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giovedì 14 novembre 2019

Un Cammino più Vicino a Dio

Fu l’ultimo periodo natalizio per il quale Edgar Cayce diede delle letture -
dicembre 1943. La sua opera era così ben nota allora che egli venne sommerso di
richieste e il 21 di dicembre fu occupato con cinque letture separate, tre in più
rispetto a quanti il suo proprio consiglio spirituale aveva raccomandato.
Una di quelle letture, la 5758-1, sta forse per l’affermazione più bella in assoluto
sulla disponibilità continua dello Spirito Cristico universale nei confronti di ognuno di
noi. Senza dubbio la qualità di questa lettura fu accresciuta dalla ricettività e dalla
sintonizzazione spirituale delle persone per le quali fu data - un gruppo della chiesa
metodista locale (il Gruppo di Vita Spirituale) capeggiato dalla sostenitrice di lunga
data Florence Edmonds. Anche i messaggi personali che Cayce diede alla fine
della lettura ai nove membri individuali del gruppo sono affermazioni di ispirazione
per noi oggi.
Una caratteristica notevole riguarda le dinamiche spirituali di gruppo e i termini
psicologici di personalità e individualità. In altre letture di Cayce la personalità viene
definita come quel lato di se stesso che viene mostrato al mondo. E’ il sé familiare e
quello con cui altre persone ci vedono - un po’ come la “persona”, come Carl Jung
lo definì. Come contrasto ognuno di noi ha un’individualità che è il nostro essere più
autentico, anche se possiamo relativamente aver perso i contatti con essa.
Quell’individualità si trova sempre nel processo di crescita e sviluppo (cioè non è
ancora perfetta).
Il paragrafo 3 si riferisce al modo in cui un gruppo può assumere un’individualità
- quello che potremmo chiamare coscienza di gruppo. Sebbene sicuramente ogni
insieme di persone possa sviluppare qualche tipo di coscienza di gruppo, come può
questo avvenire nel migliore dei modi - che cosa lo rende possibile per la
Coscienza Cristica diventare la consapevolezza collettiva del gruppo?
Semplicemente questo: può succedere quando ogni membro del gruppo segue il
modello di personalità dimostrato da Gesù (per esempio attraverso tolleranza e
perdono, come enfatizzato nei paragrafi 4 e 5; oppure servizio umile, sottolineato
nel paragrafo 11).
E qual è il risultato di un insieme di persone con ideali simili che scopre il Cristo
come la sua coscienza di gruppo? Una forza per il bene. Il paragrafo 8 promette
che essa non si sentirebbe soltanto nella congregazione della loro chiesa o
semplicemente nella comunità di Norfolk-Virginia Beach. Avrebbe un impatto su
tutto il mondo (Alcuni di questi nove membri del gruppo erano stati presenti due
anni e mezzo prima ad una lettura per il Congresso annuale dell’A.R.E., dove
Cayce aveva promesso che il gruppo di 64 persone presenti in quel momento
avessero il potere di influenzare direttamente ciò che sarebbe successo all’America
all’avvicinarsi della guerra).
Questa idea del Cristo come l’individualità del gruppo richiama alla mente
l’insegnamento del “nessun sé” nel buddismo - una dottrina che è stata forse
ampiamente fraintesa nell’occidente come diniego della nostra individualità.
Compreso meglio, l’intuizione del Buddha era che nessuno di noi ha un’identità
separata, indipendente, immutabile. Esistiamo in rapporto l’uno con l’altro e con il
mondo intorno a noi. Infatti questo è un argomento che si trova ripetutamente nelle
letture di Cayce, non ne esiste soltanto questo riferimento nella lettura 5758-1.
Anche se la Coscienza Cristica può essere un modello scritto separatamente in
ogni anima, ciononostante essa fiorisce e si manifesta soltanto in rapporto con gli
altri.
Un altro argomento ripetuto in questa lettura natalizia è l’immagine di un
cammino più vicino al nostro Creatore. Le letture di Cayce ci ricordano sempre
l’accessibilità di Dio. Possiamo avere un rapporto personale con il nostro Creatore.
E quale periodo migliore per ricordare quella verità del periodo delle vacanze.
