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D: Sarò mai in grado di
diagnosticare i disturbi, e quale spirito mi darà questo ?
R: Se la coscienza del corpo intenderà e desidererà ciò
può essere una parte dell’opera dell’entità.
Questo verrà compiuto per mezzo di una concordia di forze cosmiche
o universali, come qui. Questa può essere evocata in chiunque così
purifichi la propria coscienza fisica o innalzi le vibrazioni del proprio
corpo fisico a quella sintonizzazione che porta guarigioni agli altri;
poiché, come è stato dato, “ “Chi guarisce tutte
le tue infermità ? Chi porta la speranza, le forze ricche d’amore,
nella tua vita ?” Come è stato dato, “Anche se do il
mio corpo per farlo bruciare, e non ho l’amore, ciò non mi
è di vantaggio. Anche se posso essere in grado di interpretare,
anche se posso profetizzare, anche se posso portare quella fede così
da spostare delle montagne, e se non ho l’amore, ciò non
è nulla !” Quindi, dapprima sappi che cosa significa l’amore,
“perché Dio ha così amato il mondo da dare Suo Figlio
affinchè noi attraverso Lui potessimo avere la vita, ed averla
più abbondantemente. La bocca parla dall’abbondanza del cuore.”
I pensieri sono azioni, e a seconda di come le loro correnti scorrono
portano o miracoli o crimini. Come Egli ha purificato la propria vita,
così possiamo noi purificare la nostra vita affinchè essi
possano essere tutt’uno in Lui, e come Egli impose le mani a molti,
così la guarigione proveniente dal sé può arrivare
a molti se vuoi credere e chiedere nel Suo nome. Sii quindi la guida forte,
leale per molti, come sei stato nei giorni che vennero contati come inutili
! 281-3
Quanto alle guarigioni, ai miracoli
compiuti dal Maestro - il primo documentato comincia naturalmente con
quello a Capernao, o a Cana e vicino a Capernao, quando Egli era recentemente
tornato dal deserto - o la visita a Giovanni - quando l’acqua venne
trasformata in vino.
Quindi ci fu la guarigione della madre della moglie di Simon Pietro, dalla
febbre. Fu uno dei pochi casi in cui le guarigioni vennero compiuti fra
la Sua stessa gente, fra la Sua parentela.
Qualcuno potrebbe facilmente fare la domanda: se Egli era il guaritore,
perché era necessario che Giuseppe morisse ?
Il Maestro è venuto per occuparsi del Suo lavoro o del lavoro di
Suo Padre ?
Come individui, come rappresentanti del Maestro, come fratelli, come eredi
con Lui ci occupiamo del lavoro di nostro Padre o del nostro lavoro ?
Vi è la variazione.
Per quanto riguarda i miracoli di guarigione ci furono molti casi in cui
le guarigioni individuali furono del tipo istantaneo - come quello quando
Egli disse a colui [che era] paralitico, “Figlio, i tuoi peccati
ti siano perdonati.” Quando arrivarono le domande (come Egli sapeva
che sarebbero arrivate) Egli rispose: “Che cosa è più
facile da dire, I tuoi peccati ti siano perdonati, o Alzati, prendi il
tuo letto e va’ a casa tua ?” Immediatamente l’uomo
si alzò, prese il suo letto e andò a casa sua ! Qui troviamo
che non è stato per mezzo del comando, bensì per mezzo della
Sua stessa personalità. Perché la domanda non era se Egli
guarisse, ma se Egli avesse il potere di perdonare il peccato ! Il riconoscimento
era che il peccato aveva causato il disturbo fisico. 5749-16
D: . . . Qual è il nome
del mio guaritore ?
R: Quel nome al di sopra di ogni altro nome ! Come quel nome, nominato
dal sé, ha portato la guarigione nel sé fisico in un’esperienza,
così il sé può - mantenendo, ottenendo, raggiungendo
quella coscienza dell’inerenza e della comunione di quello Spirito
uguale al sé - portare soccorso, portare aiuto, portare speranza
e fede ad un altro.
D: Nel dare guarigione non è di primaria importanza avere il corpo
in perfetta condizione fisica ?
R: Bisogna elevare il sé a quella coscienza di una perfezione fisica
nello spirito, per dare l’atteggiamento o il concetto corretto a
qualcun altro. Il dubbio non ha mai compiuto nulla ! 281-3
L’entità fu giovane
di età durante quelle esperienze in cui il Maestro camminò
sulla terra, ma fu nota a molti che sopportavano molte privazioni.
Perché l’entità fu nella casa di Rhoda quando ci furono
le riunioni quando le persecuzioni avevano iniziato, e quando Pietro venne
liberato dalla prigione in modo così miracoloso.
I miracoli, come li chiameremmo oggi, per l’entità sono pertanto
le cose del giorno. E l’entità ha veramente l’introspezione
in quelle influenze che il cosiddetto miracoloso è una legge naturale;
se vivere, pensare e pregare sono la stessa identica cosa.
Perciò queste cose diventano per l’entità, e per quelli
intorno all’entità, meraviglie per altri per quanto riguarda
le capacità; ma queste a volte confondono gli altri e l’entità.
Quindi non pensare alle cose della terra. Non pensare a quelle cose che
sono come l’immaginazione passeggera, ma rimani fedele a ciò
che è l’influenza innata da quelle stesse comprensioni ottenute;
che Egli è la Vita - e restare in quella fede, quella credenza,
quella coscienza della Sua immanenza è quell’esperienza che
può portare la gioia di vivere, le esperienze migliori della vita,
e quelle cose che rendono gli altri coscienti della presenza dell’entità
ogniqualvolta che è in mezzo agli altri. 1406-1
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