Cittadini
dell’Universo
(Mark Thurston)
Guardando in su in un cielo pieno
di stelle non si può fare a meno di chiedersi se c’è
la vita “là fuori”. Il fascino moderno della fantascienza
(p.e. Star Trek) e le possibilità di vita extraterrestre fanno
aumentare il mistero. E appena introduciamo le idee della reincarnazione
e dei soggiorni interplanetari (come Cayce chiamava i nostri viaggi fra
le incarnazioni fisiche), il passo non è molto grande per cominciare
a chiedersi, “Sono quei sistemi stellari quei posti dove la mia
anima si è avventurata nel passato o dove viaggerà un giorno
?”
Per fortuna domande come queste furono poste al Sig. Cayce, specialmente
in un reading dato durante l’incontro del Congresso del 1941 a Virginia
Beach. Le domande erano state preparate da Thomas Sugrue, la cui biografia
di Cayce intitolata Vi E’ un Fiume doveva essere pubblicata l’anno
successivo. I problemi sollevati da alcune domande sono facili da riconoscere
nel capitolo sulla Filosofia verso la fine del libro.
La suggestione data al Sig. Cayce per questo reading fu molto specifica.
Sugrue e gli altri fondamentalmente desideravano comprendere più
chiaramente come gli essere spirituali vengono “colti” o”
intrappolati” nella dimensione materiale. Ma per affrontare quel
problema in modo adeguato era necessaria una prospettiva ampliata, e Cayce
si lanciò in una spiegazione dettagliata, complessa.
Per interpretare questo importante reading potremmo cominciare col notare
che i paragrafi 4 e 12 sono come i due elementi di un reggilibri -un tema
identico di apertura e di chiusura. Quel tema ricorrente enfatizza un
principio biblico: il Logos, la Parola, la Coscienza Cristica universale
era presente e partecipava nella formazione dell’universo. Perché
Cayce inizia e termina con questa asserzione ? Forse per enfatizzare l’esistenza
di una costante spirituale nello schema dell’universo. Il Logos
è il fatto centrale della vita spirituale, non soltanto sulla terra
o soltanto nel nostro sistema solare, ma in tutto il cosmo. Questo è
un punto cruciale. Per esempio, se ci preoccupiamo di razze aliene che
potrebbero venire sulla terra e usare la loro tecnologia superiore per
conquistarci, ricordiamo questo principio: Non vi è potere in questo
sistema solare o in ogni altro sistema stellare che sia superiore allo
Spirito Cristico universale. Come entriamo nella speculazione intrigante
sulla vita in altri sistemi solari, manteniamo una struttura di riferimento.
In qualunque posto nell’universo noi andiamo, ci sono certe leggi
fondamentali operative e certi principi spirituali attendibili.
Le quattro domande e risposte in questo reading offrono una spiegazione
metafisica straordinaria della vita spirituale che entra nella materialità.
Cayce ci invita a considerare questo tema profondo con una forte dose
di umiltà. La terra è soltanto un “granello”
nello schema delle cose. E inoltre, la nostra conoscenza di ciò
che è possibile - buono o cattivo - è ancora abbastanza
limitata. Non abbiamo nemmeno cominciato a comprendere i livelli più
alti o più bassi di ciò che è possibile per noi (vedi
paragrafo 6). La prima domanda e risposta (paragrafo 9) comincia con la
premessa che non tutti gli esseri spirituali si sono proiettati nella
materia. Per esempio, gli angeli non sono mai stati intrappolati. Però
quegli esseri che sono stati colti nella materia molti millenni fa (inclusi
noi tutti!) scoprirono la nostra capacità di essere dei creatori
senza uno spirito di verità che guidasse quella capacità
creativa. In altre parole, si sviluppò una condizione di “la
mente è il costruttore” senza un ideale illuminato che guidasse
la costruzione. Fu un atto di volontà personale e libera scelta
da parte di ognuno di noi a separarci da quello spirito della verità.
E questo portò alla necessità per i diversi livelli di coscienza
e per le diverse “sfere di attività” o “regni
di sistemi” che le anime individuali avanzassero dal loro stato
intrappolato.
Proseguendo nei due scambi successivi di domanda-e-risposta (paragrafi
10 e 11) Cayce fa il punto sul fatto che non c’è immunità
cosmica. Se un’anima si libera da questo sistema planetario (cioè
i regni della coscienza simboleggiati dai pianeti che viaggiano intorno
al nostro sole) possiamo sempre rimanere intrappolati nella creatività
fuorviata altrove nel cosmo.