Forse l’immagine può anche essere seguita piuttosto letteralmente (una delle
raccomandazioni preferite di Cayce era “dopo la colazione lavora un po’, dopo
pranzo riposa un po’ e dopo cena cammina un miglio”). Fate una passeggiata
devota durante questo periodo di Natale. Dedicate 30 minuti o un’ora ad una
meditazione mentre passeggiate, nella quale invitate la Coscienza Cristica a
parlare con voi.
Ma forse c’è dell’altro in questa immagine del camminare. Non si può fare a
meno di pensare all’aforisma popolare che ognuno di noi deve “camminare il
discorso” (“walk our talk”, col senso “mettere in pratica ciò che si dice”, n.d.t). Una
traduzione grossolana dice: le parole sono vuote se non vengono messe in pratica.
Che cosa dice questo su questa immagine che Cayce amava usare? Se abbiamo
un “cammino più vicino” a Dio, non è semplicemente un ritiro privato, ma vuol dire
anche mettere in pratica nella vita di tutti i giorni la conoscenza spirituale che
abbiamo.
Un elemento aggiuntivo di questa lettura merita una menzione speciale - un
tema trovato nei paragrafi 5 e 6. Sicuramente tutti noi che aspiriamo a risvegliare la
Coscienza Cristica scopriamo velocemente le nostre proprie mancanze in tali
sforzi. Abbiamo dei piccoli successi, ma probabilmente di gran lunga più insuccessi.
Abbiamo dei momenti durante la giornata in cui siamo veramente capaci di essere
tolleranti verso le idiosincrasie di qualcuno. Abbiamo delle occasioni di successo
quando siamo in grado di lasciar andare un commento offensivo fatto da qualcuno
(che può o può non veramente essere stato inteso in quel modo che l’abbiamo
dapprima colto emotivamente).
Ma, senza dubbio, ci sono altrettanto volte quando manchiamo degli
atteggiamenti e delle risposte migliori. In tantissimi rapporti difficili e nelle sfide della
vita quotidiana la Coscienza Cristica sembra piuttosto al di là delle nostre
possibilità. Ma qual è la buona notizia che ci viene ricordata in questa lettura
natalizia? Provare è quello che conta. Il fattore critico è fare lo sforzo - anche
quando molto spesso non sembra aver successo. La crescita spirituale è radicata
nel giusto ideale e nella giusta intenzione, in combinazione con volontà e sforzo
sinceri. Ricollegarci personalmente a quella legge spirituale potrebbe essere il
migliore dono di Natale che potremmo fare a noi stessi quest’anno.
La Lettura
Questa lettura psichica, 5758-1, fu data da Edgar Cayce il 21 dicembre 1943 su
richiesta del Gruppo di Vita Spirituale della Chiesa Metodista di Park Place, Norfolk,
Virginia, attraverso la Signorina Florence R.Edmonds, membro dell’A.R.E. Gertrude
Cayce condusse la lettura.
1 Gertrude Cayce: Ora avrai davanti a te il Gruppo di Vita Spirituale della Chiesa
Metodista di Park Place, alcuni membri del quale sono presenti in questa stanza,
mentre altri membri sono nelle loro case. Questa volta darai consiglio sul loro
operato e come possono esprimere al meglio lo spirito di Cristo nel loro lavoro; e
risponderai alle domande fatte che riguardano ogni sua fase.
2 Edgar Cayce: Sì, abbiamo il gruppo - il Gruppo di Vita Spirituale, Chiesa
Metodista di Park Place - come gruppo, come individui.
3 Analizzando o dando ciò che può essere utile a questo gruppo, molte personalità
devono essere prese in considerazione. Questo dovrebbe essere l’ideale di ogni
membro di un tale gruppo; che la personalità della Coscienza di Cristo possa
essere l’individualità di ogni gruppo; anche ogni individuo del gruppo. E quando si
analizza la Vita di Cristo, la Coscienza di Cristo, ci si rende conto e si trova che
Gesù Bambino nacque sulla terra come uomo; uno nato nella stagione dovuta, a
tempo debito, nell’evoluzione spirituale dell’uomo, affinché l’uomo possa avere un
modello della personalità e dell’individualità di Dio Stesso.
