L’antico
DNA e l’Atlantide di Cayce
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Le letture di Cayce determinano il periodo storico a cui appartiene
Atlantide ad oltre 200 000 anni fa e l’antica Lemuria a 12 milioni
di anni fa, ma i fossili del cromosoma Y fanno risalire il primo maschio
Homo sapiens solo a circa 150 000 anni fa. Ogni essere vivente simile
agli umani precedente a questo periodo, tecnicamente non sarebbe stato
Homo sapiens, quindi non come noi.
Le letture di Cayce riconoscono
la traccia genetica: “Abbiamo nella legge della terra …
ciò che è ereditario dalla discendenza di un corpo.”
(541-1) Ma secondo Cayce, gli atlantidei non erano umani! In
realtà, la descrizione di Cayce di corpi atlantidei non si avvicina
nemmeno lontanamente a qualsiasi fossile trovato su questo pianeta.
Descrisse il corpo atlantideo
come un “corpo pensiero” che “gradualmente prese forma”.
(364-3 e -11) Alcuni dei corpi che descrisse provengono direttamente
dalla mitologia umana! Erano corpi di forma-pensiero con parti animali,
che creavano creature leggendarie come centauri, gorgoni (creature alate
femminili con serpenti come capelli), furie (donne-uccello con serpenti
come capelli), sirene (donne-uccello con voci ammalianti), satiri (uomini-caproni),
arpie (donne-uccello sgradevoli), ciclopi (giganti con un solo occhio),
sirene e tritoni (uomini e donne pesce), Nefilim (giganti – Genesi
6) e così via.
Vi furono anche quelli che
non avevano parti animali, ma erano comunque “corpi-pensiero
proiettati”. Oltre a questi corpi-pensiero simili agli umani c’erano
i “Figli delle Forze Creative” con poteri divini, femminili
e maschili (364-11, Genesi 6). Cayce disse: “la fisionomia fu
quella di una testa piena con un occhio in più.”
Spiegò che l’occhio poteva spostarsi nel corpo e apparire,
se necessario, sul retro della testa oppure nel palmo della mano. Aggiunse:
“Questi assunsero molte dimensioni per quanto riguarda
la statura, da ciò che può essere chiamato nano fino ai
giganti – perché in quei giorni ci furono i giganti sulla
terra, uomini alti (come lo si direbbe oggi) dai 3 ai 4 metri di statura
e in proporzione – ben proporzionati in ogni parte.” (364-11)
I nostri scienziati non hanno
trovato alcuni resti mortali delle creature mitiche né alcuni
“corpi-pensiero”, probabilmente perché il pensiero
non si lascia dietro delle ossa! Però hanno trovato dei corpi
giganti. Le ossa di un uomo alto 4 metri furono riportati alla
luce nel 1833 da un gruppo di soldati a Lompock Rancho, in California.
Armi giganti circondavano il suo scheletro. Nel 1936 Larson Kohl, il
paleontologo ed antropologo tedesco, trovò le ossa di uomini
giganti sulle rive del lago Elyasi nell’Africa centrale. Nel luglio
del 1877 quattro cercatori trovarono un osso di gamba umana che misurava
1 metro dal ginocchio al calcagno, che significava che l’uomo
a cui apparteneva era alto oltre 4 metri.
Recentemente furono trovate
in Etiopia le ossa di una femmina di tre anni, datate 3,3 milioni di
anni fa. Aveva la parte superiore del corpo come una scimmia e la parte
inferiore di un umano. E’ classificata come Australopithecus afarensis,
che è nella linea ancestrale dell’Homo sapiens, ma più
simile alle scimmie che umano. Cayce sostenne chiaramente che gli umani
non provengono dalla scimmia, piuttosto fu creata una forma
specifica per le anime umane e queste forme si sono evolute secondo
le leggi della natura. (3744-5)
Esiste una spiegazione sbalorditiva
per la mancanza di resti mortali umani avanzati ed è che Cayce
descrisse la morte in quei tempi antichi come “un ritiro”
da questo piano di esistenza. Un esempio eccellente è la sacerdotessa
e dottoressa atlantidea Alyne che visse per 6000 anni, poi “si
ritirò in se stessa” (assorbendo il suo corpo-pensiero
proiettato nella sua mente più profonda) e quindi “prese
il volo per Giove”! (823-1) Se questa era la morte tipica dei
corpi-pensiero, allora gli scienziati non troveranno i loro resti mortali
nelle rocce sulla terra. Gli hopi dicono che la porta verso il cielo
era aperta in quei tempi antichi, permettendo alle anime di andare e
venire a piacere – niente ossa lasciate dietro di sé, niente
resti di DNA.
Venture
Inward, novembre/dicembre 2009