro esempio offerto ad una “donna di mondo” di 45 anni sul modo di sviluppare i suoi talenti nel bel mezzo delle influenze di altri nella sua vita:
“Fintanto che tu circondi il sé delle influenze dall’esterno che provengono solo dalle fonti più elevate. O, quando il sé entra in quella coscienza in cui le influenze dall’esterno vengono temperate da ciò che l’anima del sé desidera e vuole, può arrivare ciò che sarà utile, giovevole e costruttivo nell’esperienza del sé per gli altri.” (443-3)
Si noti come Cayce riconosce che gli altri possono esserci utili, ma che dovremmo essere sicuri che le loro energie ed idee provengano “soltanto dalle fonti più elevate”. Quindi la guida a “temperare” (moderare o anche compensare) il loro contributo con ciò che fa parte della sua stessa anima! Se è in armonia con il suo sé interiore, profondo, allora sarà utile, giovevole e costruttivo per lei ed altri. Cayce conosceva sempre molto bene i desideri e le motivazioni intime delle persone. Evitava anche di rispondere alle domande, dicendo che solo l’anima che avevo posto la domanda doveva rispondere ad esse – dall’intimo. Spiegò che questo aveva a che fare con il dono dato da Dio del libero arbitrio che ogni anima doveva usare nella sua crescita. In questo modo l’individualità di ogni anima è mantenuta e nel giardino infinito del gruppo collettivo di anime della creazione di Dio ha vari tipi di anime fiorenti nell’Unione fondamentale.
Quando la signora 443 insistette con Cayce come poteva sapere se era la cosa giusta da fare, egli rispose quasi nello stesso modo con cui si espresse Gesù: “Dall’effetto che produce.” Ricordiamo che Gesù insegnò che possiamo giudicare dal frutto che viene prodotto: “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi.” (Matteo 7,15-17)
Come si riferisce questo alla nostra propria malaccortezza? La spiegazione è che noi (le menti della nostra anima) abbiamo creato degli schemi di pensiero che non sono sani e non incrementano la crescita della nostra anima. Dobbiamo diventare consapevoli degli schemi dei nostri pensieri e disposti a trasformare i pensieri negativi su noi stessi ed altri in pensieri creativi, vivificanti e edificanti. Un tale cambiamento richiede consapevolezza onesta e un desiderio genuino di dare spazio al nostro sé migliore soggiogando il nostro sé inferiore pigro, negativo e spesso astuto e le sue cattive abitudini. Questo richiede un aiuto forte che si può ottenere attraverso una preghiera regolare e affermazioni e mantra che concentrano la mente, i quali portiamo con noi durante la giornata.
La prossima lettura è un altro esempio per quanto è importante recuperare il tempo per la meditazione nella nostra ricerca di diventare il meglio di noi. Per Cayce la meditazione è un esercizio rigenerante per la nostra anima, proprio come l’esercizio fisico lo è per il nostro corpo. Programmare il tempo per questo esercizio profondo è stato raccomandato circa 3000 volte da Cayce! Ecco una risposta data ad una casalinga di 42 anni:
“D. Come posso arrivare ad una stabilità emotiva maggiore?
R. Quando la corpo-mente entra nell’innalzamento della kundalini [energia della vita] nell’influenza su tutto il corpo, circonda il sé della luce della Coscienza Cristica- per mezzo di pensiero, verbalmente, imprimendola sul sé. E in quella luce non ci può mai essere alcuna offesa al sé o alle emozioni del corpo oppure alcuna paura del sé mentale e spirituale che viene nutrita o usata dall’influenza oscura.” (2329-3)
Se Luke Skywalker avesse avuto queste indicazioni avrebbe potuto evitare tanti guai con le Forze Oscure nella serie di Guerre Stellari.
In questa lettura vediamo Cayce usare l’espressione da lui spesso citata, Coscienza Cristica, che nella lettura 281-13 (una lettura per il Gruppo di Preghiera) egli mette in correlazione con l’”amore per la Coscienza di Dio”. Gesù afferma un tale stato mentale in Giovani 14,10, dicendo: “Io sono nel Padre e il Padre è in me - Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. E’ invece il Padre che dimora in me.” Questa è la Coscienza Cristica, la consapevolezza della presenza costante del Dio Padre/Madre che ci ha concepiti e ci ama.
Perché ho menzionato uno scudo “fisico” osservando che anche Cayce menzionò di averne? Cosa sarebbe oggi uno scudo fisico? Per Cayce era un amuleto. Consigliò di indossare un ornamento o una piccola pietra preziosa come una protezione ulteriore contro il male, il pericolo o la malattia (protezione da noi stessi e altri). Per esempio, ad un’anima reincarnata (559-7, ella aveva solo 6 anni quando fu eseguita la lettura) che aveva avuto una buona vita passata nell’antico Egitto raccomandò di indossare uno scarabeo sacro e una pietra di lapislazzuli per “tenere bassi i fuochi della passione causati dalla materialità affinché ci possa essere un maggiore sviluppo mentale e spirituale di questa entità nell’esperienza.” Ad un’altra anima (1035-1, una ragazza di 18 anni) raccomandò delle pietre di ametista come amuleti per il loro aiuto vibrazionale nei suoi rapporti . In altri casi raccomandò alle persone la pietra di luna, l’agata, la perla, il corallo ed altre pietre preziose come aiuti vibrazionali per il loro benessere. Ad un’altra anima reincarnata (17119-1), una bambina di 10 anni al momento della lettura, che aveva avuto una buona incarnazione in Egitto, Cayce raccomandò che “il berillo e lo scarabeo dovrebbero sempre essere una porzione dell’abbigliamento dell’entità; indossati come amuleto, come anello o cose simili porteranno ad una sicurezza nell’esperienza attuale dell’entità.” Si noti che Cayce sottolineò “sempre” e poi dichiarò chiaramente che era per la “sicurezza nell’esperienza attuale dell’entità”.
Proteggere, difendere la nostra mente, il cuore e il corpo mentre viviamo questa vita come meglio possiamo è un modo importante per ripararci dal male. Circondarci dell’amore superiore, delle forze superiori mentre viviamo ogni giorno con noi stessi ed altri è un buon modo per continuare a muoverci nella direzione giusta e sicura.
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