4 Così, quando gli individui in un tale gruppo leggono, analizzano, studiano e
mettono in pratica quei principi, quelle verità che furono presentate dal Cristo,
trovano che la Coscienza Cristica deve diventare una cosa individuale ma viva
nella loro propria coscienza individuale. Come con Lui, Egli non criticò gli altri.
Questa dovrebbe essere la prima premessa, quindi, di ogni individuo; condannare
sempre meno gli altri e manifestare nel sé sempre di più di quell’amore mostrato
dal Padre attraverso il Figlio nel mondo materiale; affinché l’uomo, attraverso
questo modello, attraverso questo quadro di Dio, possa diventare un esempio
vivente, possa camminare più vicino in quel modo del condannare di meno.
5 Poiché, come ogni individuo comprende, quando questi principi possono essere
analizzati, se Dio avesse condannato - quale opportunità ci sarebbe per l’uomo di
ritrovare la sua strada verso Dio? Così ogni individuo deve fare agli altri come
vorrebbe che suo Fratello, il Cristo, suo Dio, il Padre, facesse a lui; e infatti metti
allora in pratica per primo, ultimo e sempre il Suo “Perdona, Oh Dio, come io
perdono gli altri. Trova difetto in me, Oh Dio, come io trovo difetto in mio fratello.”
Quindi sempre meno del sé, sempre di più dell’amore perfetto, senza
dissimulazioni, conservando quella fede. Sappi, visto che c’è l’attività del sé, che il
sé può seminare soltanto il seme della verità. E sarà per ogni individuo come fu
indicato ai figli di Israele. Essi entrarono nella Terra Promessa non per la loro
rettitudine, ma per l’amore del Padre per quelli che provarono, che provarono a
vivere la rettitudine.
6 Perciò ogni individuo può avere il tentativo contato come rettitudine; non come
scusa, né come giustificazione. Poiché siete stati giustificati una volta per tutte,
attraverso la Coscienza di Cristo che cercate.
7 Quindi la vita, lo scopo dell’individuo, i membri di un tale Gruppo della Vita,
dovrebbero essere cosiffatti da poter camminare più vicini al Cristo, giorno per
giorno, in ogni modo. Poiché la Sua promessa è stata ed è sempre per ogni anima:
“Se aprirete la mente, il cuore, entrerò, dimorerò con voi. Non come un estraneo,
ma come fratello, come amico.”
8 In questa maniera possa il gruppo come gruppo diventare una forza per il bene,
una forza che magnifica e glorifica la Vita Cristica nella chiesa, nella comunità, nella
nazione, nel mondo. Poiché, in questa dimostrazione del seme dello spirito che
seminate, Dio soltanto può dare l’aumento, Dio soltanto può preparare il cuore.
Poiché la vita eterna non è mai guadagnata - è il dono di Dio, per mezzo della
grazia di Dio - attraverso il dono della vita del Maestro, Gesù, che divenne il Cristo
superando la morte, l’inferno e la tomba, superando il mondo.
9 Ricordate come Egli ha dato, le offese dovranno certamente venire, ma guai a
colui da cui provengono.
10 Non lasciate, quindi, mai che si dica di un singolo membro del gruppo che
abbiate offeso il più umile dei Suoi piccoli.
11 Non tenetevi in maggiore considerazione di quello che dovreste, né
consideratevi al di sopra del vostro prossimo. Poiché Colui che è il più grande sarà
il servo di tutti. Proprio come il Maestro voleva dare ad intendere con il lavaggio dei
piedi, con lo spezzare del pane, nel fare il fuoco, nella preparazione del cibo; che
gli affaticati nel corpo, nella mente potessero essere soddisfatti. E quindi come Egli
disse a quel Discepolo, Egli richiede da tutti “date da mangiare ai miei agnelli, date
da mangiare alle mie pecore.” Poiché tutti sono stati insufficienti, ma riconoscendo
nel sé che da voi non potete fare niente, ma soltanto quando lo spirito della verità vi
dirige potete compiere molto. Quindi mantenete soltanto lo spirito della verità, lo
scopo dell’amore, la speranza della vita. Poiché Egli diede: “Sono venuto affinché
voi possiate avere luce, vita e amore, e tutto più abbondantemente.”