Ma la conclusione di “ottenere l’immunità” dal
rimanere impigliati altrove è un modo fondamentalmente sbagliato
per guardare la faccenda. Quell’ “altrove” è
a volte parte necessaria del piano di Dio per il viaggio di un’anima
verso la libertà. Nella vastità di questo universo c’è
sempre un posto preciso in cui armonizzare i nostri bisogni di crescita
- cioè, quei bisogni molto specializzati, individuali, per un’anima
particolare possono essere soddisfatti da qualche parte in qualche sistema
stellare. E a volte un’anima ha bisogno di cambiare sistemi stellari
per un insieme di esperienze da apprendimento. L’opera di Dio di
grazia e guarigione si estende a tutte le stelle e a tutti i pianeti.
Per comprendere l’ultima domanda e la risposta (paragrafo 12) dovremmo
considerare che “peccato” nella filosofia di Cayce significa
“mancare il bersaglio” o “separarci dal nostro Creatore”.
E com’è che lo facciamo ? A volte con delle azioni del corpo
fisico; ma altrettanto spesso con le attività del “corpo
mentale”, come Cayce di solito chiamava la somma totale di ciò
che abbiamo costruito con le nostre intenzioni, desideri, atteggiamenti
e emozioni. Alla morte fisica c’è un orientamento del corpo
mentale, tanto sicuramente quanto un albero si inclina in qualche direzione
prima di morire e di cadere sul terreno. Quella inclinazione, quella condizione
del corpo mentale dell’anima al momento della morte, determina i
suoi bisogni per l’immediato futuro e dove “andrà”.
Il viaggio può portare per un po’ di tempo in una delle altre
otto dimensioni di questo sistema solare o in un altro sistema stellare.
In verità siamo cittadini dell’universo.
Il Reading
Questo reading psichico, 5755-2,
fu dato da Edgar Cayce nell’ufficio dell’Associazione, Arctic
Crescent, Virginia Beach, Va., il 19 giugno 1941, in accordo con la richiesta
fatta da quelli presenti al Decimo Congresso Annuale dell’Associazione
per Ricerca ed Illuminazione, Inc.
1 Gertrude Cayce: E’ stato
dato attraverso questa fonte che le anime si impigliano nei sistemi cosmici
simili al sistema solare, dove le condizioni sono come quelle presentate
in questo sistema. Per l’istruzione di coloro che sono riuniti qui
si richiede che ora riprendiate le implicazioni di questa dichiarazione,
per quanto sia possibile farlo nei termini del linguaggio e dell’esperienza
umana. Discuterete le domande che sono state preparate come le porrò,
usando, dove possibile, paralleli con la vita com’è sulla
terra.
2 Edgar Cayce: Sì, abbiamo le implicazioni che sono state indicate
attraverso questi canali; sul come le anime possono rimanere impigliate
nei sistemi o nelle influenze di natura simile all’esperienza umana
nella materia.
3 Rispondendo a molte di quelle domande presentate qui o che possono essere
nella mente di quelli che si sono riuniti qui, è un bene che venga
data la premessa dalla quale verrebbero le risposte.
4 Queste le potete trovare nell’indicazione che in principio era
la Parola, la Parola era con Dio - la stessa cosa. Senza di Lui non fu
fatto nulla di ciò che fu fatto.
5 Così nelle risposte possiamo trovare che, sebbene ci possano
essere mondi, molti universi, anche molti sistemi solari, più grandi
del nostro di cui godiamo nel presente, questa esperienza terrena su questa
terra è un semplice granello quando messo a confronto proprio col
nostro stesso sistema solare. Ma l’anima dell’uomo, la tua
anima, racchiude tutto in questo sistema solare o in altri.
6 Perché siamo co-eredi con quella forza universale che chiamiamo
Dio - se cerchiamo di seguire i Suoi comandi. Se il nostro scopo non è
tenere buoni rapporti con quella Forza Creatrice, o Dio, allora possiamo
essere un ostacolo. E, come è stato indicato nei tempi antichi,
non è apparso e nemmeno entrato nel cuore dell’uomo conoscere
le glorie che il Padre ha preparato per coloro che Lo amano. E gli uomini
non possono neppure immaginare la distruzione, anche se (l’uomo)
è una consapevolezza tridimensionale sulla terra. E nemmeno può
immaginare l’orrore, né la sofferenza, né ciò
che significa essere nell’oscurità esterna dove il verme
non muore.
7 Quindi, considerando quelle condizioni, quelle esperienze che possono
fare parte della consapevolezza dell’anima - in principio era la
Parola, e la Parola era Dio, e la Parola era con Dio. Quella è
la premessa.
8 Pronti per le domande.
9 D: Possiamo presumere che il termine “impigliare” significa
una partecipazione dell’anima e l’immersione in una forma
o un sistema di espressione creativa che non era necessariamente inteso
per tale partecipazione e immersione, come la terra ?
R: Senza dubbio ci sono quelle coscienze o consapevolezze che non hanno
partecipato né fatto parte della coscienza fisica della terra;
come gli angeli, gli arcangeli, i maestri che hanno avuto la realizzazione,
e quelle influenze che hanno preparato la via.
