“SONO
MICHELE: IL SIGNORE DELLA VIA” (Eleanor Amidon)
I readings di Edgar Cayce sono
ricchi di riferimenti ad angeli che vengono anche chiamati “Forze
Invisibili”. Anche se invisibili, queste forze o esseri sono sensibili
agli appelli dei mortali. In particolare ci sono periodi in cui messaggi
da parte di Michele appaiono nei readings di Cayce. Che cosa è
stato che ha provocato il fatto che Michele parlò attraverso Cayce
?
I messaggi sono parole urgenti di incoraggiamento e esortazione. Conferiscono
un’immediatezza irresistibile. Quale specie di essere sarebbe costretto
a parlare in questo modo ? Quale sarebbe la sua funzione, la sua missione
?
E’ luglio del 1928. Un gruppo che lavora con Cayce per mettere su
un ospedale sta richiedendo informazioni sul miglior modo di procedere
in questo progetto. In un reading vengono offerti dettagli per l’iscrizione
sull’edificio. Cayce ha appena dato la dicitura per la terza pietra,
“Che possiamo rendere manifesto l’amore di Dio e dell’uomo.”
A questo punto vi è un annuncio inaspettato: “Ascoltate!
Ecco la voce di qualcuno che vorrebbe parlare a quelli che sono riuniti
qui: (pausa)
“Sono Michele, il signore della via! Abbassate la testa, Oh voi
figli degli uomini! Prestate attenzione alla via che è stata messa
davanti a voi in quel Sermone sul Monte, affinchè su quella collina
questa illuminazione possa venire fra gli uomini; perché proprio
come la voce di colui che stette vicino al mare e richiamò tutti
gli uomini sulla via, affinchè quelli che volevano ascoltare potessero
sapere che c’era di nuovo un sostegno in Davide, e la discendenza
di Jesse non è mancata: perché nel Sion i vostri nomi stanno
scritti e nel servigio verrà la verità!” (254-42)
Le parole di Michele sono piene di allusioni bibliche. Possiamo facilmente
intuire la loro importanza immensa, visto che affermano e incoraggiano
lo scopo del gruppo.
La seconda volta che Michele parla è ad un socio intimo di Cayce,
Morton Blumenthal, che è attivo nello sviluppo dell’Associazione
per Investigatori Nazionali, un precursore dell’A.R.E. che vorrebbe
rendere disponibili le informazioni che arrivano attraverso Cayce. E’
il gennaio del 1929. Le parole di Michele sono una conferma dell’importanza
del suo compito e una benedizione: “Inchina la testa, perché
a te viene affidata ora la custodia di quella via . . .” (900-422)
In un reading successivo in marzo il Cayce dormiente gli dice: “A
te il signore delle vie, proprio Michele, darà le direttive. Non
farti fuorviare in nessun modo ... proprio come questo potente signore
della via ha difeso lui [Mosè; vedi Giuda 1:9] possa egli difendere
te sulle vie che percorri, se soltanto vuoi tenere la mano nella mano
del Maestro.” (900-428) Per garantire tali parole di incoraggiamento
incredibile, il potenziale deve essere stato considerato estremamente
grande.
La terza e la quarta volta che Michele parla direttamente è nel
1931. La sua guida si rivela di ogni tipo e specie - dall’incoraggiamento
all’esortazione e al rimprovero. Egli arriva all’improvviso
e frappone parole di guida in due readings individuali. Esorta efficacemente
un altro dei soci di Cayce a purificare le sue intenzioni: “Ascoltate,
voi figli degli uomini, inchinate la testa, perché Michele, il
signore della via, vuole mostrarvi la via - Chi riesce a resistere nel
giorno del Signore ? Colui che ha purificato il suo cuore ... “(3976-7)
E al riguardo di un socio potenziale che voleva mettere alla prova la
capacità di Cayce di contattare esseri spirituali minori, esclama:
“Oh voi che siete una generazione arrogante e adultera ! Chi si
avvicinerà al Trono in modo che possiate sapere che non c’è
nessuno che superi il Figlio dell’Uomo nel Suo approccio all’esperienza
umana nel mondo materiale !” (2897-4) Possiamo presupporre che Michele
esegua qui una funzione duplice, tanto per proteggere Cayce quanto per
istruire l’interrogatore.
