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mercoledì 13 novembre 2019

Sentinelle Silenziose

La consolazione fu qualcosa di irraggiungibile alla presenza degli orrendi
attacchi terroristici che si succedettero l’11 settembre nella città di New York e a
Washington, D.C. Spaventata e nervosa, sentendomi come una pecora senza
pastore, continuai a cercare qualcosa, qualsiasi cosa, che mi potesse calmare.
Soltanto quando cominciai a tranquillizzare i miei pensieri, riuscii a sentirlo. Un
uccellino stava cantando, alzando la sua voce gloriosa al Creatore. Quanto
sembrava incredibile che in mezzo a così tanta devastazione e tanto dolore gli
uccelli stessero ancora cantando.
Proprio in quel momento mi colpì. Avrei dovuto ricordarmi che la forza vitale ci
sta sostenendo, non diminuita da ciò che qualsiasi essere umano faccia. Nulla
adombra la sua espressione infinita, amorevole nella nostra vita. Non avrei mai
dovuto cedere alle tentazioni della paura, perché comprendo gli ideali ed i principi
trovati nelle letture di Edgar Cayce. Cosa ne è di quelli di noi che hanno accesso a
queste verità? Qual è ora il nostro dovere nell’aiutare a guarire un mondo
terrorizzato?
Adesso è il momento in cui siamo invitati a diventare dei leader. Non facendo
proseliti né cercando di convincere gli altri della nostra verità. La predica e la
persuasione non sono affari nostri. Poiché le letture di Edgar Cayce riconoscono
che il cammino di ritorno di ogni anima alla casa del Padre è un viaggio
segreto, sacro. Non sta a noi giudicare il vincolo eterno che lega un’anima vivente
al suo creatore e che la spinge avanti nella ricerca implacabile del divino.
Il nostro compito è piuttosto agire come un esercito di sentinelle
silenziose, testimoni della manifestazione dello Spirito sulla terra. Dobbiamo
diventare i lavoratori sul campo che aiuteranno ad elevare la coscienza umana
animando lo Spirito dentro di noi.
Le letture sono basate su un’unica realtà inequivocabile: lo Spirito è la nostra
vita, che è sempre presente, continuo ed eterno. E questa verità singolare perdura
sempre, inalterata da tutti gli eventi che avvengono nel mondo esterno,
tridimensionale. In questo si trova la speranza e la promessa della filosofia di
Cayce.
La coppa di acqua fredda che possiamo offrire ai nostri fratelli e alle nostre
sorelle è la conoscenza che l’umanità non è mai sola. Perché dentro ogni uomo,
donna e bambino giace il potenziale per ottenere e dimostrare la coscienza di Dio.
Spirito/Dio esiste proprio là dove siamo, persino nella valle dell’ombra della morte,
perché lo Spirito è chi siamo veramente. Quietando la nostra mente nella
meditazione troveremo Lui, che pazientemente ci aspetta nel tempio del nostro
corpo. E’ qui che scopriremo anche la guarigione, il sollievo, la compassione e la
speranza.
Come si può affrontare la sfida stravolgente che sta nel trasformare gli ostacoli
di paura ed odio vivi nei trampolini di lancio di coraggio, fede e compassione?
Alcuni entrano nelle chiese per accendere delle candele in preghiera. Ma noi che
apparteniamo a questa Opera sappiamo che la candela che dobbiamo accendere è
nel nostro stesso cuore, una fiamma accesa e rivelata in noi attraverso il silenzio.
Latente in ogni figlio di Dio è un modello divino e una infinita forza creativa che
aspetta di prorompere nell’attività nel mondo. Questa forza costituisce una luce più
luminosa di tutte le stelle e tutti i soli di tutti gli universi che ora sgorgano dalla
mente del Creatore. L’unione con la nostra fonte - l’amore che arde luminoso,
alimentato dalla sorgente divina al centro del nostro stesso essere - è il faro che
risplenderà attraverso l’oscurità per condurci fuori dal deserto della disperazione
nella terra promessa della tranquillità e della gioia. Nessun’altra luce su questo
pianeta è altrettanto radiosa o potente.
Le letture ci hanno messo in guardia sulla necessità di raccogliere le nostre
forze interiori. Ci hanno detto che ognuno di noi ha del lavoro da completare e
hanno descritto la durata relativamente breve degli anni chiamati una vita umana
come un’opportunità rara e meravigliosa. Vite specifiche presentano rapporti e
circostanze che ci permetteranno di servire e con ciò raggiungere la crescita
dell’anima. L’ideale del servizio amorevole è la missione concisa ma sacra delle
letture per quelli che hanno scelto di recitare una parte in questa sfera terrena:
L’uomo in ogni fase della sua esperienza non è altro che il canale per applicare
le cose o per dare ciò che può essere una comprensione utile; egli viene soltanto
usato come canale. Proprio come puoi essere tu, per produrre la consapevolezza
nelle esperienze di altri della Sua presenza duratura che è dentro e con te! (272-9)
Il raccolto è maturo, i lavoranti sono pochi. Non essere affaticato perché c’è stato
ciò che pareva preoccuparti, perché le vie stanno per essere aperte a coloro
che si rivelano fedeli e veri. Non diventare debole, perché il giorno del Signore è
vicino. (262-47)
Anche se tentati da questi tempi agitati non mancheremo. Perché il giorno del
Signore è davvero vicino, oggi, nel momento in cui alziamo la nostra luce spirituale
verso il cielo. I “fedeli e veri” riconoscono che solo i frutti di quello Spirito –
pazienza, dolcezza, sopportazione, gentilezza e saggezza - eleveranno l’umanità
dalle ceneri della sua tomba di fenice. Questi sono i lavoranti la cui presenza è una
benedizione e un conforto per tutti quelli che si trovano alla portata della loro
coscienza.
Queste sono le persone dell’A.R.E. Migliaia di membri ed amici intorno al globo
che vivono come sentinelle silenziose daranno nascita ad una coscienza collettiva
che potrà sicuramente guarire un mondo agitato.
Isaia ci ha promesso: “Non temere, perché io sono con te; non smarrirti,
perché io sono il tuo Dio. Ti renderò forte e anche ti verrò in aiuto e ti sosterrò con
la mano destra della mia rettitudine.” (Isaia 41,10)
Dio è il nostro supporto sempre presente. E lo sono anche quegli individui che
cercano dentro di sé e manifestano lo Spirito fuori di sé. Essi sono i co-creatori -
cellule viventi nel corpo di Dio - parti integranti nel compimento delle Sue
promesse. Siamo la forza. Siamo la pace. Siamo l’amore. Siamo la liberazione -
l’uno per l’altro.
Avventuriamoci dentro di noi.
‘Venture Inward’, novembre/dicembre 2001
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