12 E quando queste cose vengono manifestate nella mente e nel cuore degli
individui di un tale gruppo, il mondo, sì, sentirà le vibrazioni, sì, la gloria della
venuta del Signore. Poiché Egli non indugia - per alcuni, e rimanete sempre nel
Suo amore.
13 Pronti per domande.
14 (D) Via via che darò il nome di ogni membro individuale del gruppo, vi prego di
dare un messaggio individuale: [3466].
(R) Che quella mente che era nel Cristo sia in te, la quale diede Se stessa
affinché gli altri potessero conoscere Dio. Fa’ altrettanto.
15 (D) R.S.
(R) Che la grazia ti protegga. Che pietà e giustizia ti dirigano, che la pace che
oltrepassa ogni comprensione sia tua nella coscienza della Presenza Cristica.
16 (D) [993]
(R) Che l’amore sia senza finzione. Aborrisci ciò che è male. Rimani fedele a ciò
che è buono. Verifica i propositi in entrambi, ma sappi che il Signore vive e cerca
l’amore, l’aiuto degli altri.
17 (D) Edna Hainsworth.
(R) Continua a lasciar cantare il tuo cuore. Non farti disturbare e non lasciare
entrare la paura. Poiché l’amore perfetto scaccia la paura. Conserva la fede nel tuo
Signore, il tuo Padrone.
18 (D) Hattie Trigg.
(R) Vieni! Fa’ un rumore gioioso al Signore Che è la tua salvezza. Coraggio!
Mantieni le tue promesse, come speri che Egli manterrà le Sue promesse a te. Non
far entrare dubbio né paura, ma confida nel Signore.
19 (D) [2990]
(R) Da colui che ha molto viene preteso molto. Non essere troppo zelante né
troppo ansiosa. Poiché il Signore è nel Suo Sacro Tempio. Prepara quel Tempio nel
tuo corpo, nella mente e nel cuore, affinché Egli possa trovarvi dimora - per
sempre.
20 (D) [3377]
(R) Mantieni la via del Cristo sempre davanti a te nei tuoi successi e insuccessi.
Poiché il Signore ha bisogno di te oggi nei cuori di molti che guardano a te per
avere delle indicazioni. Fa’ che la tua vita, i tuoi discorsi, indichino sempre la via del
Cristo.
21 (D) [3374].
(R) Grazia e amore sono delle virtù in te. Conservale in tali modi e maniere che
la tua vita possa mostrare la direzione agli altri, anche se non dici mai una parola.
Poiché quello che la mente-corpo è parla più forte di quello che la gente dice.
Conserva la fede.
22 (D) [3416].
(R) Nella casa del Signore ci sono molte dimore. Nella tua mente e nel tuo cuore
ci sono molte possibilità, molte opportunità. Non perderne nemmeno una per far
conoscere l’amore che il Maestro ha per i figli degli uomini. Poiché anche Lui fu uno
di loro. Così nei tuoi modi di grazia e pietà esterna la morte del Signore, la vita del
Signore, l’amore del Signore, fino a quando Egli ritornerà.
23 (D) Possiamo questa volta avere un messaggio di Natale dal Maestro ?
(R) Non permettete che i vostri cuori siano preoccupati e non permettete che
abbiano paura. Poiché il Signore è nel Tempio Sacro - che la terra e quelli che
amano il Signore gioiscano, perché il Dio-Padre nel Cristo è memore degli uomini
ed Egli non permetterà che i vostri cari - né quelli con e per i quali pregate -
vengano indotti in tentazione oltre quello che sono in grado di sopportare. Ma
vivete ogni giorno come pregate e pregate come vorreste che vostro fratello, il
Cristo, elogiasse la vostra vita davanti al trono della mercé. Dimostrate quindi
compassione e amore l’uno verso l’altro, se volete che vi sia dimostrato amore e
compassione. Poiché questo è l’inizio e la fine della saggezza.
24 Abbiamo terminato.
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