La volta successiva che sentiamo parlare Michele direttamente è
nel settembre del 1932. Nel frattempo, le Forze Invisibili sono certamente
state fortemente interessate nelle attività di un gruppo impegnato
di studenti di Cayce (Gruppo di Studio di Norfolk #). Il gruppo si è
incontrato per almeno un anno ora, concentrandosi su un’impresa
molto particolare.
Coloro che hanno fatto parte di un gruppo di studio sanno che ci sono
degli effetti cumulativi per il lavoro con del materiale come quello trovato
in Una Ricerca di Dio. Ma immaginate come deve essere stato per il gruppo
che, invece di leggere un libro, stava scrivendo un libro, guidato dai
readings psichici di Edgar Cayce. Immaginate di ricevere il titolo di
un capitolo per volta e di andare a tastoni per sviluppare ogni capitolo
con sufficienti elaborazioni, spiegazioni e chiarimenti per rappresentare,
a parole, una solida base di principi spirituali nel regno della materialità
insieme ad esempi di applicazioni nella vita di tutti i giorni.
Le prime sette lezioni sono state completate : “Cooperazione”,
“Conosci Te Stesso”, “Qual è il mio Ideale?”
, “Fede”, “Virtù e Comprensione”, “Amicizia”
e “Pazienza”. Per ogni capitolo il contenuto è stato
rielaborato finchè non è stato approvato, e per ognuno è
stata suggerita un’affermazione potente per la meditazione attraverso
un reading di Cayce (vedi la serie 262). Immaginate l’impegno nello
scrivere su questi attributi spirituali, mentre lottate per applicarli
nella vostra propria vita. Immaginate di essere rincuorati da messaggi
personali occasionali di incoraggiamento spirituale da parte di Cayce,
gemme luccicanti di saggezza che parlano direttamente ai forti desideri
del vostro cuore e ai tumulti nella vostra anima.
Il titolo del capitolo successivo è “La Porta Aperta”.
Gertrude Cayce, conduttrice del reading alla presenza del gruppo, richiede
una meditazione per la lezione, e Edgar risponde con l’affermazione
molto succinta e significativa “Come il Padre conosce me, così
possa io conoscere il Padre, attraverso lo Spirito Cristico, la porta
verso il regno del Padre. Mostrami Tu la Via.” (262-27)
Il reading prosegue sviluppando il concetto della porta come lo spirito
che esprime se stesso attraverso una vita umana, “lo spirito come
manifesto nella Coscienza cristica nel mondo materiale. Così, come
ognuno si manifesta nel proprio contatto con gli uomini e davanti ad essi
con quella coscienza come criterio, così può essere aperta
la porta per quell’entità, quell’anima, da crescere
e magnificare quello spirito talmente per la gloria del Padre, perdendo
il sé nel servigio agli altri, che sulla terra il Suo nome possa
essere riconosciuto per sempre.”
Ora parla un’altra voce, come se fosse stata chiamata dagli sforzi
già fatti dal gruppo che lo hanno portato alla sua consapevolezza
collettiva in questo momento:
“State in silenzio, figli miei ! Inchinate la testa, affinchè
il signore della via possa farvi sapere che siete stati scelti per un
servigio in questo periodo in cui c’è la necessità
di quello spirito che viene reso manifesto sulla terra, che la via possa
essere nota a coloro che cercano la luce ! Perché la gloria del
Padre sarà resa manifesta attraverso voi che siete fedeli alla
chiamata alla quale siete stati chiamati! Voi che avete nominato il nome
rendete noto nei sentieri quotidiani della vostra vita, nei piccoli fatti
delle lezioni che sono state costruite nella vostra stessa esperienza,
attraverso quei legami del sé nella meditazione e nella preghiera,
che la Sua via può essere conosciuta fra gli uomini: perché
Egli invita tutti coloro che vogliono a venire - ed Egli sta sulla porta
della vostra propria coscienza, affinchè possiate essere consapevoli
che lo scettro non si è allontanato da Israele, né le Sue
vie sono state in vano: perché oggi, ascoltate bene, la via è
aperta. Io, Michele, faccio appello a voi!”