Ricordate, come dato, la terra è quel granello, quella parte della
creazione dove le anime si proiettarono nella materia, e così portarono
quella consapevolezza cosciente di possedere esse stesse la capacità
di creare senza quelle forze dello spirito della verità.
Perciò quello che è stato indicato - quel serpente, quel
satana, quel potere manifestato da parte delle entità che, create
come influenza cooperante, si separarono attraverso la volontà.
Quando questo avvenne era necessario per la loro stessa consapevolezza
nelle sfere dell’attività. Così dei regni di sistemi
vennero in esistenza; tanto vasti quanto il potere del pensiero nel tentativo
di comprendere l’infinito o per comprendere che non c’è
né spazio né tempo.
Eppure potete comprendere tempo e spazio, in pazienza.
10 D: Nei sistemi in cui le condizioni per l’espressione sono uguali
a quelle nel sistema solare, è il coinvolgimento un’esperienza
parallela al coinvolgimento in questo sistema, così che un’anima
è incline soltanto ad immergersi in uno di questi sistemi, e dopo
che se ne è liberata, ad essere immune alle attrazioni di altri
?
R: No. Nemmeno due foglie di un albero sono uguali. Nemmeno due fili d’erba
sono uguali. Nemmeno due sistemi hanno la stessa consapevolezza, né
sono essi paralleli.
Vi sono quelle consapevolezze che hanno un rapporto relativo, sì.
Ma avete immaginato - o potete immaginare - i requisiti dell’influenza
per affrontare tutte le idiosincrasie di una singola anima? Quanti sistemi
ci vorrebbero ? In voi stessi troviamo spesso un amico per questo, un
altro per quello, un altro per questo rapporto, un altro per appoggio,
un altro come stimolo. Ma tutti sono l’opera della Sua mano, sono
lì perché voi li possediate, perché li usiate - come
un tutt’uno con Lui.
11 D: Potete descrivere, con similitudini o paragoni, che cos’è
negli altri sistemi che attrae le anime ?
R: Prendete ciò che è stato appena dato; che ci sono delle
condizioni che possono affrontare ogni idiosincrasia dell’anima
individuale! Quindi considerate i milioni, e quanto viene richiesto da
voi!
Ci sono dei centri attraverso i quali quelli di un sistema solare possono
passare in un altro, come abbiamo indicato nelle informazioni per gli
individui. Ci sono anche quelle esperienze in cui le anime individuali
possono cercare un cambiamento. Come Egli diede, come l’albero cade,
così giace [Eccl. 11:3 da Salomone. Dove Gesù l’ha
detto ? In Galati 6:7 per mezzo di Paolo ? “Come l’uomo semina...”]
. Questo non è soltanto materiale, è anche mentale e spirituale.
E’ corta la mano di Dio che non c’è tutto quello che
ogni anima richiederebbe ? Perché non è per la volontà
di Dio che un’anima perisca, bensì con ogni tentazione, con
ogni prova è stata preparata la via di fuga.
Dio, il Padre, è quindi il Creatore - l’inizio e la fine.
In Lui è la comprensione, per mezzo e attraverso quelle influenze
che hanno preso forma - negli universi - per soddisfare i bisogni di ogni
anima - affinché possiamo trovare la nostra via verso Lui.
12 D: Questi altri sistemi hanno un pianeta, come la terra, che è
un punto focale per l’incontro e l’espressione materiale delle
sue forze e i suoi principi ?
R: E’ così relativamente, in quella dimensione di coscienza
o consapevolezza necessaria ad affrontare ciò che nell’anima
si desta al suo bisogno - la sua consapevolezza del Creatore, della Parola,
dello Spirito; e le influenze in essa rispondono a ciò che è
nell’anima individuale
Perché un’anima individuale qui si trova di essere un corpo,
una mente, un’anima. Potete peccare nella mente, potete peccare
nel corpo. Rispondete soltanto nello spirito ?
Come Egli ha dato, ogni anima deve rendere conto delle azioni fatte nel
corpo. Quale corpo? Quel corpo della mente, quel corpo della manifestazione
fisica, quel corpo dello spirito; ognuno nella propria sfera, nel proprio
regno.
La terra, in questo sistema solare, rappresenta soltanto tre dimensioni.
Quindi, quante dimensioni ci sono in questo sistema solare ? Otto! Che
posizione occupa la terra ? La terza! Che posizione occupano gli altri
? Quel rapporto relativo dell’uno verso l’altro.
Chi è l’autore e il perfezionatore della stessa ? la Parola!
Chi è la Parola ? Colui che si rese manifesto nella carne ! Chi
è il principio e la fine ? Proprio Gesù, il Cristo!
13 Abbiamo terminato per il momento.
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