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sabato 23 ottobre 2021

Reincarnazione: non necessaria

“Questa sarà certamente la mia ultima vita sulla terra!” Spesso sento questo commento nella comunità New Age. Sembra che le parole successive non dette siano: “Ne ho abbastanza di questo posto infernale!”
Anche se penso che possiamo tutti capire questo sentimento, non credo che possiamo chiamarci fuori dalla reincarnazione quando ne abbiamo voglia. E’ un’interpretazione scorretta degli scopi della reincarnazione, del karma e del modo preciso con cui ci “diplomiamo” nella scuole della terra.
Edgar Cayce eseguì 18 letture che furono catalogate con il titolo “reincarnazione: non necessaria”. Il punto di vista della fonte di Cayce sull’aver imparato le lezioni sulla terra hanno più a che fare con l’applicazione delle leggi spirituali che con la fatica della vita terrena. Pare che il desiderio di smettere di incarnarsi nasca dalla voglia di evitare la sofferenza; ma la via per uscire dalla sofferenza passa dallo sviluppo dell’anima. Il mio lavoro come regressionista mi ha portato a una comprensione più profonda di ciò che chiamiamo il “livello dell’anima” e il “livello dell’ego”. Si potrebbe dire che la parte di noi del livello dell’anima è la parte eterna saggia che vede il quadro generale. Il livello dell’ego è la parte finita di noi. Quando è scollegato dall’anima, l’ego non ha una comprensione a lungo termine dello sviluppo dell’anima.
Mi piace dire che l’anima si incarna per lavorare, mentre l’ego vuole una piña colada! Il piano per ogni incarnazione è fatto a livello di coscienza dell’anima. Dopo averla portato a termine passiamo in rassegna la vita e, come Cayce lo esprime, analizziamo “perdite e guadagni”. Di solito una vita è piena di periodi di entrambi. Quando la rassegna è stata completata si pianifica un’esperienza nell’intervallo fra le vite che coinvolge dei “soggiorni” planetari e galattici. L’anima argina le debolezze provenienti dalle incarnazioni precedenti, avvia schemi importanti da risolvere e comincia a esaminare il gruppo familiare o il gruppo di anime futuro. E’ eletto un consiglio di guide con la speranza che la prossima sia un’incarnazione che risolva il karma e in cui si agisca a base della legge della grazia.
Quando ci incarniamo, la coscienza della nostra anima è relegata al subconscio. La coscienza dell’ego diventa la coscienza dominante sulla terra. Noi abbiamo un GPS (in questo caso: sistema di posizionamento di Dio) nella nostra interfaccia endocrina/chakra che dovremo attivare per rimanere concentrati sulla missione mentre siamo incarnati. Qui sta il problema per molte incarnazioni. Gesù lo espresse in modo molto lapidario quando disse: “Ricordate che siete nel mondo, non del mondo!” Senza attivare il GPS (quello di prima) l’ego si fa coinvolgere nei drammi delle cose terrene e si stancherà. E’ necessario che noi “beviamo dell’acqua della vita” regolarmente, attraverso preghiera, meditazione, studio dei sogni e, a volte, regressioni.
Gli schemi che sono richiesti per diplomarsi sulla terra sono questi: vivere una vita fondata su ideali, dedicata al servizio amorevole e mettere in pratica il perdono come schema. Aggiungerei che anche i frutti dello spirito o le beatitudini (gli atteggiamenti buoni) sono stati di coscienza essenziali che ci mantengono all’interno della Legge della Grazia e non all’interno della Legge del Karma. Proprio come un viaggio da New York a Los Angeles, possiamo volare in modo diretto o fare molte soste e tappe. La grazia è il volo diretto. Il karma è la tappa. Una delle promesse di Edgar Cayce per la New Age era che il velo fra il livello umano di coscienza e il livello divino si sta assottigliando. Lo vedo nel mio lavoro. Sta diventando sempre più facile per la gente arrivare dietro il velo e accedere all’anima.
Così, quando qualcuno dice “questa è la mia ultima vita”, per essere veri, ciò implicherebbe una vita vissuta con la Grazia. Edgar Cayce raggiunse questo stato dopo la sua vita come Ra-Ta, il sommo sacerdote egiziano. Ma l’anima di Edgar Cayce scelse di reincarnarsi a causa del suo amore e della sua dedizione al suo gruppo di anime. Questa scelta dell’anima che ha finito le lezioni della terra nasce dall’amore, non dall’esasperazione.
Quando ci stanchiamo di noi stessi, dei nostri fratelli, delle nostre sorelle e di questo mondo, Cayce ci consigliava di guardare dentro di noi e di ricollegarci. Guardando dentro di noi intravedremo qual era l’intenzione dell’anima per questa incarnazione e aiuteremo l’ego a essere un veicolo migliore per quelle intenzioni. E’ l’anima a scegliere l’incarnazione, non l’ego. E per quanto questo sia difficile da ingoiare, cresciamo di più quando affrontiamo e superiamo degli ostacoli. La vita ci mette continuamente alla prova. Scegliete voi – i frutti dello spirito o le patatine dell’ego!
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