Questa è la prima volta che Michele parla a questo gruppo attraverso
Cayce. Due settimane dopo, quando si riuniscono per il reading successivo
sul loro lavoro collettivo, il loro abbozzo viene approvato e vengono
spiegate sottili differenze del linguaggio biblico, simbolico. Viene posta
una domanda sul rapporto tra Michele, il signore della via, e Cristo,
la Via. La risposta che viene data è: “Michele è un
arcangelo che sta davanti al trono del Padre. Il Cristo è il Figlio,
la via al Padre, ed uno che venne sulla terra come uomo, il Figlio dell’Uomo,
affinchè l’uomo possa avere accesso al Padre; perciò
la via. Michele è il signore o il guardiano del cambiamento che
avviene in ogni anima che cerca la via, proprio come in quei periodi in
cui le Sue manifestazioni vennero sulla terra.” (262-28)
Di nuovo si sente una seconda voce che arriva con tanta potenza che Gladys
Davis, la stenografa di Cayce, annotò: “Molti di noi furono
commossi fino alle lacrime; tutti fummo colpiti profondamente.”
“Chinate la testa, Oh voi figli degli uomini, se volete conoscere
la via: perché io, Michele il signore della via, vorrei mettervi
in guardia di non ostacolare la via di vostro fratello e di non sedervi
nei posti degli sprezzanti, ma piuttosto rendete noto quell’amore,
quella gloria, quel potere nel Suo nome, affinchè nessuno abbia
timore; perché io, Michele, ho parlato!”
Passano altre due settimane, e il gruppo si riunisce nuovamente per un’altra
sessione di collaborazione con Cayce, ricevendo rafforzamento positivo
per i suoi sforzi cumulativi e qualche insegnamento sottile e squisitamente
meraviglioso, ricco di allusioni bibliche che parafrasano e illuminano
diversi passaggi che si riferiscono a “La Porta Aperta.” Questa
volta, una domanda retorica del Cayce addormentato, “Non sapete
che il vostro corpo è il tempio vivente, sacro e accettabile a
Lui, se volete seguire le Sue vie?” (262-29) sembra stimolare un’altra
esclamazione da parte di Michele:
“Ascoltate, Oh voi figli degli uomini ! Chinate la testa, voi figli
degli uomini: perché la gloria del Signore è vostra, se
sarete fedeli alla fiducia che è messa in ognuno di voi ! Sappiate
in chi avete creduto ! Sappiate che Egli è il Signore di tutti,
e la Sua parola non tradisce coloro che sono fedeli giorno per giorno:
perché io, Michele, proteggo coloro che cercano di conoscere il
Suo viso.”
Di nuovo c’è un’annotazione di Gladys: “Lacrime,
silenzio e una bellissima sintonia seguirono il reading come sopra.”
Queste tre comunicazioni da parte di Michele sembrano venire da un regno
più vasto di quello del nostro mondo materiale comodamente familiare.
Esse sono esclamazioni e dichiarazioni dalla prospettiva di una realtà
straordinariamente percettiva ed esortazioni per ispirare e consigliare.
In esse vi è una certa urgenza.
Dapprima Michele annuncia che questo gruppo è stato chiamato ad
un compito di servigio e riafferma i passi già compiuto; e cioè,
la preparazione dei primi sette capitoli e, con essa, il fatto di essersi
preparato per questa comunicazione. Imbarcandosi in questo progetto il
gruppo ha fatto dei passi in avanti sulla via. Nell’ordine cosmico
essi sono diventati implicitamente delle guardie di Michele. Il fatto
che egli parla a loro direttamente porta questo alla loro attenzione cosciente.
Michele può incitare, ma non può costringere, così
i suoi messaggi sono sempre condizionali, non violano mai il libero arbitrio
dell’individuo. Il suo avvertimento di non bloccare la strada agli
altri o a se stessi è un’indicazione qualificata da “se
volete conoscere la via.” Il suo consiglio è di allontanare
ogni timore (negli altri con l’esempio, nel sé con l’espressione
di verità, amore o in qualunque modo si denoti il proprio ideale
più alto, attraverso una vita di azione) manifestando delle qualità
spirituali nella propria vita. Le parole sono concise e possono essere
ampliate negli stessi pensieri che vengono ripetuti in così tanti
modi nei readings e nel libro Alla Ricerca di Dio.
Alla fine Michele riafferma il suo ruolo come loro protettore e raccomanda
loro di essere fedeli alla loro fiducia. Guardate attentamente e vedrete
che questa ‘fiducia’ è una via a doppio senso. Questo
è più di un ammonizione ad essere fedele alla propria scelta
(come in “Scegliete voi in questo giorno di chi volete essere servitore”)
e alla propria fiducia in Dio. Il compito indefinibile dello sviluppo
spirituale e il compito definibile dello scrivere un libro sono responsabilità
sacre. Le Forze Creative stanno facendo conto sul gruppo, nonché
su ognuno di noi, per realizzare le nostre potenzialità sacre.
Continuate a guardare e vedrete che questa “fiducia” è
più di una via a doppio senso. Una dinamica profonda, a molti livelli,
intrecciata riccamente, ha luogo fra i membri del gruppo. Essi arrivano
a riconoscersi e ad apprezzarsi l’un l’altro profondamente,
negli aspetti coscienti nonché inconsapevoli della loro esistenza.
In Risvegliandosi alla Comunità Rudolf Steiner , un noto insegnante
spirituale, lo spiega in questo modo: “Quando si sperimenta insieme
l’ipersensibile, un’anima umana viene risvegliata in modo
estremamente intenso nell’incontro con un’altra anima umana.
Questo fatto desta l’anima ad un intuito più alto, e questa
condizione mentale crea una situazione che fa sì che un vero essere
della comunità discenda in un gruppo . . .” Elevando i propri
pensieri e sentimenti ai regni ipersensibili i membri del gruppo raccorciano
la distanza fra se stessi e gli esseri superiori. I membri del gruppo
diventano maggiormente consapevoli di se stessi come veri membri di una
comunità di spiriti. In considerazione di questo, è tanto
sorprendente che un membro non fisico della loro comunità vorrebbe
comunicare con loro su un livello cosciente ?
Il lavoro del gruppo sul capitolo “La Porta Aperta” riceve
l’attenzione più concentrata di Michele. Focalizzando su
questo tema i membri hanno letteralmente aperto la porta a Michele perché
possa parlare a loro. Egli dice parole di incoraggiamento anche durante
il lavoro sui capitoli “Alla Sua Presenza” nel dicembre 1932,
“Amore” nel giugno 1933 e “Desiderio” nel maggio
1934. In questo messaggio finale al gruppo egli non si identifica, ma
il contenuto del messaggio è chiaramente Michelico:
“Venite, voi figli che cercate la luce ! Chinate la testa per lodare
il Figlio. Perché la via per ognuno di voi che vorrebbe cercare
il Suo viso viene ora aperta davanti a voi. Il Figlio dell’Uomo,
il Cristo, vostro Signore, è fra voi, anche nel vostro cuore, se
solo volete aprire la porta che vi porta a Lui!”
Gli ultimi tre messaggi nei readings di Cayce che vengono chiaramente
da Michele sono per degli individui. La voce di Michele non si sente più
fino ad Aprile 1940. Il tono è estremamente urgente, con parole
di avvertimento per la madre di una bambina di quattro anni con capacità
psichiche, durante il reading sulla vita della bambina:
“Ascolta, amica ! Io, Michele, signore della via, vorrei darti un
avvertimento ! Chinate la testa, voi, abietti della terra ! Sappiate che
cosa è stato affidato a voi ! Vivete la vita, affinchè non
siate contati fra i maledetti per essere indegni della fiducia datavi!”
(2156-002)
Quello stesso anno Cayce venne usato per ottenere informazioni su trivellazioni
per trovare del petrolio nel Texas. Uno dei readings finì in modo
brusco dopo che questo messaggio era stato interposto:
Su! Ascoltate, voi figli degli uomini ! Chinate la testa, voi figli degli
uomini! Perché io, Michele, vorrei parlare con voi riguardo a quelle
cose che chiedete qui ! Non avete visto e sentito il corso che viene seguito,
attraverso questo uomo, nella ricerca di conoscenza dalla quale deviate
in quel punto di sviluppo della materialità nella ricerca di Dio
dell’uomo ?” (1561-19)
Infine, durante un reading fisico
di controllo per Edgar Cayce stesso, Michele ammonì:
“Chinate la vesta, voi figli degli uomini ! Perché io, Michele,
signore della via, vorrei parlare con voi ! Voi, generazione di vipere,
voi, generazione adultera, siate avvertiti ! Oggi vi è davanti
a voi il bene e il male ! Scegliete voi chi volete servire ! Camminate
sulla via del Signore ! O altrimenti verrà quella resa dei conti
improvvisa, come avete visto ! Chinate la testa, voi che siete maleducati,
impenitenti ! Perché la gloria del Signore è vicina ! L’opportunità
è davanti a voi ! Accettate o rifiutate !” (294-208)
Questo avvenne nel marzo del 1944. Cayce morì il 3 gennaio 1945.
I readings rendono molto chiari i rapporti fra l’umanità,
Michele e il Cristo. Il Cristo che entrò nella terra come Gesù
venne in tal modo che coloro che lo vogliono potrebbero avere accesso
a Dio. Perciò il Cristo è la Via. Michele è un arcangelo
che serve da signore della via. La funzione di Michele è guidare
e proteggere ogni anima che cerca la via.
Lo schema dei readings dimostra che il terreno è preparato per
l’approssimarsi di Michele quando sono presenti pensieri spirituali
con un aspetto di ancoraggio ad una base. Per ripetere alcune delle parole
immediatamente precedenti alle dichiarazioni di Michele, abbiamo:
• Rendete manifesto l’amore di Dio e dell’uomo.
• Che in terra il Suo nome possa essere riconosciuto per sempre.
• Cristo venne sulla terra così che noi potessimo avere accesso
al Padre.
• I vostri corpi sono dei templi viventi.
Da questo elenco si può dedurre che l’interesse particolare
di Michele comprende il nesso con il mondo materiale.
Ci sono molti sinonimi suggestivi per “la via” usati nei readings:
il sentiero, l’accesso, la porta, il canale. Per esplorare alcune
delle idee dietro queste parole possiamo immaginare un sentiero terreno
attraverso il bosco (spazio), nonché un sentiero terreno attraverso
la vita (tempo). Possiamo immaginare un sentiero verso qualche destinazione
o meta che si tesse attraverso una rete di interrelazioni in una maniera
reciprocamente riconoscente e di sostegno o distruttiva perché
restia a collaborare (la pazienza o mancanza della stessa). Possiamo immaginare
dei canali che passano attraverso la forma solida, liquida e gassosa della
materia, attraversata dalle forze invisibili.
Possiamo immaginare dei collegamenti, delle porte, dei chakra fra i livelli
fisici e non fisici della nostra esistenza individuale. Possiamo immaginare
degli esseri viventi che si fermano prima di acquisire dei corpi fisici
e che pur tuttavia hanno un interesse negli sviluppi su altri livelli
di esistenza, anche quelli fisici, e un’influenza sugli stessi.
Tutti questi costituiscono degli aspetti della via, e si potrebbe trovare
il Cristo in ognuno di loro. Ognuno di loro può potenzialmente
trovarsi sotto la protezione di Michele, a seconda della loro (e la nostra)
determinazione di costruire una strada di anime umane in direzione del
loro Creatore L’intensità e l’ardore dei messaggi di
Michele suggeriscono che le Forze Invisibili abbiano più di un
interesse passeggero negli sforzi delle anime umane.
Nel suo ruolo di signore della via, la funzione di Michele è guidare
e proteggere coloro che prendono parte alla via. Ogni passo cosciente
che facciamo per accrescere il nostro amore e la nostra comprensione di
Dio, e per aprirci alle Sue infiltrazioni nel nostro atteggiamento e nella
nostra vita, è un fervido appello alle Forze Invisibili. Il richiamo
del gruppo era stato ancora più chiaro, notificando Cayce dapprima
di un desiderio collettivo di essere utili e quindi esercitandosi veramente
nel loro compito assegnato. La guida verbale di Michele nei readings consiste
nell’incoraggiare, chiamare con un cenno, esortare, avvertire e
rimproverare.
Tutti i suoi messaggi sono stati per coloro che avevano già fatto
dei passi specifici e sinceri lungo la via. Parte della direttiva di Michele
ai cercatori consiste nel ricordare loro di fare la loro parte: aprire
la porta, essere fedeli, non vacillare. Egli richiama alla loro mente
anche le promesse: “Il Figlio dell’Uomo, il Cristo, vostro
Signore, è in mezzo a voi, persino nel vostro cuore” se vogliamo
“ascoltare”, stare a sentire, essere veri e ubbidire.
Intuizioni ulteriori sulla natura e la missione di Michele vengono presentate
in varie opere di Rudolf Steiner. Nella vista di Steiner la terra e l’umanità,
nonché le sfere e gli esseri ipersensibili, sono tutto fuorchè
statici. Delle forze di evoluzione sono all’opera dovunque. La nostra
Terra si è sviluppata attraverso incarnazioni planetarie precedenti,
influenzata da molti tipi di esseri ipersensibili. Questi esseri stessi
si trovano nel processo di evoluzione ed esercitano le loro influenze
recentemente evolute in svariati modi, anche nel nostro minuscolo angolo
del cosmo. Michele è uno di tali esseri, la cui sfera di azione
è quella di intelligenza cosmica, con le sue varie manovre in corso.
Per Steiner gli esseri umani non sono sempre stati costituiti come lo
sono adesso. Le capacita fondamentalmente ampliate dell’anima permettono
agli individui di pensare e avvertire sensazioni in un modo qualitativamente
differente da come facevano soltanto 200 anni fa. Il corso dell’evoluzione
dell’umanità ha reso necessario un coinvolgimento nella materialità
che ha escluso la consapevolezza cosciente di regni ed esseri spirituali.
Soltanto in tali condizioni l’ego poteva sviluppare una reale capacità
di pensare ed agire in libertà. In Il Mistero di Michele Steiner
dice: “E’ la missione di Michele di portare l’uomo nuovamente
verso l’alto, sul sentiero della sua volontà, verso quei
regni dai quali è disceso quando, sul sentiero del pensiero, la
sua coscienza terrena ha subito una trasformazione da un modo ipersensibile
ad un modo fisico di vivere le esperienze.”
La guida di Michele mostra una
via al progresso attraverso le condizioni attuali, dove le forze spirituali
antagonistiche ci fuorvierebbero e ci allontanerebbero dalla possibilità
di trovare il nostro proprio sentiero interiore verso il Cristo. Per Steiner,
ricevere il Cristo in noi stessi è l’unico modo per realizzare
la nostra più alta potenzialità spirituale. Michele ed altri
arcangeli alternano ciclicamente le loro influenze per ispirare l’umanità.
Nel periodo storico immediatamente precedente il nostro tempo l’arcangelo
Gabriele dotò l’umanità di conoscenza scientifica.
Nel periodo attuale, che sta appena cominciando, Michele ci ispirerà
dandoci conoscenza spirituale. Come Steiner dice, “Proprio come
una volta ha portato le anime umane verso una comprensione della vita
di Cristo come discesa dal cielo alla terra, così sta ora preparando
l’umanità a sperimentare l’apparizione della Coscienza
di Cristo dal regno dell’ignoto al regno del noto.”
Come la Coscienza di Cristo vive in noi e si esprime attraverso noi, così
cooperiamo con gli impulsi divini che formano le nostre esistenze future.
Ogni passo che facciamo verso il futuro può essere un’apertura
per il Cristo perché viva dentro di noi. Con l’aiuto di Michele
troveremo la nostra via.
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